NUMAR1NING: Codroipo inizia l’anno di corsa

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Dopo un mesetto di pausa di notizie dal mio blog, coinvolta in un nuovo affascinante progetto che mi carica di adrenalina, mi fa crollare la sera dalla stanchezza e mi fa sobbalzare in piena notte per nuove idee che tolgono il sonno mentre i neuroni scalpitano come criceti nella loro rotellina, attendevo uno spunto per ripartire con le notizie.

E tra le centinaia di mail di eventi ed appuntamenti che quotidianamente ricevo la mia attenzione è stata attratta da questo titolo:

NUMAR1NING 2011+1+1+1+1+1+1+1+1 Codroipo inizia l’anno di corsa

Non è una gara, non ci sono premi ne medaglie, non c’è iscrizione e chiunque può portare ciò che vuole per il rinfresco finale da condividere con tutti.

Così il primo giorno dell’anno, dalle 10 di mattina in poi, si vedevano arrivare persone con panettoni, pandoro, torroni, gubane, ma anche lenticchie, bottiglie di spumante, prosecco, succhi di frutta e altri cibi salati e dolci.

Si trattava di atleti, corridori, marciatori o semplicemente gente che aveva piacere e bisogno di smaltire il cibo eccessivo ingurgitato durante le festività.

Qualcuno spingeva culle con neonati, altri con cani al guinzaglio.

Vicino ai professionisti abbigliati con tute che presumibilmente costano più di un’automobile nuova, c’erano quelli con la tuta da ginnastica in acetato, ancora buona nonostante le decine di anni di attività.

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Splendido vedere tanta gente arrivata da ogni parte del Friuli Venezia Giulia, Veneto e Paesi limitrofi che hanno voluto partecipare a questa che è ormai una tradizione, dato che ha visto gli albori nel 2011.

L’ottava edizione della Numar1ning (la corsa dei numeri 1) è partita per la prima volta alle 11:11 del giorno 1/1/11 e si è ripetuta ogni primo giorno dell’anno sempre alla stessa ora.

Ogni anno sempre più persone partecipano all’avventura ideata da alcuni amici che, solo per passione e divertimento, estendono l’invito a correre o camminare il primo gennaio, attraversando la città di Codroipo, raggiungendo villa Manin, per poi rientrare al campo sportivo comunale attraversando il parco delle Risorgive.
In verità erano previsti due percorsi, quello principale che ovviamente era di 11 chilometri e 111 metri, mentre una scorciatoia evitava il passaggio davanti la villa di Passariano, consentendo di tagliare direttamente nel parco delle Risorgive, percorrendo solo (si fa per dire) 7 chilometri.

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Molti sicuramente li considerano più folli che sportivi, dato che dopo il veglione di fine anno, andare a correre di mattina, sembra assurdo.

Invece le centinaia di partecipanti erano tutti soddisfatti e sorridenti, qualcuno con affaticato, ma appagati e compiaciuti.

Una passeggiata tra amici ma ben organizzata, con segnaletica, video del percorso disponibile su Facebook da alcuni giorni prima, anche se buona parte dei corridori aveva già corso negli anni precedenti, ma soprattutto si è ripromessa di tornare in futuro.

Tra i tanti corridori, podisti, marciatori e passeggiatori, c’era anche un grande campione del paraciclismo che nella sua carriera ha vinto praticamente tutto: Michele Pittacolo. Incontro inatteso in quella circostanza, senza la sua bicicletta.

Ha spiegato che anche correre a piedi rientra nel suo programma di allenamento.

I complimenti agli organizzatori sono giunti da tutti i partecipanti, mentre vorremmo fare le congratulazioni a chi è intervenuto a quest’iniziativa, sportivamente e simpaticamente, contribuendo al successo che sicuramente il prossimo anno sarà ancora più grande.

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Stupenda anche la reazione di coloro che non centravano nulla come gli automobilisti che vedendo passare i corridori si sono fermati per farli attraversare e hanno salutato facendo gli auguri col sorriso.

E a me non resta che aggiungere: un bel modo per iniziare l’anno!

Complimenti a partecipanti e ad organizzatori!

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Misura per Misura di Shakespeare al Politeama Rossetti di Trieste

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Dal 28 novembre al 2 dicembre 2018 al Rossetti di Trieste –

Un grande classico illumina la Stagione Prosa dello Stabile regionale: “Misura per Misura” di Shakespeare arriva al Politeama Rossetti da mercoledì 28 novembre a domenica 2 dicembre.

Il testo a tratti cupo e fra i più misteriosi – e perciò intriganti sul piano artistico – appare oggi ancor più tagliente e incisivo: Paolo Valerio, regista di questa nuova edizione prodotta dallo Stabile di Verona con il Teatro della Toscana e l’Estate Teatrale Veronese, lo ha compreso chiaramente e ha concepito l’intera messinscena tenendo conto di questa dimensione.
Gli attori, capitanati da Massimo Venturiello nei panni del Duca, attraversano la drammaturgia con ritmo incalzante, incastonati in un’ambientazione che non è collocabile in un tempo definito. Il Duca – ha evidenziato la critica – sembra concepire un “Truman Show” al contrario.

La fascinazione del male, le contraddizioni interiori dell’essere umano, l’egoismo, la perdita dei valori fondamentali risuonano dunque con ancor maggiore potenza fra il palcoscenico e la platea e inducono a importanti riflessioni. «Questo malessere umano, oltre tutti i limiti possibili, oltre la farsa, oltre l’ironia, diventa gioia e dolore di un luogo immaginario ma così reale e vicino, dove la forza dell’amore e della bellezza silenziosa forse trionferanno sulla schiavitù della paura e dell’istinto. Per ritornare a sognare, nonostante tutto» scrive il regista, accennando al finale della commedia che affida la speranza ad un ambiguo, poetico silenzio.

La trama shakespeariana vuole che il Duca di Vienna, stanco dei vizi e degli eccessi che ammorbano la sua città, decida di allontanarsi, affidandone la guida ad Angelo, uomo coscienzioso e apparentemente morigerato che assume la carica di governatore. In realtà il Duca ha architettato una finzione, per osservare – assumendo una falsa identità – il comportamento e i pensieri dei propri concittadini. Si traveste da religioso, prende il nome di frate Ludovico, ed assiste agli eventi, talvolta intervenendo in modo da evitare il peggio e prendendo coscienza della deriva intrapresa dalla sua comunità.
Come gli altri, anche l’integerrimo Angelo si lascia presto corrompere: da un lato esercita con ottuso rigore il proprio potere condannando a morte il giovane Claudio, colpevole di attendere un figlio dalla propria fidanzata prima delle nozze. Dall’altro però, quando la sorella del condannato – la novizia Isabella – si presenta da lui per intercedere e salvare almeno la vita al giovane, Angelo si lascia tentare e compie un ricatto sessuale: Claudio avrà la vita salva se Isabella si concederà a lui per una notte.
La deprecabile proposta scatena un’ondata di sviluppi discutibili: Claudio pur di non morire accarezza la tentazione di sacrificare l’onore della sorella, lei per salvarsi lascia senza troppi scrupoli che un’altra donna la sostituisca nell’orribile notte con Angelo… Per fortuna la sostituzione è una macchinazione del Frate-Duca che opportunamente mette fra le braccia di Angelo la sua legittima moglie.

Così la commedia si conclude armoniosamente, con la celebrazione di quattro matrimoni.
Lascia l’amaro in bocca però: perché il finale gioioso e riparatore – a ben guardare – non assicura affatto che l’indomani la società scelga di abbandonare la china di depravazione intrapresa. E ad amplificare questo senso d’inquietudine, sono certo le assonanze che percepiamo fra la collettività tratteggiata fantasiosamente nei primi anni del ‘600 e quella attuale. È in questo la grandezza di Shakespeare, l’immensità della sua scrittura, l’universalità della sua invenzione.

“Misura per Misura” di William Shakespeare va in scena nella traduzione di Masolino D’Amico e per la regia di Paolo Valerio.
Daranno vita ai molti personaggi dello spettacolo Massimo Venturiello (IL DUCA, Vincenzo), Simone Toni (ANGELO, il vicario), Roberto Petruzzelli (ESCALO, anziano lord), Francesco Grossi (CLAUDIO, giovane gentiluomo), Alessandro Baldinotti (LUCIO, uno stravagante), Marco Morellini (BARGELLO), Simone Faloppa (GOMITO, gendarme stordito), Luca Pedron (SCHIUMA, gentiluomo sciocco), Roberto Petruzzelli (POMPEO, servo di madama Strafatta), Luca Pedron (ABOMINO, boia), Simone Faloppa (BERNARDINO, detenuto dissoluto), Camilla Diana (ISABELLA, sorella di Claudio), Federica Castellini (MARIANA, promessa sposa di Angelo), Federica Pizzutilo (GIULIETTA, amata da Claudio), Alessandro Baldinotti (MADAMA STRAFATTA, mezzana).
Ha curato i movimenti di scena Monica Codena, le scene e le immagini sono di Antonio Panzuto, i costumi sono creazioni di Luigi Perego, firma le luci Nevio Cavina e le musiche Antonio Di Pofi.
Lo spettacolo è una coproduzione del Teatro Stabile di Verona con il Teatro della Toscana e l’Estate Teatrale Veronese.

“Misura per Misura” va in scena al Politeama Rossetti da mercoledì 28 novembre a sabato 1 dicembre alle ore 20.30 e domenica 2 dicembre va in scena la recita pomeridiana alle 16.

Giovedì 29 novembre alle 18 alla Sala Bartoli si terrà un incontro di approfondimento sullo spettacolo e sul testo a cura del direttore della British School del Friuli Venezia Giulia, il professor Peter Brown, che converserà con alcuni egli interpreti di “Misura per Misura”. La conversazione si ripeterà venerdì 30 novembre alle ore 17.30 in lingua inglese.
L’ingresso a entrambi gli appuntamenti, è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

I biglietti ancora disponibili si possono acquistare nei consueti punti vendita e circuiti oppure in internet accedendo direttamente dal sito del Teatro, http://www.ilrossetti.it. Per ogni informazione ci si può rivolgere al numero 040. 3593511.

Ponte dell’Immacolata 2018: Sauris e i suoi mercatini

A Sauris (Udine) sabato 8 e domenica 9 dicembre 2018 – 

Mercatino Natale 2018-esterno

Il profumo

è quello delle spezie, del legno di montagna, dei dolci fatti in casa, di vin brulé.

La luce

è quella che viene dall’albero di Natale, degli abeti decorati

e degli occhi dei bambini che aspettano Babbo Natale.

Le dolci note

dei canti natalizi come “La Stella”, tradizione in musica,

allegra armonia che si sprigiona nell’aria.

I sapori

sono quelli di un tempo legati alla tradizione Saurana.

Il calore fra le mani

è quello della lana cotta, delle candele decorate,

di una tazza fumante in compagnia di amici.

Il Mercatino di Natale è una festa per tutti i sensi: ascoltare, ammirare, respirare, gustare, toccare con mano la tradizione, vivere il clima di festa che avvolge e riscalda l’Avvento e le feste.

Nelle piazze e sulle strade si respira un’atmosfera di sincero calore, si sente il valore più vero e profondo del Natale.

Avvento significa attesa, i profumi, le luci e i colori escono dalle abitazioni e dalle famiglie per invadere la strada e creare un percorso unico e inconfondibile.

L’amore per il dettaglio nell’allestimento dei banchetti, la ricerca dell’originalità utilizzando i prodotti tipici e del territorio, la musica che avvolge nel piacevole passeggio fra uno stand e l’altro, i profumi di spezie, biscotti, strudel, dolci e delle altre pietanze sono solo alcuni degli ingredienti che creano questa magica atmosfera.

Un incanto fatto di tradizione che si rivolge ai visitatori più curiosi che vogliono varcare la soglia delle tradizioni locali per vivere una magica Sauris.

Mercatino Natale 2018-interno

Ufficio Turistico IAT Sauris
Fr.Sauris di Sotto, 91/A – 33020 Sauris (UD)
Tel. +39 0433 86076 – Fax +39 0433 866900
E-mail info@sauris.org
WEB http://www.sauris.org

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

OFFRI UN CAFFÈ BUONISSIMO: campagna di solidarietà della A.B.C. – Associazione per i bambini chirurgici del Burlo ONLUS

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A Trieste fino a fine gennaio 2019 – 

LA CASA PICCOLA DI TRIESTE

“Questo grande progetto, offrire accoglienza alle famiglie provenienti da fuori regione, è un gesto di grande umanità […]. Per una famiglia di cinque persone non è poco: poter vivere insieme questa esperienza è una cosa bellissima, coinvolgente e grandiosa, che non avremmo mai potuto fare se non ci fosse stata l’Associazione inoltre, questo legame crea il contatto umano che fa venir voglia di ritornare: si torna nella stessa casa, ormai ci appartiene, per la nostra bimba, come per tutti i bimbi, è una seconda casa. La chiama la «casa piccola di Trieste». […] La disponibilità, la discrezione nell’affidarci una casa, il calore che sentiamo rendono qualsiasi percorso meno doloroso, perché sappiamo che ci siete voi ad aspettarci! Lucia e Rocco”.

Ho pensato che iniziare con la testimonianza di Lucia e Rocco che con la loro famiglia dal 2015 sono stati accolti in una Casa A.B.C. in occasione dei diversi ricoveri della bambina più piccola presso l’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste fosse il modo migliore per presentare l’iniziativa.

* * *

Dietro una tazzina di caffè, la solidarietà per i progetti di A.B.C. l’Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo onlus. Al via da oggi la possibilità di lasciare una donazione negli oltre 80 esercizi pubblici cittadini che hanno aderito all’iniziativa.
Sostenere la gestione di un anno di una casa, a Trieste, di A.B.C. – Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo onlus, al fine di dare ospitalità gratuita ad una parte delle 90 famiglie, provenienti da tutta Italia, che si rivolgono all’Associazione perchè i loro bambini, nati con malformazioni, devono affrontare complessi e lunghi percorsi chirurgici all’interno dell’Ospedale materno infantile Burlo Garofolo. È questo l’obiettivo di “Offri un caffè buonissimo”, la campagna di solidarietà natalizia ideata da A.B.C. – Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo onlus, che da tredici (13) anni esiste per i bambini che devono affrontare lunghi e ripetuti interventi chirurgici all’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste e per i loro genitori. L’iniziativa si apre oggi in concomitanza con la Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, ed è realizzata in collaborazione con Fipe e Confcommercio Trieste, Associazione Caffè Trieste e Solidarietà Trieste e grazie alla mediapartership di Radio Punto Zero e Radio Attività.

A Trieste il caffè è un simbolo della cultura cittadina e questa iniziativa vuole creare una connessione proprio tra questo simbolo e la solidarietà. Come? Da oggi e fino alla fine di gennaio 2019, la cittadinanza sarà invitata a lasciare in dono, in una cassetta riconoscibile grazie alla personalizzazione con il brand della campagna e ospitata in oltre ottanta (80) esercizi pubblici che hanno aderito, il corrispettivo di un caffè per sostenere uno dei progetti di A.B.C.: un gesto semplice che può però dar forma a un sostegno concreto per la vita di tante famiglie e che permette di creare valore sociale nella comunità.

Un’iniziativa benefica che è stata capace di mettere insieme realtà molto differenti tra di loro e unirle con entusiasmo intorno ad un obiettivo comune, dietro al quale si cela una profonda progettualità che mette al centro sempre il bambino e la famiglia.

IL CUORE DELL’INIZIATIVA: IL PROGETTO DI ACCOGLIENZA PER LE FAMIGLIE

thumbnail_CAMPAGNALa generosità delle persone che decideranno di contribuire con una donazione supporterà, infatti, la realizzazione del progetto “Sentirsi a casa”. Numerosi pazienti, per i complessi percorsi chirurgici che devono affrontare, si trovano a vivere, oltre alla difficoltà del ricovero, anche il disagio di una o più trasferte prolungate lontani da casa, visto che molti arrivano da tutta Italia.
Per queste famiglie A.B.C. mette a disposizione gratuitamente tre alloggi a Trieste, luoghi in cui possono, così, restare unite, sentirsi accolte in un ambiente familiare e affrontare con più serenità il ricovero dei loro bambini, oltre a essere supportate dai volontari di A.B.C., che le accolgono nelle Case al loro arrivo, in reparto, per essere accanto ai bimbi e ai genitori durante le lunghe ore del ricovero e a ricevere sostegno psicologico da parte della psicologa dell’Associazione.

«A.B.C. si impegna ad essere accanto alle famiglie durante i complessi percorsi chirurgici dei loro bambini. Questo significa sgravare i genitori da un peso non solo organizzativo, ma soprattutto emotivo. Le Case A.B.C infatti, oltre ad essere uno spazio in cui trascorrere il periodo del ricovero, sono un nido, un luogo in cui sentirsi famiglia e potersi ricaricare. Vogliamo che i genitori e il loro bambini si sentano accolti e percepiscano che qualcuno sta pensando ai loro bisogni, che esiste una rete di sostegno intorno a loro. Abbiamo ideato questa iniziativa proprio perché, per la costruzione di tale rete, è indispensabile la partecipazione attiva del territorio: dalle aziende, agli esercizi pubblici, ai cittadini. Con “Offri un Caffè Buonissimo” ognuno di noi può essere parte integrante di questa rete e, attraverso un dono anche minimo come il valore di un caffè, può partecipare ad un progetto più grande, che unisce la grande solidarietà che caratterizza Trieste al prodotto che ne è simbolo» sottolinea Giusy Battain, Direttrice di A.B.C.

L’obiettivo iniziale di “Offri un caffè buonissimo” era quello di riuscire a coinvolgere almeno cinquanta (50) esercizi pubblici cittadini, obiettivo ampiamente superato perchè ad oggi sono ben ottantuno (81) tra caffè, ristoranti, ma anche negozi di abbigliamento, ottici, profumerie, fioristi e molti altri ancora, che hanno dato la propria adesione all’iniziativa dando dimostrazione di grande sensibilità, anche in virtù della vicinanza con le festività natalizie. Resta aperta la possibilità di aderire per gli esercizi pubblici che non l’hanno ancora fatto, scrivendo a FIPE Trieste.

«Ho trovato doveroso per Fipe aderire a questo progetto. Con questo prezioso gioco di squadra che unisce esercenti e commercianti, sono certo che l’obbiettivo verrà raggiunto. Il progetto ci ha visto coinvolgere in prima battuta i nostri associati. Poi, il passaparola, ha fatto sì che ad aderire siano anche molti commercianti. Un bel segnale che sottolinea pure quanto Trieste tenga alle attività che lavorano a supporto della realtà del Burlo Garofolo. Ora tocca ai triestini fare la loro parte» ha dichiarato Bruno Vesnaver, Presidente Fipe Trieste.

«Abbiamo dato il nostro appoggio a questo progetto – spiega Patrizia Verde, Direttore Generale di Confcommercio Trieste – in quanto si allinea con lo spirito e gli obiettivi propri a diverse iniziative promosse in questi anni dalla nostra associazione e che hanno avuto una marcata connotazione di solidarietà e impegno sociale. A questo riguardo, posso anticipare sin d’ora, che, a breve, ne presenteremo altre due nel periodo di Natale. Per Confcommercio abbinare imprenditoria e solidarietà, al di là dell’etica, significa anche guardare concretamente al miglioramento del contesto sociale che è uno degli elementi cardine di ogni tessuto civile ed anche produttivo».

Al progetto partecipa anche l’Associazione Caffè Trieste, l’associazione tra le aziende che compongono la filiera del caffè di Trieste, attiva dal 1891. «Trieste è a tutti gli effetti considerata, ed è, la “città del caffè”. Offrire un caffè all’ospite è qualcosa di immediato nel nostro comportamento, pertanto da parte nostra è logico appoggiare un’iniziativa che si basa proprio sul caffè per dare una degna accoglienza a chi viene a Trieste in cerca di aiuto e siamo onorati e soddisfatti di poter “aiutare chi aiuta”» ha ricordato il Presidente Fabrizio Polojaz.

«Solidarietà Trieste è al fianco di A.B.C. in questa lodevole iniziativa e alle altre a favore dei bambini e loro famiglie che attraversano momenti particolarmente delicati. Inoltre, Confindustria Venezia Giulia, di cui Solidarietà Trieste è emanazione, ha messo a disposizione degli spazi all’interno della propria sede, a sostegno delle attività dell’Associazione» ha ricordato in conclusione il Presidente Felice Bragoni.

Per chi volesse fare di più, in vista del Natale è possibile sostenere i progetti dell’Associazione A.B.C. con una donazione oppure dedicare un po’ del proprio tempo diventando volontario.

Per info: http://www.abcburlo.itinfo@abcburlo.it

#uncaffexABC

ESERCIZI PUBBLICI DI TRIESTE CHE ADERISCONO ALL’INIZIATIVA:

Bar URBANIS piazza Borsa 15
Bar PORTIZZA piazza Borsa 5/b
Bar TEE ROOM Via Cadorna 2/b
Bar ROMA 4 via Roma 4
Bar CREMCAFFÈ piazza Goldoni 10
Bar “ANDRONA DEGLI ORTI”​​​Via S. Michele, 2/A​​
Bar “ANTICO CAFFE’ MARCONI”​​​Piazza Marconi, 4 Muggia​​
Bar “BLACK & WHITE”​​​​Via Trissino, 14
Bar “CAFFE’ GOLDONI”​​​​Piazza Goldoni, 3​​​
Bar “CAFFE’ ROSSINI”​​​Via Rossini, 8​​​​
Bar “DERBY”​​​​Via Carducci, 11​​​
Bar “LE MERENDE”​​​Via Coroneo, 1​​​
Bar “OSTERIA DEL CAFFE’”​​​​Via delle Torri, 2​​
Bar “POLITEAMA”​​​​​Viale XX Settembre, 34​​
Bar “ROYAL”​​​​​Via Carducci, 12​​
Bar “SAN MARCO”​​​​​Via Economo, 1​​​
Bar “TIVOLI”​​​​​Via XXX Ottobre, 18/B​​
Bar “ULPIANO”​​​​Via Giustiniano, 9​​​
Bar TWINS piazza Goldoni 4b
Bar RUSSIAN via San Lazzaro 16/a
REX CAFE’GOURMET​​​​ Galleria Protti, 1​​
GENUINO via Beccherie 13
Ristorante “ANTICA GHIACCERETTA”​ ​​Via Fornelli, 2​​
Ristorante “ANTICA TRATTORIA SUBAN”​​ Via Comici, 2​​
Ristorante “TAPAS BARCELONA” ​​Via Riccardo, 4​
Ristorante TRE MERLI viale Miramare 42
Trattoria “ANTICA HOSTARIA DA LIBERO”​ ​Via Risorta, 7
Trattoria “LA ROSA DEI VENTI”​ ​Via Carnaro, 29​
Trattoria “MAX”​​ Via Nazionale, 43​
Trattoria DA GIOVANNI via San Lazzaro 14
Trattoria AL CASTELLO, Muggia
Buffet BENEDETTO via XXX Ottobre 19/a
Il Pane Quotidiano Strada della Rosandra 50
Il Pane Quotidiano via Settefontane 42
Il Pane Quotidiano viale XX Settembre 11
Il Pane Quotidiano via Giulia 5
il Pane Quotidiano via Giulia 26
Il Pane Quotidiano via di Servola 126
Il Pane Quotidiano piazza Tra i Rivi 5
il Pane Quotidiano – Muggia via Carducci 6
Sircelli panificio via Gallina via Gallina 2
Sircelli panificio via Massimo D’Azeglio 1

ESERCIZI COMMERCIALI DI TRIESTE CHE ADERISCONO ALL’INIZIATIVA:

Portacavana via Cavana 8/a
Gaia Life via Imbriani 12/b
Risskio viale XX Settembre 12
Profumeria Belle et Beau via XXX Ottobre 6
Cartoleria Muran via Reti 6
Albano Garden via Battisti 8
Cartoleria Centrale via Battisti 13
Macelleria Suppancig piazza San Giovanni
Gamma piazza San Giovanni 4
La Pintadera via XXX ottobre 8/b
Sessi via Tarabocchia 5
Ottica Dambrosi piazza Unità sotto al Comune
Ottica Dambrosi largo Santorio 4
Christine abbigliamento piazza Tommaseo
Penelope via Carducci 41
Calzature Martini viale XX Settembre 7
Foto Pozzar via delle Torri 2
Laurenti e Stigliani via Ginnastica 7
Laurenti e Stigliani Largo Sartorio 4
Mini Mou via San Nicolò 14
Thymos Style p.zza San Giovanni 1
Al Gambero via Battisti 3
Fiori Vera via San Spiridione 12/a
Boutique On Top via Nordio 6
Calzedonia via San Nicolò 36
Calzedonia piazza Borsa 5
Fans via Imbriani 2
Box via Mazzini 42
Castiglioni Corso Saba 2
Corso Saba 2
Border Line viale XX Settembre 18/b
Top via Nordio
Ottica Siroki via Dante 14
Fantasylandia via XXX Ottobre 15
Il Giardino di Sara via Giulia 5
Sintesi viale XXX Settembre 8
Fiori Savina via dell’Istria 8
Roby Abbigliamento via di Servola 144
Coltelleria Fantoma via Gallina 4

Sabato 24 al Teatro Verdi si presenta L’arancia nel cesto di Giovanni Marzini

Sabato 24 novembre, alle 11.30 alla Sala Ridotto del Teatro Verdi di Trieste –

Dal “come eravamo” all’attualità dei nostri giorni.

Quasi cinquant’anni di vita, fra ricordi personali e aneddoti professionali, sul filo rosso di un’”arancia” che, rimbalzando, scandisce «una vita bellissima, trascorsa quasi interamente nel mondo che avevi sognato, facendo il lavoro che hai sempre voluto e amato».

E’ lo sport, infatti, a cominciare dal basket, l’intenso filo rosso de “L’arancia nel cesto” il libro autobiografico di Giovanni Marzini uscito giovedì 22 novembre per Prandicom edizioni (250 pag. €15, proventi a favore della Fondazione Luchetta), con prima presentazione già fissata per sabato 24, alle 11.30, nella Sala Ridotto del Teatro Verdi di Trieste.

Giovanni Marzini, dialogherà con Massimo Cirri, autore e voce del programma cult Caterpillar, di Radio2 Rai. “L’arancia nel cesto” sarà disponibile nelle librerie trivenete e sarà raccontato attraverso molte presentazioni: dopo Trieste è già in calendario l’incontro di Cormons domenica 2 dicembre, in dialogo con Bruno Pizzul.
«Arriva un momento nella vita in cui ti accorgi che desideri più di ogni altra cosa sfogliare il tuo album dei ricordi – spiega Marzini, giornalista familiare al grande pubblico, volto televisivo sino al culmine della carriera RAI chiusa alla direzione della TGR Friuli Venezia Giulia – Perché il passato non è malinconia: è leggerezza, se lo hai vissuto quasi sempre col sorriso. E allora lo rileggi con gioia, volendolo condividere con quelli che accanto a te sono stati i protagonisti di questi meravigliosi cinquant’anni. Gli amici, i colleghi, la tua famiglia allargata che ha sempre fatto il tifo per te, quando toccavi il cielo con un dito, così come quando credevi di aver smarrito la giusta strada».
Giovanni Marzini ci consegna dunque “L’arancia nel cesto”, un libro in cui sfilano quasi cinquant’anni di vita “triestina” trascorsa dietro ad un microfono ed una telecamera: un album dei ricordi, del detto e non detto, pieno di aneddoti e storie mai raccontate, viste con gli occhi curiosi del cronista. Filo rosso, naturalmente, è quell’ “arancio basket” caparbiamente intrecciato alla vita di Giovanni Marzini: prima come giovane giocatore, poi come giornalista sportivo, editorialista e telecronista, e nella stagione più recente come presidente della Pallacanestro Trieste, catalizzatore di migliaia di tifosi e appassionati che proprio dal suo insediamento si sono aggiunti sugli spalti del PalaRubini.

Ma è tutt’altro che un libro di puro “amarcord”: tanti i piani di riflessione per il lettore. Quello legato alla professionalità giornalistica, innanzitutto, dagli anni Settanta ad oggi un mestiere evoluto di pari passo con la tecnologia, linguaggi nuovi o rinnovati come quello televisivo: news e talk show meno ingessati grazie all’arrivo delle “private” come Telequattro, capitolo portante degli esordi professionali dell’autore.

Ma anche nuovi scenari in rapporto alla creatività e curiosità delle giovani generazioni che, nell’Italia di oggi, trovano certo meno opportunità rispetto alle pionieristiche “praterie” del giornalismo di cinquant’anni fa.

E poi i grandi fatti di cronaca, dal terremoto in Friuli del ’76 al caso Eluana Englaro: pietre miliari che intrecciano la grande storia alle vicende personali, determinando l’evoluzione storico-sociale delle nostre vite.

E ancora lo sport, tanto sport a partire dal calcio, oltre al basket: perché nel corso di una carriera davvero lusinghiera e stimolante sfilano le emozionanti dirette per 90mo minuto, i servizi per la Domenica Sportiva, le telecronache al fianco di Bruno Pizzul, l’avventura degli Europei in Olanda seguiti per Rai Sport.

Il tutto annotato con dovizia di aneddoti, nomi ed episodi nelle pagine del libro. “L’arancia nel cesto”, allora, diventa una sorta di leggiadro “stream of consciousness”, un affettuoso flusso di memorie ed episodi che “zampillano” in dialogo con un amico, durante un lungo ed inatteso fine settimana di vacanza rubato all’impegnativo tran-tran di ogni giorno.

Una fuga infarcita di chiacchiere che diventano confessioni e ricordi, molti condivisi, altri inediti.

«I rimbalzi dell’arancia – spiega ancora Giovanni Marzini – hanno sullo sfondo tanto basket, un po’ di calcio, ma soprattutto la passione per un mestiere, iniziato da subito, attraverso i giornali, la radio e alla fine la televisione. E’ la storia di una vita, delle scelte, degli ostacoli, delle gioie, dei dolori e delle ferite di un gruppo di ultrasessantenni di oggi, che si dichiarano fortunati per come han saputo crescere in un Paese che adesso è tanto diverso da quello raccontato in questo libro. Un viaggio nel passato che voglio dedicare ai giovani e al loro futuro, alla sfida che ora li attende: è la loro partita di basket, da giocare con coraggio, cercando di mandare l’arancia dentro quel cesto per segnare i punti che decideranno poi le sorti delle loro vite. Una partita da vincere, per raccontarcela magari in futuro con la stessa felicità e quel pizzico di ottimismo che ho messo in queste pagine».

* * *

Giovanni Marzini nasce a Bassano del Grappa il 31 gennaio del 1954. Si avvicina da subito al giornalismo, dopo aver conseguito il diploma di maturità scientifica al liceo Oberdan di Trieste, città dove ha sempre vissuto e attualmente vive.

Inizia a collaborare nel 1974 con la redazione triestina della Gazzetta dello Sport e quella del Piccolo. Nel 1976 è tra i fondatori dell’emittente radiofonica Radio Sound Trieste 102. Nel 1977 approda a Telequattro, dove rimarrà per dieci anni esatti, gli ultimi tre in qualità di direttore responsabile.

Nel gennaio del 1988 viene assunto presso la sede regionale della RAI, dove rimarrà per 25 anni percorrendo tutte le tappe della carriera all’interno della redazione: capo servizio, vicecapo redattore e, dopo una parentesi romana di alcuni mesi a RAI Sport, come responsabile della redazione calcio, rientrerà a Trieste nell’ottobre del 2000, per assumere la direzione del tg regionale. Manterrà questo incarico per 13 anni.

Nel luglio del 2013 decide di lasciare anzitempo l’azienda, presentando le proprie dimissioni. Nel novembre dello stesso anno viene nominato presidente del Corecom Fvg (comitato regionale per le telecomunicazioni, emanazione regionale di AGCOM, l’autorità di garanzia delle comunicazioni).

Il suo mandato di cinque anni al Corecom scade (con il cambio di legislatura) il prossimo 26 novembre.

Tra il 2015 ed il 2017, per 18 mesi ricopre il ruolo di presidente della Pall. Trieste, chiamato dai soci del club per contribuire al rilancio della squadra.

Quando si insedia, al palasport non vanno quasi mai più di 2.500-3.000 tifosi. Lascerà la presidenza nell’estate del 2017, dopo la finale promozione con Bologna e con una media spettatori nei play-off vicina alle 7000 presenze a partita.