Agriturismi e fattorie: il nuovo sito è online e mappa quasi 800 strutture

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Il portale realizzato da PromoTurismoFVG in collaborazione con Ersa mette in rete a oggi 776 realtà su tutto il territorio regionale attraverso una cartografia interattiva per valorizzare l’anima agricola del Friuli Venezia Giulia.
Gli agriturismi e le fattorie didattiche e sociali del Friuli Venezia Giulia fanno squadra e si uniscono in una mappa interattiva per valorizzare l’anima rurale del territorio.

È online “Agriturismi&FattorieFVG”, il portale gestito da PromoTurismoFVG e realizzato in collaborazione con Ersa che si propone come nuovo strumento per conoscere la realtà agreste e l’offerta del territorio.

Uno strumento da consultare non solo per chi vive in regione, ma anche per gli opiti che fanno visita al Friuli Venezia Giulia, che hanno così l’opportunità di entrare in contatto con la natura e conoscere la genuinità di questa terra.

Una cartografia interattiva che mappa, a oggi, ma il numero è in continua evoluzione, ben 776 strutture su tutto il territorio regionale, con quasi 700 agriturismi (con e senza ricettività) e un altro centinaio di realtà tra fattorie didattiche e sociali suddivise nelle aree di Carnia, Cividale del Friuli, Valli del Natisone e Torre, Gemonese, Gorizia, Collio e Monfalcone, Grado, Aquileia e Palmanova, Lignano Sabbiadoro, Piancavallo e Dolomiti Friulane, Pordenone e dintorni, San Daniele e Friuli Collinare, Tarvisiano, Trieste e Carso e Udine e dintorni.

Dalla homepage del sito si può accedere alla sezione dedicata agli agriturismi e a quella delle fattorie, entrando nelle singole pagine che permettono di scegliere sulla mappa la zona e la struttura che si vuole visitare.

Tra turismo slow ed ecosostenibilità negli ultimi anni sempre più visitatori cercano e apprezzano gli angoli e gli aspetti più incontaminati dei territori, alla ricerca di ricchezze nascoste, a contatto con la natura e nel rispetto dell’ambiente.

Gli agriturismi, ma anche le fattorie, offrono un valore aggiunto in chiave turistica, trasmettendo lo stretto legame tra territorio ed eccellenze enogastronomiche, accanto a storia, cultura e tradizione dei luoghi in cui vengono prodotte.

Per questo motivo, PromoTurismoFVG ed Ersa hanno deciso di dare vita al portale, che semplifica la ricerca degli utenti e l’organizzazione di escursioni e viaggi. L’operazione rientra nelle attività di PromoTurismoFVG, che da gennaio di quest’anno ha preso in carico la gestione dell’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale del Friuli Venezia Giulia – Ersa per quanto riguarda la parte relativa all’enogastronomia.

Rimane sempre attivo il sito Taste (www.tastefvg.it) di PromoTurismoFVG, dedicato al progetto della Strada del Vino e dei Sapori FVG che riunisce oltre 300 realtà tra aziende e produttori locali per un viaggio, attraverso sei itinerari, alla scoperta dei sapori e delle tradizioni artigianali della regione.

Tra i luoghi del gusto sono presenti alcuni agriturismi che aderiscono alla Strada e sono stati inseriti anche nel nuovo portale realizzato dall’ente regionale per la promozione turistica ed Ersa: un’occasione in più per valorizzare le produzioni locali del territorio.

Agriturismi per scoprire le produzioni locali

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Il sistema agrituristico del Friuli Venezia Giulia è una realtà consolidata, ben integrata e strategica nella valorizzazione e presentazione dell’enogastronomia del territorio. Sempre nel rispetto delle tradizioni, negli ultimi anni si è aperto all’innovazione, proponendo un’offerta sempre più mirata ad accontentare i gusti dei visitatori e dei turisti, che scelgono questa tipologia di struttura per scoprire e apprezzare piccoli borghi e contrade e assaporarne le specialità agroalimentari.

Il territorio regionale, all’interno del sito, è stato ripartito in 12 grandi aree e all’interno di ciascuna il sito propone una serie di spunti per percorsi a tema paesaggistico, storico, culturale, ricreativo e turistico, sulla base di itinerari agevolmente percorribili ed esplorabili anche nell’arco di un’unica giornata.

Uno strumento per offrire una panoramica di quello che offre il territorio, ricco di stimoli culturali in grado da invogliare a visitare i luoghi descritti e riconoscere e apprezzare le specialità agroalimentari tradizionali.

Fattorie, imparare a contatto con il territorio

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L’agricoltura come risorsa attiva per far conoscere a bambini e ragazzi le tradizioni del mondo rurale, la cultura, le attività di allevamento degli animali, l’origine e la coltivazione dei prodotti agricoli.

Con questo obiettivo sono nate le fattorie didattiche che anche in Friuli Venezia Giulia rappresentano uno stimolo a trasmettere alle nuove generazioni – e non solo – l’attenzione alla cura e al rispetto dell’ambiente e del terreno e l’uso intelligente delle risorse naturali disponibili.

Alle fattorie didattiche si affiancano le realtà che assumono anche un ruolo più sociale coinvolgendo persone con forme di disabilità o disagio attraverso servizi educativi e culturali di supporto a famiglie e istituzioni, per riprodurre un modello di economia sociale mirato a coniugare il profitto dell’azienda con il bene della collettività, in special modo per le fasce sociali svantaggiate.

In Friuli Venezia Giulia le fattorie sociali stanno rinvigorendo con la base normativa che vive diverse trasformazioni e aggiornamenti, necessari per regolamentare settori sempre più integrati con quello prettamente produttivo delle aziende.

Ponte dell’Immacolata 2018: Sauris e i suoi mercatini

A Sauris (Udine) sabato 8 e domenica 9 dicembre 2018 – 

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Il profumo

è quello delle spezie, del legno di montagna, dei dolci fatti in casa, di vin brulé.

La luce

è quella che viene dall’albero di Natale, degli abeti decorati

e degli occhi dei bambini che aspettano Babbo Natale.

Le dolci note

dei canti natalizi come “La Stella”, tradizione in musica,

allegra armonia che si sprigiona nell’aria.

I sapori

sono quelli di un tempo legati alla tradizione Saurana.

Il calore fra le mani

è quello della lana cotta, delle candele decorate,

di una tazza fumante in compagnia di amici.

Il Mercatino di Natale è una festa per tutti i sensi: ascoltare, ammirare, respirare, gustare, toccare con mano la tradizione, vivere il clima di festa che avvolge e riscalda l’Avvento e le feste.

Nelle piazze e sulle strade si respira un’atmosfera di sincero calore, si sente il valore più vero e profondo del Natale.

Avvento significa attesa, i profumi, le luci e i colori escono dalle abitazioni e dalle famiglie per invadere la strada e creare un percorso unico e inconfondibile.

L’amore per il dettaglio nell’allestimento dei banchetti, la ricerca dell’originalità utilizzando i prodotti tipici e del territorio, la musica che avvolge nel piacevole passeggio fra uno stand e l’altro, i profumi di spezie, biscotti, strudel, dolci e delle altre pietanze sono solo alcuni degli ingredienti che creano questa magica atmosfera.

Un incanto fatto di tradizione che si rivolge ai visitatori più curiosi che vogliono varcare la soglia delle tradizioni locali per vivere una magica Sauris.

Mercatino Natale 2018-interno

Ufficio Turistico IAT Sauris
Fr.Sauris di Sotto, 91/A – 33020 Sauris (UD)
Tel. +39 0433 86076 – Fax +39 0433 866900
E-mail info@sauris.org
WEB http://www.sauris.org

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Buona Pasqua: quando l’aneddoto diventa uno straripamento di ricordi!

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La mattina di Pasqua avevo iniziato a scrivere questo post per farvi gli auguri e per ricordare l’aneddoto del pulcino ubriaco….  Poi sono precipitata nei ricordi ed ho trovato rifugio nella scrittura… ed ho finito a Pasquetta.
Questi ricordi li voglio dedicare alla mia GRANDE FAMIGLIA che ho avuto ma in modo particolare a MIA COGNATA GIANNA, moglie di mio fratello Gianni, una donna veramente speciale, con la quale anche nel 2018, seppur parzialmente, abbiamo voluto portare avanti la tradizione della merenda di Pasqua della nostra famiglia.
Sono mancate molte cose in questa Pasqua: mio nipote che vive a Londra, la gelatina, le pinze, il kren ed i dolci fatti in casa e, sopra e prima di tutto, gli affetti a noi più cari, quelli che non ci sono più, ma che anche quest’anno erano seduti con noi intorno al tavolo del giardino: erano il sole dopo tante giornate di pioggia, erano i fiori sbocciati con forza dopo un inverno strano e confuso, erano in quel rapace che volava alto e immenso nel cielo sopra di noi quasi a volerci osservare da lontano per verificare che tutto fosse al proprio posto.
Erano in tutti i piccoli particolari che componevano la NOSTRA tavola di Pasqua e che abbiamo condiviso con mia cognata Gianna e mio fratello Duilio.
Quello che non è mancato – anche se ormai la nostra potremmo definirla una famiglia “alla spicciolata” ed un po’ rappezzata – è quindi il SENSO DI FAMIGLIA, la CONDIVISIONE DEL RICORDO DELLE TRADIZIONI e sicuramente il fatto di TENERE APERTO IL CUORE AD OGNI COSTO.
Tutto quello che auguro di cuore a chi avrà voglia di leggere questo mio scritto, è di poter provare quello che ho provato io, di trovare qualcosa in cui credere e tornare a rifugiarsi nei ricordi quando sentirà la solitudine forte della mancanza degli affetti più cari, la mancanza della propria famiglia.
1 Aprile 2018 – Facebook
Volevo augurare a voi e alle vostre famiglie una buona e serena Pasqua con un aneddoto relativo alle Pasque della mia infanzia: la mia famiglia non ha mai fatto il pranzo pasquale, non so cosa siano agnelli, capretti o cose simili.
Da noi si faceva la merenda pasquale e possibilmente la si faceva in giardino.
Il rito della merenda pasquale iniziava almeno una settimana prima quando mia mamma cominciava a preparare le pinze, il presnitz e la putizza ed il profumo di dolci invadeva pacificamente la casa.
E poi c’era il rito della gelatina, tradizione tramandata da generazione in generazione con dovizia di particolari che non dovevano essere assolutamente dimenticati; si cominciava con la spesa, gli affumicati e non di maiale e di vitello che dovevano avere determinate caratteristiche, le dosi e le quantità e poi la preparazione.
Ricordo che sia per la preparazione delle pinze che per quella della gelatina (le prime che con il loro taglio rievocano la terra squarciata dal terremoto, la seconda la terra che ha tremato quando è morto Cristo), mia mamma si metteva la sveglia di notte per svegliarsi a rimpastare i dolci o a schiumare la gelatina che doveva bollire per infinite ore abitualmente la notte del venerdì santo.
Sabato mattina poi il rito per impiattare la gelatina: dopo aver verificato che il brodo rapprendesse in maniera giusta provandone la densità su un piattino vicino alla finestra, quando la carne era pronta (c’erano diversi tipo piedini, orecchie, nervetti, costa, ecc.) bisognava pulirla molto attentamente affinchè non restassero minuscoli residui di osso e tagliarla in pezzetti tutti uguali ed ogni ciotolina doveva essere uguale all’altra per dosi di carne e brodo.
Filtrarla era un rito nel rito: con un colabrodo ed un tovagliolo a trama spessa affinchè solo il “cuore” del brodo filtrasse.
Mentre mio fratello preparava i piatti dosando brodo e carne, mia mamma andava a prendere in giardino le foglie di alloro che sarebbero andate a guarnire il piatto assieme alle 3 fettine sottili di aglio e alla spolverata di pepe.
Tutti gli “avanzi” del bollito, quelli meno belli, andavano poi a realizzare la terrina delle “scovazze”, la più buona, quella che aveva un mix di tutto, quella dai mille sapori, quella che si teneva per la famiglia e non si poteva offrire agli ospiti in quanto poco bella alla vista, ma sicuramente la più buona.
Poi bisognava preparare il tavolo nella grande stanza d’ingresso, la stanza più fresca della casa con la tovaglia bianca della nonna e tutte le ciotoline allineate.
La grande attenzione era rivolta al fatto che non facesse troppo caldo altrimenti la gelatina non si sarebbe rappresa.
Nel soggiorno invece, sul tavolo, facevano bella mostra le pinze (quella grande del giorno di Pasqua, quelle “una per ogni figlio”, quelle da regalare, e poi la mia pinzetta piccola, quella che avevo fatto io con le mie mani con un piccolo pezzetto di impasto), le titole e le gallinette con le uova sode, i presnitz e le putizze.
Questi erano però i lavori dei “grandi”: l’unica cosa che potevo fare io era colorare le uova (rigorosamente di rosso , di verde, di blu e di viola), attaccarci qualche decalcomania (quelle che si appiccicavano con l’acqua strofinando, chi se le ricorda?)  e poi lucidarle con un pezzetto di “crodiga” (cotenna) di lardo.
A mezzanotte del sabato Santo ricordo mia mamma che, anche se stavo dormendo, veniva a bagnarmi gli occhi perchè Cristo era risorto.
Il giorno di Pasqua ci si svegliava presto per andare a Messa e si aveva sempre qualcosa di nuovo da indossare: un vestito, le scarpe, una maglia… era Pasqua!
Prima di andare a Messa non si poteva bere neanche il caffè perchè bisognava andare prima in chiesa. Si preparava una fettina di pinza, un pezzetto di pane, un pizzico di sale ed un uovo sodo: tutte cose che, messe in un tovagliolo, si portavano a Messa per far benedire a fine celebrazione. Tutte cose che poi si sarebbero condivise in famiglia sul tavolo della merenda pasquale prima di iniziare il pranzo.
Al ritorno dalla Messa, finalmente, si poteva bere il caffè con un pezzetto di pinza e poi, via, ognuno con il proprio incarico a preparare un pezzetto della merenda pasquale.
Mio padre con mio fratello Gianni preparavano il kren (rafano) con il brodo, le mele oppure l’aceto. Altra super tradizione di famiglia: dopo aver pulito la radice bisognava grattugiarla finemente e poi impastarla. Quante lacrime…. altro che la cipolla!
Poi si preparava il tavolo, come detto possibilmente in giardino.
E tutto era pronto per la merenda pasquale.
Ecco il menù… nell’ordine…
  • Prosciutto cotto tagliato a mano rigorosamente grossetto e misto (con quel bordino di grasso che gli schizzinosi usano togliere…) con il kren e la pinza;
  • Formaggi: Emmenthal, Latteria (perchè una volta si chiamava così ed era soltanto uno di stagionature diverse – il nostro era fresco – mentre oggi ce ne sono tanti … Montasio Asiago Malga…. ecc. ecc. ecc.); Gorgonzola;
  • Olive, cetrioli e peperoni sottaceto e cipolline;
  • Insalatina e uova sode;
  • Gelatina;
  • Presnitz e Putizza;
  • Vino dei Colli Romani.
Punto. Questi erano gli “ingredienti” della nostra merenda pasquale.
Dopo la merenda finalmente si potevano aprire le uova di cioccolata che hanno sempre avuto sorprese assurde…
E poi i giochi… uno per tutti quello dell’uovo da colpire con il soldino a tipo un metro di distanza… bon io non ci riuscivo mai…
Ah… dimenticavo… l’aneddoto di cui volevo parlarvi (anche se poi ho deviato nei discorsi e mi sono lasciata prendere un po’ la mano) era il pulcino ubriaco poi diventato il… gallinaceo…
Ogni tanto a casa mia si comprava un pulcino: non so e non voglio sapere se poi questo pulcino finiva in qualche pentola tuttavia per me che ero piccola era molto divertente vederlo crescere.
Ricordo che si andava nell’Agraria di Righi, in piazza Goldoni a prendere le piante e sul retro nel negozio, nel periodo di Pasqua, in uno spazio dedicato sotto delle grandi lampade c’erano decine e decine di pulcini pigolanti.
Ricordo in particolare un anno che mio papà me ne aveva comperato uno.
Il pulcino girava tranquillamente per casa ed io giorno di Pasqua con mio fratello Duilio abbiamo provato a dare dei pezzettini di pinza al pulcino che ovviamente si è “ingossato”… ritengo che ingossare non sia un vocabolo italiano ma puro dialetto triestino… bon… si stava soffocando per farla breve… allora gli abbiamo dato un po’ di vino e il pulcino… andava a zig zag e non stava più sulle zampine… e noi giù a ridere…
Poi il pulcino è cresciuto e con le mie compagne di scuola Sandra e Gabri lo chiamavamo il gallinaceo perchè era proprio brutto brutto… Mi sembra di stare a scrivere un tema delle elementari…
LA MORALE di tutto quanto ho scritto oggi è molto semplice… ci sono momenti in cui è proprio difficile andare avanti, momenti in cui la vita sembra sfuggirti di mano e non sai quale potrà essere il tuo domani. Tu aggrappati ai ricordi e magari fai come ho fatto io. Scrivili. E magari di tanto in tanto rileggili. Ti terranno compagnia e ti riscalderanno il cuore.
La mia Pasqua 2018 è trascorsa tutto sommato serena ed ora anch’essa va a riporsi nel cassetto dei ricordi.

 

 

Olio Capitale 2018: gli appuntamenti di martedì 6 marzo

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Martedì 6 marzo alla Stazione Marittima di Trieste –

Tanti e vari gli appuntamenti in programma per martedì 6 marzo, ultima giornata di Olio Capitale, il Salone degli extravergini tipici e di qualità che ha richiamato a Trieste 222 produttori da tutta Italia e da Grecia.

IL PROGRAMMA COMPLETO

DEGUSTAZIONI GUIDATE

OIL BAR SALA NORDIO
10.00-14.00 Degustazioni Guidate di tutti gli oli presenti in fiera a cura di esperti
assaggiatori di O.L.E.A

SCUOLA DI CUCINA 1° PIANO

Le dimostrazioni di cucina coinvolgeranno chef stellati, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi per scoprire i migliori abbinamenti tra oli e pietanze.
10.30 – 12.00 Scuole di cucina: dimostrazioni menù completo scuole alberghiere
Istituto – AD FORMANDUM presenta:
“Lasagne all’olio di carciofi in polvere con liquirizia”
Docente Giulio Giaiotti
Scuola alberghiera Civiform
Scuola alberghiera IAL
Chef de Cuisine: Francesca Mattiroli
Barman: Mario Frausin
“Il passato guarda al futuro” – Gallina sott’olio e i suoi sottoaceti
“Piccolo compendio della dolcezza” – Crema alla nocciola mantecata all’olio d’oliva e grissini all’olio d’oliva
Cocktail “Olio, amore e…”

 

Olio Capitale 2018: gli appuntamenti di lunedì 5 marzo

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Fino al 6 marzo alla Stazione Marittima di Trieste –

 

 

 

Tanti e vari gli appuntamenti in programma per lunedì 5 marzo, terza giornata di Olio Capitale, il Salone degli extravergini tipici e di qualità che ha richiamato a Trieste 222 produttori da tutta Italia e da Grecia.

IL PROGRAMMA COMPLETO

CONVEGNI

Sala Oceania AB

Ore 10.00 – 11.50 Convegno “Fake news e cibo: il caso dell’olio Extra Vergine d’oliva”
Lo scenario di produzione e consumo a livello internazionale, per non
dare numeri a caso
Alberto Grimelli
Gli oli extra vergini di oliva non sono tutti uguali, come scoprire le
differenze
Alberto Grimelli
Le bufale nel frantoio, deontologia e informazione per creare valore
Alfonso Dileva, giornalista
Marcello Scoccia
Cenni di degustazione, degustazione guidata 4 oli (difetto, intensità
leggero, medio, intenso)
Assaggiatore ONAOO
Piatto che scegli, olio che trovi
Emanuele Scarello, Chef 2 stelle Michelin

Magazzino 42 – OIL ROOM

Ore 11.00 – 12.00 L’assaggio dell’olio extravergine d’oliva per operatori di settore
Ore 15.30 – 16.30 “Olio extravergine mai più un costo ma un ottimo guadagno” a cura di Piero Palanti

DEGUSTAZIONI GUIDATE

OIL BAR SALA NORDIO

10.00-19.00 Degustazioni Guidate di tutti gli oli presenti in fiera a cura di esperti
assaggiatori di O.L.E.A

SCUOLA DI CUCINA 1° PIANO

Le dimostrazioni di cucina coinvolgeranno chef stellati, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi per scoprire i migliori abbinamenti tra oli e pietanze.
Ore 11.00 – 12.15 Pizza & Olio Tomas Kavcic (Prj Lojzetu Slovenia) “Omaggio a
Olio Capitale con pogaca. Monologo by Tomaz Kavcic con gin estratto dalle foglie di olivo.”
Ore 15.00 – 17.00 Olio senza confini
Gottfried Bachler (Ristorante Bachler Althofen, Austria)
“Salmerino con i gnocchi di formaggio fresco con evo. Agnello
& vitello servito con Knödel di patate e olio evo frutatto intenso”
Teo Fernitich (Ristorante Sanrocco di Verteneglio, Croazia)
“Coda de rospo e maionese leggera di olio d’oliva Istriano.
Crudo de canoce. Caramelle gommose – di olio d’oliva Istriano”
Lorenzo Cogo (Ristorante El Coq, Italia) “Pane e olio in dessert.
Spaghetto aglio e olio ( con nocciole e Sakè)”

Associazione Nazionale Donne dell’Olio Stand H 5

Ore 11.00 – 14.00 Suggestioni d’autore. Aperitivi all’olio d’oliva
Ore 12.00 – 13.00 I percorsi del gusto. Assaggi alla cieca non solo d’olio, destinati ad adulti e bambini
Ore 14.00 – 15.00 Giochi all’olio d’oliva, destinati ai bambini
Ore 17.00 – 18.00 La grande tombola dell’olivo e dell’olio. Gioco e premi. A cura
dell’Associazione Nazionale Donne dell’Olio e di Dialoghi fluidi
Ore 10.00 – 19.00 L’Olio in Mostra. Mostra dei disegni del Maestro Valerio Marini

Olio Capitale 2018: gli appuntamenti di domenica 4 marzo

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Fino al 6 marzo alla Stazione Marittima di Trieste –

Grande affluenza di visitatori, oggi, per scoprire gli extravergini d’oliva provenienti da tutta l’Italia olivicola. La domenica di Olio Capitale, il salone degli extravergini tipici e di qualità di Trieste, si è aperto quest’oggi con il Quinto Forum della Commanderie des Cordons Bleus de France. Il Forum ha ripercorso la storia dell’olivicoltura triestina, si è discusso di come l’EVO possa entrare nella pasticceria d’autore, assieme a Giovanna Fonda, e per finire Stefano Cosma ha presentato il Collio non solo come una terra di vini, ma anche come una terra d’olio.

Se furono addirittura i fenici a introdurre l’olivicoltura nel territorio di Trieste -e un’antica macina di epoca romana a Bagnoli testimonia questa lunga storia – è nel 1985 che un gruppo di determinati coltivatori locali, tra cui i Parovel che festeggiano quest’anno i 120 anni dell’azienda, decisero di darvi nuovo impulso. Un impianto intensivo di 4000 piante fu possibile grazie al Comune di San Dorligo della Valle e all’Ersa. Ma quell’anno vi fu una terribile gelata che vanificò totalmente il lavoro. “Caparbiamente le abbiamo reimpiantate: abbiamo messo a dimora leccino, maurino, frantoio… varie specie tipiche italiane, perché all’epoca la bianchera non si riproduceva. Poi finalmente la bianchera. E ad oggi San Dorligo della Valle rimane il cuore della produzione del Friuli Venezia Giulia” racconta Elena Parovel. “Una parte importante del nostro lavoro oggi è rivolto alla promozione e al raccontare nel modo corretto questo prodotto. Molto è cambiato. Basta vedere qui in fiera a Olio Capitale che grande cambiamento e passo avanti è stato fatto in questi dodici anni”.

Tanti e vari gli appuntamenti in programma per oggi, domenica 4 marzo, seconda giornata di Olio Capitale, il Salone degli extravergini tipici e di qualità che ha richiamato a Trieste 222 produttori da tutta Italia e da Grecia.

Cosa bolle in pentola? Fabrizio Nonis – El Beker arriva nella Scuola di Cucina da “La prova del Cuoco” di Raiuno. A partire dalle ore 11.00 proporrà due sue ricette, rigorosamente a base della sua materia prima preferita, la carne. Così lo chef: “Domani proporrò uno speciale showcooking dove spiegherò come scegliere l’olio che più si addice alle tipologie di carne. Saper abbinare l’olio adatto è molto importante, significa esaltarne il sapore e arricchirne il gusto.”

All’Oil Bar per tutta la giornata proseguiranno i mini-corsi di assaggio aperti a tutti, tenuti dagli assaggiatori OLEA, mentre sul fronte degli approfondimenti, sarà il turno dell’alta gastronomia con il Quinto Forum dei Cordons Bleus de France – sezione Italiana dedicato all’EVO. Quest’anno Trieste e la sua olivicoltura saranno al centro dell’incontro anche per valorizzare l’importante anniversario dell’azienda Parovel che è parte integrante della storia olearia della nostra provincia. Infine le curiosità proposte dall’Associazione Donne dell’olio con consigli di bellezza, assaggi alla cieca, sapone all’extravergine d’oliva e giochi per bambini.

Olio Capitale è organizzato da Aries – Azienda Speciale Camera di Commercio Venezia Giulia con la collaborazione dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio.

L’appuntamento dei Cordon Bleus de France
La Commanderie des Cordons Bleus de France Italiana del Friuli Venezia Giulia propone alle ore 10 il suo quinto Forum di formazione di alta cultura gastronomica sul tema “Olio EVO e Non Solo”, aperto a tutti gli interessati.
Il Forum 2018 presenterà la storia dell’olivicoltura a Trieste e nel Collio, il ruolo dell’olio EVO nella cucina stellata e nella cioccolateria d’autore e l’abbinamento di olio e vino nelle ricette gourmet e di tradizione.
Questi argomenti saranno presentati da Elena Parovel, gestore assieme al fratello Euro della storica azienda agricola Parovel di San Dorligo, Piero Zanini, stella Michelin della celebre Taverna di Colloredo di Monte Albano, Giuliana Fonda, imprenditrice triestina del cioccolato d’autore a Brescia, e Stefano Cosma, esperto di enogastronomia e comunicazione del settore. Al termine una tavola rotonda con il Presidente Nazionale della Commanderie, Toni Sarcina. Il Delegato Regionale della Commanderie, Giorgio Sedmak chiuderà infine il Forum.

IL PROGRAMMA COMPLETO DI OGGI

CONVEGNI

Sala Oceania AB
Ore 10.15 – 12.30 Forum Cordons Bleus 2018 “5° FORUM DI FORMAZIONE Olio
EVO e Non Solo”
Indirizzo di saluto
G.Sedmak, T.Sarcina
L’Olivicoltura a Trieste
Elena Parovel
Olio EVO e Cucina Stellata
Piero Zanini
Olio EVO e Cioccolato
Olio EVO e Vini del Collio
Tavola Rotonda Moderatore T.Sarcina

Magazzino 42- OIL ROOM
Ore 11.00 -12.00 “La bellezza dell’olio. ”
A cura di Marilù Surico – Associazione Nazionale Donne dell’Olio
Ore 15.00 -16.00 L’assaggio dell’olio extravergine d’oliva. Tre Regioni a confronto
Calabria, Puglia, Sicilia
Ore 17.00 – 17.45 ” EVO SOAP”
A cura di Marilù Surico – Associazione Nazionale Donne dell’Olio

DEGUSTAZIONI GUIDATE

OIL BAR SALA NORDIO
10.00 -19.00 Degustazioni Guidate di tutti gli oli presenti in fiera a cura di esperti
assaggiatori di O.L.E.A

SCUOLA DI CUCINA 1° PIANO

Le dimostrazioni di cucina coinvolgeranno chef stellati, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi per scoprire i migliori abbinamenti tra oli e pietanze.
Ore 11.00 – 12.15 Fabrizio Nonis Il Beker – “Macarons di carne e olio. Sfilacci, pane e olio”
Ore 12.30 – 14.00 Sapori del nostro Territorio a cura di Despar
Ore 14.15 – 14.50 Barman Damiano Pellaschiar – Bar Urbanis – cocktail
“bruschetta in <B>” con olio EVO timbro istriano

Ore 14.50 – 15.00 Presentazione vincitore concorso “Le Teresiane”
Ore 15.00 – 15.45 Barman Matteo Pizzolini – Antico caffè Torinese – cocktail “Km Øil”
Ore 16.00 – 17.30 Sapori del nostro Territorio a cura di Despar

Associazione Nazionale Donne dell’Olio Stand H 5

Ore 11.00 – 14.00 Suggestioni d’autore. Aperitivi all’olio d’oliva
Ore 12.00 – 13.00 I percorsi del gusto. Assaggi alla cieca non solo d’olio, destinati ad adulti e bambini

Ore 14.00 – 15.00 Giochi all’olio d’oliva, destinati ai bambini
Ore 17.00 – 18.00 La grande tombola dell’olivo e dell’olio. Gioco e premi. A cura
dell’Associazione Nazionale Donne dell’Olio e di Dialoghi fluidi
Ore 10.00 – 19.00 L’Olio in Mostra. Mostra dei disegni del Maestro Valerio Marini

LUNEDI’ 5 MARZO

Tra gli appuntamenti di domani, lunedì 5 marzo, spicca l’approfondimento dedicato ai ristoratori, alle 15.30 all’Oil Bar “Olio extravergine mai più un costo, ma un ottimo guadagno” a cura di Piero Palanti. L’obiettivo è insegnare a proporre l’olio extravergine come qualsiasi altro prodotto e non considerarlo più un mero strumento di cottura, esaltandone il lato edonistico per valorizzarlo e adoperarlo nella propria proposta ristorativa in modo remunerativo.
Piero Zanini, chef 1 stella Michelin della Taverna di Colloredo, spiega: “Purtroppo c’è moltissima ignoranza sull’olio e noi, ristoratori, abbiamo la nostra parte di responsabilità. Siamo i primi a considerare l’olio un complemento e non un vero ingrediente. Eppure, è anche l’olio a distinguere un piatto qualsiasi da uno stellato. Noi ristoratori dobbiamo aver voglia di acculturarci, di scoprire le varie cultivar, le varietà regionali per poi poter raccontare ai nostri ospiti come si ritrovino poi nel piatto”.

Linea Bianca di Rai1 in Friuli Venezia Giulia: protagoniste Forni di Sopra, Forni di Sotto, Forni Avoltri e Sappada

RAI 1 – LINEA BIANCA – Sabato 3 febbraio 2018 ore 14.00 –

 

Sabato 3 febbraio alle 14 il palcoscenico del programma Linea Bianca di Rai1 sarà targato Friuli Venezia Giulia: saranno ben 50 i minuti dedicati al comprensorio sciistico di Forni di Sopra, alle località di Forni di Sotto, Forni Avoltri e Sappada, ormai parte della regione.

Il viaggio alla scoperta del patrimonio turistico delle montagne del Friuli Venezia Giulia è ormai un appuntamento annuale immancabile e consolidato, grazie alla stretta collaborazione di PromoTurismoFVG con la produzione del programma.

Il racconto di Massimiliano Ossini, conduttore e autore del programma, partirà dalla cima Pic Chiadin, che con i suoi 2.302 mt è una delle vette più alte delle Alpi Carniche e dalla quale si può ammirare un panorama unico che spazia fino alle vicine Austria e Slovenia.

Ricamo_Massimiliano Ossini e Lino Zani

Insieme ai co-conduttori Lino Zani e Giulia Capocchi, l’itinerario proseguirà poi alla scoperta dell’equilibrio fra tradizione e innovazione costruito negli anni dal territorio: attraverso l’incontro con diversi operatori i telespettatori conosceranno alcune fra le più rinomate arti storiche della Carnia come l’intaglio del legno e del ghiaccio, il ricamo e la tessitura, ma anche tradizioni più recenti, come quella del mastro birraio.

Oltre a percorrere le piste di Forni di Sopra, tra le quali spicca la Varmost che con i suoi 7.5 km è la più lunga della regione, i conduttori si cimenteranno anche in itinerari fra i boschi in sella alle fat bike e in prove di sci di fondo.

Centro Biathlon di Forni Avoltri

Non mancherà poi il momento conviviale a tavola, durante il quale si parlerà delle eccellenze enogastronomiche con particolare attenzione all’importanza di alcuni prodotti della terra in uso quotidianamente nelle cucine della Carnia.

Infine, nel racconto delle tradizionali popolari, si parlerà anche del rito carnevalesco di Sappada.

I boschi e le piste innevate, le vette delle Dolomiti friulane e delle Alpi Carniche, l’ospitalità e la creatività degli abitanti del territorio renderanno affascinante e suggestivo il viaggio che i conduttori sono pronti a raccontare fra storia, divertimento e vita quotidiana.

Per le riprese televisive hanno affiancato l’organizzazione di PromoTurismoFVG i Comuni di Forni di Sopra, Forni di Sotto, Forni Avoltri e Sappada, le Guide Alpine Fvg, i maestri della Scuola Sci di Forni di Sopra e l’associazione Monte Coglians del Centro federale di biathlon Carnia Arena.

La Famiglia Cadenaro a Trieste: pasticceri e panettieri per tradizione

Oggi parliamo di tradizioni e a Trieste uno dei nomi della tradizione, per quanto riguarda i panifici e le pasticceria, è sicuramente CADENARO.

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Se si chiede ai fratelli Roberto e Paolo Cadenaro quali sono i principi alla base della loro azienda, rispondono senza esitazione “qualità, tradizione, passione e cortesia”.

Valori che, dopo averli appresi da bambini, li hanno trasmessi ai propri figli, che lavorano con loro nella storica realtà di famiglia, fondata nel 1962 con il primo panificio a Cattinara, per crescere senza sosta nei decenni successivi.

Entusiasmo, passione per il proprio lavoro, desiderio di migliorarsi costantemente e voglia di investire a Trieste ma anche attento esame della richiesta del cliente e sua fidelizzazione attraverso la ricerca continua di materie prime di altissimo livello e la condivisione degli ideali con i propri fornitori: questi i punti di forza di un’azienda dalla storia consolidata ed in continua crescita.

 

Quando sono entrata per la prima volta nel panificio pasticceria Cadenaro di Via Rittmeyer 4 per un momento sono tornata indietro nel tempo e mi è venuto in mente un libro (ed un film) che ho amato moltissimo Pippi Calzelunghe ed in particolare quando Pippi entra nel negozio di dolciumi (vi voglio rammentare la scena – minuto 11 – con il link del film). In poche parole, l’imbarazzo della scelta e la voglia di tornar bambini.

Cadenaro propone una pasticceria del territorio, con le sue stagionalità che è una delle sue principali caratteristiche: a parte i deliziosi dolci tipici prodotti tutto l’anno (presniz, putizze  e la pinza

molto apprezzata anche a colazione e non solo a Pasqua come sarebbe da tradizione) a novembre prenderanno forma le squisite fave triestine realizzate 14585551_10210815979421377_640431939_ncon la mandorla d’Avola fortemente presente e predominante, col gusto antico della rosa bulgara, la dolcezza della vaniglia ed il cacao di altissima qualità mentre a dicembre arrivano i grandi lievitati delle feste, pandori e panettoni che esalteranno di profumi e sapori le case dei tanti triestini che si servono nelle pasticcerie Cadenaro.

A parte i classici, mi va di segnalarvi il panettone pralinato alle albicocche e nocciole ed il panettone strudel con mele candite, uva passa, cannella e pinoli assolutamente da provare. Nota particolare: i canditi provengono da un’azienda artigianale della Provenza.

Stagionalità anche per le gelatine di frutta (ad ogni mese il suo frutto), per i fritti presenti solo a Carnevale e per le colombe ovviamente a Pasqua.

Ultimo, ma non per ultimo, per quanto riguarda i dolci parliamo del cioccolato: il laboratorio del cioccolato rimane attivo fino a Pasqua.

Cadenaro ha trovato come partner un’azienda industriale dal savoir faire artigianale e nella sessione autunnale organizza spesso degustazioni guidate di cioccolato.

Ampissima la selezione di torte e di paste che tutto l’anno potete degustare nei tre negozi.

 

Dalla pasticceria, passiamo alla panetteria: stessa passione medesima qualità.

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Oltre a tutti i tipi di pane classico, tantissimi sono i tipi di pani integrali e farciti che potete trovare oltre a grissini e farine.

Interessanti anche le moltissime proposte salate quali focacce, pizze, salatini, ecc.

 

Emozione d’Autore vi ha fatto conoscere questo piccolo paradiso dei golosi… ora sta a  voi…

PANIFICI E PASTICCERIE CADENARO A TRIESTE
Via Rittmeyer, 14 – tel. 040 363092
Via Giulia, 84 – tel. 040 53352
Via Palestrina, 4 – tel. 040 635973

NUOVO NEGOZIO: VIA ROMA, 8 – TEL. 040 2455121