Misura per Misura di Shakespeare al Politeama Rossetti di Trieste

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Dal 28 novembre al 2 dicembre 2018 al Rossetti di Trieste –

Un grande classico illumina la Stagione Prosa dello Stabile regionale: “Misura per Misura” di Shakespeare arriva al Politeama Rossetti da mercoledì 28 novembre a domenica 2 dicembre.

Il testo a tratti cupo e fra i più misteriosi – e perciò intriganti sul piano artistico – appare oggi ancor più tagliente e incisivo: Paolo Valerio, regista di questa nuova edizione prodotta dallo Stabile di Verona con il Teatro della Toscana e l’Estate Teatrale Veronese, lo ha compreso chiaramente e ha concepito l’intera messinscena tenendo conto di questa dimensione.
Gli attori, capitanati da Massimo Venturiello nei panni del Duca, attraversano la drammaturgia con ritmo incalzante, incastonati in un’ambientazione che non è collocabile in un tempo definito. Il Duca – ha evidenziato la critica – sembra concepire un “Truman Show” al contrario.

La fascinazione del male, le contraddizioni interiori dell’essere umano, l’egoismo, la perdita dei valori fondamentali risuonano dunque con ancor maggiore potenza fra il palcoscenico e la platea e inducono a importanti riflessioni. «Questo malessere umano, oltre tutti i limiti possibili, oltre la farsa, oltre l’ironia, diventa gioia e dolore di un luogo immaginario ma così reale e vicino, dove la forza dell’amore e della bellezza silenziosa forse trionferanno sulla schiavitù della paura e dell’istinto. Per ritornare a sognare, nonostante tutto» scrive il regista, accennando al finale della commedia che affida la speranza ad un ambiguo, poetico silenzio.

La trama shakespeariana vuole che il Duca di Vienna, stanco dei vizi e degli eccessi che ammorbano la sua città, decida di allontanarsi, affidandone la guida ad Angelo, uomo coscienzioso e apparentemente morigerato che assume la carica di governatore. In realtà il Duca ha architettato una finzione, per osservare – assumendo una falsa identità – il comportamento e i pensieri dei propri concittadini. Si traveste da religioso, prende il nome di frate Ludovico, ed assiste agli eventi, talvolta intervenendo in modo da evitare il peggio e prendendo coscienza della deriva intrapresa dalla sua comunità.
Come gli altri, anche l’integerrimo Angelo si lascia presto corrompere: da un lato esercita con ottuso rigore il proprio potere condannando a morte il giovane Claudio, colpevole di attendere un figlio dalla propria fidanzata prima delle nozze. Dall’altro però, quando la sorella del condannato – la novizia Isabella – si presenta da lui per intercedere e salvare almeno la vita al giovane, Angelo si lascia tentare e compie un ricatto sessuale: Claudio avrà la vita salva se Isabella si concederà a lui per una notte.
La deprecabile proposta scatena un’ondata di sviluppi discutibili: Claudio pur di non morire accarezza la tentazione di sacrificare l’onore della sorella, lei per salvarsi lascia senza troppi scrupoli che un’altra donna la sostituisca nell’orribile notte con Angelo… Per fortuna la sostituzione è una macchinazione del Frate-Duca che opportunamente mette fra le braccia di Angelo la sua legittima moglie.

Così la commedia si conclude armoniosamente, con la celebrazione di quattro matrimoni.
Lascia l’amaro in bocca però: perché il finale gioioso e riparatore – a ben guardare – non assicura affatto che l’indomani la società scelga di abbandonare la china di depravazione intrapresa. E ad amplificare questo senso d’inquietudine, sono certo le assonanze che percepiamo fra la collettività tratteggiata fantasiosamente nei primi anni del ‘600 e quella attuale. È in questo la grandezza di Shakespeare, l’immensità della sua scrittura, l’universalità della sua invenzione.

“Misura per Misura” di William Shakespeare va in scena nella traduzione di Masolino D’Amico e per la regia di Paolo Valerio.
Daranno vita ai molti personaggi dello spettacolo Massimo Venturiello (IL DUCA, Vincenzo), Simone Toni (ANGELO, il vicario), Roberto Petruzzelli (ESCALO, anziano lord), Francesco Grossi (CLAUDIO, giovane gentiluomo), Alessandro Baldinotti (LUCIO, uno stravagante), Marco Morellini (BARGELLO), Simone Faloppa (GOMITO, gendarme stordito), Luca Pedron (SCHIUMA, gentiluomo sciocco), Roberto Petruzzelli (POMPEO, servo di madama Strafatta), Luca Pedron (ABOMINO, boia), Simone Faloppa (BERNARDINO, detenuto dissoluto), Camilla Diana (ISABELLA, sorella di Claudio), Federica Castellini (MARIANA, promessa sposa di Angelo), Federica Pizzutilo (GIULIETTA, amata da Claudio), Alessandro Baldinotti (MADAMA STRAFATTA, mezzana).
Ha curato i movimenti di scena Monica Codena, le scene e le immagini sono di Antonio Panzuto, i costumi sono creazioni di Luigi Perego, firma le luci Nevio Cavina e le musiche Antonio Di Pofi.
Lo spettacolo è una coproduzione del Teatro Stabile di Verona con il Teatro della Toscana e l’Estate Teatrale Veronese.

“Misura per Misura” va in scena al Politeama Rossetti da mercoledì 28 novembre a sabato 1 dicembre alle ore 20.30 e domenica 2 dicembre va in scena la recita pomeridiana alle 16.

Giovedì 29 novembre alle 18 alla Sala Bartoli si terrà un incontro di approfondimento sullo spettacolo e sul testo a cura del direttore della British School del Friuli Venezia Giulia, il professor Peter Brown, che converserà con alcuni egli interpreti di “Misura per Misura”. La conversazione si ripeterà venerdì 30 novembre alle ore 17.30 in lingua inglese.
L’ingresso a entrambi gli appuntamenti, è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

I biglietti ancora disponibili si possono acquistare nei consueti punti vendita e circuiti oppure in internet accedendo direttamente dal sito del Teatro, http://www.ilrossetti.it. Per ogni informazione ci si può rivolgere al numero 040. 3593511.

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Ponte dell’Immacolata 2018: Sauris e i suoi mercatini

A Sauris (Udine) sabato 8 e domenica 9 dicembre 2018 – 

Mercatino Natale 2018-esterno

Il profumo

è quello delle spezie, del legno di montagna, dei dolci fatti in casa, di vin brulé.

La luce

è quella che viene dall’albero di Natale, degli abeti decorati

e degli occhi dei bambini che aspettano Babbo Natale.

Le dolci note

dei canti natalizi come “La Stella”, tradizione in musica,

allegra armonia che si sprigiona nell’aria.

I sapori

sono quelli di un tempo legati alla tradizione Saurana.

Il calore fra le mani

è quello della lana cotta, delle candele decorate,

di una tazza fumante in compagnia di amici.

Il Mercatino di Natale è una festa per tutti i sensi: ascoltare, ammirare, respirare, gustare, toccare con mano la tradizione, vivere il clima di festa che avvolge e riscalda l’Avvento e le feste.

Nelle piazze e sulle strade si respira un’atmosfera di sincero calore, si sente il valore più vero e profondo del Natale.

Avvento significa attesa, i profumi, le luci e i colori escono dalle abitazioni e dalle famiglie per invadere la strada e creare un percorso unico e inconfondibile.

L’amore per il dettaglio nell’allestimento dei banchetti, la ricerca dell’originalità utilizzando i prodotti tipici e del territorio, la musica che avvolge nel piacevole passeggio fra uno stand e l’altro, i profumi di spezie, biscotti, strudel, dolci e delle altre pietanze sono solo alcuni degli ingredienti che creano questa magica atmosfera.

Un incanto fatto di tradizione che si rivolge ai visitatori più curiosi che vogliono varcare la soglia delle tradizioni locali per vivere una magica Sauris.

Mercatino Natale 2018-interno

Ufficio Turistico IAT Sauris
Fr.Sauris di Sotto, 91/A – 33020 Sauris (UD)
Tel. +39 0433 86076 – Fax +39 0433 866900
E-mail info@sauris.org
WEB http://www.sauris.org

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

OFFRI UN CAFFÈ BUONISSIMO: campagna di solidarietà della A.B.C. – Associazione per i bambini chirurgici del Burlo ONLUS

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A Trieste fino a fine gennaio 2019 – 

LA CASA PICCOLA DI TRIESTE

“Questo grande progetto, offrire accoglienza alle famiglie provenienti da fuori regione, è un gesto di grande umanità […]. Per una famiglia di cinque persone non è poco: poter vivere insieme questa esperienza è una cosa bellissima, coinvolgente e grandiosa, che non avremmo mai potuto fare se non ci fosse stata l’Associazione inoltre, questo legame crea il contatto umano che fa venir voglia di ritornare: si torna nella stessa casa, ormai ci appartiene, per la nostra bimba, come per tutti i bimbi, è una seconda casa. La chiama la «casa piccola di Trieste». […] La disponibilità, la discrezione nell’affidarci una casa, il calore che sentiamo rendono qualsiasi percorso meno doloroso, perché sappiamo che ci siete voi ad aspettarci! Lucia e Rocco”.

Ho pensato che iniziare con la testimonianza di Lucia e Rocco che con la loro famiglia dal 2015 sono stati accolti in una Casa A.B.C. in occasione dei diversi ricoveri della bambina più piccola presso l’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste fosse il modo migliore per presentare l’iniziativa.

* * *

Dietro una tazzina di caffè, la solidarietà per i progetti di A.B.C. l’Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo onlus. Al via da oggi la possibilità di lasciare una donazione negli oltre 80 esercizi pubblici cittadini che hanno aderito all’iniziativa.
Sostenere la gestione di un anno di una casa, a Trieste, di A.B.C. – Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo onlus, al fine di dare ospitalità gratuita ad una parte delle 90 famiglie, provenienti da tutta Italia, che si rivolgono all’Associazione perchè i loro bambini, nati con malformazioni, devono affrontare complessi e lunghi percorsi chirurgici all’interno dell’Ospedale materno infantile Burlo Garofolo. È questo l’obiettivo di “Offri un caffè buonissimo”, la campagna di solidarietà natalizia ideata da A.B.C. – Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo onlus, che da tredici (13) anni esiste per i bambini che devono affrontare lunghi e ripetuti interventi chirurgici all’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste e per i loro genitori. L’iniziativa si apre oggi in concomitanza con la Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, ed è realizzata in collaborazione con Fipe e Confcommercio Trieste, Associazione Caffè Trieste e Solidarietà Trieste e grazie alla mediapartership di Radio Punto Zero e Radio Attività.

A Trieste il caffè è un simbolo della cultura cittadina e questa iniziativa vuole creare una connessione proprio tra questo simbolo e la solidarietà. Come? Da oggi e fino alla fine di gennaio 2019, la cittadinanza sarà invitata a lasciare in dono, in una cassetta riconoscibile grazie alla personalizzazione con il brand della campagna e ospitata in oltre ottanta (80) esercizi pubblici che hanno aderito, il corrispettivo di un caffè per sostenere uno dei progetti di A.B.C.: un gesto semplice che può però dar forma a un sostegno concreto per la vita di tante famiglie e che permette di creare valore sociale nella comunità.

Un’iniziativa benefica che è stata capace di mettere insieme realtà molto differenti tra di loro e unirle con entusiasmo intorno ad un obiettivo comune, dietro al quale si cela una profonda progettualità che mette al centro sempre il bambino e la famiglia.

IL CUORE DELL’INIZIATIVA: IL PROGETTO DI ACCOGLIENZA PER LE FAMIGLIE

thumbnail_CAMPAGNALa generosità delle persone che decideranno di contribuire con una donazione supporterà, infatti, la realizzazione del progetto “Sentirsi a casa”. Numerosi pazienti, per i complessi percorsi chirurgici che devono affrontare, si trovano a vivere, oltre alla difficoltà del ricovero, anche il disagio di una o più trasferte prolungate lontani da casa, visto che molti arrivano da tutta Italia.
Per queste famiglie A.B.C. mette a disposizione gratuitamente tre alloggi a Trieste, luoghi in cui possono, così, restare unite, sentirsi accolte in un ambiente familiare e affrontare con più serenità il ricovero dei loro bambini, oltre a essere supportate dai volontari di A.B.C., che le accolgono nelle Case al loro arrivo, in reparto, per essere accanto ai bimbi e ai genitori durante le lunghe ore del ricovero e a ricevere sostegno psicologico da parte della psicologa dell’Associazione.

«A.B.C. si impegna ad essere accanto alle famiglie durante i complessi percorsi chirurgici dei loro bambini. Questo significa sgravare i genitori da un peso non solo organizzativo, ma soprattutto emotivo. Le Case A.B.C infatti, oltre ad essere uno spazio in cui trascorrere il periodo del ricovero, sono un nido, un luogo in cui sentirsi famiglia e potersi ricaricare. Vogliamo che i genitori e il loro bambini si sentano accolti e percepiscano che qualcuno sta pensando ai loro bisogni, che esiste una rete di sostegno intorno a loro. Abbiamo ideato questa iniziativa proprio perché, per la costruzione di tale rete, è indispensabile la partecipazione attiva del territorio: dalle aziende, agli esercizi pubblici, ai cittadini. Con “Offri un Caffè Buonissimo” ognuno di noi può essere parte integrante di questa rete e, attraverso un dono anche minimo come il valore di un caffè, può partecipare ad un progetto più grande, che unisce la grande solidarietà che caratterizza Trieste al prodotto che ne è simbolo» sottolinea Giusy Battain, Direttrice di A.B.C.

L’obiettivo iniziale di “Offri un caffè buonissimo” era quello di riuscire a coinvolgere almeno cinquanta (50) esercizi pubblici cittadini, obiettivo ampiamente superato perchè ad oggi sono ben ottantuno (81) tra caffè, ristoranti, ma anche negozi di abbigliamento, ottici, profumerie, fioristi e molti altri ancora, che hanno dato la propria adesione all’iniziativa dando dimostrazione di grande sensibilità, anche in virtù della vicinanza con le festività natalizie. Resta aperta la possibilità di aderire per gli esercizi pubblici che non l’hanno ancora fatto, scrivendo a FIPE Trieste.

«Ho trovato doveroso per Fipe aderire a questo progetto. Con questo prezioso gioco di squadra che unisce esercenti e commercianti, sono certo che l’obbiettivo verrà raggiunto. Il progetto ci ha visto coinvolgere in prima battuta i nostri associati. Poi, il passaparola, ha fatto sì che ad aderire siano anche molti commercianti. Un bel segnale che sottolinea pure quanto Trieste tenga alle attività che lavorano a supporto della realtà del Burlo Garofolo. Ora tocca ai triestini fare la loro parte» ha dichiarato Bruno Vesnaver, Presidente Fipe Trieste.

«Abbiamo dato il nostro appoggio a questo progetto – spiega Patrizia Verde, Direttore Generale di Confcommercio Trieste – in quanto si allinea con lo spirito e gli obiettivi propri a diverse iniziative promosse in questi anni dalla nostra associazione e che hanno avuto una marcata connotazione di solidarietà e impegno sociale. A questo riguardo, posso anticipare sin d’ora, che, a breve, ne presenteremo altre due nel periodo di Natale. Per Confcommercio abbinare imprenditoria e solidarietà, al di là dell’etica, significa anche guardare concretamente al miglioramento del contesto sociale che è uno degli elementi cardine di ogni tessuto civile ed anche produttivo».

Al progetto partecipa anche l’Associazione Caffè Trieste, l’associazione tra le aziende che compongono la filiera del caffè di Trieste, attiva dal 1891. «Trieste è a tutti gli effetti considerata, ed è, la “città del caffè”. Offrire un caffè all’ospite è qualcosa di immediato nel nostro comportamento, pertanto da parte nostra è logico appoggiare un’iniziativa che si basa proprio sul caffè per dare una degna accoglienza a chi viene a Trieste in cerca di aiuto e siamo onorati e soddisfatti di poter “aiutare chi aiuta”» ha ricordato il Presidente Fabrizio Polojaz.

«Solidarietà Trieste è al fianco di A.B.C. in questa lodevole iniziativa e alle altre a favore dei bambini e loro famiglie che attraversano momenti particolarmente delicati. Inoltre, Confindustria Venezia Giulia, di cui Solidarietà Trieste è emanazione, ha messo a disposizione degli spazi all’interno della propria sede, a sostegno delle attività dell’Associazione» ha ricordato in conclusione il Presidente Felice Bragoni.

Per chi volesse fare di più, in vista del Natale è possibile sostenere i progetti dell’Associazione A.B.C. con una donazione oppure dedicare un po’ del proprio tempo diventando volontario.

Per info: http://www.abcburlo.itinfo@abcburlo.it

#uncaffexABC

ESERCIZI PUBBLICI DI TRIESTE CHE ADERISCONO ALL’INIZIATIVA:

Bar URBANIS piazza Borsa 15
Bar PORTIZZA piazza Borsa 5/b
Bar TEE ROOM Via Cadorna 2/b
Bar ROMA 4 via Roma 4
Bar CREMCAFFÈ piazza Goldoni 10
Bar “ANDRONA DEGLI ORTI”​​​Via S. Michele, 2/A​​
Bar “ANTICO CAFFE’ MARCONI”​​​Piazza Marconi, 4 Muggia​​
Bar “BLACK & WHITE”​​​​Via Trissino, 14
Bar “CAFFE’ GOLDONI”​​​​Piazza Goldoni, 3​​​
Bar “CAFFE’ ROSSINI”​​​Via Rossini, 8​​​​
Bar “DERBY”​​​​Via Carducci, 11​​​
Bar “LE MERENDE”​​​Via Coroneo, 1​​​
Bar “OSTERIA DEL CAFFE’”​​​​Via delle Torri, 2​​
Bar “POLITEAMA”​​​​​Viale XX Settembre, 34​​
Bar “ROYAL”​​​​​Via Carducci, 12​​
Bar “SAN MARCO”​​​​​Via Economo, 1​​​
Bar “TIVOLI”​​​​​Via XXX Ottobre, 18/B​​
Bar “ULPIANO”​​​​Via Giustiniano, 9​​​
Bar TWINS piazza Goldoni 4b
Bar RUSSIAN via San Lazzaro 16/a
REX CAFE’GOURMET​​​​ Galleria Protti, 1​​
GENUINO via Beccherie 13
Ristorante “ANTICA GHIACCERETTA”​ ​​Via Fornelli, 2​​
Ristorante “ANTICA TRATTORIA SUBAN”​​ Via Comici, 2​​
Ristorante “TAPAS BARCELONA” ​​Via Riccardo, 4​
Ristorante TRE MERLI viale Miramare 42
Trattoria “ANTICA HOSTARIA DA LIBERO”​ ​Via Risorta, 7
Trattoria “LA ROSA DEI VENTI”​ ​Via Carnaro, 29​
Trattoria “MAX”​​ Via Nazionale, 43​
Trattoria DA GIOVANNI via San Lazzaro 14
Trattoria AL CASTELLO, Muggia
Buffet BENEDETTO via XXX Ottobre 19/a
Il Pane Quotidiano Strada della Rosandra 50
Il Pane Quotidiano via Settefontane 42
Il Pane Quotidiano viale XX Settembre 11
Il Pane Quotidiano via Giulia 5
il Pane Quotidiano via Giulia 26
Il Pane Quotidiano via di Servola 126
Il Pane Quotidiano piazza Tra i Rivi 5
il Pane Quotidiano – Muggia via Carducci 6
Sircelli panificio via Gallina via Gallina 2
Sircelli panificio via Massimo D’Azeglio 1

ESERCIZI COMMERCIALI DI TRIESTE CHE ADERISCONO ALL’INIZIATIVA:

Portacavana via Cavana 8/a
Gaia Life via Imbriani 12/b
Risskio viale XX Settembre 12
Profumeria Belle et Beau via XXX Ottobre 6
Cartoleria Muran via Reti 6
Albano Garden via Battisti 8
Cartoleria Centrale via Battisti 13
Macelleria Suppancig piazza San Giovanni
Gamma piazza San Giovanni 4
La Pintadera via XXX ottobre 8/b
Sessi via Tarabocchia 5
Ottica Dambrosi piazza Unità sotto al Comune
Ottica Dambrosi largo Santorio 4
Christine abbigliamento piazza Tommaseo
Penelope via Carducci 41
Calzature Martini viale XX Settembre 7
Foto Pozzar via delle Torri 2
Laurenti e Stigliani via Ginnastica 7
Laurenti e Stigliani Largo Sartorio 4
Mini Mou via San Nicolò 14
Thymos Style p.zza San Giovanni 1
Al Gambero via Battisti 3
Fiori Vera via San Spiridione 12/a
Boutique On Top via Nordio 6
Calzedonia via San Nicolò 36
Calzedonia piazza Borsa 5
Fans via Imbriani 2
Box via Mazzini 42
Castiglioni Corso Saba 2
Corso Saba 2
Border Line viale XX Settembre 18/b
Top via Nordio
Ottica Siroki via Dante 14
Fantasylandia via XXX Ottobre 15
Il Giardino di Sara via Giulia 5
Sintesi viale XXX Settembre 8
Fiori Savina via dell’Istria 8
Roby Abbigliamento via di Servola 144
Coltelleria Fantoma via Gallina 4

Sabato 24 al Teatro Verdi si presenta L’arancia nel cesto di Giovanni Marzini

Sabato 24 novembre, alle 11.30 alla Sala Ridotto del Teatro Verdi di Trieste –

Dal “come eravamo” all’attualità dei nostri giorni.

Quasi cinquant’anni di vita, fra ricordi personali e aneddoti professionali, sul filo rosso di un’”arancia” che, rimbalzando, scandisce «una vita bellissima, trascorsa quasi interamente nel mondo che avevi sognato, facendo il lavoro che hai sempre voluto e amato».

E’ lo sport, infatti, a cominciare dal basket, l’intenso filo rosso de “L’arancia nel cesto” il libro autobiografico di Giovanni Marzini uscito giovedì 22 novembre per Prandicom edizioni (250 pag. €15, proventi a favore della Fondazione Luchetta), con prima presentazione già fissata per sabato 24, alle 11.30, nella Sala Ridotto del Teatro Verdi di Trieste.

Giovanni Marzini, dialogherà con Massimo Cirri, autore e voce del programma cult Caterpillar, di Radio2 Rai. “L’arancia nel cesto” sarà disponibile nelle librerie trivenete e sarà raccontato attraverso molte presentazioni: dopo Trieste è già in calendario l’incontro di Cormons domenica 2 dicembre, in dialogo con Bruno Pizzul.
«Arriva un momento nella vita in cui ti accorgi che desideri più di ogni altra cosa sfogliare il tuo album dei ricordi – spiega Marzini, giornalista familiare al grande pubblico, volto televisivo sino al culmine della carriera RAI chiusa alla direzione della TGR Friuli Venezia Giulia – Perché il passato non è malinconia: è leggerezza, se lo hai vissuto quasi sempre col sorriso. E allora lo rileggi con gioia, volendolo condividere con quelli che accanto a te sono stati i protagonisti di questi meravigliosi cinquant’anni. Gli amici, i colleghi, la tua famiglia allargata che ha sempre fatto il tifo per te, quando toccavi il cielo con un dito, così come quando credevi di aver smarrito la giusta strada».
Giovanni Marzini ci consegna dunque “L’arancia nel cesto”, un libro in cui sfilano quasi cinquant’anni di vita “triestina” trascorsa dietro ad un microfono ed una telecamera: un album dei ricordi, del detto e non detto, pieno di aneddoti e storie mai raccontate, viste con gli occhi curiosi del cronista. Filo rosso, naturalmente, è quell’ “arancio basket” caparbiamente intrecciato alla vita di Giovanni Marzini: prima come giovane giocatore, poi come giornalista sportivo, editorialista e telecronista, e nella stagione più recente come presidente della Pallacanestro Trieste, catalizzatore di migliaia di tifosi e appassionati che proprio dal suo insediamento si sono aggiunti sugli spalti del PalaRubini.

Ma è tutt’altro che un libro di puro “amarcord”: tanti i piani di riflessione per il lettore. Quello legato alla professionalità giornalistica, innanzitutto, dagli anni Settanta ad oggi un mestiere evoluto di pari passo con la tecnologia, linguaggi nuovi o rinnovati come quello televisivo: news e talk show meno ingessati grazie all’arrivo delle “private” come Telequattro, capitolo portante degli esordi professionali dell’autore.

Ma anche nuovi scenari in rapporto alla creatività e curiosità delle giovani generazioni che, nell’Italia di oggi, trovano certo meno opportunità rispetto alle pionieristiche “praterie” del giornalismo di cinquant’anni fa.

E poi i grandi fatti di cronaca, dal terremoto in Friuli del ’76 al caso Eluana Englaro: pietre miliari che intrecciano la grande storia alle vicende personali, determinando l’evoluzione storico-sociale delle nostre vite.

E ancora lo sport, tanto sport a partire dal calcio, oltre al basket: perché nel corso di una carriera davvero lusinghiera e stimolante sfilano le emozionanti dirette per 90mo minuto, i servizi per la Domenica Sportiva, le telecronache al fianco di Bruno Pizzul, l’avventura degli Europei in Olanda seguiti per Rai Sport.

Il tutto annotato con dovizia di aneddoti, nomi ed episodi nelle pagine del libro. “L’arancia nel cesto”, allora, diventa una sorta di leggiadro “stream of consciousness”, un affettuoso flusso di memorie ed episodi che “zampillano” in dialogo con un amico, durante un lungo ed inatteso fine settimana di vacanza rubato all’impegnativo tran-tran di ogni giorno.

Una fuga infarcita di chiacchiere che diventano confessioni e ricordi, molti condivisi, altri inediti.

«I rimbalzi dell’arancia – spiega ancora Giovanni Marzini – hanno sullo sfondo tanto basket, un po’ di calcio, ma soprattutto la passione per un mestiere, iniziato da subito, attraverso i giornali, la radio e alla fine la televisione. E’ la storia di una vita, delle scelte, degli ostacoli, delle gioie, dei dolori e delle ferite di un gruppo di ultrasessantenni di oggi, che si dichiarano fortunati per come han saputo crescere in un Paese che adesso è tanto diverso da quello raccontato in questo libro. Un viaggio nel passato che voglio dedicare ai giovani e al loro futuro, alla sfida che ora li attende: è la loro partita di basket, da giocare con coraggio, cercando di mandare l’arancia dentro quel cesto per segnare i punti che decideranno poi le sorti delle loro vite. Una partita da vincere, per raccontarcela magari in futuro con la stessa felicità e quel pizzico di ottimismo che ho messo in queste pagine».

* * *

Giovanni Marzini nasce a Bassano del Grappa il 31 gennaio del 1954. Si avvicina da subito al giornalismo, dopo aver conseguito il diploma di maturità scientifica al liceo Oberdan di Trieste, città dove ha sempre vissuto e attualmente vive.

Inizia a collaborare nel 1974 con la redazione triestina della Gazzetta dello Sport e quella del Piccolo. Nel 1976 è tra i fondatori dell’emittente radiofonica Radio Sound Trieste 102. Nel 1977 approda a Telequattro, dove rimarrà per dieci anni esatti, gli ultimi tre in qualità di direttore responsabile.

Nel gennaio del 1988 viene assunto presso la sede regionale della RAI, dove rimarrà per 25 anni percorrendo tutte le tappe della carriera all’interno della redazione: capo servizio, vicecapo redattore e, dopo una parentesi romana di alcuni mesi a RAI Sport, come responsabile della redazione calcio, rientrerà a Trieste nell’ottobre del 2000, per assumere la direzione del tg regionale. Manterrà questo incarico per 13 anni.

Nel luglio del 2013 decide di lasciare anzitempo l’azienda, presentando le proprie dimissioni. Nel novembre dello stesso anno viene nominato presidente del Corecom Fvg (comitato regionale per le telecomunicazioni, emanazione regionale di AGCOM, l’autorità di garanzia delle comunicazioni).

Il suo mandato di cinque anni al Corecom scade (con il cambio di legislatura) il prossimo 26 novembre.

Tra il 2015 ed il 2017, per 18 mesi ricopre il ruolo di presidente della Pall. Trieste, chiamato dai soci del club per contribuire al rilancio della squadra.

Quando si insedia, al palasport non vanno quasi mai più di 2.500-3.000 tifosi. Lascerà la presidenza nell’estate del 2017, dopo la finale promozione con Bologna e con una media spettatori nei play-off vicina alle 7000 presenze a partita.

Quest’anno a Natale regaliamo solidarietà alla montagna friulana

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#Natale #regali : quest’anno fate un regalo diverso…

Regalate ai vostri cari un fine settimana, un pranzo,una giornata sugli sci sulle nostre belle montagne friulane! Pensateci!

Se avete bisogno di suggerimenti sono a vostra disposizione!

Vi posso mandare idee, proposte, link, suggerirvi strutture e prodotti tipici del territorio!

Sarebbero regali utili per tutti!

Per VOI che andrete a rilassarvi in POSTI MERAVIGLIOSI, per i POSTI MERAVIGLIOSI che grazie a VOI si rialzeranno in piedi ancora più velocemente!

Su questo blog e nel corso della mia trasmissione del venerdì dalle 14.30 alle 16.00 su http://www.radiocitytrieste.it troverete appuntamenti ed iniziative della montagna friulana.

#FriuliVeneziaGiulia #montagna #neve #sci #stagioneinvernale#FVGlive #ilmioFVG

Italiani all’estero: Just Australia apre un infopoint gratuito a Milano

 

Bali Surfing

Ogni anno sono 12.523 gli italiani che partono per studio e lavoro. Da oggi sarà possibile organizzare l’esperienza all’estero, già dall’Italia

ITALIA-AUSTRALIA IN NUMERI

L’Australia continua ad essere una meta molto amata dagli italiani. Tanto è vero che nell’ultimo anno 12.523 italiani hanno richiesto un visto di studio e lavoro down under. Senza contare i 10.549 turisti che scelgono l’Australia come destinazione per un viaggio zaino in spalla, alla guida di un van oppure per la luna di miele. Un totale di 23 mila italiani, chi per viaggiare, chi per vivere un’esperienza più o meno temporanea.

Numeri che possono essere paragonati a quelli emigrazione di una volta. Quando l’Australia si raggiungeva via mare e non c’era nemmeno bisogno del passaporto. Nell’anno tra il 1963 e il 1964 sono stati 12.903 gli italiani sbarcati down under. Un numero non lontano da quello attuale. E più o meno in linea con tutte le partenza dall’Italia tra il 1960 al 1970.

JUST AUSTRALIA: CHI SIAMO

Certo, le cose sono cambiate. E se da un lato è tutto più semplice ed è possibile partire informati e organizzati, grazie alla tecnologia, dall’altro, la questione visti, studio, lavoro, è diventata un po’ più complicata.

Per questo, più di quattro anni fa, è nata a Melbourne Just Australia (www.justaustralia.it) da un lato infopoint gratuito e dall’altro un’agenzia, per tutti gli italiani (e non) che vogliono realizzare il proprio progetto di studio, vita e lavoro in Australia!

Dal 4 settembre 2018, Just Australia sarà presente anche a Milano, con un Infopoint gratuito, in Bastioni di Porta Nuova 21, all’interno del co-working Spaces, con un ufficio privato e dedicato a chi ha bisogno di informazioni pre-partenza.

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Just Australia è nata quattro anni fa, da un’idea di Ilaria Gianfagna e Stefano Riva, che si sono trasferiti per realizzare un progetto imprenditoriale all’estero.

“Cerchiamo di creare il percorso più adatto a ogni persona, a seconda di professione, età, stato civile, budget, tempo a disposizione e passioni – dicono Stefano e Ilaria – e in più svolgiamo gratuitamente le prime pratiche per i neo-arrivati: tax file number, (il codice fiscale australiano) curriculum in inglese, apertura del conto in banca, sim card, assicurazione sanitaria, assistenza nella ricerca di casa e lavoro, consigli e dritte su come vivere, lavorare e vivere in Australia”.

Just Australia rappresenta centinaia di partner in tutta l’Australia, tra cui scuole, istituti professionali, università, compagnie assicurative, banche, agenzie di viaggi, compagnie telefoniche e molto altro ancora.

Il nuovo Infopoint di Milano avrà proprio lo scopo di fornire una serie di informazioni pre-partenza e aiuterà ai ragazzi a scegliere il percorso di studi o di lavoro più adatto.

La sede si trova presso gli uffici di Spaces (fermate metro più vicine Garibaldi e Moscova), a pochi passi da Corso Como.

Perché Spaces? “Perché è un ambiente di lavoro creativo – spiegano ancora – dallo spirito imprenditoriale unico. Gli spazi di lavoro dinamici promuovono il pensiero, la creatività e la collaborazione. E poi hanno sede anche in Australia, oltre che in Europa, USA, America Latina e Asia”.

I VISTI PER L’AUSTRALIA

Chi vuole partire per l’Australia ha due possibilità, principali.

I più giovani (sotto i 31 anni) possono richiedere un visto vacanza-lavoro, chiamato “working holiday visa” della durata di 12 mesi, rinnovabile di altri 12 mesi, a patto di lavorare per almeno 88 giorni, durante il primo anno nelle aziende agricole australiane, le cosiddette farm. Offre un permesso di lavoro full time e la possibilità di frequentare un corso di studi fino a 4 mesi.

Chi ha superato i 31 anni, oppure chi è orientato soprattutto sullo studio, sceglie lo “student visa”. Un visto che dura quanto il corso di studi e offre un permesso di lavoro part time.

Entrambi i visti possono rappresentare un’esperienza temporanea e a volte si possono trasformare in un trasferimento definitivo, grazie ai visti sponsor oppure ai visti permanenti, per chi rientra nella categoria di professioni più richieste.

COM’È L’AUSTRALIA?

“È un paese estremamente multi-etnico – spiegano Ilaria e Stefano – e moderno, dove il lavoro non manca. Una realtà estremamente efficiente sul fronte infrastrutture e servizi, sicura, paesaggisticamente mozzafiato, dove la qualità della vita è molto alta.

Melbourne

Non a caso è sempre in testa alle classifiche per stile di vita e benessere economico, oltre che sociale. Soprattutto Melbourne, che da anni detiene il primato di città più vivibile al mondo. Le opportunità sono tante e le idee si trasformano spesso in attività imprenditoriali, come nel nostro caso. Il consiglio è quello di partire, con l’idea di un’esperienza temporanea, di studio e di lavoro. Troppo spesso sentiamo dire: voglio trasferirmi per sempre. Ma una buona idea è quella di darsi un anno di prova. Poi se è il paese che fa per voi, beh vi aiuteremo a rimanerci!”

 

Just Australia
c/o Spaces
Bastioni di Porta Nuova 21
20121 Milano
349 4648849 – 3495909178
Lunedì – Venerdì dalle 10 alle 18
italia@justaustralia.it
http://www.justaustralia.it

Totò & Trieste un amore grande: il mio “dietro le quinte” del libro e del video con Franco De Falco

di Eva Trinca

Rimettendo a posto gli archivi del mio pc ho ritrovato questo testo che avevo scritto 5 anni fa in occasione della pubblicazione del libro “Totò & Trieste un amore grande” di Franco De Falco ma che, ora della fine, era rimasto in una cartella del pc. Era il mio personale backstage: come ci eravamo incontrati, come era nata l’idea del libro… insomma vizi privati e pubbliche virtù del più amato dai triestini (e non solo…)!

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Trentacinque anni fa…

Tutto ha origine quando avevo più ho meno vent’anni ed una grande passione per la scrittura ma soprattutto per realizzare interviste; collaboravo con una serie di giornali locali tra cui Meridiano, Trieste Sport, un altro settimanale di appuntamenti e una radio privata.

Amavo andare ai concerti ed ero appassionata di sport ed in particolare di pallamano e windsurf.

Il calcio lo amavo, ma in forma minore, anche se ne sentivo parlare sempre da Paola Russi, una mia assidua ascoltatrice alla radio. Da lei sentivo sempre parlare di questo mondo di calciatori, bravi e fieri che portavano alto il nome della nostra città.

Qualche volta li avevo incrociati a casa sua ma questo – a quei tempi – non fece sì che io iniziassi ad andare allo stadio.

Grazie a lei però ebbi la possibilità di conoscere ed intervistare un giocatore della Triestina. Moro, riccio e molto simpatico e disponibile.  Tra l’altro mio vicino di casa.

Un paio d’anni fa…

Mi occupo di comunicazione e uso Facebook molto frequentemente per lavoro gestendo anche pagine per diversi miei clienti.

Una sera sono davanti al computer e sulla mia destra compare l’immagine di Franco De Falco e mi viene in mente l’intervista. Una mattina di circa trent’anni prima a casa sua, con sua moglie e suo figlio che avrà avuto più o meno un anno.

Allora, d’istinto, gli chiedo l’amicizia.

Qualche giorno dopo vedo che ha accettato la mia richiesta di amicizia e trovo un suo messaggio dove molto educatamente mi chiede se e dove ci eravamo conosciuti e spiegandomi che – per l’amore ed il grande legame di affetto che ha nei confronti della città – a qualsiasi triestino gli chieda l’amicizia, anche se non lo conosce di persona spontaneamente gliela concede.

Allora gli racconto la storia dell’intervista, del fatto che eravamo stati vicini di casa e di come, per caso, mi fosse comparso lateralmente allo schermo.

Non ho mai avuto dei dubbi sul fatto che fosse veramente lui.

La prima cosa che mi ha colpito in maniera molto forte è stata la sua grande ESTREMA EDUCAZIONE. Una persona posata ed educata nei modi e nelle parole.

Abbiamo rivissuto alla spicciolata quegli anni, le case dove lui aveva vissuto e dove vivevo io. La famiglia, i figli, il grande amore che entrambi abbiamo per la nostra città, Trieste.

Si perché mi sento di dire che Franco è un triestino doc, accento a parte, e quando parla di Trieste lo fa veramente di cuore.

Finita la chiacchierata via chat ci salutiamo. Ero soddisfatta del fatto di averlo risentito ma ero quasi certa che non lo avrei sentito più.

Cordiale, educato, uno dei tanti amici di FB.

Qualche settimana dopo torna a scrivermi in chat. Mi chiede se conosco un tale Roberto de Luca. Gli dico di si… quasi giustificandomi. Conosco Roberto, un collega della radio, tifoso sfegatato della Triestina ed in particolar modo di Franco.

Da quando gli ho detto di avere Totò tra gli amici di FB non mi dà più pace… ed ecco che anche lui gli chiede l’amicizia… Qualche scusa abbozzata da parte mia con Franco che quasi “mi sgrida” dicendo che in fondo Roberto è un suo fan e non ci vede niente di male al fatto che abbia richiesto la sua amicizia.

UMANITA’ E DISPONIBILITA’. Franco è così. Vengono prima le necessità degli altri e dopo lui. E se un suo tifoso della Triestina desidera averlo tra i suoi amici in FB non c’è niente di più bello per lui che accontentarlo.

Si riprende a chiacchierare in chat. Si parla del più e del meno, del meteo, della Triestina, degli amici che abbiamo in comune, dei locali che si frequentavano negli anni ’80 e ci promettiamo un caffè qualora lui fosse venuto a Trieste oppure io fossi passata per la Romagna.

* * *

Potere dei social, tra i miei amici di FB riesco ad annoverare anche uno dei personaggi più popolari di tutti i tempi di Trieste. Ma nel contempo, tra una chiacchierata e l’altra mi sorge un dubbio… ci sono dei tasselli che non combaciano come ad esempio il fatto che io avessi fatto l’intervista ad un calciatore con un bimbo di un anno e che la prima figlia di Franco fosse femmina…

Con non poca fatica recupero l’album dove conservo i vecchi articoli… Signori e Signore (ndr al momento in cui io lo stavo scrivendo Totò non lo sapeva ancora… come potevo dirglielo? 😉 l’intervista – dove dopo trent’anni io gli ribattevo che l’Università assomiglia al Seminario – l’avevo fatta a Ciccio Romano… avevo toppato io! LICENZIATA!

* * *

Non ricordo di preciso il discorso ed il perché sia uscita la storia del libro. Amo i progetti legati alla mia città ed alle persone che la valorizzano. Nel 2011 ne avevo realizzato uno per il 150° anniversario della nascita di Italo Svevo. Ed allora un giorno, quasi per scherzo ma diretta solo come io so essere, gli ho chiesto: “Perché non fai un libro? La storia della tua vita”.

Lui mi ha risposto. “Me lo hanno chiesto in tanti. Non mi interessa. Di De Falco si sa già tutto”. Argomento chiuso…  DETERMINAZIONE. Un’altra delle sue caratteristiche.

Passa qualche settimana, ci si risente alla spicciolata. Un saluto, una buona giornata, qualche commento sulla città e sullo sport, qualche richiesta di giochi.

E poi un giorno, dopo uno dei soliti saluti, di punto in bianco mi scrive:

“Facciamo il libro.”

Ed a me la domanda sorge spontanea “Facciamo?”

E lui “Si, facciamo il libro insieme. Non sarà un libro su De Falco però. A Trieste di De Falco si sa già tutto. Faremo un libro sul mio amore per la mia città, Trieste, e sul mio personale rapporto con i triestini.”

E qui mi si è aperto il cuore.

UMILTA’ E GENEROSITA’. Nella top list delle sue qualità.

Ancora una volta si poteva raccontare Trieste attraverso gli occhi e le parole di una persona che aveva portato alto il nome di Trieste ma che in più di un discorso mi aveva dimostrato quanto condividesse le mie stesse emozioni per la nostra bella città.

Il nostro progetto è nato per ricordare, attraverso il libro di Franco, alla città ed alla gente che possono esistere momenti bui, in cui è difficile risalire ma se ci si impegna e se si prende esempio dalla esperienza di chi c’è stato prima di noi forse si può rinascere con umiltà e determinazione così come ha fatto quella squadra che nel 1982 ha portato la Triestina in B: prendendo esempio dal passato.

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Il resto è cronaca.

Girare per la città con Totò De Falco significa non fare 10 metri senza che qualcuno dica “Ciao Totò quando torni?” oppure “Franco, ci manchi!” o ancora “scusate se interrompo ma non posso passare e non salutare il mio mito, Totò De Falco”.

Ma poi ci sono le persone che ci salutano con le lacrime agli occhi, quelli che ricordano la Triestina del passaggio in Serie B, la Triestina che seminava vittorie a destra e manca, la squadra compatta ed unita con la città.

Ma non basta.

LA FAMIGLIA

Un momento molto bello per me è stato incontrare Antonella. Abbiamo fatto una lunga chiacchierata al telefono e poi bisogna dire che la moglie di Franco è amatissima in città.

E questo è a dir poco strano. Ok per lui. Foto sui giornali, titoli, interviste, ospitate.. personaggio pubblico e popolare. Ma lei? Lei in fondo era “solo la moglie”.

Ecco credo che nell’esperienza di questo libro sia uscito “quanto la squadra faccia squadra”.

E per squadra intendo anche la famiglia. Tutti insieme, uniti per un unico obbiettivo.

La BELLEZZA INTERIORE di questa coppia va oltre qualsiasi limite.

Siamo andati assieme allo stadio a vedere l’ultima partita della Triestina (di 5 anni fa). Antonella e Franco, seduti vicini erano una cosa sola.

Nella delusione quando stavamo perdendo, nel gioire ed esultare al terzo gol, all’unisono.

E poi durante la partita, a commentare, studiare, esaminare. Antonella è una donna che è stata vicina a Franco ed alla sua professione.

E da donna non posso che dire che da donne come queste bisognerebbe solo che prendere esempio.

Totò – TENERO. Molti momenti delle nostre lunghe letture e modifiche del libro sono state intervallate da nonno Franco che mi “mollava” per andare a fare i compiti con la nipotina.

Totò – MR. VANITA’. Quando parla dei suoi gol. E del video che gli è stato regalato da un cameraman che ha raccolto tutti i suoi 82 gol a dir poco emozionanti.

DOLCE, DISPONIBILE, GENEROSO. Sono due i momenti in cui ancora una volta ha dimostrato il suo altruismo più puro. Nonostante fosse tardi e dovesse partire non è voluto mancare alla festa di compleanno del mio famoso collega della radio Roby De  Luca che compiva 50 anni. L’emozione di Roby e Manuela non la dimenticherò mai… ma d’altra parte Franco è così. E poi la Festa degli Ultras 2013, il giorno prima dell’ultima partita della Triestina. Ogni tre passi, una foto. E poi gli Ultras, le Mule Alabardate straordinarie ed il suo regalo a quella curva che lui amava tanto… la sua ultima maglia, quella del campionato 1982 quando la Triestina è passata in B da cui ha voluto separarsi e che ha voluto regalare ai suoi tifosi.

SENSIBILE. Abbiamo provato a montare il video dei gol aggiungendo della musica ad hoc. Ho visto Franco commuoversi mentre si rivedeva e mentre andavano le note di Un amore così grande interpretata da Claudio Villa. Sono momenti che – se possibile – hanno dato una patina ancora più struggente ai suoi ricordi.

Ed io gli sarò per sempre grata per avermi coinvolto in questo progetto.

2018

Posso confermarvi che il rapporto di Totò con Trieste è rimasto sempre uguale anche dopo cinque anni! E la sua pagina FB Totò De Falco Official continua a mietere successi post dopo post…