Anteprima di STOMP con un flashmob in Piazza Unità a Trieste

stomp.JPG

Giovedì 23 maggio alle ore 17 in Piazza dell’Unità a Trieste –

Gli STOMP offriranno un’anteprima del loro spettacolo in scena al Politeama Rossetti fino al 26 maggio.
Un flashmob nella splendida cornice di Piazza dell’Unità a Trieste stuzzicherà i triestini che non hanno ancora acquistato il biglietto dello spettacolo.

Alle ore 17.00 del 23 maggio, anticipando solo di poche ore la “prima” al Rossetti, gli straordinari artisti di STOMP si esibiranno e si divertiranno con il pubblico nel cuore della città.

“STOMP” è inserito nel cartellone Musical del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e, come detto, debutta giovedì 23 maggio alle ore 20.30. Replica fino a domenica 26 maggio. È pomeridiana l’ultima replica, domenica alle ore 16 e sabato 25 c’è doppia replica alle 16 e alle 20.30.
Ci sono ancora biglietti disponibili acquistabili presso tutti i punti vendita del Teatro Stabile regionale e attraverso il sito http://www.ilrossetti.it.

Annunci

STOMP al Rossetti di Trieste chiude il cartellone Musical e la Stagione dello Stabile del Friuli Venezia Giulia

thumbnail_DSCF4605

Al Rossetti di Trieste dal 23 al 26 maggio –

La sinfonia intensa e ritmica dei rumori e delle sonorità della civiltà urbana contemporanea interpretata con energia dirompente e ironia: tutto questo è STOMP!
Lo spettacolo – che va in scena al Politeama Rossetti dal 23 al 26 maggio concludendo con una festosa esplosione di musica ed energia il cartellone Musical e assieme la Stagione 2018-2019 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – è infatti assolutamente travolgente: da avvenimento teatrale è diventato un fenomeno mondiale, amatissimo e seguito, tanto che quest’anno la compagnia celebra il suo venticinquesimo anno di attività e successo a Broadway.

Nata a Brighton nel 1991, l’esperienza di STOMP vanta due geniali creatori, Luke Cresswell e Steve McNicholas, entrambi con un passato nella street band Pookiesnackenburger e nel gruppo teatrale Cliff Hanger, che avevano presentato al Festival di Edimburgo una serie di “musical di strada”. Poi firmano uno spot, rimasto famoso, “Bins” per la birra Heineken, dove venivano “suonate” le lattine e diversi oggetti della strada (ringhiere, bidoni della spazzatura).

STOMP era pronto a sbocciare: l’anteprima al Bloomsbury Theatre di Londra e il debutto all’Assembly Rooms a Edinburgh, sono dei veri trionfi. Luke Cresswell e Steve McNicholas vincono il The Guardian’s Critics’ Choice (premio della critica) e il premio del The Daily Express “Best of the Fringe Award”.

Da quel momento la loro storia è “senza confini”: STOMP con il cast originario gira tutto il mondo, continuano a fioccare applausi e premi, sold-out storici e record di botteghino da far impallidire, e presenze in contesti indimenticabili (e va citata, fra tutte, almeno la Notte degli Oscar del 1996).

Al momento STOMP possiede cinque formazioni internazionali fisse e si muove anche nei maggiori teatri e festival del mondo, dove viene presentato come uno spettacolo unico e irraggiungibile, una vera icona.
Ma qual’è il segreto di uno show che non possiede né trama, né personaggi, né parole scritte o dette?

STOMP è assolutamente originale: racconta la bellezza e l’essenza della realtà quotidiana, quella fatta di oggetti semplici e comuni, anche di rifiuti e di caos che – nelle mani dei performer – ottengono la loro luce, la loro voce, un senso.

Lo spettacolo viene interpretato come detto con energia dirompente e ironia, da un formidabile assieme di ballerini-percussionisti-attori-acrobati. Sono capaci di “suonare” qualsiasi cosa: un vero “cult” è il bidone della spazzatura, elemento fondamentale delle loro percussioni, ma la loro fantasia non si pone limiti e nella partitura vengono inseriti senza problemi strofinii di scope e spazzoloni, fischi di cannucce, rombi e vibrazioni estrapolati da cartelli stradali, tubi, sacchetti, bicchierini di carta…

I performer fanno teatro con umorismo, inventano gag e tormentoni che accendono l’entusiasmo degli spettatori, coinvolti in una frenesia vorticosa da evento rock o da videoclip.
«STOMP è una maestosa coreografia urbana, che possiede la furia ritmica e sensuale del flamenco e la precisione del gioco percussivo del tip-tap» scrivono nella loro presentazione.

«È l’umorismo del cinema muto dato in prestito alla Pop Art. È trasgressione heavy metal e satira anti inquinamento» e riesce nell’incredibile compito di esprimere con immediatezza il fascino, i contrasti e le utopie del mondo del Duemila.

“STOMP” è inserito nel cartellone Musical del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e debutta giovedì 23 maggio alle ore 20.30. Replica fino a domenica 26 maggio. È pomeridiana l’ultima replica, domenica alle ore 16 e sabato 25 c’è doppia replica alle 16 e alle 20.30.
I biglietti ancora disponibili si possono acquistare presso tutti i punti vendita del Teatro Stabile regionale e attraverso il sito www.ilrossetti.it.

STOMP
creatori Luke Cresswell e Steve McNicholas
con Philip Michael Batchelor, Chelsey Jane Codling, Sarah Jane Golding, Kris Lee,
Andrew G Patrick, Adrien Rakotondrajao, Charley Ruane, Dominik Patrick Schad,
Rhys David Shone, Ian Vincent, Jamie Louis Welch
uno spettacolo Stomp Productions, Glynis Henderson Productions
in collaborazione con Terry Chegia

Ennio Fantastichini e Iaia Forte al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia dal 25 aprile

9©fabiolovino

Mercoledì 25 aprile al Politeama Rossetti di Trieste –

 

Cristina Comencini è fra le più amate scrittrici contemporanee, ha già conquistato in più occasioni il pubblico dello Stabile regionale, che si è divertito con lo spettacolo di produzione “La scena” e – lo scorso anno – con “Due partite”, confronto fra due generazioni femminili.

Da mercoledì 25 aprile al Politeama Rossetti, va in scena il suo ultimo lavoro “Tempi nuovi”, una attualissima commedia di cui cura anche la regia e che vede quali protagonisti due grandi della scena italiana: Ennio Fantastichini e Iaia Forte.

Cristina Comencini sceglie argomenti attuali, sentiti, e nelle sue commedie li tratta con garbo e delicatezza, con un’incisività che spesso si scioglie in gustose battute: così il pubblico si trova avvinto con naturalezza nelle sue storie, a parteggiare per l’uno o l’altro dei protagonisti, a condividerne il punto di vista, a sorridere e contemporaneamente a meditare sul mondo attuale.
In “Tempi nuovi” l’autrice si concentra su generazioni diverse, fra le quali avviene un confronto diretto, combattuto, e dagli esiti per nulla scontati.

A renderlo ancor più intrigante, è l’apporto di una compagnia perfettamente equilibrata con gli impeccabili Ennio Fantastichini e Iaia Forte a rappresentare il mondo degli adulti e i bravi Marina Occhionero e Nicola Ravaioli a incarnare invece l’ottica dei più giovani.

Il sipario si apre su una stanza dominata da una grande libreria, fittissima di volumi: è il mondo di Giuseppe (Fantastichini), il padre, uno storico che vive di pagine, lettura, pensiero, memoria… Gli è difficile declinare la sua personalità verso le nuove tecnologie, comprenderne e indagarne l’utilità e l’uso: gli è più spontaneo arroccarsi dietro un rifiuto generale, che in famiglia è parecchio deriso. Sua moglie, Sabina, cui Iaia Forte dona spontaneità, anche nei suoi veloci mutamenti, è infatti già più incline alla curiosità verso ciò che connota questi nostri “tempi nuovi”: elettronica, mutamento dei saperi, nuovi linguaggi e nuove possibilità. Tuttavia, si è addentrata in questo mondo, probabilmente, per “dovere”: lavora infatti come giornalista e il mondo dell’informazione forse più di altri è stato plasmato dalla “rivoluzione digitale”. Per mantenere il proprio posto di lavoro –precario – ha dovuto seguire un corso d’aggiornamento e imparare a dare una notizia “in tre righe”. Per Antonio, il figlio teenager, il mondo digitale è invece tutto: la realtà in cui si sente più a proprio agio. Se il padre ricorre alle competenze del ragazzo solo per “recuperare” dal computer un file malauguratamente salvato male, così Antonio s’interessa alle conoscenze storiche paterne solo per preparare al meglio un compito sulla Resistenza… Comunicheranno mai con più profondità questi mondi e queste generazioni? A porre tutto in discussione sarà l’imprevedibile rivelazione della figlia, che in famiglia tutti pensavano fidanzata regolarmente e invece costringerà la loro “modernità” a fare i conti con orizzonti etici ben più sfumati e significativi.

“Tempi nuovi” scritto e diretto da Cristina Comencini, è interpretato da Ennio Fantastichini (Giuseppe), Iaia Forte (Sabina) e da Marina Occhionero (Clementina) e Nicola Ravaioli (Antonio). Le scene sono di Paola Comencini i costumi di Antonella Berardi. È prodotto dalla Compagnia Enfi Teatro con il Teatro Stabile del Veneto.

“Tempi nuovi” va in scena da mercoledì 25 aprile alle ore 20.30 alla Sala Assicurazioni Generali per il cartellone “Prosa” del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.

Le repliche si terranno fino a domenica 29 aprile, ogni sera alle 20.30, tranne domenica quando lo spettacolo è pomeridiano con inizio alle 16.
I biglietti per lo spettacolo sono ancora disponibili presso tutti i punti vendita del Teatro Stabile regionale e anche attraverso il sito http://www.ilrossetti.it

Tutu e i Chicos Mambo invadono il Politeama Rossetti

95161-62db4-a76a4-54de7-9f8ff-4ffc6-8c-chicos-mambo1

Martedì 6 febbraio 2018 ore 20.30 – Politeama Rossetti – Trieste

Martedì 6 febbraio arrivano per la prima volta a Trieste i Chicos Mambo, simpatici e attesi ospiti del festival TS Danza 4.0 organizzato dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.

Presentano “Tutu” in una data unica, con inizio alle 20.30 alla Sala Assicurazioni Generali del Politeama Rossetti.

I Chicos Mambo sono sei incredibili danzatori e declinano impeccabilità tecnica e portata ironica, secondo uno spirito franco-catalano.

Compagnia francese – ma fondata a Barcellona nel 1994 da Philippe Lafeuille che tuttora firma le coreografie e dirige l’ensemble – nei suoi oltre vent’anni d’attività ha avuto successo in tutto il mondo e arriva in Italia dopo aver inanellato addirittura sei mesi di repliche “sold out” a Parigi.

Al pubblico regionale presentano uno spettacolo che racchiude, fin dal titolo, la quintessenza della danza: “Tutu”.

I sei eccellenti ballerini lo interpretano attraverso una ventina di brani che con ritmo incalzante attraversano tutte le possibili evoluzioni del ballo, dall’immagine kitch della danzatrice che volteggia sui carillon, a Pina Bausch: mettono al servizio dell’irresistibile parodia tutta la loro preparazione, il loro vigore fisico e il loro contagioso humour.

“Tutu” – spettacolo premiato nel 2015 al Festival di Avignone e applaudito a livello internazionale (ha ormai superato il traguardo delle 250 repliche e dei 1000.000 spettatori) – alla danza dedica un vero e proprio inno.

Un inno appassionato, certo, ma capace anche di scherzare un po’ su tic e fissazioni, su icone e vezzi dell’universo sognante e suggestivo del balletto.

Vi si si potranno riconoscere i cult del repertorio classico, il kitsch intramontabile della danzatrice sul carillon, la modernità di Pina Bausch, il tango e addirittura la danza maori “haka” in un costante intreccio di spirito canzonatorio e meticolosa esecuzione. E così si passa attraverso i passi, gli stili, le figure si conoscono tutti i possibili eccessi nella fantasia dei costumi, delle acconciature… e anche l’amatissimo tutu riceve il personale tocco degli scatenati Chicos Mambo.

Assolutamente seri nel loro amore per la danza, che desiderano trasmettere sopra ogni cosa, i Chicos si impegnano a calamitare il più ampio ventaglio possibile di spettatori: ognuno, sia un bambino, un esigente critico, un danzatore, o semplicemente un curioso troverà in “Tutu” il proprio motivo di gioia e soddisfazione.

“Tutu” è firmato per la regia e coreografia da Philippe Lafeuille.
Tutulogue: Romain Compingt
Zentaï: Corinne Barbara
con: David Guasgua M., Pierre-Emmanuel Langry, Julien Mercier, Guillaume Queau, Vincenzo Veneruso, Stéphane Vitrano
Costumi: Corinne Petitpierre
Parrucche: Gwendoline Quiniou
Colonna sonora: Antisten
Luci: Dominique Mabileau
Coproduzione: Val Productions/Cie La Feuille d’Automne con il sostegno per la residenza creativa presso Klap/Maison pour la Danse -Marseille, L’Orange Bleue -Eaubonne, L’Apostrophe -Cergy Pontoise. Accueil studio Théâtre Paul Éluard/Scène conventionnée – Bezons, Centre national de la danse, un centre d’art pour la danse -Pantin
La tournée italiana è organizzata da International Music and Arts

I biglietti per “Tutu” sono disponibili presso tutti i punti vendita del Teatro Stabile regionale e naturalmente anche attraverso il sito www.ilrossetti.it

Riapre il Café Rossetti con un direttore artistico d’eccezione: Stefano Franco

Stefano FrancoaMercoledì 13 dicembre ore 20.30 –

Si inaugura questa sera alle 20.30 in concomitanza con la prima di “Sei personaggi in cerca d’autore” il Café Rossetti che riapre con una nuova gestione.

A gestire i prestigiosi spazi contigui al Rossetti sarà la Società Cooperativa Sociale Torrenuvola, che vanta già una consolidata esperienza nel settore.

Ad allietare la serata, alla presenza delle autorità cittadine e dei vertici del Rossetti, saranno i “Flampet Horns” di Stefano Franco: scintillanti ottoni autori di una raffinata proposta che regalerà al pubblico le calde e vivaci note dei classici dello swing dei più grandi jazzisti degli anni ‘40 e ‘50, calde atmosfere da Cotton club e qualche sorpresa.

Il presidente del Teatro Stabile, Sergio Pacor, nel corso della conferenza stampa di presentazione ha sottolineato la professionalità e solidità economica del nuovo affittuario con cui –  ha aggiunto – «si sta avviando un modo nuovo di condurre il Caffé e, tenendo conto delle rispettive esigenze, auspichiamo che questa struttura possa diventare un luogo privilegiato anche per le iniziative collaterali alla Stagione del Teatro. Auguriamo ai nuovi gestori di ottenere presto ottimi risultati, di poter attrarre nuovamente clienti, superando appieno l’empasse di questi mesi di chiusura».

“Grazie all’esperienza maturata da parte della Cooperativa nella ristorazione a servizio di sale teatrali – ha spiegato il Presidente, Giovanni Chessa – è stato possibile presentare un progetto credibile e innovativo al consiglio del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – ilRossetti che ha valutato di affidarci la gestione del Café Rossetti. Un ristorante di rara bellezza dove offriremo una cucina legata al territorio accompagnata da una programmazione musicale e artistica che sappia coinvolgere tutti gli appassionati che frequentano il Teatro. Ringrazio il CdA del Teatro Stabile – ha concluso Chessa – per la fiducia accordata”.

In virtù dell’accordo siglato con ilRossetti, saranno garantiti 12 nuovi posti di lavoro che potranno aumentare ancora qualora, com’è nelle aspettative, l’attività incontrasse l’apprezzamento del pubblico.

Novità della nuova gestione anche il Music Club che sorgerà all’interno del Café Rossetti ed il cui direttore artistico sarà il noto pianista boogie-woogie triestino Stefano Franco, già direttore artistico da ben 11 edizioni del prestigioso Muggia Jazz Festival.

La programmazione settimanale del Music Club prevede la presenza di una Resident Band, formazione di grande impatto composta dai migliori fiati della regione, alla quale si affiancheranno di volta in volta prestigiosi ospiti del panorama jazzistico e serate a tema dedicate ai grandi del jazz che godranno della partecipazione di guest star d’eccezione, nazionali e internazionali.

Ma ci sarà spazio anche per giovani e selezionati artisti locali, cene a tema con interventi di teatro a leggio e musicali abbinati ai menù e, in accordo con il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – il Rossetti, incontri con gli attori e le compagnie.

“Spazieremo – ha aggiunto Franco – dallo swing più classico al rock’n’roll con arrangiamenti propri composti da Stefano Franco e da Flavio Davanzo, prima tromba dei fiati. La Resident Band proporrà un programma incentrato sul repertorio d’eccellenza delle grandi orchestre americane degli anni ’40, frutto del genio di Count Basie, Thelonius Monk, Duke Ellington e Glenn Miller con esibizioni eleganti e di qualità e avranno naturalmente l’accortezza di non accavallarsi con gli spettacoli in teatro e di concordare la programmazione con la Direzione del Teatro”.

Tra gli ospiti che interverranno Franco anticipa i nomi di James Thompson, sassofonista di Zucchero e Paolo Conte, Mauro Ottolini, Massimo Faraò, Alberto Marsico, Francesco Bearzatti, Nuno Alexander e altri noti solisti italiani e internazionali.  “Il nostro – hanno aggiunto Chessa, Taccheo e Franco – sarà uno spazio aperto alla città proprio come lo è il teatro che ci ospita”.

I Flampet Horns di Stefano Franco

I Flampet Horns di Stefano Franco sono solisti regionali di livello assoluto. In questa formazione la tromba, il trombone tenore e il sax contralto ricoprono esattamente le necessità polifoniche, rendendo gli arrangiamenti completi dal punto di vista sonoro e timbrico. I Flampet Horns si destreggiano tra accompagnamenti, assoli e i famosi “specials” posti all’interno delle canzoni jazz quasi a ricreare le atmosfere delle Big band.

Stefano Franco, noto pianista jazz e honky-tonk piano, non ha bisogno di presentazioni. Dal potente pianismo ritmico, tiene il groove usando magistralmente un hi-hat amplificato al piede destro e una mano sinistra assolutamente incalzante.

Flavio Davanzo è particolarmente conosciuto e apprezzato a livello nazionale. Ha suonato con Toni Scott, Kenny Wheeler e John Taylor l e la sua lunga e proficua collaborazione con Giancarlo Schiaffini è sfociata in 4 anni di dischi e concerti in Italia e all’estero. Da 2 anni insegna tromba jazz al Conservatorio di Udine. Al suo attivo vanta una trentina di incisioni come turnista e alle spalle ha una lunga attività di arrangiatore presso il teatro Miela di Trieste.

Torrenuvola Società Cooperativa Sociale 

La Torrenuvola Società Cooperativa Sociale è retta dai principi della mutualità e persegue l’interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini attraverso l’inserimento lavorativo di chiunque si trovi in stato di bisogno, svantaggio, handicap o emarginazione, in conformità e nello spirito della legge 381/91 e della L.R. 20/2006.

Torrenuvola, ispirandosi ai principi di solidarietà, si propone quindi di svolgere in modo organizzato e senza finalità speculative, ogni attività finalizzata alla qualificazione morale, culturale, professionale e materiale nonché all’integrazione sociale ed all’inserimento lavorativo attraverso l’utilizzo e la stabile organizzazione delle risorse fisiche, materiali e morali dei soci e dei terzi che, a qualsiasi titolo (professionale, di volontariato o quali utenti) partecipino, nelle diverse forme, all’attività della società.

La Torrenuvola ha iniziato la sua attività nel 2008 avviando l’attività di costruzione, pulizie civili e di ristorazione. Ha potuto poi integrare e completare nel corso della sua storia le proprie competenze, ampliando il proprio core business e specializzandosi anche in altri settori tra cui quello alberghiero e soprattutto della ristorazione, passando dalla gestione di bar alla vera e propria attività di ristorante.

Gustiamoci L’anatra all’arancia al Rossetti di Trieste fino a domenica

img-20161201-wa0003

(foto di Sabrina Catalan)

Giovedì 1, Venerdì 2 e Sabato 3 dicembre ore 20.30 – Domenica 4 dicembre ore 16.00

Proseguono con successo le repliche de “L’anatra all’arancia” di Williams Douglas Home splendidamente diretta ed interpretata da Luca Barbareschi affiancato da un cast di tutti primi nomi, quali Chiara Noschese, Ernesto Mahieux, Gianluca Gobbi e Margherita Laterza.
«L’anatra all’arancia è una bellissima storia universale di un uomo e di una donna dove il protagonista si inventa un modo per riconquistare la moglie che lo ha tradito e che amava, architettando un piano per dimostrarle che lui è il suo unico amore anche dopo 25 anni» racconta Luca Barbareschi, che ritorna ospite del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia dopo il grande successo ottenuto nel 2012 con Il discorso del re.


Uno spettacolo cult del teatro comico, titolo emblematico di quella drammaturgia che suscita comicità con classe e attraverso un uso sapiente e sottile della macchina teatrale.
Barbareschi ha studiato per la pièce una moderna edizione, impreziosita da un eccellente cast che riesce ad animare l’ingranaggio della commedia sostenendo il ritmo e la vorticosa energia della drammaturgia con la precisione di una partitura musicale.
«Questa commedia ha una profondità ed un’intelligenza straordinarie – spiega il regista – ha la stessa potenza di Chi ha paura di Virginia Woolf? ma, a differenza del testo di Albee, ha una struttura narrativa molto divertente, che aiuta a veicolare concetti profondi con la risata. Ho riadattato la scrittura usando due grandi scienze, la psicologia e l’antropologia, studiando atteggiamenti, movimenti e nevrosi che caratterizzano le nostre abitudini».
Gilberto e Lisa sono una coppia sposata da venticinque anni; più che dal logorio della routine, il loro ménage è messo in crisi dalla personalità di lui, egoista, egocentrico, incline al tradimento, vittima del proprio essere un clown che finisce per stancare chi gli sta intorno. Esasperata, Lisa si innamora di Volodia, tutto l’opposto del marito, un russo di animo nobile, un romantico sognatore che ha scelto di trascorrere la sua vita in Lucania. Punto sul vivo, Gilberto studia una strategia di contrattacco e organizza un week-end a quattro, in cui Lisa e il suo amante staranno insieme a lui e alla sua attraente segretaria, Chanel Pizziconi, un misto tra scemenza e genialità. Il tutto sotto gli occhi di un sempre più interdetto cameriere, un cechoviano personaggio che, come una sorta di fantasma, si aggira per la casa e si rivelerà il deus ex machina della storia.
L’imprevedibile piano di Gilberto, che al principio sembra sgangherato, è ricco di imprevisti e colpi di scena che si susseguono fino all’ultimo istante. Una vicenda leggera e piacevole che conquista lo spettatore con la simpatia dei personaggi, le soluzioni effervescenti e mai banali, i dialoghi gustosi e irresistibili ma mai privi di eleganza, e, naturalmente, l’interpretazione degli attori che in simili gioielli della concezione comica, trovano un banco di prova per nulla scontato.
«Ciò che muove il meccanismo di questa storia è l’incomprensione, l’egoismo, non la gelosia. Parliamo di una macchina perfetta, di dialoghi d’autore, in cui si scandagliano l’animo umano e le complesse dinamiche di coppia – prosegue Barbareschi. E aggiunge «l’happy ending arriva benefico dopo due ore di spettacolo durante le quali la psicologia maschile e quella femminile permettono al pubblico di identificarsi con i protagonisti. Una volta riconosciuti i propri errori e quelli del partner, Gilberto e Lisa affermano ‘noi due non sarà mai perfetto lo sai, ma sarà noi due’».
img-20161201-wa0004

La commedia, scritta nei primi anni Settanta, è opera dello scozzese Williams Douglas Home, poi adattata dal celebre autore teatrale francese Marc Gilbert Sauvajon. Del 1973 è un’edizione rimasta storica, diretta e interpretata da Alberto Lionello al cui fianco recitava Valeria Valeri. Celebre è anche la versione cinematografica che vantava l’interpretazione di Ugo Tognazzi e Monica Vitti, nei panni della coppia protagonista con la regia di Luciano Salce.
«Non ho voluto rifarmi ai vecchi modelli ma sicuramente mi ritrovo negli straordinari artisti che prima di me hanno affrontato questi ruoli, per tempi comici e per il sottile cinismo» dichiara ancora il regista. «Sono felice di mantenere la tradizione riprendendo un modello che è diventato un cult. Del resto la comicità è una medicina meravigliosa per elaborare il “dolore”».
In scena applaudiremo Luca Barbareschi nel ruolo di Gilberto Ferrari, Chiara Noschese nei panni di Lisa Ferrari. Ernesto Mahieux sarà Ernesto Russo, Gianluca Gobbi interpreterà Volodia Smirnov e Margherita Laterza sarà infine Chanel Pizziconi.
L’anatra all’arancia tratto dal testo The Secretary Bird di William Douglas Home andrà in scena nella versione francese di Marc Gilbert Sauvajon e nella traduzione di Luca Barbareschi che firma anche la regia.
Le scene sono di Tommaso Ferraresi, i costumi di Silvia Bisconti e le luci di Iuraj Saleri. Ha lavorato come Dramaturg Nicoletta Robello Bracciforti.
Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Eliseo e dalla Fondazione Teatro della Toscana.
Per i posti ancora disponibili ci si può rivolgere presso tutti i punti vendita dello Stabile regionale, i consueti circuiti o accedere attraverso il sito http://www.ilrossetti.it alla vendita on line.

Ulteriori informazioni al tel 040-3593511.

Magia e poesia al Rossetti di Trieste con La Verità, grande spettacolo internazionale firmato da Daniel Finzi Pasca

Al Politeama Rossetti di Trieste dal 19 al 22 novembre 2015 –

Grande attesa per l’evento internazionale La Verità, firmato da Daniel Finzi Pasca ed in programma  al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Magia e poesia per trasmettere un’intensa forza comunicativa e di grande raffinatezza ed inaugurare al Politeama Rossetti il cartellone Musical ed Eventi Internazionali.

La Verità è uno spettacolo delizioso scritto e diretto da Daniel Finzi Pasca, che  – dopo il grande applauditissimo successo di  Canada, Uruguay, Brasile, Ungheria, Slovenia, Francia, Danimarca e del Piccolo Teatro di Milano – farà tappa a Trieste da giovedì 19 a domenica 21 novembre prossimi.

Lo spettacolo porta in scena un mondo da sogno, capace di lasciare letteralmente senza fiato gli spettatori: «Il linguaggio dell’acrobazia, il teatro fisico – spiega Finzi Pasca – può impossessarsi facilmente di questo

territorio, il territorio dove non è né giorno né notte, dove la luce non tocca la realtà ma lo disegna, lo inventa, lo reinventa. Il linguaggio degli acrobati titilla il nostro inconscio, ci fa vedere dei paesaggi interiori più veri che veri…».

E calza a pennello al pluripremiato Daniel Finzi Pasca questo modo di comunicare; un artista eclettico, fantasioso e originalissimo che con la sua arte ha conquistato il mondo intero. Sua infatti la direzione del Cirque du Soleil Corteo,  le Cerimonie di chiusura delle Olimpiadi di Torino nel 2006, gli Invernali di Sochi nel 2014, ma anche l’apertura dei Giochi Paralimpici di Sochi, senza dimenticare tantissimi altri riconoscimenti prestigiosi ed enormi successi fra cui Rain del Cirque Èloize che nel 2009 ha affascinato anche il pubblico dello Stabile regionale e con le proprie compagnie Icaro e il recente Donka dedicato ad Anton Cechov.

Tornando a  La Verità, l’ispirazione gli giunge da Salvador Dalì ed in particolare dal fondale dipinto a New York negli anni Quaranta per il balletto Tristan Fou: dopo anni trascorsi nell’oblio del deposito di un teatro, il prezioso fondale viene ritrovato.

«Parigi inizio dicembre 2010 – scrive Finzi Pasca – dopo il debutto di Rain c’è molta eccitazione. Sono giornate piene d’idee che corrono nella testa. Julie (cofondatrice della Compagnia Finzi Pasca) è certa che dobbiamo metterci al lavoro, vuole produrre un nuovo spettacolo, è sicura che si debba proseguire la linea tracciata dalla Trilogia del Cielo e poi da Donka. Vorrebbe uno spettacolo dove l’acrobazia prendesse il volo (…). Natale 2010 a Montreal: stiamo preparando la cena quando mi chiama un amico e mi parla di un progetto. Una Fondazione d’Arte è in possesso di un telone dipinto da Salvador Dalí a New York negli anni quaranta. La Fondazione vorrebbe propormi di utilizzarlo in uno spettacolo.

Bruxelles, inizio gennaio 2011: debutta Corteo in Europa. Come spesso accade lentamente le idee iniziano a sedimentare. Con Julie siamo in taxi, entrambi certi che lo spettacolo acrobatico e il telone dipinto da Dalí si debbano ritrovare nello stesso progetto».

Sono molte le induzioni che Finzi Pasca riceve dall’arte e dall’epoca del grande pittore e artista e che ritroveremo nella magia armoniosa dello spettacolo: «Ci sono il Tristano e Isotta – spiega – la New York degli anni Quaranta, il viaggio interiore di chi dovette lasciare l’Europa per rifugiarsi negli Stati Uniti. Ci sono temi che aprono su altri temi, nella testa le idee rimbalzano e si compongono in immagini. Una distesa di fiori gialli, personaggi bendati, velati, come le statue di Giuseppe Sanmartino nella cappella di San Severo a Napoli. Mani con dita lunghissime, ombre che deformano le proporzioni, rosso sangue, bianco, il blu del mantello di Maria, scale sospese nel vuoto, equilibri impossibili, corpi che si dislocano, piume e paillettes come se la storia prendesse vita in un vaudevilles decadente con un direttore che cerca idee per risollevare le sorti della baracca».

Ne scaturisce uno spettacolo di rara eleganza e incanto: un susseguirsi di frammenti, fra clownerie, insidiose acrobazie, ricchi costumi e sorprese incredibili…

Un gioco d’immagini per attraversare il surrealismo, una storia d’amore, una riflessione sulla verità: la Compagnia Finzi Pasca attraverso la propria poetica e lo strumento del “teatro della carezza”, si addentra, ispirata da Dalì, nel mondo del sogno, della memoria, del surreale, nella “strana” dimensione di ciò che è vero e di ciò che non lo è ma che appare ancor più vero grazie ai sortilegi del teatro.

Ne La Verità ci troveremo ad assistere a un poema acrobatico e surrealistico che abbina in modo ineguagliabile l’acrobazia, il teatro, la danza e la musica.

Il “24 heures” di Losanna – all’unanimità con la stampa internazionale lo commenta così «…Un fuoco d’artificio di fantasmagorie sceniche, quadri di enorme bellezza, luci curate, costumi strepitosi, numeri d’acrobazia da togliere il fiato» .

E Trieste attende con ansia – ancora una volta – di emozionarsi attraverso la magia e la poesia comunicati di Daniele Finzi Pasca.

In abbonamento per il cartellone Musical ed Eventi, La Verità va in scena da giovedì 19 novembre alle ore 20.30. Replica allo stesso orario venerdì 20 e sabato 21 novembre: recite pomeridiane con inizio alle ore 16 anche sabato 21 e domenica 22 novembre.

Per acquistare abbonamenti e i posti ancora disponibili o per prenotazioni ci si può rivolgere presso tutti i punti vendita dello Stabile regionale, i consueti circuiti o accedere attraverso il sito http://www.ilrossetti.it alla vendita on line. Ulteriori informazioni al tel 040-3593511.

 

La Verità, spettacolo della Compagnia Finzi Pasca, è scritto e diretto da Daniele Finzi Pasca che ne è autore, regista, co-design luci e coreografo.

Direttrice di creazione, produttrice e partecipazione alla scrittura: Julie Hamelin Finzi

Interpreti: Moira Albertalli, Jean-Philippe Cuerrier, Stéphane Gentilini, Andrée- Anne Gingras-Roy , Erika Bettin, James Kingsford-Smith, Francesco Lanciotti, David Menes Rodriguez, Marco Paoletti, Felix Daniel Salas Sostoa, Beatriz Sayad, Tarquini Rolando.

Scene: Hugo Gargiulo

Produttore esecutivo e consulente artistico: Antonio Vergamini

Co-design luci: Alexis Bowles

Video designer: Roberto Vitalini

Assistente alla regia: Geneviève Dupéré

Costumi: Giovanna Buzzi

Musiche: Maria Bonzanigo

Sound design e co-design coreografie: Maria Bonzanigo

Make-up designer e hairstyle designer: Chiqui Barbè

Direttore di produzione: Marc Laliberté

Consulente artistico: Fabrizio Arigoni

Ricercatore: Facundo Ponce de León

Creatore di sculture coreografiche: Toni Vighetto

Ideatrice Carré: Mariève Hémond

Coreografie Carré: Annie-Kim Déry

Ideatore ruota Cyr: Daniel Cyr

Foto di scena: Viviana Cangialosi

Regia: Daniele Finzi Pasca

Produzione: Compagnia Finzi Pasca, tour italiano a cura di ATER – Associazione Teatrale Emilia Romagna

©Salvador Dalí, Fundación Gala-Salvador Dali

con il supporto di: Cornercard, Grand Hotel Villa Castagnola, OSI, RSI, La Place des Arts, Maison de la Culture de Nevers et de la Nièvre, Scène Nationale de Bayonne – Sud Aquitain, Citta di Lugano, Cantone Ticino, Pro Helvetia, Caffè Chicco d’Oro, Fidinam, Ernst Göhner Stiftung