A.B.C. TI ASCOLTA: un aiuto per le famiglie dei bambini chirurgici del Burlo

ABC TI ASCOLTA

Per affrontare l’emergenza Coronavirus, A.B.C. Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo onlus, attiva uno sportello telefonico gratuito per l’ascolto e il supporto psicologico dedicato alle famiglie dei bambini che hanno affrontato o stanno affrontando un percorso chirurgico all’ospedale infantile di Trieste.
È attivo il progetto “A.B.C. ti ascolta”: una linea telefonica gratuita finalizzata all’ascolto e al supporto psicologico che A.B.C. Associazione per i Bambini Chirurgici onlus mette a disposizione delle famiglie dei bambini che stanno affrontando o hanno affrontato percorsi chirurgici al Burlo Garofolo di Trieste.

Sono 500 le famiglie che sono state beneficiarie dei progetti di A.B.C. nel tempo e a cui il progetto è rivolto (il 36 % proviene dal FVG e il 20% dal Veneto).
Per farne richiesta è sufficiente scrivere alla mail abctiascolta@abcburlo.it: nell’arco delle 48 ore successive A.B.C. ricontatta le famiglie – al telefono o tramite Whatsapp audio o video – e attiva il supporto.

Lo sportello è attivo dal lunedì al venerdì, tra le 10.00 e le 13.00 e tra le 15.00 e le 18.00.
Le persone possono così elaborare i nuovi stati d’animo legati all’attuale situazione di emergenza COVID-19 con dei professionisti di grande esperienza, in grado di cogliere le loro preoccupazioni, le ansie e le loro necessità emotive.
Ancora una volta A.B.C. risponde a un bisogno fortemente espresso dalle famiglie di cui si prende cura: chi ha affrontato un percorso di chirurgia pediatrica ha già sopportato un grave stress, e continua a gestire quotidianamente una situazione di apprensione.
L’attuale scenario di emergenza e di incertezza, dettato dall’epidemia di Covid-19, si inserisce, dunque, in un quadro di fragilità emotiva: per questo è quanto mai necessario oggi restare al fianco di queste famiglie con strumenti affidabili, che A.B.C. può fornire tramite il suo personale specializzato grazie alla lunga esperienza in reparto, al fianco dei tanti nuclei famigliari ricoverati in chirurgia.
L’obiettivo del progetto è dunque di aiutare gli adulti di riferimento a sentirsi più lucidi, anche quando molte sicurezze sembrano mancare. Lunghe situazioni di stress portano, infatti, inevitabilmente le persone a essere turbate e ansiose; situazione alla quale possono sovrapporsi problematiche emotive di difficile gestione. A.B.C. ha sempre avuto attenzione nei confronti del nucleo familiare ed è perfettamente consapevole di quanto sia difficile rimanere calmi, saldi e uniti nei momenti di difficoltà come l’attuale, nel quale, per il bene collettivo, siamo costretti a rimanere a casa.
Tutti possiamo fare la nostra parte, aiutando A.B.C. a realizzare il progetto.
L’Associazione ha infatti avviato una campagna di raccolta fondi a cui tutti possono contribuire, anche con piccole somme, per portare un sostegno concreto alle famiglie dei piccoli con patologie chirurgiche.

La campagna è attiva sul portale Rete del Dono all’indirizzo
https://www.retedeldono.it/it/abc-onlus/aiuta-le-famiglie-dei-bambini-chirurgici.
Cercando il progetto “Aiuta le famiglie dei bambini chirurgici” oppure il nome dell’Associazione “ABC Bambini Chirurgici del Burlo” e seguendo le istruzioni, è facile portare il proprio contributo.

È possibile partecipare alla campagna anche attraverso il sito dell’Associazione http://www.abcburlo.it
La prima fase del progetto ha durata di due mesi, per coprire l’emergenza e intende continuare, se le risorse lo permetteranno, al fine di dare seguito al lavoro di supporto psicologico.

Coronavirus: Fvg, attività didattiche sospese fino domenica 8 marzo

Le attività didattiche in Friuli Venezia Giulia sono sospese per ulteriori sette giorni.

Lo stabilisce, intervenendo su università e scuole di ogni ordine e grado, ivi compresi i servizi educativi dell’infanzia, un’ordinanza alla firma del Presidente della Regione.

Il provvedimento sarà esecutivo dalla mezzanotte di oggi e rimarrà in vigore fino alle 24 di domenica 8 marzo.

Ricetta: le fritole triestine

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Avevo promesso alle colleghe le fritole… fatte!
Come quelle di mia nonna, circa… devo far diventare l’impasto, dopo cotte, ancora un po’ più “fisso” detto alla triestina. Denso non rappresenterebbe bene il significato.
La ricetta è un mix tra qualche ricetta trovata in rete e i ricordi di mia nonna.
Avete ancora domani e martedì per provarle a fare poi bisognerà aspettare Natale.
Dosi per “una bella piadina de fritole” (una bella terrina di frittelle):
600 grammi di farina
3 uova
375 ml di latte
50 grammi di lievito
60 grammi di zucchero
la buccia di un limone grattuggiato
70 ml di grappa
50 grammi di burro
100 grammi di uvetta
50 grammi di pinoli
una fialetta di aroma al limone
una fialetta di aroma all’arancia
un pizzico di sale
1 litro di olio per friggere
zucchero per spolverare (non a velo)

Le fritole di cui io parlo le ricordo: croccanti, senza un filo d’olio, poco zuccherate, profumate di aromi e di grappa e “brustolade”! non bruciate ma brustolade ossia ben cotte e scure!
Considerate che oggi per scolare circa una ottantina di fritole ho utilizzato solo due foglietti di carta cucina, quelli messi all’inizio sul fondo della terrina e che sarebbero serviti avanti se ne avessi dovuto friggere delle altre.
Procedimento:
Mettere a bagno l’uvetta nell’acqua tiepida per dieci minuti.
Poi scolarla e passarla sotto l’acqua fredda. Una volta scolata l’acqua mettere l’uvetta in una ciotola con i pinoli, la grappa, l’aroma di limone e di arancia.
In una terrina mettere la farina e lo zucchero a fontana, il sale e le uova. Riscaldare bene il latte. In una tazza sbriciolare il lievito e metterci dentro un mestolino di latte caldo; mescolare per un po’ e lasciarlo riposare.
86934290_2858755350827088_1134354799072903168_oUna volta tolto da fuoco il pentolino del latte caldo, buttarci dentro il burro a pezzetti affinchè si sciolga.
Inizio a mescolare le uova con la farina e lo zucchero ed aggiungere il lievito che nel frattempo sarà ampiamente lievitato nella tazza.

Mescolare il tutto energicamente sempre dal basso verso l’alto aggiungendo a poco a poco il latte con il burro che nel frattempo si sarà sciolto, raccogliendo man mano tutta la farina dai bordi della terrina.

Continuare a mescolare aggiungendo il liquido dell’uvetta (grappa e aromi) fino a quando l’impasto sarà diventato fluido e cremoso ma corposo.
Quando l’impasto comincerà a fare le “cloce” come le chiamava mia nonna ossia le bolle, mettere l’olio su fuoco (io uso una pentola antiaderente alta), e continuare a mescolare energicamente l’impasto ancora per cinque sei minuti; aggiungere l’uvetta e i pinoli e mescolare vivacemente il tutto.
Quando l’olio sarà bollentissimo incominciare a “buttare” l’impasto nell’olio bollente. Io le chiamo i miei piccoli mostri.
84222888_2858755490827074_766847530024566784_oLe mie fritole non sono mai rotonde ma prendono le forme più strane ed io, mentre cuociono, rimango incantata a guardarle mentre in totale autonomia piroettano nell’olio bollente.
Nel frattempo preparo una terrina con due fogli di carta cucina che avrò spolverato di zucchero (NON A VELO MI RACCOMANDO!!!) dove andrò a mettere le fritole una volta tolte dall’olio con una schiumarola.
Con due cucchiaini da caffè mi aiuto per buttare l’impasto nell’olio bollente. Il fuoco sarà sempre vivace.
Man mano che saranno pronte, scolarle e spolverarle di zucchero.
Buon appetito!

 

 

I più grandi campioni hanno sempre fatto la differenza col cuore: a Totò De Falco il Sigillo Trecentesco della Città di Trieste

di Eva Trinca

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I più grandi campioni hanno sempre fatto la differenza col cuore: in questa frase di Lance Armstrong è racchiusa l’essenza di chi è Franco De Falco.

Franco De Falco è generosità e disponibilità, umanità e sensibilità, bellezza interiore e umiltà, disciplina e determinazione.

Ma Franco De Falco è soprattutto anima e cuore.

E l’amalgama di tutti questi suoi modi di essere, assieme al suo infinito amore per Trieste, lo rende sicuramente una persona unica per la nostra città.

 

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totòGiorni di grandi emozioni per Franco De Falco da vivere nella sua Trieste; voglio riprendere le sue parole postate su Facebook e la foto della copertina di quel libro che ha raccolto tutto il suo “amore grande” con la città che lo ama, lo ha amato e lo amerà per sempre:

“Domenica mi sarà conferita l’ onorificenza del Sigillo Trecentesco. E’ per me un grande onore e un grande orgoglio. E’ per me il sigillo all’ amore ricambiato fra me e Trieste nato nel giugno del 1981. E la cosa che mi rende felice è che questa onorificenza va all’ uomo oltre che al calciatore. Io mi sono sempre sentito l’ ambasciatore della Triestina e di Trieste in giro per l’Italia e questa onorificenza è la certificazione di tutto ciò. Ringrazio di cuore il Vice Sindaco Polidori che ne e stato il promotore, la Giunta Comunale e il Sindaco Dipiazza, la società Triestina. Ringrazio tutti i compagni di squadra dei 7 anni vissuti a Trieste come giocatore e soprattutto i miei compagni dell’ 82 la cui squadra è nel cuore di tutti. Ringrazio la curva Furlan, il centro di coordinamento con tutti i club , tutti i tifosi e la citta intera. Dedico questa onorificenza alla mia famiglia e ai miei due “fratelli Tiziano(Ascagni) e Paolo (Doto).”

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Sarà una giornata importante per Franco De Falco quella dell’8 dicembre 2019: il Comune di Trieste infatti ha deciso di insignirlo di un importante riconoscimento.

Prima dell’incontro con il Modena,  con una cerimonia ufficiale, il vicesindaco Paolo Polidori, a nome del Sindaco Roberto Dipiazza e dell’Amministrazione Comunale, conferirà il ‘’Sigillo Trecentesco della Città di Trieste’’ all’amatissimo bomber e lo stadio, con una coreografia ad hoc, si colorerà di rossoalabardato per celebrare chi, con  quella maglia, ha messo a segno ben 82 reti, in sette stagioni tra Serie C e B.

E’ la storia professionale di un uomo che viene premiato non solo per i suoi meriti calcistici ma soprattutto per i suoi valori, valori che è giusto tramandare soprattutto ai più giovani. Un uomo che ha amato la sua maglia e la sua città, Trieste, al di sopra di tutto quello che in quegli anni avrebbe potuto dargli maggiore successo e visibilità.

Un uomo che nell’indimenticabile ed indimenticata stagione 1982/1983, con 25 goal assieme ai suoi insostituibili compagni di squadra, ha portato la Triestina dalla C alla B.

Per questo motivo, a cornice del De Falco Day, è stato deciso – come detto – di colorare la curva con una coreografia di bandiere per regalare emozioni uniche a tutti i presenti ma soprattutto al bomber De Falco.

Appuntamento allo stadio domenica 8 dicembre alle ore 17.00, mezz’ora prima dell’inizio della partita previsto per le 17.30.

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42989833_2064095433905817_2200936981309947904_nMa non è tutto: sabato 7 dicembre si anticipa il De Falco Day con i festeggiamenti per i 15 anni del Triestina Club a lui dedicato: l’inizio è previsto alle ore 20.00 presso il Café  Prince, sede del club, in Via Giulia n. 5.

Con Totò De Falco e tutto lo staff  vi aspettiamo per una serata ricca di allegria e come sempre un occhio rivolto alla solidarietà grazie ad un momento veramente “speciale”.

Giovedì 12 dicembre infine Franco De Falco sarà ospite nella mia trasmissione su Radio City Trieste alle ore 22.00 per raccontare in diretta tutte le sue emozioni vissute nella giornata che Trieste gli ha dedicato.

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Riccardi, con S.Nicolò e Vigili Fuoco piccoli pazienti felici

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“Il Burlo Garofolo, i Vigili del Fuoco e San Nicolò rappresentano tre pilastri intoccabili della città di Trieste. Vederli oggi uniti in un evento di grande valore sociale, dimostra quanto sia importante regalare ai bambini ricoverati in ospedale un momento di gioia e di spensieratezza durante una fase di difficoltà della loro vita”.

Lo ha detto oggi a Trieste il vicegovernatore con delega alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, nel corso della consegna dei regali da parte dei Vigili del Fuoco a un gruppo di bambini ricoverati al Burlo Garofolo. Protagonista San Nicolò, che si è calato dalla scala di un autocarro dei pompieri e ha raggiunto uno dei reparti del nosocomio infantile.

Il vicegovernatore, incontrando alcuni operatori della struttura, ha ricordato come nella riforma sanitaria appena approvata sia previsto che le esperienze e le competenze del Burlo possano uscire da Trieste, senza stravolgere l’autonomia delle altre strutture regionali. “È un provvedimento – ha spiegato Riccardi – che va nella direzione della specializzazione delle attività perché l’obiettivo è quello di garantire un futuro al nostro sistema sanitario. In quest’ottica bisogna costruire le migliori condizioni per erogare servizi e prestazioni di alta qualità”.

I dirigenti del Burlo hanno colto l’occasione per manifestare la loro soddisfazione relativamente all’avvio del progetto della scuola in ospedale che prevede, grazie alla collaborazione tra Regione, Ufficio scolastico Fvg e le scuole, la realizzazione di
interventi innovativi a sostegno dei bambini e degli alunni ricoverati nelle strutture ospedaliere e nel proprio domicilio.

La tempesta di Shakespeare con Renato Carpentieri al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

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Dall’11 al 15 dicembre al Rossetti di Trieste – 

Un Prospero “autorevole, monumentale, nobile, incantatorio…” Renato Carpentieri dona una prova d’attore davvero raffinata e accolta con grande favore dalla critica nel ruolo del protagonista de “La Tempesta” di Shakespeare in scena al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia da mercoledì 11 a domenica 15 dicembre per il cartellone di Prosa.

Lo spettacolo, prodotto dallo Teatro Biondo di Palermo e diretto da Roberto Andò, colto regista cinematografico e teatrale, ha affrontato il capolavoro shakespeariano attraverso a una lettura e un’interpretazione affascinanti e ad un allestimento allusivo e sorprendente, con Ariel che invece di volare appare da segrete finestrelle e i personaggi che si muovono in una scena invasa tangibilmente dall’acqua del mare e dagli spruzzi della tempesta.

È come se il regista osservasse gli eventi attraverso la mente grandiosa di Prospero mentre svela alla figlia il “mistero dell’esistenza”. Ed in questo mistero sono presenti nodi tematici che ci appartengono e tuttora non sappiamo completamente sciogliere: la percezione dell’“altro” dal mondo occidentale, il gioco di realtà e illusione, l’incantesimo della mente, il pericolo del complotto e dell’usurpazione, il mistero della giovinezza e l’incombere della fine.

«Penso che “La tempesta” sia un geniale omaggio al teatro – dice il regista – e una delle commedie più profonde che siano state dedicate al senso della vita. È l’opera della rigenerazione, dove il naufrago, il disperso, l’usurpato ritrovano il filo interrotto delle loro esistenze. Se c’è una ragione per cui ancora oggi questa commedia ci parla, è nell’idea, per nulla semplice o banale, che l’essere umano sia destinato a convivere con la tempesta, e che dopo ogni tempesta debba fare chiarezza dentro di sé».

Il grande mago Prospero vive su una misteriosa isola del Mediterraneo assieme alla figlia Miranda, allo spirito Ariele e allo “schiavo”, il mostro umano Calibano. Vi è giunto fortunosamente anni prima, quando il fratello lo ha spodestato dal ducato di Milano abbandonandolo su una piccola barca. Ma ora è la caravella del traditore a veleggiare poco lontano e Prospero gli scatena contro una tempesta: la nave fa naufragio. Tutti però si salvano. Il mago fa in modo che i flutti portino il re di Napoli, Alonso, suo figlio Ferdinando, suo fratello Sebastiano, il duca di Milano Antonio in luoghi diversi: Ferdinando si troverà vicino a Prospero e Miranda così che i giovani si incontreranno e innamoreranno profondamente. Il re di Napoli e il duca di Milano dovranno invece attraversare tutta l’isola, mentre i marinai Stefano e Trinculo conosceranno Calibano e assieme progetteranno un vano colpo di stato. Anche Sebastiano ed Antonio – non pago delle malefatte del passato – complotteranno contro Alonso, ma falliranno e questi conserverà il regno i Napoli. Il tempo delle vendette è passato e il saggio Prospero si accontenta di riportare l’ordine, e perdonare: con un grande spettacolo celebra le nozze di Miranda e Ferdinando e, sotterrata la bacchetta magica, ritorna con gli altri in Europa, lasciando a Calibano l’isola e il caos.

È celebre e ricca di sortilegio la trama de “La Tempesta”, un testamento teatrale per Shakespeare, perfettamente congegnato drammaturgicamente, poetico, universale, che ha stimolato la fantasia dei migliori artisti di ogni tempo, e di cui si sono date messinscena davvero memorabili, come quella di Giorgio Strehler per il Piccolo Teatro alla fine degli anni Settanta e successivamente quella di Peter Brook.

Di notevole pregio il cast che Roberto Andò ha impegnato in questa nuova, applaudita messinscena: Renato Carpentieri (Prospero), Giulia Andò (Miranda), Filippo Luna (Ariel), Vincenzo Pirrotta (Calibano), Paolo Briguglia (Ferdinando), Gianni Salvo (Gonzalo/ Iris), Paride Benassai (Trinculo, Antonio), Francesco Villano (Stefano, Alonzo).

Martedì 10 dicembre alle ore 18 al CaféRossetti Peter Brown, direttore della British School del Friuli Venezia Giulia terrà in lingua italiana una prolusione al capolavoro shakespeariano.
Giovedì 12 dicembre alle 18 sempre al CaféRossetti avrà luogo invece un incontro di approfondimento su “La Tempesta” in lingua inglese, sempre tenuto da Peter Brown.

L’ingresso ad entrambi gli eventi sarà libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Alla Sala Assicurazioni Generali lo spettacolo replica alle ore 20.30 dall’11 al 14 dicembre e domenica 15 dicembre va in scena alle ore 16.

Per biglietti e prenotazioni si suggerisce di rivolgersi alla Biglietteria del Politeama Rossetti agli altri consueti punti vendita, o via internet sul sito http://www.ilrossetti.it. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.

LA TEMPESTA
di William Shakespeare
traduzione Nadia Fusini
adattamento Roberto Andò e Nadia Fusini
regia Roberto Andò
con (in ordine di apparizione) Renato Carpentieri, Giulia Andò, Filippo Luna, Vincenz

Agriturismi e fattorie: il nuovo sito è online e mappa quasi 800 strutture

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Il portale realizzato da PromoTurismoFVG in collaborazione con Ersa mette in rete a oggi 776 realtà su tutto il territorio regionale attraverso una cartografia interattiva per valorizzare l’anima agricola del Friuli Venezia Giulia.
Gli agriturismi e le fattorie didattiche e sociali del Friuli Venezia Giulia fanno squadra e si uniscono in una mappa interattiva per valorizzare l’anima rurale del territorio.

È online “Agriturismi&FattorieFVG”, il portale gestito da PromoTurismoFVG e realizzato in collaborazione con Ersa che si propone come nuovo strumento per conoscere la realtà agreste e l’offerta del territorio.

Uno strumento da consultare non solo per chi vive in regione, ma anche per gli opiti che fanno visita al Friuli Venezia Giulia, che hanno così l’opportunità di entrare in contatto con la natura e conoscere la genuinità di questa terra.

Una cartografia interattiva che mappa, a oggi, ma il numero è in continua evoluzione, ben 776 strutture su tutto il territorio regionale, con quasi 700 agriturismi (con e senza ricettività) e un altro centinaio di realtà tra fattorie didattiche e sociali suddivise nelle aree di Carnia, Cividale del Friuli, Valli del Natisone e Torre, Gemonese, Gorizia, Collio e Monfalcone, Grado, Aquileia e Palmanova, Lignano Sabbiadoro, Piancavallo e Dolomiti Friulane, Pordenone e dintorni, San Daniele e Friuli Collinare, Tarvisiano, Trieste e Carso e Udine e dintorni.

Dalla homepage del sito si può accedere alla sezione dedicata agli agriturismi e a quella delle fattorie, entrando nelle singole pagine che permettono di scegliere sulla mappa la zona e la struttura che si vuole visitare.

Tra turismo slow ed ecosostenibilità negli ultimi anni sempre più visitatori cercano e apprezzano gli angoli e gli aspetti più incontaminati dei territori, alla ricerca di ricchezze nascoste, a contatto con la natura e nel rispetto dell’ambiente.

Gli agriturismi, ma anche le fattorie, offrono un valore aggiunto in chiave turistica, trasmettendo lo stretto legame tra territorio ed eccellenze enogastronomiche, accanto a storia, cultura e tradizione dei luoghi in cui vengono prodotte.

Per questo motivo, PromoTurismoFVG ed Ersa hanno deciso di dare vita al portale, che semplifica la ricerca degli utenti e l’organizzazione di escursioni e viaggi. L’operazione rientra nelle attività di PromoTurismoFVG, che da gennaio di quest’anno ha preso in carico la gestione dell’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale del Friuli Venezia Giulia – Ersa per quanto riguarda la parte relativa all’enogastronomia.

Rimane sempre attivo il sito Taste (www.tastefvg.it) di PromoTurismoFVG, dedicato al progetto della Strada del Vino e dei Sapori FVG che riunisce oltre 300 realtà tra aziende e produttori locali per un viaggio, attraverso sei itinerari, alla scoperta dei sapori e delle tradizioni artigianali della regione.

Tra i luoghi del gusto sono presenti alcuni agriturismi che aderiscono alla Strada e sono stati inseriti anche nel nuovo portale realizzato dall’ente regionale per la promozione turistica ed Ersa: un’occasione in più per valorizzare le produzioni locali del territorio.

Agriturismi per scoprire le produzioni locali

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Il sistema agrituristico del Friuli Venezia Giulia è una realtà consolidata, ben integrata e strategica nella valorizzazione e presentazione dell’enogastronomia del territorio. Sempre nel rispetto delle tradizioni, negli ultimi anni si è aperto all’innovazione, proponendo un’offerta sempre più mirata ad accontentare i gusti dei visitatori e dei turisti, che scelgono questa tipologia di struttura per scoprire e apprezzare piccoli borghi e contrade e assaporarne le specialità agroalimentari.

Il territorio regionale, all’interno del sito, è stato ripartito in 12 grandi aree e all’interno di ciascuna il sito propone una serie di spunti per percorsi a tema paesaggistico, storico, culturale, ricreativo e turistico, sulla base di itinerari agevolmente percorribili ed esplorabili anche nell’arco di un’unica giornata.

Uno strumento per offrire una panoramica di quello che offre il territorio, ricco di stimoli culturali in grado da invogliare a visitare i luoghi descritti e riconoscere e apprezzare le specialità agroalimentari tradizionali.

Fattorie, imparare a contatto con il territorio

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L’agricoltura come risorsa attiva per far conoscere a bambini e ragazzi le tradizioni del mondo rurale, la cultura, le attività di allevamento degli animali, l’origine e la coltivazione dei prodotti agricoli.

Con questo obiettivo sono nate le fattorie didattiche che anche in Friuli Venezia Giulia rappresentano uno stimolo a trasmettere alle nuove generazioni – e non solo – l’attenzione alla cura e al rispetto dell’ambiente e del terreno e l’uso intelligente delle risorse naturali disponibili.

Alle fattorie didattiche si affiancano le realtà che assumono anche un ruolo più sociale coinvolgendo persone con forme di disabilità o disagio attraverso servizi educativi e culturali di supporto a famiglie e istituzioni, per riprodurre un modello di economia sociale mirato a coniugare il profitto dell’azienda con il bene della collettività, in special modo per le fasce sociali svantaggiate.

In Friuli Venezia Giulia le fattorie sociali stanno rinvigorendo con la base normativa che vive diverse trasformazioni e aggiornamenti, necessari per regolamentare settori sempre più integrati con quello prettamente produttivo delle aziende.