1° Ottobre: International Coffee Day

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Manca un giorno all’International Coffee Day, la ricorrenza mondiale del 1° ottobre dedicata al caffè e a tutti i suoi estimatori, e l’aroma del caffè di Trieste annuncia l’arrivo del Trieste Coffee Festival .
Il Festival sarà poi protagonista domani su un palco internazionale, quello di Pisino in Croazia, dove l’Associazione Caffè Trieste parteciperà a “Chiacchiere attorno al caffè”, con l’intervento del Presidente Fabrizio Polojaz negli spazi della biblioteca comunale di Pisino.
E per domani, 1° ottobre, il Trieste Coffee Festival invita tutti a partecipare all’International Coffee Day, festeggiando il caffè tramite la condivisione sui social di un proprio pensiero, una foto o un video, ad esempio mentre si degusta una tazzina della propria preparazione di caffè preferita, accompagnato dagli hashtag #InternationalCoffeeDay e #TriesteCoffeeFestival.

Anche la manifestazione farà lo stesso sui propri canali social: Facebook: Trieste Coffee Festival; Twitter: @TsCoffeeFest; Instagram: Trieste Coffee Festival.

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Trieste fa dunque assaporare in anteprima la miscela che compone la quinta edizione dell’“evento diffuso” dedicato al caffè, che vuole contribuire a una sempre più corretta “cultura del caffè” e a promuovere il consumo consapevole di caffè di qualità attraverso incontri e iniziative rivolti al “grande pubblico” che animeranno tutta Trieste.

L’evento sarà incentrato direttamente su Trieste, “La Capitale del Caffè”, la città che da oramai quasi 20 anni ospita l’importante fiera TriestEspresso Expo, punto di riferimento per i professionisti del settore che arrivano a Trieste da tutto il mondo.

Tutta la città è infatti intrinsecamente legata al caffè e ognuno dei suoi abitanti, in qualche modo, è più o meno direttamente connesso alle attività economiche che ruotano intorno a questa bevanda: dal porto alla logistica, dalla trasformazione alla somministrazione, dalla ricerca alla formazione.
Il festival approfondirà quindi il lungo legame tra la bevanda e Trieste, le tradizioni e le innovazioni emerse nel corso degli anni, le caratteristiche e le modalità di preparazione, grazie a molteplici attività in programma da domenica 21 a domenica 28 ottobre. Il percorso si snoderà in varie location, cittadine e non solo.

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Un evento che coinvolgerà crudisti, torrefattori, produttori, esperti del settore, caffè storici e nuovi esercizi e che sarà caratterizzato da incontri aperti a curiosi di ogni età, da laboratori per bambini, da eventi sensoriali e dimostrativi sul mondo del caffè e dall’ormai celebre sfida tra baristi triestini per il miglior “capo in b”.

 

“Il caffè è un elemento unico per cui il grande pubblico non ha ancora raggiunto la consapevolezza che si ha per altri prodotti enogastronomici, come ad esempio il vino. Per questo motivo il Trieste Coffee Festival vuole diffondere la “cultura del caffè di qualità”, approfondendo i tanti aspetti che una tazzina racchiude – ha dichiarato Fabrizio Polojaz, Presidente dell’Associazione Caffè Trieste – Il Trieste Coffee Festival è anche un modo per far conoscere una delle anime più vere di Trieste, vera e propria “Capitale del Caffè”.

 

Un’anima fatta dai profumi delle tostature, antiche e moderne, che saranno aperte per l’occasione; dalla storia e delle storie nate nei “Caffè storici”; dalle attività nate nei locali più nuovi; dai tanti modi tradizionali locali di preparare il caffè espresso e dalle differenti tecniche di estrazione che si stanno affermando anche qui; dalle persone che lavorano nelle varie fasi della filiera, tra cui le figure più vicine ai consumatori, i baristi, con cui spesso si instaura un’interazione troppo fugace, basata su un caffè bevuto in fretta in pochi secondi”.

 

Il Trieste Coffee Festival è promosso da Associazione Caffè Trieste in co-organizzazione con l’Assessorato allo Sviluppo Economico e al Turismo del Comune di Trieste e con il contributo della Fondazione CRTrieste. La “Capo in B Championship” è realizzata in collaborazione con FIPE Trieste.

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Arte, cultura, pensiero e divertimento di qualità: ecco la nuova stagione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

E’ stata presentata al Politeama Rossetti la Stagione 2018-2019 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.
All’introduzione del Presidente del Teatro Stabile, Sergio Pacor e al saluto delle autorità presenti è seguito l’annuncio, da parte del Presidente e del direttore Franco Però, dei quasi 60 titoli inclusi nel cartellone che sarà inaugurato il prossimo 16 ottobre dall’imponente produzione “I Miserabili” di Victor Hugo.

Davanti alla platea del Politeama che ha fatto da sfondo alla conferenza stampa di presentazione (rivolta come sempre a giornalisti, esperti del settore, ma anche a tutti gli appassionati) il Presidente e il Direttore hanno dunque illustrato scelte, linee tematiche, titoli, artisti che il pubblico incontrerà nei prossimi mesi in un teatro che – come sottolinea lo slogan “PARENTESI APERTE” – si pone la meta di aprire la mente, suggerendo pensiero e spunti critici, aprire il cuore, regalando emozioni… Ed aprirsi: ad un pubblico sempre più vasto, ai giovani, ai nuovi linguaggi, al dialogo internazionale.

Alla proposta in sede che si svilupperà per oltre otto mesi, articolata nei consueti itinerari di genere – Prosa, Altri Percorsi, Danza, Musical & Eventi – si intreccia una notevole attività di produzione.
Undici gli spettacoli firmati dal Teatro Stabile, che saranno in scena a Trieste e nei maggiori teatri italiani. Fra essi figurano operazioni varate in sinergia con altri enti, come “I Miserabili” di Victor Hugo, per la regia di Franco Però e con Franco Branciaroli (coprodotto con il CTB – Centro Teatrale Bresciano e il Teatro de gli Incamminati), “Salomè” di Oscar Wilde, diretto da Luca De Fusco (con il Teatro Stabile di Napoli, il Teatro di Genova e lo Stabile di Verona), “Un momento difficile” di Furio Bordon con Massimo Dapporto e Ariella Reggio (con lo Stabile di Catania), “Sindrome italiana” di Lucia Calamaro con Manuela Mandracchia, Sandra Toffolatti e Mariangela Torres (con il CTB e il Teatrodue di Parma) e “La ballata di Johnny e Gill” di Fausto Paravidino che nasce dal la rete internazionale creata dallo Stabile regionale e quello di Torino con il Théâtre Liberté de Toulon, La Criée – Théâtre National de Marseille e il Gran Théâtre du Luxembourg.
Produzioni dello Stabile sono poi la novità “(Tra parentesi) – La vera storia di un’impensabile rivoluzione” di e con Massimo Cirri e Peppe Dell’Acqua diretti dalla film-maker triestina Erika Rossi e successi come “A Sarajevo il 28 giugno” nuovamente in programma al Museo de Henriquez e “La Guerra” di Goldoni, ripreso a Trieste prima della circuitazione nazionale.
Prosegue l’impegno degli attori della Compagnia Stabile: Filippo Borghi, Romina Colbasso, Emanuele Fortunati, Ester Galazzi, Andrea Germani, Riccardo Maranzana, Francesco Migliaccio, Maria Grazia Plos coinvolti sia ne “I Miserabili” che ne “La Guerra” e “A Sarajevo”.
In linea con l’attenzione per i giovani, le compagnie emergenti e i nuovi linguaggi, è invece la scelta di allestire i testi vincitori del Premio nazionale “Giovani Realtà”: “The hard way to understand each other” di Adalgisa Vavassori e “Où les fleurs fanent” di Natalia Vallebona.
A ciò si aggiunge “Un’altra Cenerentola” diretto da Luciano Pasini per la scuola StarTsLab.

La Stagione 2018-2019 sarà inaugurata il 16 ottobre, proprio da “I Miserabili”, primo titolo del cartellone Prosa e produzione rilevante, che ha assunto forma drammaturgica grazie all’adattamento di Luca Doninelli e sostanza teatrale grazie all’intuizione di Franco Però. La sua lettura fa sì che il capolavoro venga quasi “sfogliato” in scena e vissuto dal pubblico grazie al coinvolgente lavoro della compagnia d’attori capeggiata da un Franco Branciaroli notevole nel ruolo di Jean Valjean. «Ne “I Miserabili” possiamo leggere la storia della redenzione di un galeotto, il rapporto con il sacro, la Storia, l’amore, la ribellione, l’ingiustizia sociale (…) “I Miserabili” è un fiume in piena: devi gettarti dentro e lasciarti trasportare» ha affermato Franco Però a proposito della scelta di quest’opera avvincente e assieme “temeraria”, che evidenzia immediatamente alcune delle linee di ricerca perseguite nel corso da stagione: quella dell’intreccio fra i linguaggi del teatro e della letteratura, quella della riflessione su tematiche sociali (dopo l’indagine nel microcosmo della famiglia condotta negli ultimi anni), quella dell’attenzione alla voce dei classici che ancora illuminano il nostro tempo. Lo farà anche la storia di Jean Valjean, galeotto ed eroe, che giunge sulla scena del Politeama, forte dell’accoglienza calorosa ottenuta all’esordio a Napoli e a Brescia.

Anche fra gli spettacoli ospiti del cartellone Prosa ci sono titoli che traggono ispirazione dall’intersecarsi fra teatro e narrativa: “Il Maestro e Margherita” di Michail Bulgacov ne è un raffinato esempio, messo in scena da Andrea Baracco nell’adattamento di Letizia Russo e con Michele Riondino (in questi giorni impegnato nella conduzione delle cerimonie di apertura e chiusura del Festival del Cinema di Venezia) nel sinistro ruolo di Woland. Con “Dieci piccoli indiani” è invece un classico della commedia “gialla” ad approdare sul palcoscenico: il cult di Agatha Christie conta su un regista d’esperienza internazionale come Richard Reguant e su un cast di primi nomi, da Ivana Monti a Luciano Virgilio, da Mattia Sbragia a Carlo Simoni.
Il “Libro dei Libri”, la Bibbia, ispira due progetti lontani per approccio e linguaggi, eppure entrambi molto intriganti: da una parte “La ballata di Johnny e Gill” scritto e diretto da Fausto Paravidino, dall’altra il nuovo lavoro degli Oblivion, “La Bibbia riveduta e scorretta”. Lo spettacolo di Paravidino nasce da una sinergia internazionale e da una ricerca laboratoriale compiuta sui mezzi espressivi del teatro dell’attore, e incentrata poi sulla storia di Abramo, padre delle tre grandi religioni monoteiste: ne risulta una creazione multidisciplinare e multilinguistica, interpretata da attori di nazionalità diverse. La chiave di lettura degli Oblivion, diretti da Giorgio Gallione, sarà coerente con la loro cifra ironica, fatta di esperimenti musicali un po’ folli e di contaminazioni inattese.
Crea un trait d’union fra sceneggiatura e teatro, invece, “La classe operaia va in paradiso” che Paolo Di Paolo trae dall’omonimo film di Elio Petri, creando un significativo parallelismo con il mondo del lavoro contemporaneo. Grazie alla regia sapiente di Claudio Longhi e all’afflato di una compagnia impeccabile in cui spicca Lino Guanciale, lo spettacolo si è rivelato una delle migliori novità dell’ultima stagione.
Il nostro tempo, con le sue utopie e contraddizioni, è anche l’argomento con cui si confrontano molti autori contemporanei, che – come sempre – trovano ampio spazio nel cartellone dello Stabile: si inizia dalle tre produzioni di autore vivente.
In “Un momento difficile” la scrittura penetrante ma anche ironica di Furio Bordon si addentra nei momenti che precedono la morte della madre del protagonista. Il racconto di toccante intimità completa la trilogia che l’autore de “Le ultime lune” ha dedicato alle “età indifese”: la pièce trova in Ariella Reggio e Massimo Dapporto due grandi protagonisti. Con “Sindrome italiana” di Lucia Calamaro il teatro si fa strumento d’indagine civile e interiore ad un tempo: le interpreti capeggiate da Manuela Mandracchia s’interessano infatti alla grave depressione riscontrata nelle donne dell’Europa dell’Est che si occupano a lungo come colf e badanti lontano da casa. Il loro malessere interiore rispecchia un “malessere sociale” dell’Occidente dove non si sa più vivere con giusto equilibrio il privato, la famiglia, il lavoro.
Infine “(Tra parentesi) la vera storia di un’impensabile rivoluzione”, singolare spettacolo scritto e interpretato da Massimo Cirri e Peppe Dell’Acqua che vi ripercorrono la rivoluzione basagliana, uno dei cambiamenti più radicali avvenuti nel nostro Paese. Giornalista e conduttore radiofonico, Cirri ha conosciuto per ragioni professionali la realtà della malattia mentale, Dell’Acqua ha condiviso il cammino di Franco Basaglia a Trieste… Il loro punto di vista illumina i mille intrecci di una storia che non è finita né potrà finire: il titolo apre l’itinerario “scientifico” con cui lo Stabile in questa Stagione prende parte agli eventi ProESOF 2020.
La generazione dei quarantenni è invece sotto la lente di Matthieu Dalaporte e Alexandre de La Patellière nella gustosa commedia “Le Prénom (cena tra amici)”, e ancora dal mondo francese contemporaneo giunge la pièce sentimentale di Eric-Emmanuel Schmitt “Piccoli crimini coniugali”: i raffinati dialoghi di questo pluripremiato drammaturgo sono magistralmente interpretati da Anna Bonaiuto e Michele Placido, che ne firma anche la regia.
Come sempre, si ascolterà anche la voce dei grandi classici: ecco allora la scelta di produrre una rarità, raffinata, seduttiva e decadente come “Salomè” di Oscar Wilde, con le ammirate interpretazioni di Eros Pagni, Gaia Aprea, Anita Bartolucci e le ricercate contaminazioni espressive che connotano la regia di Luca De Fusco. Ed ecco lo Shakespeare di “Misura per Misura” con Massimo Venturiello diretto da Paolo Valerio, per parlare di etica, vizio, corruzione. Ritornano anche i classici dell’ultimo secolo, due grandi spettacoli come l’eduardiana “Filumena Marturano” con Mariangela d’Abbraccio e Geppy Gleijeses, che segna il fortunato debutto nella regia teatrale di Liliana Cavani e “Così è (se vi pare)” uno dei più misteriosi capolavori di Pirandello lucidamente diretto e interpretato da Filippo Dini, con la bravissima Maria Paiato.

Il cartellone Altri Percorsi – i cui titoli sono ospitati alla Sala Bartoli, alla Sala Assicurazioni Generali e al Teatro Stabile Sloveno, con cui prosegue la sinergia – declina le linee tematiche che guidano la Stagione, secondo le istanze e i linguaggi più attuali e innovativi. Lo dimostra chiaramente la programmazione di spettacoli come “La gioia” di Pippo Delbono che con la sua atipica compagnia rappresenta questo sentimento attraverso un teatro “totale” che va dritto al cuore. Accanto al linguaggio di Delbono, riconosciuto fra le vette più elevate della ricerca teatrale, lo Stabile offre spazio anche alle esperienze più giovani: ritorna così in cartellone dopo il successo delle passate stagioni, il gruppo Anagoor le cui partiture sceniche raffinate e complesse indagano in “Rivelazione” sulla vita e l’arte di Giorgione. Ritornano con “Cous Cous Klan” anche i corrosivi quadri del presente, che gli artisti di Carrozzeria Orfeo dipingono attraverso una creatività fuori dai canoni, che coniuga cinismo e humour. La corregionale Marta Cuscunà segue una poetica singolare, esprimendosi attraverso il teatro visuale e la sperimentazione: ne “Il canto della caduta” affronta la nascita dell’ideologia della sopraffazione ispirandosi a una leggenda della tradizione ladina.
È importante poi la presenza del “Macbettu” di Alessandro Serra, che ha ricevuto i premi più ambiti del teatro italiano. Recitato in sardo, connotato da una comunicazione immaginifica e potente, lo spettacolo interseca teatro classico e cultura popolare, il capolavoro shakespeariano e le suggestioni del Carnevale barbacino. Ed è ancora Shakespeare a ispirare a Valter Malosti – artista incline alla trasversalità delle arti – in “Shakespeare/Sonetti:, una composizione irrequieta e vibrante della sua opera poetica diviene monologo d’amore e si trasfigura nella danza di Michela Lucenti. Anche Marco Lorenzi, per il gruppo Il Mulino di Amleto, affronta in “Platonov” la monumentalità di Cechov, in modo innovativo, senza diaframmi fra attori e platea. Corona questo dialogo fra classici e innovazione, “En attendant Beckett” in cui il grandissimo Glauco Mauri e Roberto Sturno affrontano il più geniale autore del secondo Novecento in uno stimolante percorso multimediale.
A porre in evidenza l’attenzione che lo Stabile riserva all’innovazione concorre poi la scelta di produrre gli spettacoli giunti al podio nelle ultime edizioni del Premio Nazionale “Giovani Realtà del Teatro” promosso dalla Civica Accademia d’Arte drammatica Nico Pepe di Udine: uno dei più importanti dedicati ai nuovi linguaggi della scena. Ecco allora “The hard way to undersand each other” lavoro “senza parole” di Adalgisa Vavassori, che riflette su solitudine e incomunicabilità e “Où le fleurs fanent” che Natalia Vallebona esprime attraverso una poetica definita dalla critica “danza esistenziale”.
A questi titoli si intrecciano esempi di nuova drammaturgia: “Accabadora” è tratto dal romanzo di Michela Murgia per la regia di Veronica Cruciani, “A Night in Kinshasa” di e con Federico Buffa prosegue il filone dedicato allo sport (lo stesso giornalista due stagioni fa aveva ottenuto grande successo con “Le Olimpiadi del 1936”): ora fa rivivere gesta e utopie di Muhammad Ali. In “Per strada” l’autore Francesco Brandi e il giovane regista Raphael Tobia Vogel ritraggono fra ondate di humor e colpi di scena il senso di fallimento, l’arroganza e la paura dei trentenni di oggi, mentre Guillem Clua, riconosciuto drammaturgo catalano, offre ne “La Rondine” un momento di teatro civile, evocando le stragi di Orlando, Nizza, del Bataclàn, in un monito contro l’intolleranza.
Infine il dittico sul mondo scientifico, che attiene a ProESOF 2020: Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice compongono lo straordinario terzetto protagonista di “Copenhagen” di Michael Frayn. Il tema è l’incontro fra Heisenberg e Niels Bohr, due fisici a un passo dalla creazione della bomba atomica, impegnati sui due opposti fronti del conflitto mondiale. Gabriella Greison – fisica lei stessa, oltre che giornalista e autrice – ritorna con “Einstein & me” dopo il successo del “Monologo quantistico” e racconta Einstein attraverso gli occhi di sua moglie.

Il profilo internazionale e la sensibilità verso i giovani e le loro passioni, connotano il cartellone Musical & Eventi, che regala una grande esclusiva – il musical “Ghost” – e fa pregustare uno score irresistibile ricco di generi, ritmi, energie.
Trieste ritorna al centro dell’attenzione nel panorama del musical grazie a “Ghost”, che al di fuori del Regno Unito si vedrà solo a Dubai, Istanbul e al Politeama Rossetti. Spettacolo accuratissimo, “Ghost” ricalca il fortunato film della Paramount e intreccia sapientemente il tema dell’amore, al thriller, ai toni della commedia, sostenuto da una colonna sonora che va dal romanticismo di “Unchained Melody” al gospel, da un cast impeccabile e da effetti speciali sorprendenti. I 24 più amati successi dei Queen accompagnano invece “We Will Rock You” che per la regia di Tim Luscombe (già candidato al Lawrence Olivier Award) arriva al Rossetti – dove ha trionfato nel 2010 – in un allestimento nuovo che unisce talenti italiani e internazionali. Andrew Lloyd Webber, ritorna al rock (da cui si era allontanato dopo “Jesus Christ Superstar”) con “School of Rock” che Massimo Romeo Piparo porta per la prima volta sulle scene nazionali: unisce la verve e il talento di un cast di giovanissimi alla simpatia di Lillo (che rivela un’insospettata inclinazione per la chitarra). Se “School of Rock” è perfetto per toccare le corde dei più giovani, lo è altrettanto “Peter Pan” diretto da Maurizio Colombi e costruito sulla popolarissima colonna sonora di Edoardo Bennato. Linguaggi freschi, intessuti di energia e fantasia sono quelli di “Stomp”, uno spettacolo-icona che ha percorso con enorme successo l’intero pianeta, regalando divertimento e un importante messaggio sull’ecologia.

Un’ulteriore interessante titolo internazionale è “Cenerentola on Ice” che sarà in scena soltanto a Roma, Milano e Trieste e che fa da trait d’union fra il cartellone Musical e quello dedicato alla Danza: lo spettacolo è firmato da Tony Mercer per la Imperial Ice Stars, riconosciuta dalla stampa internazionale come il “Cirque du Soleil della danza sul ghiaccio”. Porta in scena eccellenti ballerini-campioni di pattinaggio, che armonizzano capacità atletiche e doti interpretative: raccontano la favola più celebre fra preziosi costumi, scenografie ed effetti speciali.
Molti altri nomi del panorama internazionale si succedono nel cartellone Danza, intrecciando repertorio classico alla più sofisticata danza contemporanea: quindi se da un lato ritorna il tradizionale appuntamento natalizio con “Lo schiaccianoci” di Ciaikovskij eseguito dal Moscow Classical Russian Ballet nella linea della migliore tradizione del balletto russo, dall’altro sarà in programma allo Stabile, a pochi giorni dal debutto assoluto, il nuovo spettacolo dei Momix. In “Alice Alice Alice” la compagnia di Moses Pendleton indugia con fantasiosa ispirazione nel mondo dell’eroina di Lewis Carroll. Dopo parecchie stagioni d’assenza faranno nuovamente sorridere le ironiche interpretazioni della compagnia en travesti “Les Ballets Trockadero de Montecarlo”, mentre appare emozionante il nuovo programma presentato dalla statunitense Parsons Dance Company. Continua poi a svilupparsi il rapporto con gli udinesi Arearea che in un “evento di primavera”, il 21 marzo, eseguono per la prima volta tutte le parti de “Le quattro stagioni” su coreografie di Marta Bevilacqua e Roberto Cocconi. Merita particolare evidenza infine la presenza della compagnia di Wayne McGregor: per il suo esordio al Rossetti il geniale coreografo propone “Autobiography”, uno spettacolo costruito in base a uno studio sul DNA dell’artista, che intreccia canoni della danza a concetti che appartengono alla scienza, in un’ esplosione creativa perfetta per le riflessioni di ProESOF 2020.

La conferenza stampa è stata occasione per presentare anche un evento offerto da Assicurazioni Generali a studenti e dipendenti: si tratta di “Tempo di Chet. La versione di Chet Backer” che ripercorre la storia di questo controverso mito della musica del Novecento, armonizzando la recitazione di un ottimo cast d’interpreti diretti da Leo Muscato, al jazz di uno straordinario assieme capeggiato dal grande Paolo Fresu alla tromba.

Come di consueto la proposta dei quattro regolari cartelloni dello Stabile si completa di un nutrito assieme di Eventi Speciali: fra i titoli finora annunciati vanno menzionati “Alis” con le star del Circo Contemporaneo e del Cirque Soleil protagoniste di un’esclusiva notte di Capodanno a teatro.
Degno di nota “Essere Leonardo Da Vinci. Un’intervista impossibile” scritto diretto e interpretato da Massimiliano Finazzer Flory che celebra il genio del Rinascimento nel cinquecentesimo anniversario leonardiano.
Sono poi in programma il ritorno sul palcoscenico di Massimo Lopez e Tullio Solenghi in uno show che ripropone le loro più note gag e improvvisazioni musicali, il recital di Angelo Pintus, i concerti di Edoardo Bennato, Roberto Vecchioni e le serate con il Postmodern Jukebox, la Glenn Miller Orchestra e l’Harlem Gospel Choir.

Anche nel corso della Stagione 2018-2019 si terranno iniziative collaterali al cartellone: letture, incontri, momenti di approfondimento impreziosiranno la proposta principale del teatro. Come sempre, tale attività troverà il sostegno e la collaborazione di partner come i Civici Musei di Storia e Arte, ProESOF 2020 Trieste (cui è dedicato addirittura un mini cartellone/abbonamento all’interno della stagione ufficiale), e naturalmente proseguiranno anche i seguitissimi incontri condotti dal direttore della British School del Friuli Venezia Giulia, Peter Brown.

Alcune novità di rilievo riguardano in questa stagione le formule d’abbonamento.
Accanto alle formule consolidate, nasce il nuovo “abbonamento a 15 stelle”, permette di ritirare un solo biglietto per ciascuno spettacolo, di scegliere in tutti i “cartelloni” dello Stabile con un prezzo vantaggioso (€162). Per gli abbonati “con le stelle” che la scorsa stagione non avessero “speso” tutte le proprie stelle, è previsto uno sconto di €5 per ogni stella non spesa, sul prezzo del nuovo abbonamento (fino a un massimo di €25).
Con la Stagione 2018-2019 vengono varati anche nuovi abbonamenti a turno libero, acquistabili e gestibili sia online che presso i punti vendita dello Stabile: saranno modulati sia nella versione “Intero” che “Under26”. Le nuove formule sono “6 spettacoli a scelta” nel cartellone Prosa, “12 spettacoli a scelta” nei cartelloni Prosa e Altri Percorsi, “4 spettacoli a scelta” nel cartellone Musical, “4 spettacoli a scelta” nel cartellone Danza ed infine l’inedito abbonamento “ProESOF” che prevede l’adesione ai 4 spettacoli di teatro-scienza.
La formula dell’“abbonamento Famiglia” è stata migliorata e conta su un’offerta ampia: “Peter Pan”, “Stomp” fra i musical, lo spettacolo degli Oblivion e “Dieci piccoli indiani” nella prosa, “Cenerentola on Ice” nella danza sono solo alcuni dei titoli dedicati anche al pubblico “in erba”.

Ricordiamo che il sito http://www.ilrossetti.it, recentemente rinnovato, è fonte di informazioni aggiornate e raccoglie contenuti multimediali, oltre a fornire servizi innovativi e la possibilità di accedere direttamente all’acquisto e alla prenotazione.
La campagna abbonamenti sarà aperta da giovedì 6 settembre, giorno in cui ci si potrà rivolgere per informazioni, acquisti e prenotazioni in tutti i punti vendita dello Stabile regionale.
La conferma degli abbonamenti a turno fisso va effettuata entro venerdì 28 settembre: i posti non confermati verranno messi in vendita a partire da lunedì 1 ottobre.
Ulteriori informazioni al tel 040-3593511.
Le atmosfere musicali della conferenza stampa sono a cura del fisarmonicista Mitja Tull.

La Stagione 2018-2019 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia va in scena grazie al sostegno della Fondazione CRTrieste, e di Assicurazioni Generali.
Si ringraziano tutti i Soci, in particolare il Comune di Trieste e la Regione Friuli Venezia Giulia.
Si ringraziano per il contributo all’attività altri sponsor che con il loro prezioso apporto aiutano il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia a offrire arte, cultura, pensiero e divertimento di qualità.

Ritorna il Muggia Jazz Festival 2018

locandina Teatro Verdi di Muggia – 1 e 2 settembre ore 21.00 – 

Anche nel 2018 per due giorni, la città istroveneta di Muggia (Trieste) tornerà ad essere la capitale italiana del jazz. L’1 e 2 settembre il Teatro Verdi dalle 21 alle 23.30 ospiterà la 12^ edizione del Muggia Jazz Festival, rassegna a ingresso libero organizzata dall’Associazione B.B.C. con la collaborazione del Comune di Muggia e con il sostegno della Samer & Co. Shipping.

Anche quest’anno Muggia ospiterà due grandissime serate di concerti-eventi a ingresso libero. L’attesa rassegna è stata presentata oggi (venerdì 24 agosto) al Caffè Teatro Verdi di Muggia dal Sindaco e Assessore Comunale alla Cultura, Laura Marzi e dal Direttore Artistico del Festival, Stefano Franco, alla presenza di Lilli Samer in rappresentanza della Famiglia Samer e della performer, muggesana, di fama internazionale Daniela Pobega.

L’edizione 2018 del Festival è dedicata alla memoria del Commendator Dario Samer, recentemente scomparso, mecenate muggesano alla cui filantropia si deve l’ideazione della tradizionale rassegna musicale che prosegue grazie all’impegno dei familiari.

A Muggia sono attese anche nel 2018 grosse presenze internazionali a cui si aggiungeranno – com’è consuetudine della rassegna che per due giorni trasforma la città rivierasca nella capitale italiana del jazz – valenti musicisti triestini e muggesani la cui notorietà travalica i confini provinciali, regionali e nazionali.

Il Festival, diventato ormai un evento fisso dell’estate muggesana, è promosso dall’Associazione B.B.C. (Boogie Bite Corporation) grazie alla collaborazione del Comune di Muggia e con il sostegno della Samer & Co. Shipping. e si svolgerà al teatro Verdi di Muggia il primo week end di settembre, sabato 1 e domenica 2.

Il programma della rassegna jazzistica internazionale, riservata come di consueto ad esclusive assolute, presenterà non solo jazz, ma anche swing e boogie woogie con artisti di fama internazionale allo scopo, secondo gli intendimenti del Direttore Artistico, Stefano Franco, di avvicinare alla musica colta il maggior numero di persone possibile e dimostrare che ascoltare il jazz può essere divertente e alla portata di tutti.

Inalterata anche la formula che fin dalla prima edizione contraddistingue la rassegna: serate stilisticamente molte varie per accontentare il palato di tutti.
Non mancheranno naturalmente le jam session, da sempre un marchio di fabbrica del Festival, che vedranno interagire sul palco tutti i big presenti in riviera.

Il calendario del Festival anche nel 2018 prevede come sempre concerti in esclusiva, al di fuori dei tradizionali circuiti.

“Siamo felici di essere qui a presentare il Muggia Jazz Festival, rassegna ormai tradizionale che giunge alla sua 12esima edizione con crescente successo. Il Festival – ha esordito il Sindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Muggia, Laura Marzi – da oltre 10 anni rappresenta infatti un atteso appuntamento del ricco calendario di eventi estivi muggesani e, personalmente, non me ne sono persa neppure un’edizione. E anche quest’anno, come molti altri concittadini, ma anche appassionati da tutto il bacino di Alpe Adria, lo attendo con crescente trepidazione. Dal 2006 a oggi, infatti, sono stati numerosissimi e tutti di grandissimo spessore artistico i musicisti venuti ad arricchire la manifestazione con il proprio indiscusso talento. In questo senso non posso che esprimere il grande apprezzamento che l’Amministrazione comunale che qui oggi rappresento nutre nei confronti del Muggia Jazz Festival. Un Festival che ha sempre rappresentato non solo un arricchimento dell’estate muggesana contribuendone alla valorizzazione culturale, ampliandone qualitativamente l’offerta, ma che, allo stesso tempo, ma pure un prezioso volano di promozione turistica della nostra città e del territorio limitrofo.
Il segreto del successo di questo Festival risiede nella sua formula, da sempre invariata e vincente: quello di Muggia è un Festival che sa coinvolgere e convogliare, sotto la bandiera della musica di qualità, grazie a una proposta musicale trasversale e variegata capace di venire incontro al gusto di tutti e non solo degli addetti ai lavori, un enorme ed eterogeneo pubblico che travalica i confini provinciali e regionali. Pertanto, non posso che rivolgere un grandissimo ringraziamento a tutti coloro che hanno reso e rendono possibile anche quest’anno quest’evento e in particolare a Stefano Franco per la passione e la professionalità messe in campo, anno dopo anno, per assicurare in ogni edizione di questa imperdibile manifestazione la partecipazione di artisti di fama internazionale.
L’edizione di quest’anno assume poi un significato molto particolare perchè sarà la prima senza il suo ideatore e promotore, il Commendator Dario Samer, nostro amato concittadino che, assieme ai suoi familiari, ha sempre sostenuto e fortemente voluto questo evento che pone la sua città al centro del panorama jazzistico nazionale e internazionale. E’ a lui che la XII edizione del Festival viene dedicata e alla famiglia Samer, che ha voluto continuare a sostenere Muggia Jazz nel solco della continuità e nel nome di Dario Samer, e in particolare ai figli Lilli ed Enrico va il nostro più sentito ringraziamento per il generoso mecenatismo che ha assicurato 12 edizioni di questo meraviglioso Festival e che, mi auguro, ci accompagnerà anche in futuro.
A tutto il pubblico – ha concluso il Primo Cittadino – auguro, infine, un buon divertimento per queste due serate all’insegna della grande musica. Vi aspettiamo tutti l’1 e 2 settembre al Teatro Verdi”.

“Giunto alla XII edizione – ha spiegato il Direttore Artistico Stefano Franco – il Festival rappresenta un evento più che consolidato nel panorama jazzistico nazionale e non solo e particolarmente atteso dal pubblico di tutta la regione e delle vicine Slovenia e Croazia con punte anche dall’Austria, in considerazione dell’elevata qualità degli ospiti e soprattutto del fatto che arrivino in esclusiva assoluta. Non c’è altro modo infatti di vedere dal vivo questi artisti se non al Muggia Jazz Festival. Le loro presenze si devono alla rete di contatti che ho avviato nel corso degli anni prendendo parte ad alcuni tra i più importanti festival internazionali. Anche quest’anno – ha concluso il Direttore Artistico ringraziando l’Amministrazione Comunale e la Samer & Co. Shipping – riusciremo a offrire musica di grande qualità grazie al sostegno dell’imprenditore muggesano Dario Samer e dai suoi figli, Lilly ed Enrico e alla collaborazione del Comune di Muggia”.

Il Direttore Artistico, Stefano Franco, ha quindi illustrato il programma della grande vetrina del jazz internazionale a ingresso libero che pone per due giorni Muggia al centro del panorama mondiale della musica colta del XX secolo.

Entrando nel dettaglio, Scott Hamilton, insignito del premio “Ronnie Scott’s Jazz Awards” per il sassofonista jazz dell’anno nel 2007, rappresenta la scuola più classica e raffinata del sassofono jazz tenore e si esibirà con il quintetto di uno dei più quotati pianisti italiani della scuola di Oscar Peterson, Massimo Faraò – definito il più nero dei pianisti italiani -, al quale per l’occasione si aggiungerà anche un altro big statunitense, il batterista Byron Lindham.

 

Per i Licaones di Mauro Ottolini, eclettico personaggio noto soprattutto come caposcuola del trombone a coulisse in Italia e del pluripremiato sassofonista friulano Francesco Bearzatti e interpreti di un genere detto Boogaloo con qualche incursione dell’acid jazz, si tratta di un gradito ritorno dopo molti anni di assenza dal palco muggesano su cui si riaffacciano con un nuovo progetto.

Ospiti triestini, ma molto noti e appezzati anche fuori dal contesto locale, saranno infine la Ragtime Jazz Band di Gino Cancelli, formazione classica di Dixieland che per l’occasione ospiterà anche un intervento del docente di Storia ed estetica della musica al Conservatorio “G. Tartini” di Trieste, Marco Maria Tosolini e offrirà un omaggio a un artista prematuramente scomparso, il batterista triestino Lorenzo Fonda e – nel solco della tradizione del Festival, indicata dallo storico fondatore, il Commendator Dario Samer alla cui memoria l’edizione 2018 è dedicata – una big band, la The 1000 Streets’ Orchestra che si esibirà per l’occasione assieme al trio di fama nazionale de Les Babettes con la partecipazione straordinaria dell’apprezzata interprete di musical muggesana Daniela Pobega”.

Sabato 1 settembre a esibirsi al Festival sarà la Ragtime Jazz Band con un intervento del docente di Storia ed estetica della musica al Conservatorio “G. Tartini” di Trieste, Marco Maria Tosolini e un omaggio al batterista triestino Lorenzo Fonda.

A seguire, direttamente da Providence, Rhode Island, lo Scott Hamilton Quintet con Scott Hamilton (sax), Massimo Faraò (piano), Davide Palladin (chitarra), Nicola Barbon (contrabbasso) Byron Lindham (batteria).


Domenica 2 settembre il palco muggesano ospiterà, i Licaones (Mauro Ottolini, trombone -Francesco Bearzatti, sax – Oscar Marchioni, organo e Paolo Mappa, batteria).

Licaones

A chiudere, The 1000 Streets’ Orchestra Meets Les Babettes (Chiara Gelmini, Anna De Giovanni, Eleonora Lana) Special Guest, Daniela Pobega.

Nel corso degli anni, il festival ha ospitato autentici big del jazz, rock e blues internazionale, da Dado Moroni a Gianni Basso e la Torino Jazz Orchestra. E poi Bobby Solo, James W. “Red” Holloway, Alvin Queen, Darryl Hall, Don Washington, Ray Gelato, Chris Jagger, Dusko Goykovich, Renato Chicco, Fulvio Albano, Jim Rotondi, Dieter Themel, Nick Becattini, Francesco Bearzatti, Andy J. Forest, Lluis Coloma, Nuno Alexandre, Arthur Miles, Marc Abrams, Richie Loidl, Martijn Schok Band, il “gipsy” trio di Stochelo Rosenberg, l’orchestra olandese Harry Strikes Again, Mauro Ottolini, Barbara Dennerlein, China Moses, Raphaël Lemonnier, Denise King, Frank Vignola, Vinny Raniolo, Alberto Marsico, Daniele Raimondi, Mattia Cigalini, Emanuele Urso, Massimo Faraò, Jazz Dynamos, RTV Slovenia Symphony Orchestra,
Martí Elias Vinyals. Miron Hauser, S.I.P. Band e James Thompson.

Tutti i concerti si terranno presso il Teatro Verdi di Muggia, Via S. Giovanni 4 – tel. 040274015 con ingresso libero.

La manifestazione avrà inizio alle ore 21.00 (fino alle 23.30). Informazioni su http://www.muggiajazz.com e sulla pagina facebook MuggiaJazzFestival

PER INFORMAZIONI:

http://www.muggiajazz.com
https://www.facebook.com/MuggiaJazzFestival?fref=ts

Associazione culturale musicale B.B.C.
Tel. (+39) 3384845188

Comune di Muggia – Assessorato alla Cultura
040 3360340-343
ufficio.cultura@comunedimuggia.ts.it
http://www.benvenutiamuggia.eu

Sabato 8 settembre gommonata con l’A.I.S.M. 2018

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Sabato 8 settembre 2018 – 

Dopo il successo delle ultime sei edizioni, anche quest’anno, nella giornata di sabato 8 settembre 2018 viene riproposta la consueta “Gommonata” con gli amici assistiti dell’A.I.S.M. Associazione Italiana Sclerosi Multipla.

Il programma prevede il ritrovo presso la sede del Club del Gommone di Viale Miramare 32 alle ore 09.00.

Seguirà, alle ore 10.30, la partenza con meta prevista al Castello di Miramare per poi puntare verso piazza dell’Unità d’Italia. Il rientro al Club è previsto indicativamente per le ore 12.00.

A seguire, verrà offerto un rinfresco per tutti i partecipanti.

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Alla giornata sono invitati a partecipare i soci del Club, gli ospiti con i propri accompagnatori, i gommonauti con accompagnatori e i membri del Consiglio Direttivo del Club.

Al termine, una targa ricordo dell’incontro verrà consegnata alla Presidentessa dell’A.I.S.M. Paola Gaggi.

Per informazioni:

Resp. Attività diportistiche e ricreative Sig. Damiano Gherdol (cell. 347899619)

Presidente del Club del Gommone Trieste – Sig. Antonio Delconte (cell. 3483390656)

Italiani all’estero: Just Australia apre un infopoint gratuito a Milano

 

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Ogni anno sono 12.523 gli italiani che partono per studio e lavoro. Da oggi sarà possibile organizzare l’esperienza all’estero, già dall’Italia

ITALIA-AUSTRALIA IN NUMERI

L’Australia continua ad essere una meta molto amata dagli italiani. Tanto è vero che nell’ultimo anno 12.523 italiani hanno richiesto un visto di studio e lavoro down under. Senza contare i 10.549 turisti che scelgono l’Australia come destinazione per un viaggio zaino in spalla, alla guida di un van oppure per la luna di miele. Un totale di 23 mila italiani, chi per viaggiare, chi per vivere un’esperienza più o meno temporanea.

Numeri che possono essere paragonati a quelli emigrazione di una volta. Quando l’Australia si raggiungeva via mare e non c’era nemmeno bisogno del passaporto. Nell’anno tra il 1963 e il 1964 sono stati 12.903 gli italiani sbarcati down under. Un numero non lontano da quello attuale. E più o meno in linea con tutte le partenza dall’Italia tra il 1960 al 1970.

JUST AUSTRALIA: CHI SIAMO

Certo, le cose sono cambiate. E se da un lato è tutto più semplice ed è possibile partire informati e organizzati, grazie alla tecnologia, dall’altro, la questione visti, studio, lavoro, è diventata un po’ più complicata.

Per questo, più di quattro anni fa, è nata a Melbourne Just Australia (www.justaustralia.it) da un lato infopoint gratuito e dall’altro un’agenzia, per tutti gli italiani (e non) che vogliono realizzare il proprio progetto di studio, vita e lavoro in Australia!

Dal 4 settembre 2018, Just Australia sarà presente anche a Milano, con un Infopoint gratuito, in Bastioni di Porta Nuova 21, all’interno del co-working Spaces, con un ufficio privato e dedicato a chi ha bisogno di informazioni pre-partenza.

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Just Australia è nata quattro anni fa, da un’idea di Ilaria Gianfagna e Stefano Riva, che si sono trasferiti per realizzare un progetto imprenditoriale all’estero.

“Cerchiamo di creare il percorso più adatto a ogni persona, a seconda di professione, età, stato civile, budget, tempo a disposizione e passioni – dicono Stefano e Ilaria – e in più svolgiamo gratuitamente le prime pratiche per i neo-arrivati: tax file number, (il codice fiscale australiano) curriculum in inglese, apertura del conto in banca, sim card, assicurazione sanitaria, assistenza nella ricerca di casa e lavoro, consigli e dritte su come vivere, lavorare e vivere in Australia”.

Just Australia rappresenta centinaia di partner in tutta l’Australia, tra cui scuole, istituti professionali, università, compagnie assicurative, banche, agenzie di viaggi, compagnie telefoniche e molto altro ancora.

Il nuovo Infopoint di Milano avrà proprio lo scopo di fornire una serie di informazioni pre-partenza e aiuterà ai ragazzi a scegliere il percorso di studi o di lavoro più adatto.

La sede si trova presso gli uffici di Spaces (fermate metro più vicine Garibaldi e Moscova), a pochi passi da Corso Como.

Perché Spaces? “Perché è un ambiente di lavoro creativo – spiegano ancora – dallo spirito imprenditoriale unico. Gli spazi di lavoro dinamici promuovono il pensiero, la creatività e la collaborazione. E poi hanno sede anche in Australia, oltre che in Europa, USA, America Latina e Asia”.

I VISTI PER L’AUSTRALIA

Chi vuole partire per l’Australia ha due possibilità, principali.

I più giovani (sotto i 31 anni) possono richiedere un visto vacanza-lavoro, chiamato “working holiday visa” della durata di 12 mesi, rinnovabile di altri 12 mesi, a patto di lavorare per almeno 88 giorni, durante il primo anno nelle aziende agricole australiane, le cosiddette farm. Offre un permesso di lavoro full time e la possibilità di frequentare un corso di studi fino a 4 mesi.

Chi ha superato i 31 anni, oppure chi è orientato soprattutto sullo studio, sceglie lo “student visa”. Un visto che dura quanto il corso di studi e offre un permesso di lavoro part time.

Entrambi i visti possono rappresentare un’esperienza temporanea e a volte si possono trasformare in un trasferimento definitivo, grazie ai visti sponsor oppure ai visti permanenti, per chi rientra nella categoria di professioni più richieste.

COM’È L’AUSTRALIA?

“È un paese estremamente multi-etnico – spiegano Ilaria e Stefano – e moderno, dove il lavoro non manca. Una realtà estremamente efficiente sul fronte infrastrutture e servizi, sicura, paesaggisticamente mozzafiato, dove la qualità della vita è molto alta.

Melbourne

Non a caso è sempre in testa alle classifiche per stile di vita e benessere economico, oltre che sociale. Soprattutto Melbourne, che da anni detiene il primato di città più vivibile al mondo. Le opportunità sono tante e le idee si trasformano spesso in attività imprenditoriali, come nel nostro caso. Il consiglio è quello di partire, con l’idea di un’esperienza temporanea, di studio e di lavoro. Troppo spesso sentiamo dire: voglio trasferirmi per sempre. Ma una buona idea è quella di darsi un anno di prova. Poi se è il paese che fa per voi, beh vi aiuteremo a rimanerci!”

 

Just Australia
c/o Spaces
Bastioni di Porta Nuova 21
20121 Milano
349 4648849 – 3495909178
Lunedì – Venerdì dalle 10 alle 18
italia@justaustralia.it
http://www.justaustralia.it

Il Trieste Summer Rock Festival si chiude con The Wall e i Pinkover

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Domenica 5 agosto 2018 – Trieste Castello di San Giusto

Il Trieste Summer Rock Festival 2018 promosso dall’Associazione Musica Libera grazie al sostegno del Comune di Trieste e della Fondazione CRTrieste, si concludrà con l’esecuzione integrale del leggendario concept album “The Wall” da parte della band dei Pinkover.

Per l’occasione, il palcoscenico del Castello di San Giusto trasformerà le sue vesti in un ambiente di magica immersione nel capolavoro dei Pink Floyd “The Wall”. Tutti i brani fanno parte di un unico filo conduttore: IL MURO, inteso come isolamento personale e sociale. Un muro di 14 metri di larghezza e 5 di altezza, proiezioni e luci condurranno lo spettatore nel viaggio che il protagonista affronta tra ricordi di infanzia, adolescenza, un presente opprimente, fino ai margini della follia. La produzione non si limita solo all’esecuzione musicale ma è fatta di immagini proiettate, figurazioni sceniche, tra cui il pupazzo del maestro “The Teacher”.

Celebrare, attraverso un festival internazionale, la musica rock e progressive con un ciclo di concerti di grande qualità e artisti storici capace di attirare un numeroso pubblico di giovani e non solo, da tutt’Europa: anche quest’anno è stato questo l’obiettivo della manifestazione, inserita nel calendario di Trieste Estate. Sono state oltre 150.000 le persone che nel corso di questi anni hanno assistito complessivamente al festival, tanto da essere definito dalla rivista Jam la “capitale” italiana del Rock progressive. Un successo che si conferma di anno in anno che che ha visto arrivare a Trieste artisti del nome di Steve Hacket, Focus, Grand Mother of Inventions, Pfm, Creedence Clearwater Revived, Carl Palmer in Elp tribute with Fog, Animals, Ian Paice, Banco del Mutuo Soccorso, Alan Parson, New Trolls, Delirium, Clive Bunker, Glenn Hughes, Osanna, Ray Wilson, Gong, Claudio Simonetti&Daemonia, Van Der Graaf Generator, Caravan, Omaggio a Battisti.
Quella del festival è una formula apprezzata, che dà spazio anche ai giovani e ai gruppi rock triestini, che hanno la possibilità di esibirsi prima di questi grandi nomi del Rock Progressive, dando loro anche occasioni di confronto e di visibilità.
Il programma di quest’anno dopo il concerto di apertura dei Saint Just, storica band rock progressive di Jenny Sorrenti formatasi negli anni ’70 (special guest Alan Sorrenti), è proseguito con l’esibizione di Nico Di Palo e Gianni Belleno dei New Trolls e con il one-man-show dell’ex tastierista degli Yes e leggenda del tastierismo prog rock Rick Wakeman.
Domani, sempre nel Cortile delle Milizie del Castello di San Giusto, a chiudere la manifestazione ci sarà la formazione dei Pinkover.
Lo spettacolo, che affonda le sue radici nel lontano 2013, vede la band Pinkover impegnata nella totale realizzazione del progetto, in tutte le sue minime sfaccettature sia a livello artistico che organizzativo. Lo spettacolo ha come protagonista il MURO, un muro realizzato in polistirolo composto da decine di mattoni, fatto costruire apposta per lo show. Questo elemento scenografico svolge una doppia funzione, la prima a rappresentazione del concetto generale dell’opera, inteso come isolamento dal mondo esterno che il protagonista principale, Pink, erige come segnale di un malessere interiore che lo porta via via all’estraniarsi da chi lo circonda. La seconda è quella di un enorme schermo dove vengono proiettati filmati e video, interamente realizzati dalla band, che accompagnano, tramite lo strumento visivo, lo spettatore durante l’esibizione musicale dei brani. Una full immersion multimediale per raccontare una storia, un concetto personale di Roger Waters, ideatore dell’album, che alla fine si rivela essere la storia di ognuno di noi, un messaggio universale che a distanza di 40 anni risulta essere ancora attualissimo.
Il “dietro le quinte” dello spettacolo vede impegnati numerosi tecnici che si occuperanno della corretta esecuzione dello show audio visivo.
La produzione non si limita solo all’esecuzione musicale ma anche di figurazioni sceniche, tra cui il pupazzo del maestro, “The Teacher”, alto 5 metri.
Ingresso €10,00 + prevendita, inizio spettacolo ore 21.00.

Tagliandi in vendita presso le prevendite abituali e sul circuito Vivaticket. Apertura della biglietteria un’ora prima del concerto.

Chi avesse già acquistato il biglietto in prevendita è invitato ad afferire alle ore 19.30 per permettere un miglior afflusso al concerto.

Note Biografiche
I Pinkover nascono ufficialmente a Trieste nel 2003 per volontà del chitarrista e cantante Federico Mreule.
La band triestina, fin da subito, comincia un duro lavoro di ricerca per ricreare al meglio le musiche e le atmosfere dei Pink Floyd, la famosissima band inglese, pionieri del rock psichedelico e creatori di capolavori come “The Dark Side Of The Moon” e l’opera rock “The Wall”, uno dei concept album più venduti di tutti i tempi.
I Pinkover nel corso degli anni, dopo alcuni cambi di formazione, hanno raggiunto un notevole sviluppo tecnico e musicale che li ha portati ad esibirsi in prestigiose ed importanti manifestazioni in Italia e Austria.
I Pinkover sono:

· FEDERICO MREULE – Chitarra & Voce
· FRANCESCO CAINERO – Basso & Voce
· MICHELE ZABUCCHI – Chitarra & Voce
· DARIO DEGRASSI – Organi & Tastiere
· ADRIANO CHINELLI – Tastiere
· ALESSANDRO CONTE – Batteria
· ELENA VINCI – Voce & Cori
· ALEXIA PILLEPICH – Voce & Cori
· ELISA RITOSSA – Voce & Cori

Per informazioni:
cell: +39 340.0813203
info@musicalibera.it

Galli contro Romani: all’Etrusco di Trieste si mangia con le mani!

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Venerdi’ 27 luglio 2018 scegliete se essere barbari Galli o eruditi Romani, vestitevi di conseguenza e partecipate alla cena a tema all’Etrusco di Trieste!

Tassativo:  mangiare con le mani!

Per soli 25 euro a persona saranno proposti antipasto, primo, secondo di carne e dessert e vino a volontà compreso nel prezzo!!

Grazie alla squisita consueta ospitalità di Alberto e Caterina, si preannuncia sicuramente una serata all’insegna del divertimento e della convivialità dove i partecipanti troveranno posto in 3 tavolate da 10 persone ciascuno.
Per la buona riuscita della serata la prenotazione sara’ OBBLIGATORIA, come il dress code: Galli oppure Romani.

Enoteca Wine Bar l’Etrusco
via dei Capitelli 7 / b, 34121 Trieste

Informazioni e prenotazioni
Alberto 3480058940
Caterina 3402330067
L’Etrusco 040 0640013