‘800 che passione! Al via i corsi dell’Associazione Trieste Ottocento.

Venerdì 22 settembre ore 20.00, Sala della Società Germanica di Beneficenza –

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Da venerdì 22 settembre ripartono i corsi dedicati alle Danze del XIX Secolo organizzati dall’Associazione Trieste Ottocento. Quadriglie, Valzer, Polke e Mazurke coinvolgeranno gli appassionati in affascinanti balli accompagnati dalla musica più tradizionale dell’epoca.
I corsi sono aperti a tutti e si terranno presso la Sala della Società Germanica di Beneficenza in Via del Coroneo 15 a Trieste con orario dalle 20:00 alle 22:00.
Sono previste due lezioni di prova gratuite.
Per informazioni è possibile contattare i numeri 347 7860701 (Massimiliano) o 340 5399379 (Marisol) oppure inviare una mail a triesteottocento.info@gmail.com
Il grande amore per Trieste, per la sua storia e per le sue tradizioni sono la spinta che  porta l’Associazione a promuovere la città e la straordinaria bellezza dell’800 triestino sia localmente (per turisti e per residenti a caccia di ricordi ed emozioni) che in Italia e all’estero e Trieste è troppo legata alla storia per non lasciarsi coinvolgere da queste attività e lo si può tastare con mano ogni qualvolta l’associazione si esibisce.

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L’Associazione di Promozione Sociale Trieste Ottocento, costituita nel 2015, è molto attiva sia sul territorio provinciale che su quello nazionale ed internazionale e collabora assiduamente con il gruppo Venezia Ottocento.
Molti gli eventi organizzati o coorganizzati, dai “té danzanti”, agli spettacoli organizzati in occasione della Festa Austriaca, ai Balli della Crozzola a Venezia alle “Cioccolate danzanti” svolte nei caffè storici, alle passeggiate in carrozza, per arrivare alle rievocazioni storiche ed ai Gran Balli.
A pari passo con l’organizzazione degli eventi vanno anche le partecipazioni a stage internazionali (Venezia, Verona, Mosca, ecc.) e ad eventi internazionali quali ad esempio la Regata Storica di Venezia, il Gran Ballo di Budapest oltre che alla partecipazione alla trasmissione RAI “Paese che Vai”.
Molte anche le iniziative benefiche a cui l’associazione ha partecipato sia per i pazienti di strutture ospedaliere sia per gli anziani ospitati presso le case di riposo.

 

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Conclusa con successo la prima Borsa del Turismo Outdoor in Friuli Venezia Giulia

 

Grande successo per la prima Borsa Internazionale B2B dedicata al turismo outdoor del Friuli Venezia Giulia che si è svolta nei giorni scorsi nelle sale del museo d’arte moderna Casa Cavazzini a Udine. Sessanta tra tour operator e giornalisti da tutto il mondo hanno visitato la regione scoprendo, anche attraverso incontri one to one con gli operatori del settore, un Friuli Venezia Giulia inaspettatamente accogliente, ricco di risorse naturalistiche, storiche, culturali, enogastronomiche e legate alla tradizione.

“L’aver ospitato in Regione la Borsa del turismo outdoor – afferma Sergio Bolzonello, Vicepresidente regionale e assessore alle attività produttive, turismo e cooperazione – è un risultato estremamente significativo. È la dimostrazione di come il Friuli Venezia Giulia sia riuscito a mettere a disposizione del turismo internazionale, e delle sue nuove tendenze, il suo grande patrimonio paesaggistico, intercettando così un turismo in forte crescita, e caratterizzato da un alto potere di spesa. Questo deve rappresentare un ulteriore stimolo per proseguire quell’azione di miglioramento dello standard qualitativo delle nostre strutture ricettive”.

Veramente entusiastici anche i commenti di alcuni tour operator ospiti.
Jill Grant, tour operator neozelandese “A walker’s world” afferma: “L’offerta del Friuli Venezia Giulia è molto interessante perché è molto diversa da quella del nostro Paese ed è che quello che noi cerchiamo: qui voi avete la storia, i monumenti, l’area vitivinicola, la montagna, il mare, avete molto da offrire. È un piccolo paradiso sconosciuto, specialmente perché non è molto turistico e inoltre c’è una grande offerta di esperienze, è bellissimo lo scorrere dei paesaggi dalla montagna al mare in bici o trekking. Abbiamo ricevuto un caloroso benvenuto e quello che gli operatori offrono è davvero di prima classe”.

Altrettanto entusiasta Devin Littlefield, tour operator statunitense “Nomad Hill”: “L’opportunità di vedere dal vivo questi posti autentici, naturali, di provare le attività è davvero stupendo. Essere invitato qui, partecipare al workshop organizzato da PromoTurismoFVG è bellissimo e credo che questa regione abbia bisogno di pubblicità, non c’è alcun motivo per il quale un turista non debba visitare questa regione, invece di andare nelle solite Milano, Roma o Venezia. Qui è bellissimo”.

Anche per Britta Baumann, tour operator tedesco “Radissimo Radreisen” di Karlsruhe l’esperienza è stata molto positiva. “Il FVG non è così conosciuto, io stessa conosco un po’ l’offerta del mare, ma le montagne non le ho mai visitate e i paesi alpini qui sono bellissimi oltre al mare e ad Aquileia, che mi è piaciuta molto. Un evento del genere è molto importante per noi tour operator, perché non è sempre facile avere la possibilità di incontrare tutte le persone del territorio e per me è stato molto interessante scoprire un posto che è bellissimo”.
“Gli eventi di questo tipo sono importanti – afferma Luigi Parmeggiani, tour operator “Verde Natura” dell’Emilia Romagna – perché qui abbiamo la possibilità di vedere la realtà locale, di conoscere strutture e capire come si muove sul territorio per poi fare quindi poi delle scelte su dove andare a operare. Il prodotto offerto dal FVG è estremamente interessante, parlando di turismo verde la regione si presta tantissimo a questo tipo di attività per cui qui si riesce a organizzare attraverso gli operatori tantissime attività soprattutto di cicloturismo e trekking”.
Soddisfatti anche gli operatori della regione che ritengono di fondamentale importanza l’organizzazione di eventi come la Borsa del turismo outdoor, per avere la possibilità di incontrare sul proprio territorio nuovi tour operator e spiegare loro la parte più tecnica ed economica dell’offerta, dimostrando così di essere lo strumento giusto per catturare nuovi clienti e nuovi turisti dall’Italia e dal resto de mondo, in Friuli Venezia Giulia.

E’ forte l’impegno di PromoTurismoFVG nello sviluppare tali tipi di eventi in settori specialistici del turismo; tali eventi, affiancati alle tradizionali presenze nelle fiere di settore nei Paesi target per le destinazioni della nostra regione e alle numerosissime visite accompagnate degli esponenti di spicco della stampa nazionale e internazionale, fungono da boomerang per quanto riguarda il ritorno di immagine attraverso interventi mediatici e di comunicazione mirati.
La Borsa del turismo outdoor è stata organizzata da PromoTurismoFVG in collaborazione con il Comune di Udine, e ha visto la partecipazione di 50 tour operator specializzati in questo particolare segmento del turismo, provenienti da Paesi che rappresentano ben tre continenti: Austria, Canada, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Lettonia, Norvegia, Nuova Zelanda, Olanda, Polonia, Rep Ceca, Russia, Slovacchia, Slovenia, Stati Uniti, Svezia e Ungheria. Insieme a loro sono giunti nel capoluogo friulano dieci giornalisti di importanti testate di settore nazionali ed estere.

Trieste Estate 2017: Improbabili Amori al Castello di San Giusto

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Giovedì 22 giugno 2017 ore 21.00, Castello di San Giusto a Trieste –

Si terrà giovedì 22 giugno alle con inizio alle ore 21, al Bastione Rotondo del Castello di San Giusto di Trieste, nell’ambito di Trieste Estate 2017 IMPROBABILI AMORI, spettacolo completamente improvvisato.
Gila Manetti ed Andrea Mitri interpretano due strampalati conferenzieri che dissertano sull’amore cercando di avvalorare ognuno la sua tesi con due differenti teorie, portando a sostegno delle loro tesi poesie, pezzi teatrali, scena da film, fiabe e altro.
Ad inizio serata gli spettatori scrivono su dei bigliettini una breve frase sull’amore, il loro nome e la loro professione. Questi spunti saranno il motore di ogni intervento degli studiosi, i quali potranno anche coinvolgere il pubblico a sostegno delle loro tesi.
Uno spettacolo prettamente comico, completamente improvvisato, che si ispira al mondo delle convention, dove per ore si parla del nulla, come se fosse la cosa più importante del mondo.
Lo spettacolo è ad ingresso libero.

 

 

Un’ora di tranquillità con Massimo Ghini al Rossetti di Trieste

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Dal giorno 8 al 12 febbraio 2017 al Rossetti di Trieste

 

Si apre con un piccolo omaggio al cinema, la bellissima ed esilarante commedia “Un’ora di tranquillità” del francese Florian Zeller, che Massimo Ghini – al suo debutto come regista – porta in scena nel ruolo del protagonista Michel e con un cast veramente interessante.

Lo spettacolo – già applaudito in tutta Italia da oltre 100 repliche – arriva a Trieste, al Politeama Rossetti per la stagione Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.

Titoli di testa e un video che informa il pubblico del breve antefatto da cui si avvia tutto il bailamme dello spettacolo. Parigi: Michel passeggia fra le bancarelle lungo la Senna e da un rigattiere scova miracolosamente un rarissimo vinile di jazz, sua assoluta passione. Dall’acquistarlo all’affrettarsi verso casa per ascoltarlo in santa pace, è questione di un attimo.

 

E qui entriamo a teatro… e nell’appartamento di Michel, che subito appare molto particolare; un’architettura ipermoderna e bianca colorata solo da un’ampia finestra con vista sulla Torre Eiffel, in cui per il povero Michel sarà impossibile riuscire a guadagnarsi quell’“ora di tranquillità” e solitudine in cui godere del suo prezioso disco.

 

Fin dalla soglia, infatti, lo investe uno tsunami di presenze, sorde ai suoi bisogni, invadenti, pasticcione… Così un idraulico finto polacco invece di riparare guasti combina una successione di guai, la moglie glamour lo assedia con la necessità di confessargli – proprio adesso! – una scappatella di vent’anni prima, e come se non bastasse irrompono uno dopo l’altro, con esigenze diverse, un vicino fastidioso, l’amico bello e traditore, il figlio metallaro telefonino-dipendente…
Ognuno rappresenta una differente sfumatura di quella schizofrenia, incomunicabilità, nevrosi del mondo moderno che ciascuno di noi sperimenta e che – a pensarci bene – rende sempre più difficile conquistare, nel quotidiano, un tempo “per sé stessi”.

Una pièce brillante, attuale, drammaturgicamente perfetta, giocata su equivoci, ritmi e battute divertenti, ma raffinatissime e molto ciniche, opera di un autore – Florian Zeller – che a meno di quarant’anni ha già meritato il Premio Molière per la sua scrittura (menzioniamo il romanzo “Il fascino del peggio” e per il teatro “Il padre” e “La verità”) e che a pieno titolo va ascritto fra quei francesi contemporanei, come Yasmina Reza ed Eric Emmanuel Schmitt, che sanno parlare incisivamente della realtà emozionando le platee.

Il meccanismo ineccepibile che Zeller costruisce in “Un’ora di tranquillità” richiede un lavoro precisissimo di regia e d’interpretazione: pretende attori capaci di calibrare al respiro battute dirompenti e sottile cattiveria, lasciando emergere fra le risate temi come il pregiudizio razziale, il rapporto genitori-figli, la fedeltà, la menzogna.

Massimo Ghini – forte della sua grande versatilità e di un’esperienza di teatro iniziata giovanissimo con maestri come Giorgio Strehler e Vittorio Gassman – li ha intrecciati in un amalgama armonioso di nomi di alta scuola teatrale come la ronconiana Galatea Ranzi, o di esperienza cinematografica ma al debutto sul palcoscenico come Massimo Ciavarro, e di rivelazioni come Claudio Bigagli, Marta Zoffoli, Luca Scapparone e Alessandro Giuggioli.

 

«La meravigliosa doppiezza dei protagonisti fa sì che qualunque opera riparatrice essi vogliano compiere, si trasformerà in tortura» spiega Massimo Ghini. «Il cinismo che pervade tutta la storia mi ha affascinato. Quando la mancanza di ipocrisia permette ad un autore di poter essere così diretto e spietatamente onesto, la risata arriva là dove tanta morale, tanta ipocrisia appunto, fa spesso danni irreparabili. Ridere continuando a descrivere la doppiezza della società che non parla e, se lo fa, mente, accettando tutti di essere protagonisti del nulla. Il testo è di Florian Zeller, uno dei talenti più affermati della nuova drammaturgia francese. I suoi testi sono rappresentati nei maggiori paesi d’Europa riscuotendo successo di critica e di pubblico. Un’ora di tranquillità è stata realizzata la scorsa stagione a Parigi diretta ed interpretata da Fabrice Lucchini con un successo travolgente, tanto da ottenere l’interesse di Patrice Leconte che ne ha fatto un film con Christian Claviert e Carol Bouquet, campione d’incassi».

“Un’ora di tranquillità” è una commedia di Florian Zeller diretta e interpretata da Massimo Ghini e con (in ordine alfabetico) Claudio Bigagli, Massimo Ciavarro, Alessandro Giuggioli, Galatea Ranzi, Luca Scapparone, Marta Zoffoli.

La scenografia è di Roberto Crea, firma i costumi Silvia Frattolillo, le luci sono di Marco Palmieri.
Lo spettacolo va in scena alla Sala Assicurazioni Generali del Politeama Rossetti da mercoledì 8 febbraio a sabato 11 alle ore 20.30 e domenica 12 febbraio in replica pomeridiana con inizio alle 16.

Per abbonamenti “con le stelle” e per i posti ancora disponibili ci si può rivolgere presso tutti i punti vendita dello Stabile regionale, i consueti circuiti o accedere attraverso il sito http://www.ilrossetti.it alla vendita on line. Ulteriori informazioni al tel 040-3593511.

Gustiamoci L’anatra all’arancia al Rossetti di Trieste fino a domenica

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(foto di Sabrina Catalan)

Giovedì 1, Venerdì 2 e Sabato 3 dicembre ore 20.30 – Domenica 4 dicembre ore 16.00

Proseguono con successo le repliche de “L’anatra all’arancia” di Williams Douglas Home splendidamente diretta ed interpretata da Luca Barbareschi affiancato da un cast di tutti primi nomi, quali Chiara Noschese, Ernesto Mahieux, Gianluca Gobbi e Margherita Laterza.
«L’anatra all’arancia è una bellissima storia universale di un uomo e di una donna dove il protagonista si inventa un modo per riconquistare la moglie che lo ha tradito e che amava, architettando un piano per dimostrarle che lui è il suo unico amore anche dopo 25 anni» racconta Luca Barbareschi, che ritorna ospite del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia dopo il grande successo ottenuto nel 2012 con Il discorso del re.


Uno spettacolo cult del teatro comico, titolo emblematico di quella drammaturgia che suscita comicità con classe e attraverso un uso sapiente e sottile della macchina teatrale.
Barbareschi ha studiato per la pièce una moderna edizione, impreziosita da un eccellente cast che riesce ad animare l’ingranaggio della commedia sostenendo il ritmo e la vorticosa energia della drammaturgia con la precisione di una partitura musicale.
«Questa commedia ha una profondità ed un’intelligenza straordinarie – spiega il regista – ha la stessa potenza di Chi ha paura di Virginia Woolf? ma, a differenza del testo di Albee, ha una struttura narrativa molto divertente, che aiuta a veicolare concetti profondi con la risata. Ho riadattato la scrittura usando due grandi scienze, la psicologia e l’antropologia, studiando atteggiamenti, movimenti e nevrosi che caratterizzano le nostre abitudini».
Gilberto e Lisa sono una coppia sposata da venticinque anni; più che dal logorio della routine, il loro ménage è messo in crisi dalla personalità di lui, egoista, egocentrico, incline al tradimento, vittima del proprio essere un clown che finisce per stancare chi gli sta intorno. Esasperata, Lisa si innamora di Volodia, tutto l’opposto del marito, un russo di animo nobile, un romantico sognatore che ha scelto di trascorrere la sua vita in Lucania. Punto sul vivo, Gilberto studia una strategia di contrattacco e organizza un week-end a quattro, in cui Lisa e il suo amante staranno insieme a lui e alla sua attraente segretaria, Chanel Pizziconi, un misto tra scemenza e genialità. Il tutto sotto gli occhi di un sempre più interdetto cameriere, un cechoviano personaggio che, come una sorta di fantasma, si aggira per la casa e si rivelerà il deus ex machina della storia.
L’imprevedibile piano di Gilberto, che al principio sembra sgangherato, è ricco di imprevisti e colpi di scena che si susseguono fino all’ultimo istante. Una vicenda leggera e piacevole che conquista lo spettatore con la simpatia dei personaggi, le soluzioni effervescenti e mai banali, i dialoghi gustosi e irresistibili ma mai privi di eleganza, e, naturalmente, l’interpretazione degli attori che in simili gioielli della concezione comica, trovano un banco di prova per nulla scontato.
«Ciò che muove il meccanismo di questa storia è l’incomprensione, l’egoismo, non la gelosia. Parliamo di una macchina perfetta, di dialoghi d’autore, in cui si scandagliano l’animo umano e le complesse dinamiche di coppia – prosegue Barbareschi. E aggiunge «l’happy ending arriva benefico dopo due ore di spettacolo durante le quali la psicologia maschile e quella femminile permettono al pubblico di identificarsi con i protagonisti. Una volta riconosciuti i propri errori e quelli del partner, Gilberto e Lisa affermano ‘noi due non sarà mai perfetto lo sai, ma sarà noi due’».
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La commedia, scritta nei primi anni Settanta, è opera dello scozzese Williams Douglas Home, poi adattata dal celebre autore teatrale francese Marc Gilbert Sauvajon. Del 1973 è un’edizione rimasta storica, diretta e interpretata da Alberto Lionello al cui fianco recitava Valeria Valeri. Celebre è anche la versione cinematografica che vantava l’interpretazione di Ugo Tognazzi e Monica Vitti, nei panni della coppia protagonista con la regia di Luciano Salce.
«Non ho voluto rifarmi ai vecchi modelli ma sicuramente mi ritrovo negli straordinari artisti che prima di me hanno affrontato questi ruoli, per tempi comici e per il sottile cinismo» dichiara ancora il regista. «Sono felice di mantenere la tradizione riprendendo un modello che è diventato un cult. Del resto la comicità è una medicina meravigliosa per elaborare il “dolore”».
In scena applaudiremo Luca Barbareschi nel ruolo di Gilberto Ferrari, Chiara Noschese nei panni di Lisa Ferrari. Ernesto Mahieux sarà Ernesto Russo, Gianluca Gobbi interpreterà Volodia Smirnov e Margherita Laterza sarà infine Chanel Pizziconi.
L’anatra all’arancia tratto dal testo The Secretary Bird di William Douglas Home andrà in scena nella versione francese di Marc Gilbert Sauvajon e nella traduzione di Luca Barbareschi che firma anche la regia.
Le scene sono di Tommaso Ferraresi, i costumi di Silvia Bisconti e le luci di Iuraj Saleri. Ha lavorato come Dramaturg Nicoletta Robello Bracciforti.
Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Eliseo e dalla Fondazione Teatro della Toscana.
Per i posti ancora disponibili ci si può rivolgere presso tutti i punti vendita dello Stabile regionale, i consueti circuiti o accedere attraverso il sito http://www.ilrossetti.it alla vendita on line.

Ulteriori informazioni al tel 040-3593511.

TS Danza 1.0 – Primavera 2015: dal 10 al 24 marzo rassegna di danza al teatro Rossetti di Trieste

Si terrà dal 10 al 24 marzo prossimi presso il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia il TS Danza 1.0 – Primavera 2015, una rassegna di danza in cui oltre alle proposte dei grandi ensemble internazionali si intrecceranno quelle di interessanti compagnie italiane di danza contemporanea, come l’udinese Arearea e la compagnia di Roberto Zappalà presentata in collaborazione con l’ACTIS di Trieste. Apertura il 10 marzo con le stelle del New York City Ballet, poi una sensazionale Biancaneve del Ballet Preljocaj, chiusura con l’Hubbard Street Dance Chicago.

L’idea di un Festival di Danza è frutto di un’evoluzione molto naturale di una tradizione ed un’attività che appartiene fortemente allo Stabile e al suo pubblico.

Il programma della manifestazione è stato illustrato nel corso di una conferenza stampa dal Presidente dello Stabile regionale Miloš Budin, il direttore Franco Però,  Roberto Cocconi, direttore artistico e Valentina Saggin danzatrice della Compagnia Arearea di Udine e Valentina Magnani assieme a Claudio Puja direttori artistici del Danceproject Festival organizzato dall’ ACTIS di Trieste.

La danza, tradizionalmente, ha sempre fatto parte dei cartelloni del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – hanno spiegato direttore e presidente – con appuntamenti di assoluta qualità (dai Momix che hanno portato a Trieste quasi tutte le loro produzioni, a Mikhail Baryshnikov che lasciò un’emozione indimenticabile negli anni Novanta).
Era la stagione 2005-2006, quando si pensò per la prima volta ad una proposta “strutturata”, un vero “cartellone Danza” parallelo alla fondamentale programmazione di Prosa.
L’iniziativa ebbe da subito un riscontro più che positivo e fino ad oggi lo Stabile ha sempre offerto un programma di alto livello artistico e di ampio respiro, evitando di costringersi in rigorosi confini di stile o repertorio, ma anzi, guardando a coreografie ed ensemble classici e moderni, dal sapore folkloristico o sgorgati dalle più diverse esperienze internazionali: dall’assoluta perfezione di tante edizioni del Roberto Bolle & Friends, all’innovazione dei Pilobolus, dal tango di Miguel Angel Zoto al rigore della Martha Graham Dance Company o alla raffinatezza di Eleonora Abbagnato…

Nel 2015, dopo 10 anni, si è scelto di “celebrare” questo traguardo e premiare la maturità del pubblico con una proposta ancor più completa, articolata in forma di Festival.

Il TS Danza 1.0 – Primavera 2015, questa l’intitolazione scelta, si terrà dunque a Trieste fra il 10 marzo e il 24 aprile 2015 e intreccerà la grande danza internazionale all’inedita presenza di compagnie più piccole ma interessanti per la sperimentazione dei loro linguaggi, per l’appassionata dedizione e la tecnica dei loro componenti.

Il Festival si aprirà il 10 marzo con il Gran Galà di danza con le stelle di New York. In scena si esibiranno Ashley Bouder, Joaquin De Luz, Emilie Gerrity, Joseph Gordon, Spartak Hoxha, Alexa Maxwell, Amar Ramasar, Andrew Veyette, Indiana Woodward stelle del New York City Ballet, una compagnia leggendaria che forma danzatori d’impeccabile tecnica, virtuosismo e intensità interpretativa. Il repertorio si aprirà con un emozionante brano di Jerome Robbins per passare a coreografie di August Bournonville, Lev Ivanov (il Pas de Deux del Cigno Bianco), David Fernandez su musiche di Bach, George Balanchine prima su musica di Ciaikovsky, e infine su una lunga sequenza di brani di George Gershwin.
Il 18 e 19 marzo sarà la volta di un ensemble che, pur nel rigore della danza classica, è sinonimo di ironia: Les Ballets Trockadero de Monte Carlo, che doneranno al Festival una vera chicca, una coreografia in prima italiana. Si tratta della loro personale versione del Don Quixote, danzato sulle musiche di Ludwig Minkus e sulla coreografia di Marius Petipa e Alexander Gorsky. È giusto parlare della loro “personale versione”, perché nulla è usuale in questa compagnia statunitense, composta da soli uomini che danzano “en travesti”.
La punta di diamante di TS Danza 1.0 si raggiungerà il 25 e 26 marzo con una prestigiosa compagnia internazionale: il Ballet Preljocaj con Biancaneve. Angelin Preljocaj, fondatore dell’ensemble e straordinario coreografo, si muove in un universo estetico e tecnico complesso e ricchissimo, fra classico e contemporaneo, che si esprime appieno in questo balletto, più vicino alla fiaba noir dei Fratelli Grimm che a Disney, su un meraviglioso tessuto di musiche selezionate dal corpus delle sinfonie di Mahler. Sensazionali i danzatori, la loro intensità, la regia e l’accuratezza dello spettacolo che coinvolge ogni tipo di pubblico e di cui restano assolutamente memorabili alcuni momenti, davvero magici, come il ballo della Matrigna allo specchio e l’acrobatica, sorprendente entrata in scena dei sette nani.
Un’altra prima nazionale sarà presentata il 28 marzo alla Sala Assicurazioni Generali: Oratorio per Eva creazione che Roberto Zappalà – coreografo e regista italiano di grande originalità e talento – dedica alla figura simbolica di Eva. L’Eva biblica, al contempo prima donna e madre dell’umanità, diventa, senza soluzione di continuità, la danzatrice che la porta in scena e la donna di oggi. Lo spettacolo è in collaborazione con il DanceProject Festival organizzato dall’ACTIS di Trieste: un modo per lo Stabile per fare sistema con altre realtà del territorio, anche nel settore della danza.
Ancora una compagnia straniera di danza contemporanea è protagonista il 14 aprile: Ballet Boyz che presenta Mesmerics e The Murmering, lavori interessanti e attesi, commissionati a due “punte di diamante” della coreografia contemporanea anglosassone, rispettivamente Christopher Wheeldon ed Alexander Whitley.

Sarà poi la volta della compagnia udinese Arearea che dal 15 al 19 aprile presenterà con cadenza praticamente quotidiana alcuni suoi premiati e affascinanti lavori contemporanei. Il primo, il 15 aprile sarà Box_Two, affascinante installazione coreografica con due danzatori e musica dal vivo che affronta il tema delle interazioni tra gli individui, che producono la società. Non si terrà in uno spazio convenzionale, perciò il luogo dello spettacolo verrà comunicato nei prossimi giorni,a fronte di una serie di sopralluoghi.
La stessa compagnia presenterà il 16 e il 17 nella più adeguata e raccolta cornice della Sala Bartoli l’attualissimo Innesti_il corpo tecnico, coreografia di Marta Bevilacqua che ne è anche interprete con Anna Giustina e Valentina Saggin. Il 18 aprile eseguirà ancora about:Blank, uno studio sull’immediatezza e l’essenzialità della danza di e con Valentina Saggin, Anna Savanelli, Luca Zampar, Roberto Cocconi.
Conclusione in grande stile per Arearea, il 19 aprile con una serata dedicata a soli: in prima nazionale ammireremo Furioso_primo studio su Orlando, seguito da God, don’t save the Queen e da Schnurrbart, Friz secondo Lou.
Coronerà il primo Festival di Primavera – il 24 aprile – la raffinata esibizione della Hubbard Street Dance Chicago fondata da Lou Conte nel 1977 e cresciuta come una delle compagnie di danza contemporanea più prestigiose del Nord America: oggi rappresenta uno dei massimi punti di riferimento nel panorama della danza americana e continua ad imporsi per l’eccellenza artistica dei suoi componenti, per il suo carattere di innovazione e per il suo ricchissimo repertorio internazionale. A Trieste danzeranno coreografie di Jirí Kylián, Nacho Duato, Alejandro Cerrudo ed un lavoro fresco di debutto di Kyle Abraham.

Per TS Danza 1.0 è stato scelto opportunamente un periodo in cui, in città e in regione, l’offerta di danza è più bassa rispetto a quanto accade d’inverno: una programmazione concentrata nel tempo e di alto livello si spera possa attrarre pubblico da tutto il territorio e dai Paesi vicini.

I biglietti di alcuni balletti, come il Gran Galà con le stelle di New York e Biancaneve sono già in vendita presso i consueti circuiti e punti vendita dello Stabile regionale. Ulteriori informazioni sul sito del teatro http://www.ilrossetti.it e al tel 040-3593511.