Wasama Super Heroes Show on Tour 2018 a Fiume Veneto

_GIO3495.jpgSabato 24 e domenica 25 marzo al Granfiume di Fiume Veneto – 

Secondo fine settimana per “Il Wasama Super Heroes Show on Tour 2018” al Granfiume di Fiume Veneto, dove proseguono le esposizioni dedicato ai fumetti e al mondo dei manga: mostra dei famosi Supereroi Marvel e Dc in dimensioni reali in spettacolari ricostruzioni di set cinematografici, tra scenografie, musiche ed effetti speciali, esposizione di esoscheletri giganti, esposizione le Gemme dell’Infinito e la grande mostra Lego Star Wars (18 pezzi Lego ispirati alla celebre saga cinematografica Star Wars, rappresentanti le iconiche astronavi con l’aggiunta di personaggi Lego a tema).
Il programma di sabato 24 e domenica 25 marzo (al mattino e al pomeriggio) prevede esibizioni spettacolari e di grande effetto (tra cui la performance acrobatica di Spiderman) e animazioni ambientate nelle speciali coreografie, realizzati da Ivan Cecio e dal suo team di artisti e tecnici della Wasama Creative Factory, in collaborazione con Prizmatec Cosplay.

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Presenti anche i Cosplayer e prop-makers Giorgia Cacciatore, Serena Iezzi, Martina Cassetti, Stefano Cichella, Davide Maker, Riccardo Carnazza e Ivan Livi. A sorpresa anche l’intervento del cosplay di Venom, il super cattivo dell’universo Marvel, il cui film è atteso nelle sale cinematografiche per il prossimo ottobre.

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Ciliegina sulla torta a conclusione del fine settimana, domenica a partire dalle 15.30 il contest cosplay, in collaborazione con Fenix Cosplay, un gruppo locale di giovani, attivo da anni nell’organizzazione di eventi simili in regione. A presentare l’evento il carismatico Luca Lazzer, ex speaker di Top Radio.

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La gara vedrà esibirsi sul palco numerosi cosplayer da tutta Italia che interpreteranno il loro personaggio preferito proveniente dal mondo degli anime/fumetti, film, serie tv ​, ​ in tema Super eroi, Fantasy, Star Wars e Manga, per conquistare i giurati e il pubblico con la bellezza del proprio abito o armatura e la bravura nella recitazione, nel canto o nel ballo. I premi assegnati saranno “Lord of Cosplay”, ovvero il concorrente con il costume più elaborato e ben realizzato e con l’esibizione più convincente, e a seguire “Miglior Femminile”, “ Miglior Maschile”, “Miglior Interpretazione”, “Miglior Accessorio”, e il “Premio Giuria Popolare” che coinvolgerà il pubblico presente.

Non mancherà un premio speciale offerto da Hunter’s Home Cosplay che comprende degli accessori cosplay realizzati a mano dalla cosplayer Giorgia Cacciatore.

Tra gli ospiti in giuria Ichigo Star e Misch.Axel.

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PASQUA 2018: AL TEATRO VERDI DI TRIESTE ARRIVANO I “CONCERTI GROSSI” DELL’ORCHESTRA D’ARCHI DEL TARTINI

Lunedì 26 marzo alle 20.30 al Teatro Verdi – Sala Victor De Sabata – 
In vista della Pasqua, la stagione inverno/primavera 2018 del Conservatorio Tartini propone, lunedì 26 marzo alle 20.30 al Teatro Verdi – Sala Victor De Sabata, l’esibizione dell’Orchestra d’Archi del Tartini preparata da Fabio Pirona.

In programma i Concerti Grossi di tre autori del ‘900: le partiture sono datate 1952 per Ernest Bloch (Concerto Grosso n. 2 per orchestra d’archi), 1989 per Ferenc Farkas (Aria e rondò all’ungherese per due violini e orchestra d’archi) e 1950 per Ralph Vaughan Williams (Concerto Grosso per orchestra d’archi). Nel Novecento molti compositori importanti si sono ispirati a forme musicali dei secoli precedenti: Stravinsky nel neoclassicismo, Respighi nel neorinascimentale; meno rievocato è stato il mondo barocco.

Nel programma di lunedì 26 marzo saranno presenti tre pezzi che guardano al Concerto Grosso come forma barocca e anche strumentale. Il Concerto Grosso, in auge nella prima metà del ‘700, vede sempre contrapposti due gruppi strumentali ben distinti: il Concertino con dei solisti e il Tutti con il resto dell’orchestra; forma che i tre compositori – Ernest Bloch, Ferenc Farkas e Ralph Vaughan Williams – rispettano pienamente con un alternarsi che prevede delle rievocazioni settecentesche pur non dimenticando il ‘900, secolo nel quale sono state composte.

L’ingresso è gratuito, previa prenotazione.

Info: 040.6724911, http://www.conservatorio.trieste.it

 

L’ORCHESTRA

L’Orchestra d’archi del Conservatorio “G. Tartini”, suona senza l’ausilio di un direttore perché il lavoro svolto in sede di preparazione mira a una concezione del quartetto d’archi esteso all’orchestra intera. L’Orchestra ha già eseguito un vasto repertorio, dal barocco al ‘900 storico e, oltre che in Regione, ha eseguito numerosi concerti anche in Austria, Slovenia e Bielorussia. Nel 2012 e nel 2013 è stata invitata al Quirinale a Roma dove ha eseguito due concerti alla presenza del Presidente della Repubblica Italiana. Nell’estate del 2017 è stata invitata ad eseguire un programma vivaldiano al Festival di Minsk in Bielorussia. Docente preparatore dell’Orchestra d’archi è Fabio Pirona.

 

 

 

 

 

A Pordenone si conclude il festival internazionale Segovia Guitar Week

 

 

Domenica 25 marzo, ore 15.30 – Convento di San Francesco ​, Pordenone​ – 

Si conclude domenica 25 marzo con due appuntamenti a partire dalle 15.30 nel Convento di San Francesco la IV Segovia Guitar Week, il festival internazionale pordenonese organizzato dalla Segovia Guitar Academy con Polinote.
In programma il concerto finale dello stage “La città delle mille corde 2018”, durato tre giorni al quale hanno partecipato 40 ragazzi dal triveneto i quali eseguiranno, sotto la direzione di Angela Tagliariol, alcune celebri colonne sonore trascritte per l’occasione dal team di docenti del centro chitarristico. Il breve concerto inizierà con “Forrest Gump”, di Alan Silvestri. A proseguire, di Yan Tiersn un medley composto da “La valse d’Amélie” e “Comptine d’un autre été, l’après-midi” tratti dal film “Amélie”. Concluderà l’esibizione un breve medley composto con alcuni dei temi più noti tratti dal film “StarWars” di John William.
La seconda parte del concerto vedrà sul palco il giovanissimo talento sloveno Urbaan Reiter, classe 2003, attualmente studente all’Università della Musica e delle Arti di Graz sotto la guida del M° Paolo Pegoraro nel corso per giovani con particolare talento. Reiter proporrà alcune fra le pagine più rappresentativi della chitarra classica spaziando dal barocco di J.S. Bach (Preludio e Allegro BWV 998) e il classicismo di Mauro Giuliani (Sonatina op. 71 n ​.​ 3, in tre movimenti) al secondo novecento con autori quali Walton (Five Bagatelles: Lento, cubana) e Ruiz-Pipò (Cancion y Danza n ​.​ 1).

Ingresso libero.

Dal 12 al 15 aprile 2018 torna Trento Smart City Week

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Dal 12 al 15 aprile 2018 a Trento – 

140 appuntamenti in calendario per diffondere la cultura “smart”: la partecipazione come motore di innovazione.
Sarà “partecipazione” la parola chiave della seconda edizione di Trento Smart City Week 2018, che si svolgerà nella città del Concilio dal 12 al 15 aprile con l’obiettivo di diffondere la cultura dell’innovazione coinvolgendo le istituzioni locali e nazionali, la società civile, le comunità scientifiche e la cittadinanza.
Forte dell’inserimento nella classifica delle prime dieci smart cities al mondo, in base agli studi dell’Institute of Electrical and Electronic Engineers (IEEE), il capoluogo torna ad accogliere oltre un centinaio di eventi, tra conferenze, seminari, dimostrazioni, laboratori, mostre e tante altre attività incentrate sulle visioni del futuro e sui servizi smart già avviati sul territorio trentino.

Dietro le quinte sei enti promotori: il Comune di Trento, la Provincia autonoma di Trento, la Fondazione Bruno Kessler, l’Università degli studi di Trento, il Consorzio dei Comuni Trentini e l’IEEE, coadiuvati da molte altre realtà d’eccellenza del territorio.

Il punto di partenza è una prima edizione da record: nel 2016 la manifestazione ha visto più di 100 eventi in programma, 20mila passaggi complessivi, 12mila accessi unici al sito dedicato http://www.smartcityweek.it con 75mila visualizzazioni di pagina. L’iniziativa, inoltre, è stata ripresa dai maggiori media nazionali.

Per il 2018 i numeri previsti sono ancora più importanti: 140 appuntamenti in calendario suddivisi su quattro giorni, con 180 relatori coinvolti in 16 diverse location della città e un’anteprima sulla terrazza panoramica di Sardagna, il 6 aprile.

Piazza Duomo sarà il cuore di Trento Smart City Week, anche in virtù della presenza dell’exhibition area dove si potranno conoscere e sperimentare i servizi già attivi.

Il tema della seconda edizione, espresso nel motto “La speranza dell’appartenere”, sarà quello della partecipazione, per sottolineare l’importanza del contributo di tutti al miglioramento del benessere comune.

Negli ultimi anni la pubblica amministrazione sta puntando molto sul coinvolgimento dei cittadini nella definizione delle priorità della vita comunitaria e nella gestione di servizi e di beni.

Segnalazioni dei cittadini per il miglioramento del bene pubblico, cooperazione nella gestione di beni comuni, collaborazione nella stesura di indirizzi strategici, partecipazione nel prendere decisioni sono alcuni esempi di successo di questo nuovo modo di essere comunità.

La manifestazione vuole proporre un’interpretazione della nuova dimensione del concetto di “partecipare” in una visione positiva: valorizzando il sentimento di appartenenza – responsabile – ad una comunità che vada oltre “lo sforzo di un civile stare insieme”; proponendo la speranza come antidoto alla paura – oggi prevalente – rispetto alle nuove dinamiche sociali emergenti (diffusione di fake news, maleducazione nelle relazioni online, analfabetismo funzionale, diffusione dell’automazione).

In questo spirito un’apposita sezione del programma – smart citizens – è stata dedicata proprio alle proposte di cittadini, inventori, startup, che hanno proposto idee e iniziative per innovare e rendere migliore il territorio.

La call pubblica, chiusa il 31 gennaio, ha raccolto ben 45 idee, valutate e selezionate per comporre un mosaico rappresentativo delle best practices trentine.

Molte saranno inoltre le iniziative “fuori piazza” organizzate e gestite da realtà dislocate sul territorio, che daranno il proprio contributo ai temi della smart city nel programma correlato: blockchain, tecnologia e innovazione a servizio delle scuole, smart working, competizioni fra robot sono solo alcuni dei temi affrontati “fuori piazza”.

Particolare spazio troveranno infine le iniziative a tema che verranno proposte al Muse nei giorni della manifestazione: laboratori, esperimenti, attività ed interessanti conferenze “smart people”, che vedranno protagonisti importanti personalità esperte nei temi delle bufale on line, dei falsi miti sull’alimentazione e della ricerca scientifica.

Per info: http://www.smartcityweek.it/

Sui social:
Twitter – @trentosmart #trentosmart
Facebook – @trentosmartcity

 

TRIESTE, ECCELLENZA E CAPITALE DELLA RICERCA CHIRURGICA

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Dal 15 al 17 marzo – Stazione Marittima, Trieste –

Da Trieste, che produce dati di eccellenza a livello mondiale (con il 77,7% dei casi di sopravvivenza in condizioni di vita soddisfacenti a 5 anni dall’intervento – 74% dato eccellenza Liverpool, 77% dato eccellenza New York), parte la sfida per battere la patologia testa-collo che registra in FVG il triste primato (3520 casi, 113.165 casi in Italia – dati Airtum2016 prevalenza). In Italia l’incidenza stimata per il 2017 è stata di 9400 nuovi casi, 7200 fra gli uomini e 2200 fra le donne (dati Airtum 2017).

Al congresso europeo faranno tappa, dal 15 al 17 marzo alla Stazione Marittima di Trieste, chirurghi europei e statunitensi: come Richard Hayden della Mayo Clinic di Phoenix in Arizona (Centro d’eccellenza per la chirurgia oncologica), Bhuvanesh Singh del Memorial Sloan Kettering Cancer Center” di Manhattan a New York, René Leemans del Dipartimento di Otorinolaringoiatria e Chirurgia testa collo all’Università di Amsterdam e Gaetano Paludetti del Policlinico Gemelli, noto per aver eseguito la tracheotomia a Papa Giovanni Paolo II.

Presiede i lavori il Direttore della Clinica ORL dell’Ospedale di Trieste – Cattinara, Giancarlo Tirelli, innovatore della tecnologia trans-orale mini invasiva: con la sua equipe ha infatti messo a punto per la prima volta in Europa la tecnica che utilizza il sistema ottico NBI, producendo i migliori riscontri sul piano sopravvivenza/qualità della vita a 5 anni dall’intervento, a livello mondiale.

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Tre giorni per un confronto a livello internazionale intorno alle tecnologie più innovative della chirurgia mini invasiva trans-orale: per sostenere nel modo migliore i pazienti con tumore testa – collo, la quinta neoplasia più diffusa in Italia con 113.165 casi (dati Artium 2016, prevalenza) e una incidenza 2017 stimata in 9400 nuovi casi (7200 fra gli uomini, 2200 fra le donne – dati Artium 2017). Dal 15 al 17 marzo, alla Stazione Marittima di Trieste è in programma il Congresso Europeo dedicato alla “Chirurgia transorale mini-invasiva delle patologie del distretto testa – collo”, con la partecipazione dei più innovativi chirurghi italiani e internazionali: fra gli altri Richard Hayden della Mayo Clinic di Phoenix in Arizona (Centro d’eccellenza per la chirurgia oncologica), Bhuvanesh Singh del Memorial Sloan Kettering Cancer Center” di Manhattan a New York, René Leemans del Dipartimento di Otorinolaringoiatria e Chirurgia testa collo all’Università di Amsterdam e Gaetano Paludetti del Policlinico Gemelli, noto per aver eseguito la tracheotomia a Papa Giovanni Paolo II.

Il meeting, che si preannuncia come un appuntamento di rilievo mondiale, avrà al centro del suo confronto proprio la chirurgia trans-orale diventata pratica clinica all’Ospedale di Trieste – Cattinara, dove per la prima volta in Europa il Direttore della Clinica ORL Giancarlo Tirelli ha messo a punto la tecnica che utilizza il sistema ottico NBI, producendo i migliori riscontri sul piano sopravvivenza/qualità della vita a 5 anni dall’intervento, a livello mondiale. È il Friuli Venezia Giulia la macro area che registra la maggiore prevalenza di queste patologie, con 3520 casi monitorati annualmente. Ma il Friuli Venezia Giulia è anche la sede di eccellenza nell’offerta di interventi risolutivi attraverso tecnologie non demolitive: un traguardo che si registra appunto nella Clinica ORL dell’Ospedale di Trieste, dove, a cinque anni dagli interventi, i dati annotano il 77,7% di casi di sopravvivenza in condizioni di vita soddisfacente (disease specific survival per il tumore orale). Un riscontro importante per due ragioni: perché cinque anni sono un timing utile per considerare l’intervento risolutivo e perché pone Trieste al livello dei centri mondiali di riferimento per gli interventi sul distretto testa-collo: Liverpool, che ha registrato un dato del 74% (fonte: Rogers et al. Oral Oncology) e New York con il 77% (fonte: Shah et Al Oral Oncology).

Il congresso europeo di Trieste è realizzato con il patrocinio del Ministero della Salute e della Confederation of European ORL – Head Neck Surgery, della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorato alla Salute e dell’Università degli Studi di Trieste. Dal meeting partirà la sfida per promuovere le innovative soluzioni di intervento in sala operatoria: il programma scientifico proporrà lezioni magistrali, video e prestigiose comunicazioni per arricchire l’esperienza professionale dei più esperti e avvicinare anche i giovani specialisti ai principi della chirurgia mini-invasiva. Le statistiche del Friuli Venezia Giulia che riassumono i dati sull’attività chirurgica svolta nel corso dell’ultimo biennio (2015-2016) vedono l’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste ASUITS al primo posto per numerosità di casi oncologici operati con un totale di 163 pazienti (escludendo dal conteggio i tumori della tiroide e della pelle). «Il nostro obiettivo –spiega il chirurgo Giancarlo Tirelli – è di guardare oltre la sopravvivenza, puntando alla qualità di vita degli assistiti nel decorso post operatorio. Una visione “win win”, di assistenza sanitaria sostenibile: perché vince il paziente e al tempo stesso vince la sanita’ pubblica, che potrà contare su un’ospedalizzazione più breve e a basso tasso di complicanze».

I risultati globali della sopravvivenza e della qualità di vita ottenuti grazie a un lavoro di squadra metodico e strutturato dai chirurghi della Clinica ORL di Trieste sono stati recentemente accettati per la pubblicazione da una delle più prestigiose riviste scientifiche americane del settore, Oral Surgery and Oral Medicine, premiando così i risultati nei quali, per la prima volta, il chirurgo ha presentato non solo le percentuali dei pazienti sopravvissuti alla malattia dopo l’intervento chirurgico, ma li ha integrati con la dimostrazione che nonostante l’intervento la qualità della vita è rimasta grazie alle tecniche mini-invasive molto buona.

CHIRURGIA MINI-INVASIVA, ALLA CLINICA ORL TRIESTE TECNOLOGIE INNOVATIVE.

La chirurgia oncologica dei tumori di bocca, gola e corde vocali è andata incontro nell’ ultimo decennio ad una vera e propria rivoluzione sotto il nome di “chirurgia mini-invasiva trans orale”. Alla Clinica ORL di Trieste ogni giorno si praticano le nuove tecniche chirurgiche in grado di garantire la qualità di vita postintervento.

L’idea di base è quella di utilizzare nei distretti di pertinenza otorinolaringoiatrica gli strumenti che derivano dalla chirurgia laparoscopica addominale o toracica: in questi casi si accede agli organi bersaglio non in maniera diretta, attraverso ampie aperture della pelle, ma con piccole incisioni dalle quali vengono immessi gli strumenti chirurgici e una telecamera che proietta le riprese su un monitor esterno. Si evitano così ampie cicatrici e tutte le conseguenze ad esse correlate. Alla ORL di Trieste c’è un valore aggiunto: la precisione del chirurgo è potenziata grazie all’”occhio” speciale di un sistema di videoendoscopia che permette di individuare cellule patologiche invisibili all’occhio umano. La tecnica operatoria sviluppata dal prof. Tirelli è la prima a basarsi sull’uso della tecnologia NBI in diretta: il macchinario si compone del sistema detto NBI–Narrow Band Imaging, presente nella sua configurazione più aggiornata in pochi centri in Italia. NBI guida in diretta il chirurgo nella decisione importantissima di quali tessuti asportare per garantire una resezione completa e radicale del tumore. La resezione chirurgica risulterà così “tailored”, ovvero modellata su misura e con precisione. La tecnologia NBI consente così di prevenire il rischio che il tumore si rigeneri e si ripresenti, garantendo un minor numero di recidive e una maggior possibilità di guarigione definitiva.

Anche l’utilizzo di strumenti di nuova generazione come la robotica e il 3D, i laser, i bisturi a radiofrequenze o ad ultrasuoni permettono l’asportazione dei tumori in maniera sempre più precisa. Al di là dei tecnicismi, questa caratteristica si traduce nel fatto che la zona operata (dove si è asportato il tumore) può guarire spesso spontaneamente evitando la necessità di trapiantare tessuti prelevati da altre sedi con conseguenze in questo caso sulla masticazione, sulla deglutizione e sulla capacità di parlare. La delicatezza delle sedi di intervento testa – collo ha portato all’introduzione, per la prima volta a livello internazionale, anche del monitoraggio intraoperatorio sul nervo facciale durante gli interventi di svuotamento laterocervicale: una precauzione utile a ridurre le complicanze di questo tipo di interventi chirurgici sul nervo che permette di muovere i muscoli del volto. Questa innovazione permette di preservare il più delle volte la funzionalità del nervo anche nei casi in cui il tumore sia cresciuto molto vicino. Attraverso il controllo intraoperatorio della funzionalità del nervo facciale è risultato notevolmente ridotto il rischio di alterare la mimica del paziente nel decorso post intervento.

La prevenzione delle patologie di testa e collo è legata a varie concause (fumo, alcol, ecc) ed è anche collegata al papillomavirus trasmesso con i comportamenti sessuali. Lo Human papillomavirus (HPV) risulta essere la causa più importante oltre che del tumore dell’utero anche del cancro della gola (orofaringe) negli Stati Uniti.

La percentuale di tumori HPV correlati è sostanzialmente aumentata: nel 1980 solo il 16% dei pazienti con tumore della gola risultava HPV positivo mentre negli anni 2000 la percentuale è salita al 73% fonte Pytynia et Al Oral Oncology 2014. Si stima che in Europa i casi di tumore della testa e del collo siano 146805, con 66993 decessi legati a questa patologia (stime incidenza 2020, dati Globocan Europa; in Italia, l’incidenza stimata per il 2017 è di 9400 nuovi casi, 7200 fra gli uomini e 2200 fra le donne (Airtum 2017). I tumori della testa e del collo rappresentano la quinta neoplasia più diffusa in Italia. Il Nord Italia è la zona in cui i tumori della testa e del collo sono maggiormente diffusi, con una prevalenza nell’area del Nord Est. Nel periodo 1998- 2002 i tumori della testa e del collo hanno rappresentato il 4,1% di tutte le neoplasie tra gli uomini e l’1,1% tra le donne; nelle donne l’incidenza è in crescita, legata ad un aumento dei tumori della cavità orale e della faringe (Airtum 2017).

A Gorizia la mostra Elisabetta d’Austria. Donna, Imperatrice, Viaggiatrice

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Nella splendida location del Museo Santa Chiara di Gorizia – di fronte alla Posta – si può visitare la mostra Elisabetta d’Austria. Donna imperatrice viaggiatrice nelle collezioni italiane promossa dal Comune di Gorizia e realizzata dal Centro Ricerche Turismo e Cultura.

Curata da Marina Bressan e Marino De Grassi con l’allestimento di Roberta Calvo, l’esposizione presenta in un’affascinante cornice la figura di Elisabetta, riportata al suo contesto storico e alla sua dimensione umana.

La mostra è aperta ogni fine settimana fino al 10 giugno 2018 con il seguente orario: venerdì, sabato e domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 19.30. L’ingresso è gratuito. Visita guidata ogni domenica alle ore 16.30.

L’allestimento evidenzia l’intreccio dei tre ruoli di Elisabetta come donna, imperatrice e viaggiatrice.

L’ambientazione degli anni a Possenhofen viene ricreata attraverso litografie originali, i ritratti dei genitori ed in particolare viene sottolineata l’influenza che il padre Max esercitò sulla figlia sia dal punto di vista dell’amore per certi autori, sia per l’amore per la natura- dimensioni queste che saranno approfondite nel corso della rassegna.

Il ruolo di imperatrice viene particolarmente evidenziato nei suoi primi anni, quando al braccio dello sposo Elisabetta inaugurò una tratta della Südbahn, allorché intraprese il viaggio in Italia, compresa la visita a Trieste e a Gorizia, conquistando con la sua bellezza e grazia anche gli animi più dubbiosi; viene pure focalizzato il ruolo nello Ausgleich con l’Ungheria e la visita a Trieste nel 1882. Rientra nel compito di imperatrice anche l’educazione per il figlio Rodolfo, mentre una parte rilevante riguarderebbe la calorosa attestazione di affetto come regina di Ungheria.

Il senso del viaggio per Elisabetta occupa una parte consistente della rassegna: inizialmente viaggio come fuga, poi di passione e di scoperta e infine di ritrovamento di se stessa: mai banale, ma sempre documentato e suffragato da letture appropriate. Viaggio come confronto di cultura-civiltà; viaggio alla scoperta di valori integri, viaggio in compagnia di autori del passato a lei molto cari, Shakespeare, Omero, Heine e ancora Swinburne, Carmen Sylva, Ibsen. Viaggio per mare partendo da Miramare per arrivare all’amata Corfù, dove tra la gente del popolo e nella natura mediterranea trovava lenimento alle sue pene. Viaggi vissuti anche da coloro che le stavano accanto come l’ammiraglio Oscar Cassini, legato alla Famiglia Coronini, Christomanos e altri minori, fra cui servitori triestini.

Infine gli ultimi viaggi già gravati dal presentimento di morte, quando ormai consapevole del suo destino fatale, vagava spettrale. Infine l’ultimo viaggio a Ginevra e il compimento del suo destino. La tanto meta agognata era stata raggiunta attraverso il gesto dell’anarchico Luccheni.

La rassegna si conclude con alcune riflessioni sulla figura di Elisabetta, forse la figura più affascinante di una decadenza, di una rovina.

 

Tra arte e agricoltura alla scoperta delle barbatelle di Rauscedo

Domenica 11 marzo ore 8.45 – 

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Riparte “Percorsi ed esperienze nel territorio”, l’iniziativa a cura del Centro Culturale Casa Zanussi che ha come finalità la diffusione della conoscenza, la valorizzazione e la promozione integrata del territorio regionale.
Domenica 11 marzo in programma un itinerario artistico tra Versutta, Arzenutto e Barbeano, ma anche agricolo, alla scoperta delle barbatelle di Rauscedo.
Il ritrovo è alle 8.45 in Via Grado per la partenza verso Versutta, una località del comune di Casarsa della Delizia nota perché durante la Seconda Guerra Mondiale il poeta Pier Paolo Pasolini vi sfollò con la madre, mentre il centro abitato di Casarsa veniva semidistrutto dai bombardamenti.

S ANTONIO VERSUTTA
Nell’unica piazzetta di Versutta, sorge la chiesa di Sant’Antonio Abate, monumento artistico di pregio risalente al XIII secolo, che conserva al suo interno pregevoli cicli di affreschi assegnabili a diverse maestranze attive tra la seconda metà del XIV secolo e il XVI.
Si potranno scoprire con la guida di Fulvio Dell’Agnese, storico dell’arte.

CHIESA ARZENUTTO
La mattinata proseguirà ad Arzenutto con la visita della Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo.

S FILIPPO E GIACOMO
Ampliamenti e modifiche non hanno alterato la semplicità di forme e la purezza delle strutture della piccola costruzione, armonicamente inserita nella campagna che abbraccia l’antica direttrice che collegava Valvasone a San Martino al Tagliamento.
La tappa successiva sarà a Barbeano alla Chiesa di Sant’Antonio Abate, con Fulvio Dell’Agnese, storico dell’arte. La chiesa si trova appena ad ovest del centro abitato ed è fatta risalire con molta probabilità alla prima metà del 1300.

 

VITIS
Dopo il pranzo all’Agriturismo Tina, si parte per Rauscedo, dove si visiterà la cooperativa agricola VITIS e la loro produzione di barbatelle innestate, vitigni autoctoni e internazionali. La loro gamma di prodotto comprende oltre 150 varietà di uve da vino, 15 portinnesti, più di 300 cloni, con una produzione di circa 10 milioni di innesti talea messi a dimora annualmente suddivisi in più di 1.000 combinazioni d’innesto.
Il rientro a Pordenone è previsto indicativamente per le 17.

Iscrizioni già aperte.

Info e prenotazioni: 0434 365387 – info@centroculturapordenone.it