Presentata la Stagione 2019-2020 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.

 

LA TEMPESTA - SHAKESPEARE (nella foto Renato Carpentieri)

Si è tenuta al Café Rossetti la conferenza stampa di presentazione della Stagione 2019-2020 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.

Il saluto e le note sul cartellone che dovevano essere illustrate dal Presidente Sergio Pacor – impossibilitato a presenziare – sono state portate dalla vicepresidente dello Stabile regionale, Chiara Valenti Omero.

Un ringraziamento da parte dello Stabile è andato a Fondazione CRTrieste e Assicurazioni Generali, a tutti i Soci, al Comune di Trieste, alla Regione Friuli Venezia Giulia e agli sponsor che con il loro prezioso apporto aiutano il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia a offrire arte, cultura, pensiero e divertimento di qualità.

Presenti alla conferenza stampa, accanto al direttore Franco Però e alla vicepresidente dello Stabile Chiara Valenti Omero, l’Assessore alla Cultura della Regione Tiziana Gibelli, l’Assessore ai Teatri del Comune Serena Tonel, la presidente della Fondazione CRTrieste Tiziana Benussi e la responsabile di Corporate Identity del Gruppo Generali Emma Ursich”.

“Nel cartellone 2019-20 del Teatro Rossetti di Trieste c’è qualcosa per tutti, un’offerta che allarga il target di potenziale pubblico e conferma l’importante ruolo di quello che è il teatro stabile del Friuli Venezia Giulia” ha affermato l’assessore regionale alla Cultura, Tiziana Gibelli che, confermando il costante sostegno della Regione, si è dichiarata fiduciosa che “anche quest’anno si riuscirà a fare fronte alla riduzione di contributi ministeriali. Il Rossetti – ha infatti evidenziato l’assessore regionale – è il teatro di produzione che in Italia vanta la migliore percentuale di risorse proprie rispetto a quelle pubbliche. Il tutto in una città di Trieste che appare in vetta alle classifiche nazionali per il complesso di offerta teatrale”.

Al saluto delle autorità è seguito l’annuncio degli oltre 50 titoli che compongono un cartellone che si preannuncia ricco di novità, di spunti di riflessione, di qualità artistica.

A partire da “L’onore perduto di Katharina Blum” di Heinrich Böll, per la regia di Franco Però, debutto assoluto, con cui si inaugurerà il 22 ottobre la nuova Stagione al Politeama Rossetti.

La magia e la poesia del teatro, ma anche la sua incisività critica e la sua spinta emozionale saranno gli strumenti con cui attraversare e raccontare “i nostri giorni”, per comprenderne le contraddizioni e le utopie, ha spiegato il direttore Franco Però illustrando le evoluzioni di una programmazione che, come di consueto, propone una pluralità di generi – Prosa, Altri Percorsi, Danza, Musical & Eventi – ha respiro internazionale e si rivolge ad un pubblico ampio ed eterogeneo.

La proposta di Prosa e la dinamica attività di produzione sono impegno fondamentale per il Teatro Stabile che nella Stagione 2019-2020 circuita nelle città italiane ben 8 spettacoli, di cui 5 sono novità assolute.

 

Dopo il già citato “L’onore perduto di Katharina Blum” che nasce dalla collaborazione fra lo Stabile regionale, il Teatro Stabile di Napoli e quello di Catania, “L’infinito tra parentesi” di Marco Malvaldi, con Maddalena e Giovanni Crippa diretti da Piero Maccarinelli è una coproduzione con il Teatro della Toscana e Mittelfest (dove ha debuttato in anteprima con deciso successo).

 

È invece firmato solo dallo Stabile “Valzer per un mentalista” di Davide Calabrese e Fabio Vagnarelli con Vanni De Luca, Andrea Germani e Romina Colbasso per la regia di Marco Lorenzi.

Il Teatro Stabile rinnova l’impegno verso i vincitori del Premio Nazionale “Giovani Realtà del Teatro”, esprimendo sensibilità verso i talenti più giovani e attenzione ai nuovi linguaggi della scena: quest’anno si allestisce “Saduros” un lavoro del Collettivo L’Amalgama tratto dalle opere di Daniil Charms.

Proseguono poi la tournée nazionale de “I Miserabili” di Victor Hugo con Franco Branciaroli e la regia di Franco Però e di “(Tra parentesi) La vera storia di un’impensabile rivoluzione” di e con Massimo Cirri e Peppe Dell’Acqua diretti da Erika Rossi.

Infine il nuovo spettacolo dei giovani allievi dell’Associazione Culturale StarTs Lab, “Canto di Natale. Buon Natale Mr.Scrooge!” che Luciano Pasini trae dal classico di Charles Dickens, mentre rimane “in repertorio” al Museo de Henriquez “A Sarajevo il 28 giugno” di Gilberto Forti.

Una così cospicua attività è possibile anche grazie all’impegno degli attori di riferimento del Teatro, che continuano a recitare nella maggior parte degli spettacoli di produzione: Filippo Borghi, Romina Colbasso, Emanuele Fortunati, Ester Galazzi, Andrea Germani, Riccardo Maranzana, Francesco Migliaccio, Maria Grazia Plos.

Anche quest’anno è la grande letteratura ad ispirare lo spettacolo d’apertura della Stagione: una contaminazione che ritornerà in più momenti della programmazione. Si inizia dunque dal premio Nobel Heinrich Böll che nei primi anni Settanta, con ironia ed acutezza e usando il modello del “giallo”, ne “L’onore perduto di Katharina Blum” denuncia in modo straordinariamente antesignano la deriva del mondo della comunicazione.

L’ONORE PERDUTO DI KATHARINA BLUM - (nella foto Peppino Mazzotta)

Quella che oggi definiamo “macchina del fango” o le “fake news” dell’epoca social sono già intuite dallo scrittore tedesco nel tratteggiare la vicenda dell’irreprensibile segretaria Katharina Blum che, trascorsa una notte d’amore con un piccolo criminale conosciuto a un ballo, resta coinvolta in un’indagine di polizia e nel conseguente e infamante scandalo giornalistico. La sua vita ne viene stravolta. La pièce si avvale dell’efficace adattamento drammaturgico di Letizia Russo e della regia di Franco Però che vi dirige gli attori di riferimento del Teatro, cui si aggiungono Elena Radonicich (applaudita nella fiction “La Porta Rossa”, oltre che sul grande schermo) che sarà Katharina, e Peppino Mazzotta che il grande pubblico ammira nel ruolo di Fazio ne “Il commissario Montalbano” ma che è soprattutto un bravissimo attore di teatro.

Una seconda produzione “L’infinito tra parentesi” segue immediatamente quest’inaugurazione proseguendo nel dialogo fra scienza e linguaggi della scena che lo Stabile percorre in attesa di ESOF2020. Scritto dal romanziere, giallista e chimico Marco Malvaldi, questo confronto fra cultura umanistica e scientifica è incarnato da due eccellenti interpreti quali Maddalena e Giovanni Crippa: diretti da Piero Maccarinelli restituiscono ogni sfumatura del testo avvincendo il pubblico in una perfetta alchimia di talenti e sapienze.

L’INFINITO TRA PARENTESI - MALVALDI (nella foto Giovanni e Maddalena Crippa)

Il cartellone Prosa continua alternando grandi classici del Teatro di tutti tempi alla sensibilità di autori novecenteschi e contemporanei. Come Furio Bordon di cui ritorna in scena “Le ultime lune” nella bella edizione diretta da Daniele Salvo e interpretata da Andrea Giordana e Galatea Ranzi, o l’argentino Mario Diament che in “Cita a Ciegas” disegna un intreccio d’incontri apparentemente casuali che svelano sorprendenti relazioni d’amore: ne sono interpreti, diretti da Andrée Ruth Shammah Gioele Dix e Laura Marinoni.

L’eclettico Michael Frayn racconta attraverso il “teatro nel teatro” sentimenti e debolezze umane nell’esilarante “Rumori fuori scena” architettura comica perfetta che il regista Valerio Binasco affida agli attori dello Stabile di Torino.

Ma la comicità più accesa e raffinata ritorna anche nella scrittura del novecentesco Joseph Kesserling in “Arsenico e vecchi merletti” che conta su due assolute fuoriclasse quali protagoniste – Anna Maria Guarnieri e Giulia Lazzarini – e nella compiutezza drammaturgica di Carlo Goldoni ne “La casa nova” diretto da Giuseppe Emiliani, e ancora nell’ironia cupa di Eduardo Scarpetta in “Miseria e nobiltà” dove Lello Arena diretto da Luciano Melchionna interpreta in modo personale l’iconica figura di Sciosciammocca.

Marco Paolini rilegge con occhi contemporanei il mito di Ulisse in “Nel tempo degli dei-Il calzolaio di Ulisse” per la regia di Gabriele Vacis e traccia un ponte fra il presente e l’universalità del mondo classico.

IL CALZOLAIO DI ULISSE - MARCO PAOLINI (nella foto Marco Paolini)

Un mondo che traduce inquietudini e dilemmi contemporanei con una forza che non smette di stupire: basti pensare alla voce di Sofocle, nell’“Antigone” di cui Laura Sicignano cura adattamento e regia affidando a Sebastiano Lo Monaco il ruolo di Creonte, oppure alla capacità di “leggere” l’animo umano di Shakespeare, di cui va in scena il capolavoro più denso di poesia, “La Tempesta” per la regia di Roberto Andò, con il magistrale Prospero di Renato Carpentieri.

Ma il grande elisabettiano è anche oggetto di un’interessante rilettura – a firma del regista Antonio Calenda e di Nicola Fano – in “Falstaff e il suo servo”, in cui si confrontano due protagonisti assoluti della scena italiana, Franco Branciaroli e Roberto Herlitzka.

Il genio di Molière ritorna attraverso la regia attualizzante di Roberto Valerio nel “Tartufo” che – interpretato da Giuseppe Cederna – pone alla berlina la nostra società vuota di valori, corruttibile e materialista.

E poi la travolgente prova d’attore di Gabriele Lavia nel “John Gabriel Borkman” di Ibsen: uno scontro fra maschile e femminile, fra repressione e istinto, gelo e desiderio di felicità che il regista Marco Sciaccaluga inscena in un allestimento di potente impatto.

Delinea continuità con il mondo della narrativa “Jezabel” di Irène Nemirovsky, scrittrice che è stata vittima dei momenti più drammatici del secolo scorso e che tratteggia una figura femminile seducente e misteriosa incarnata dalla brava Elena Ghiaurov.

Infine “Le affinità elettive”, una vera perla del cartellone: il regista Andrea Baracco (che lo scorso anno ha diretto l’applaudito “Il Maestro e Margherita”) porta in scena il capolavoro di Goethe con la medesima forza, affidando a un eccellente cast il tema senza tempo della lotta fra ragione e sentimento, sensualità e morale.THE CHOIR OF MAN

Il cartellone Altri Percorsi si concentra sulle prospettive della nuova drammaturgia e della scena contemporanea.

Nella Stagione 2019-2020 la ricerca sulla contaminazione fra linguaggi è presente fin dalla produzione d’apertura, “Valzer per un mentalista”.

Commissionato dallo Stabile regionale a Davide Calabrese e Fabio Vagnarelli (componenti degli Oblivion) e messo in scena da Marco Lorenzi (che lo scorso anno ha colpito per la regia colta e impetuosa del “Platonov”) proietta il pubblico in un inedito crossing fra spettacolo di prosa e di magia. Seguendo la vicenda di un uomo che, nella Trieste del primo Novecento, sperimenta la psicoanalisi per recuperare la memoria, lo spettatore sfida le incredibili capacità mentali del mentalista Vanni De Luca che divide la scena con Andrea Germani e Romina Colbasso. “Kobane calling on Stage” per la regia di Nicola Zavagli trasforma il celebre fumetto di Zerocalcare in un atipico documentario teatrale che ripercorre l’esperienza di giovani volontari partiti per la città simbolo della resistenza curda.

VA PENSIERO - (nella foto ermanna montanari)

In “Va pensiero” di Marco Martinelli ed Ermanna Montanari (Premio Ubu 2018) si trasfigura un fatto di cronaca in un racconto di collusione e di coraggiosa integrità, intersecando tagli cinematografici alla recitazione e alla musica originale e verdiana (per le repliche a Trieste sul palco ci sarà il Coro misto/Zbor “Jacobus Gallus”).

Le fascinazioni della musica e del cabaret brechtiano rendono originale la formula di “Cabaret Sacco e Vanzetti” da Michele Santeramo con i versatili Raffaele Braia e Valerio Tambone.

Nasce dalla fascinazione letteraria il “Dracula” che Sergio Rubini trae da Bram Stoker e interpreta al fianco di Luigi Lo Cascio: due primi nomi, in un allestimento che trasuda inquietudine grazie all’installazione scenografica di Gregorio Botta.

Ne “Il Gatto” di Simenon invece si affrontano fra accuse e sospetti Alvia Reale ed Elia Schilton.

Ma il cartellone pone in luce molte altre declinazioni della nuova drammaturgia: c’è il teatro minimale di Will Eno in “Proprietà e atto” con un protagonista insolito come Francesco Mandelli (volto di MTV e di film di successo, regista, musicista e scrittore).

C’è il Premio Ubu Rafael Spregelburd, artista di punta sulla scena internazionale, che in “Lucido” – regia di Jurij Ferrini – fra iperrealismo e comicità scorretta denuncia le nostre ipocrisie. E poi “Nel nome del padre” di Luigi Lunari con Paolo Briguglia e Silvia Ajelli, e “Mister Green” di Jeff Baron con Massimo De Francovich e Maximilian Nisi: toccanti dialoghi fra solitudini e generazioni.

Gianluca Ferrato offre una magnetica prova in “Truman Capote. Questa cosa chiamata amore” monologo di Massimo Sgorbani e Laura Curino assicura in “Scintille” un grande esempio di teatro civile.

Intriganti sono anche il gioco di scambi di ruolo in “Apologia” di Alexi Kaye Campbell con Elisabetta Pozzi nella regia di Andrea Chiodi e lo sfumare dei confini fra fatto teatrale e realtà, in “Un intervento” di Mike Bartlett diretto da Fabrizio Arcuri per il CSS.

Il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia dà un ulteriore segno d’attenzione verso i giovani artisti ed i loro innovativi linguaggi, producendo e programmando anche in questa stagione lo spettacolo vincitore del Premio Nazionale “Giovani Realtà del Teatro” promosso dalla Civica Accademia d’Arte drammatica Nico Pepe di Udine: “Saduros” di Daniil Charms che nasce dalla poetica e dal lavoro d’improvvisazione del Collettivo L’Amalgama.

Energia e momenti poetici vibrano nel cartellone Musical & Eventi.

THE CHOIR OF MAN

L’appuntamento d’apertura porta a Trieste in esclusiva nazionale “The Choir of Man” prodotto da Nic Doodson ed Andrew Kay (un team accreditato) che ha conquistato l’Edinburgh Fringe Festival 2017.

Lo show avvolge il pubblico nell’atmosfera allegra di un enorme (vero) pub dove un cast tutto maschile di nove performer esegue un crescendo di numeri musicali e coreografici. Trascinanti canzoni pop, folk, classici di Broadway, rock, ballate… da Adele ai Queen, da Paul Simon ai Red Hot Chili Peppers, da Kety Perry al musical.

NOTRE DAME DE PARIS (nella foto Gio Di Tonno) 2

Evento di caratura è “Notre Dame De Paris” che nel suo imponente allestimento va in scena per la seconda volta sul palcoscenico del Rossetti: l’effetto è davvero spettacolare e la resa delle coreografie, dei movimenti scenici, dell’interpretazione rende davvero preziosa l’opportunità di vederlo in questo contesto.

Tratto dal capolavoro di Victor Hugo da Luc Plamondon e Pasquale Panella, sulle musiche di Riccardo Cocciante e con l’accurata regia di Gilles Maheu, lo spettacolo è ormai un “cult” e a Trieste ne saranno interpreti gli artisti del cast originale.

“Pinocchio Reloaded. Favola di un burattino senza fili” è un musical inedito che grazie alle coinvolgenti musiche di Edoardo Bennato e all’intuizione registica di Maurizio Colombi (già regista di “We Will Rock You” e “Peter Pan”) rivisita in modo surreale la famosa favola di Collodi.

“Aggiungi un posto a tavola”, amatissima commedia musicale che tocca Trieste nella ricca messinscena originale (memorabile la costruzione dell’arca) è ripresa da Gianluca Guidi che interpreta un ammirevole Don Silvestro. La forza dello spettacolo è nel cast brillante (con Lorenza Mario nel ruolo di Consolazione), nelle belle musiche di Armando Trovaioli e nello spirito ironico e ineguagliabile di Garinei e Giovannini e Jaja Fiastri che rivivono nelle battute e nel’’intreccio.

Non necessiterebbe parole di presentazione l’incantevole “SLAVA’S SNOWSHOW” che ritorna al Rossetti dopo 6 anni d’assenza con il suo linguaggio che sgorga dai sogni e dalle fiabe. Considerato “il miglior clown del mondo”, incluso stabilmente – con alcuni estratti nello spettacolo Alegrìa del Cirque du Soleil – Slava raccoglie nello SNOWSHOW i suoi numeri migliori e crea un’esperienza immersiva che culmina nella travolgente tempesta di neve cui allude il titolo.

Otto spettacoli, per la massima parte selezionati dal panorama internazionale compongono il cartellone Danza.

La prima eccellenza è certo l’Australian Dance Theatre è un ospite di pregio, al suo debutto in Italia: compagnia di danza contemporanea impeccabile ed elegante, si presenta al Rossetti con “The Beginning of Nature” del coreografo Garry Stuart, definita a Broadway “la performance del secolo”. La coreografia esplora la natura, i suoi ritmi, i suoi mutamenti e veicola un prezioso messaggio di rispetto per le popolazioni aborigene.

Un’altra punta di diamante è la Hubbard Street Dance Chicago che ritorna allo Stabile per la terza volta: composta da 18 danzatori superlativi per intensità d’interpretazione e duttilità presenta quattro coreografie di alcuni fra i più interessanti maestri contemporanei: la canadese Crystal Pyte, l’israeliano Ohad Naharin, lo spagnolo Alejandro Cerrudo e l’americana Robin Mineko Williams.

Dopo il deciso successo di “Pixel” qualche stagione fa, lo Stabile ha coinvolto nuovamente la compagnia francese “Käfig” di Mourad Merzouki, che contamina hip hop e altre discipline artistiche: il loro “Charte Blanches” evoca la libertà creativa e nasce per celebrare i vent’anni dalla fondazione del gruppo. Ne raduna i primi elementi che creano una successione di numeri pieni di virtuosismi e di assoli memorabili.

Micha van Hoecke – coreografo amato e richiesto dai maggiori teatri internazionali – è una presenza prestigiosa e carismatica: alla guida della compagnia di danza di Daniele Cipriani crea “Shine”, magnetico balletto sulla musica dei Pink Floyd eseguite dal vivo dai Pink Floyd Legend.

SHINE coreografie di MICHA VAN HOECKE, MUSICHE PINK FLOYD

Da Los Angeles arriva invece Bodytraffic, una compagnia giovane (è nata solo nel 2007) che in pochi anni si è imposta fra le più interessanti degli Stati Uniti, con il suo stile aperto a diversi impulsi, capace di armonizzare danza moderna e street dance.

Dopo qualche anno d’assenza ritorna in scena il tango, in uno spettacolo puro e seducente: “Tango Fatal” creato dal danzatore, maestro e coreografo Guillermo Berzins e dal suo gruppo di ballerini che danzeranno sulle musiche eseguite dal vivo dall’orchestra “Corazon de Tango”.

Ma nel carnet spicca ancora la compagnia italiana MM Contemporary Dance Company, che presenta un dittico: il direttore artistico Michele Merola traduce in danza le suggestioni della musica di Gershwin e della pittura di Edward Hopper; la coreografia di Enrico Morelli invece si lascia ispirare dalla musica commovente di Schubert.

Infine il repertorio classico e la tradizione russa sono protagoniste dell’appuntamento natalizio con “Lo schiaccianoci” di Čiaikovskij nell’esecuzione del Russian Classical Ballet.

EVENTO ASSICURAZIONI GENERALI - “IL GRIGIO” (nella foto Elio)

Durante la conferenza stampa è stato presentato l’evento che nella Stagione 2019-2020 sarà offerto da Assicurazioni Generali a studenti e dipendenti: si tratta de “Il Grigio” capolavoro di Giorgio Gaber e Sandro Luporini che Giorgio Gallione adatta – inserendovi una decina di indimenticabili canzoni del Signor G – in un recital perfettamente calibrato sul talento e l’eclettismo di Elio, lo storico leader delle Storie Tese.

Alla proposta dei quattro regolari cartelloni, si aggiungono numerosi Eventi speciali: alcuni titoli vengono svelati nel corso della stagione, ma fin d’ora lo Stabile annuncia i due concerti di Patti Smith, quello di Simone Cristicchi, le due serate con l’Harlem Gospel Choir, il Galà dell’Operetta promosso dall’Associazione Internazionale dell’Operetta e il ritorno di Alessandro Albertin in “Perlasca. Il coraggio di dire no”.

Come è tradizione per il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, anche gli spettacoli della Stagione 2019-2020 saranno corredati da molte iniziative collaterali: letture, incontri, momenti di approfondimento, talvolta organizzate in collaborazione con partner come i Civici Musei di Storia e Arte, ProESOF 2020 Trieste.

Avranno seguito anche i seguitissimi incontri condotti dal direttore della British School del Friuli Venezia Giulia, Peter Brown.

Ricordiamo che il sito http://www.ilrossetti.it, propone informazioni aggiornate su spettacoli e prezzi e raccoglie contenuti multimediali, oltre a fornire servizi interessanti e la possibilità di accedere direttamente all’acquisto e alla prenotazione.

Da lunedì 2 settembre informazioni e depliant saranno disponibili presso la Biglietteria del Politeama Rossetti e presso gli altri punti vendita.

La campagna abbonamenti sarà aperta da venerdì 6 settembre, giorno in cui ci si potrà rivolgere per informazioni, acquisti e prenotazioni in tutti i punti vendita dello Stabile regionale.

La conferma degli abbonamenti a turno fisso va effettuata entro venerdì 27 settembre: i posti non confermati verranno messi in vendita a partire da lunedì 30 settembre.

Ulteriori informazioni al tel 040-3593511.

 

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Anteprima di STOMP con un flashmob in Piazza Unità a Trieste

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Giovedì 23 maggio alle ore 17 in Piazza dell’Unità a Trieste –

Gli STOMP offriranno un’anteprima del loro spettacolo in scena al Politeama Rossetti fino al 26 maggio.
Un flashmob nella splendida cornice di Piazza dell’Unità a Trieste stuzzicherà i triestini che non hanno ancora acquistato il biglietto dello spettacolo.

Alle ore 17.00 del 23 maggio, anticipando solo di poche ore la “prima” al Rossetti, gli straordinari artisti di STOMP si esibiranno e si divertiranno con il pubblico nel cuore della città.

“STOMP” è inserito nel cartellone Musical del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e, come detto, debutta giovedì 23 maggio alle ore 20.30. Replica fino a domenica 26 maggio. È pomeridiana l’ultima replica, domenica alle ore 16 e sabato 25 c’è doppia replica alle 16 e alle 20.30.
Ci sono ancora biglietti disponibili acquistabili presso tutti i punti vendita del Teatro Stabile regionale e attraverso il sito http://www.ilrossetti.it.

STOMP al Rossetti di Trieste chiude il cartellone Musical e la Stagione dello Stabile del Friuli Venezia Giulia

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Al Rossetti di Trieste dal 23 al 26 maggio –

La sinfonia intensa e ritmica dei rumori e delle sonorità della civiltà urbana contemporanea interpretata con energia dirompente e ironia: tutto questo è STOMP!
Lo spettacolo – che va in scena al Politeama Rossetti dal 23 al 26 maggio concludendo con una festosa esplosione di musica ed energia il cartellone Musical e assieme la Stagione 2018-2019 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – è infatti assolutamente travolgente: da avvenimento teatrale è diventato un fenomeno mondiale, amatissimo e seguito, tanto che quest’anno la compagnia celebra il suo venticinquesimo anno di attività e successo a Broadway.

Nata a Brighton nel 1991, l’esperienza di STOMP vanta due geniali creatori, Luke Cresswell e Steve McNicholas, entrambi con un passato nella street band Pookiesnackenburger e nel gruppo teatrale Cliff Hanger, che avevano presentato al Festival di Edimburgo una serie di “musical di strada”. Poi firmano uno spot, rimasto famoso, “Bins” per la birra Heineken, dove venivano “suonate” le lattine e diversi oggetti della strada (ringhiere, bidoni della spazzatura).

STOMP era pronto a sbocciare: l’anteprima al Bloomsbury Theatre di Londra e il debutto all’Assembly Rooms a Edinburgh, sono dei veri trionfi. Luke Cresswell e Steve McNicholas vincono il The Guardian’s Critics’ Choice (premio della critica) e il premio del The Daily Express “Best of the Fringe Award”.

Da quel momento la loro storia è “senza confini”: STOMP con il cast originario gira tutto il mondo, continuano a fioccare applausi e premi, sold-out storici e record di botteghino da far impallidire, e presenze in contesti indimenticabili (e va citata, fra tutte, almeno la Notte degli Oscar del 1996).

Al momento STOMP possiede cinque formazioni internazionali fisse e si muove anche nei maggiori teatri e festival del mondo, dove viene presentato come uno spettacolo unico e irraggiungibile, una vera icona.
Ma qual’è il segreto di uno show che non possiede né trama, né personaggi, né parole scritte o dette?

STOMP è assolutamente originale: racconta la bellezza e l’essenza della realtà quotidiana, quella fatta di oggetti semplici e comuni, anche di rifiuti e di caos che – nelle mani dei performer – ottengono la loro luce, la loro voce, un senso.

Lo spettacolo viene interpretato come detto con energia dirompente e ironia, da un formidabile assieme di ballerini-percussionisti-attori-acrobati. Sono capaci di “suonare” qualsiasi cosa: un vero “cult” è il bidone della spazzatura, elemento fondamentale delle loro percussioni, ma la loro fantasia non si pone limiti e nella partitura vengono inseriti senza problemi strofinii di scope e spazzoloni, fischi di cannucce, rombi e vibrazioni estrapolati da cartelli stradali, tubi, sacchetti, bicchierini di carta…

I performer fanno teatro con umorismo, inventano gag e tormentoni che accendono l’entusiasmo degli spettatori, coinvolti in una frenesia vorticosa da evento rock o da videoclip.
«STOMP è una maestosa coreografia urbana, che possiede la furia ritmica e sensuale del flamenco e la precisione del gioco percussivo del tip-tap» scrivono nella loro presentazione.

«È l’umorismo del cinema muto dato in prestito alla Pop Art. È trasgressione heavy metal e satira anti inquinamento» e riesce nell’incredibile compito di esprimere con immediatezza il fascino, i contrasti e le utopie del mondo del Duemila.

“STOMP” è inserito nel cartellone Musical del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e debutta giovedì 23 maggio alle ore 20.30. Replica fino a domenica 26 maggio. È pomeridiana l’ultima replica, domenica alle ore 16 e sabato 25 c’è doppia replica alle 16 e alle 20.30.
I biglietti ancora disponibili si possono acquistare presso tutti i punti vendita del Teatro Stabile regionale e attraverso il sito www.ilrossetti.it.

STOMP
creatori Luke Cresswell e Steve McNicholas
con Philip Michael Batchelor, Chelsey Jane Codling, Sarah Jane Golding, Kris Lee,
Andrew G Patrick, Adrien Rakotondrajao, Charley Ruane, Dominik Patrick Schad,
Rhys David Shone, Ian Vincent, Jamie Louis Welch
uno spettacolo Stomp Productions, Glynis Henderson Productions
in collaborazione con Terry Chegia

Ennio Fantastichini e Iaia Forte al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia dal 25 aprile

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Mercoledì 25 aprile al Politeama Rossetti di Trieste –

 

Cristina Comencini è fra le più amate scrittrici contemporanee, ha già conquistato in più occasioni il pubblico dello Stabile regionale, che si è divertito con lo spettacolo di produzione “La scena” e – lo scorso anno – con “Due partite”, confronto fra due generazioni femminili.

Da mercoledì 25 aprile al Politeama Rossetti, va in scena il suo ultimo lavoro “Tempi nuovi”, una attualissima commedia di cui cura anche la regia e che vede quali protagonisti due grandi della scena italiana: Ennio Fantastichini e Iaia Forte.

Cristina Comencini sceglie argomenti attuali, sentiti, e nelle sue commedie li tratta con garbo e delicatezza, con un’incisività che spesso si scioglie in gustose battute: così il pubblico si trova avvinto con naturalezza nelle sue storie, a parteggiare per l’uno o l’altro dei protagonisti, a condividerne il punto di vista, a sorridere e contemporaneamente a meditare sul mondo attuale.
In “Tempi nuovi” l’autrice si concentra su generazioni diverse, fra le quali avviene un confronto diretto, combattuto, e dagli esiti per nulla scontati.

A renderlo ancor più intrigante, è l’apporto di una compagnia perfettamente equilibrata con gli impeccabili Ennio Fantastichini e Iaia Forte a rappresentare il mondo degli adulti e i bravi Marina Occhionero e Nicola Ravaioli a incarnare invece l’ottica dei più giovani.

Il sipario si apre su una stanza dominata da una grande libreria, fittissima di volumi: è il mondo di Giuseppe (Fantastichini), il padre, uno storico che vive di pagine, lettura, pensiero, memoria… Gli è difficile declinare la sua personalità verso le nuove tecnologie, comprenderne e indagarne l’utilità e l’uso: gli è più spontaneo arroccarsi dietro un rifiuto generale, che in famiglia è parecchio deriso. Sua moglie, Sabina, cui Iaia Forte dona spontaneità, anche nei suoi veloci mutamenti, è infatti già più incline alla curiosità verso ciò che connota questi nostri “tempi nuovi”: elettronica, mutamento dei saperi, nuovi linguaggi e nuove possibilità. Tuttavia, si è addentrata in questo mondo, probabilmente, per “dovere”: lavora infatti come giornalista e il mondo dell’informazione forse più di altri è stato plasmato dalla “rivoluzione digitale”. Per mantenere il proprio posto di lavoro –precario – ha dovuto seguire un corso d’aggiornamento e imparare a dare una notizia “in tre righe”. Per Antonio, il figlio teenager, il mondo digitale è invece tutto: la realtà in cui si sente più a proprio agio. Se il padre ricorre alle competenze del ragazzo solo per “recuperare” dal computer un file malauguratamente salvato male, così Antonio s’interessa alle conoscenze storiche paterne solo per preparare al meglio un compito sulla Resistenza… Comunicheranno mai con più profondità questi mondi e queste generazioni? A porre tutto in discussione sarà l’imprevedibile rivelazione della figlia, che in famiglia tutti pensavano fidanzata regolarmente e invece costringerà la loro “modernità” a fare i conti con orizzonti etici ben più sfumati e significativi.

“Tempi nuovi” scritto e diretto da Cristina Comencini, è interpretato da Ennio Fantastichini (Giuseppe), Iaia Forte (Sabina) e da Marina Occhionero (Clementina) e Nicola Ravaioli (Antonio). Le scene sono di Paola Comencini i costumi di Antonella Berardi. È prodotto dalla Compagnia Enfi Teatro con il Teatro Stabile del Veneto.

“Tempi nuovi” va in scena da mercoledì 25 aprile alle ore 20.30 alla Sala Assicurazioni Generali per il cartellone “Prosa” del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.

Le repliche si terranno fino a domenica 29 aprile, ogni sera alle 20.30, tranne domenica quando lo spettacolo è pomeridiano con inizio alle 16.
I biglietti per lo spettacolo sono ancora disponibili presso tutti i punti vendita del Teatro Stabile regionale e anche attraverso il sito http://www.ilrossetti.it

Tutu e i Chicos Mambo invadono il Politeama Rossetti

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Martedì 6 febbraio 2018 ore 20.30 – Politeama Rossetti – Trieste

Martedì 6 febbraio arrivano per la prima volta a Trieste i Chicos Mambo, simpatici e attesi ospiti del festival TS Danza 4.0 organizzato dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.

Presentano “Tutu” in una data unica, con inizio alle 20.30 alla Sala Assicurazioni Generali del Politeama Rossetti.

I Chicos Mambo sono sei incredibili danzatori e declinano impeccabilità tecnica e portata ironica, secondo uno spirito franco-catalano.

Compagnia francese – ma fondata a Barcellona nel 1994 da Philippe Lafeuille che tuttora firma le coreografie e dirige l’ensemble – nei suoi oltre vent’anni d’attività ha avuto successo in tutto il mondo e arriva in Italia dopo aver inanellato addirittura sei mesi di repliche “sold out” a Parigi.

Al pubblico regionale presentano uno spettacolo che racchiude, fin dal titolo, la quintessenza della danza: “Tutu”.

I sei eccellenti ballerini lo interpretano attraverso una ventina di brani che con ritmo incalzante attraversano tutte le possibili evoluzioni del ballo, dall’immagine kitch della danzatrice che volteggia sui carillon, a Pina Bausch: mettono al servizio dell’irresistibile parodia tutta la loro preparazione, il loro vigore fisico e il loro contagioso humour.

“Tutu” – spettacolo premiato nel 2015 al Festival di Avignone e applaudito a livello internazionale (ha ormai superato il traguardo delle 250 repliche e dei 1000.000 spettatori) – alla danza dedica un vero e proprio inno.

Un inno appassionato, certo, ma capace anche di scherzare un po’ su tic e fissazioni, su icone e vezzi dell’universo sognante e suggestivo del balletto.

Vi si si potranno riconoscere i cult del repertorio classico, il kitsch intramontabile della danzatrice sul carillon, la modernità di Pina Bausch, il tango e addirittura la danza maori “haka” in un costante intreccio di spirito canzonatorio e meticolosa esecuzione. E così si passa attraverso i passi, gli stili, le figure si conoscono tutti i possibili eccessi nella fantasia dei costumi, delle acconciature… e anche l’amatissimo tutu riceve il personale tocco degli scatenati Chicos Mambo.

Assolutamente seri nel loro amore per la danza, che desiderano trasmettere sopra ogni cosa, i Chicos si impegnano a calamitare il più ampio ventaglio possibile di spettatori: ognuno, sia un bambino, un esigente critico, un danzatore, o semplicemente un curioso troverà in “Tutu” il proprio motivo di gioia e soddisfazione.

“Tutu” è firmato per la regia e coreografia da Philippe Lafeuille.
Tutulogue: Romain Compingt
Zentaï: Corinne Barbara
con: David Guasgua M., Pierre-Emmanuel Langry, Julien Mercier, Guillaume Queau, Vincenzo Veneruso, Stéphane Vitrano
Costumi: Corinne Petitpierre
Parrucche: Gwendoline Quiniou
Colonna sonora: Antisten
Luci: Dominique Mabileau
Coproduzione: Val Productions/Cie La Feuille d’Automne con il sostegno per la residenza creativa presso Klap/Maison pour la Danse -Marseille, L’Orange Bleue -Eaubonne, L’Apostrophe -Cergy Pontoise. Accueil studio Théâtre Paul Éluard/Scène conventionnée – Bezons, Centre national de la danse, un centre d’art pour la danse -Pantin
La tournée italiana è organizzata da International Music and Arts

I biglietti per “Tutu” sono disponibili presso tutti i punti vendita del Teatro Stabile regionale e naturalmente anche attraverso il sito www.ilrossetti.it

Riapre il Café Rossetti con un direttore artistico d’eccezione: Stefano Franco

Stefano FrancoaMercoledì 13 dicembre ore 20.30 –

Si inaugura questa sera alle 20.30 in concomitanza con la prima di “Sei personaggi in cerca d’autore” il Café Rossetti che riapre con una nuova gestione.

A gestire i prestigiosi spazi contigui al Rossetti sarà la Società Cooperativa Sociale Torrenuvola, che vanta già una consolidata esperienza nel settore.

Ad allietare la serata, alla presenza delle autorità cittadine e dei vertici del Rossetti, saranno i “Flampet Horns” di Stefano Franco: scintillanti ottoni autori di una raffinata proposta che regalerà al pubblico le calde e vivaci note dei classici dello swing dei più grandi jazzisti degli anni ‘40 e ‘50, calde atmosfere da Cotton club e qualche sorpresa.

Il presidente del Teatro Stabile, Sergio Pacor, nel corso della conferenza stampa di presentazione ha sottolineato la professionalità e solidità economica del nuovo affittuario con cui –  ha aggiunto – «si sta avviando un modo nuovo di condurre il Caffé e, tenendo conto delle rispettive esigenze, auspichiamo che questa struttura possa diventare un luogo privilegiato anche per le iniziative collaterali alla Stagione del Teatro. Auguriamo ai nuovi gestori di ottenere presto ottimi risultati, di poter attrarre nuovamente clienti, superando appieno l’empasse di questi mesi di chiusura».

“Grazie all’esperienza maturata da parte della Cooperativa nella ristorazione a servizio di sale teatrali – ha spiegato il Presidente, Giovanni Chessa – è stato possibile presentare un progetto credibile e innovativo al consiglio del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – ilRossetti che ha valutato di affidarci la gestione del Café Rossetti. Un ristorante di rara bellezza dove offriremo una cucina legata al territorio accompagnata da una programmazione musicale e artistica che sappia coinvolgere tutti gli appassionati che frequentano il Teatro. Ringrazio il CdA del Teatro Stabile – ha concluso Chessa – per la fiducia accordata”.

In virtù dell’accordo siglato con ilRossetti, saranno garantiti 12 nuovi posti di lavoro che potranno aumentare ancora qualora, com’è nelle aspettative, l’attività incontrasse l’apprezzamento del pubblico.

Novità della nuova gestione anche il Music Club che sorgerà all’interno del Café Rossetti ed il cui direttore artistico sarà il noto pianista boogie-woogie triestino Stefano Franco, già direttore artistico da ben 11 edizioni del prestigioso Muggia Jazz Festival.

La programmazione settimanale del Music Club prevede la presenza di una Resident Band, formazione di grande impatto composta dai migliori fiati della regione, alla quale si affiancheranno di volta in volta prestigiosi ospiti del panorama jazzistico e serate a tema dedicate ai grandi del jazz che godranno della partecipazione di guest star d’eccezione, nazionali e internazionali.

Ma ci sarà spazio anche per giovani e selezionati artisti locali, cene a tema con interventi di teatro a leggio e musicali abbinati ai menù e, in accordo con il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – il Rossetti, incontri con gli attori e le compagnie.

“Spazieremo – ha aggiunto Franco – dallo swing più classico al rock’n’roll con arrangiamenti propri composti da Stefano Franco e da Flavio Davanzo, prima tromba dei fiati. La Resident Band proporrà un programma incentrato sul repertorio d’eccellenza delle grandi orchestre americane degli anni ’40, frutto del genio di Count Basie, Thelonius Monk, Duke Ellington e Glenn Miller con esibizioni eleganti e di qualità e avranno naturalmente l’accortezza di non accavallarsi con gli spettacoli in teatro e di concordare la programmazione con la Direzione del Teatro”.

Tra gli ospiti che interverranno Franco anticipa i nomi di James Thompson, sassofonista di Zucchero e Paolo Conte, Mauro Ottolini, Massimo Faraò, Alberto Marsico, Francesco Bearzatti, Nuno Alexander e altri noti solisti italiani e internazionali.  “Il nostro – hanno aggiunto Chessa, Taccheo e Franco – sarà uno spazio aperto alla città proprio come lo è il teatro che ci ospita”.

I Flampet Horns di Stefano Franco

I Flampet Horns di Stefano Franco sono solisti regionali di livello assoluto. In questa formazione la tromba, il trombone tenore e il sax contralto ricoprono esattamente le necessità polifoniche, rendendo gli arrangiamenti completi dal punto di vista sonoro e timbrico. I Flampet Horns si destreggiano tra accompagnamenti, assoli e i famosi “specials” posti all’interno delle canzoni jazz quasi a ricreare le atmosfere delle Big band.

Stefano Franco, noto pianista jazz e honky-tonk piano, non ha bisogno di presentazioni. Dal potente pianismo ritmico, tiene il groove usando magistralmente un hi-hat amplificato al piede destro e una mano sinistra assolutamente incalzante.

Flavio Davanzo è particolarmente conosciuto e apprezzato a livello nazionale. Ha suonato con Toni Scott, Kenny Wheeler e John Taylor l e la sua lunga e proficua collaborazione con Giancarlo Schiaffini è sfociata in 4 anni di dischi e concerti in Italia e all’estero. Da 2 anni insegna tromba jazz al Conservatorio di Udine. Al suo attivo vanta una trentina di incisioni come turnista e alle spalle ha una lunga attività di arrangiatore presso il teatro Miela di Trieste.

Torrenuvola Società Cooperativa Sociale 

La Torrenuvola Società Cooperativa Sociale è retta dai principi della mutualità e persegue l’interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini attraverso l’inserimento lavorativo di chiunque si trovi in stato di bisogno, svantaggio, handicap o emarginazione, in conformità e nello spirito della legge 381/91 e della L.R. 20/2006.

Torrenuvola, ispirandosi ai principi di solidarietà, si propone quindi di svolgere in modo organizzato e senza finalità speculative, ogni attività finalizzata alla qualificazione morale, culturale, professionale e materiale nonché all’integrazione sociale ed all’inserimento lavorativo attraverso l’utilizzo e la stabile organizzazione delle risorse fisiche, materiali e morali dei soci e dei terzi che, a qualsiasi titolo (professionale, di volontariato o quali utenti) partecipino, nelle diverse forme, all’attività della società.

La Torrenuvola ha iniziato la sua attività nel 2008 avviando l’attività di costruzione, pulizie civili e di ristorazione. Ha potuto poi integrare e completare nel corso della sua storia le proprie competenze, ampliando il proprio core business e specializzandosi anche in altri settori tra cui quello alberghiero e soprattutto della ristorazione, passando dalla gestione di bar alla vera e propria attività di ristorante.

Gustiamoci L’anatra all’arancia al Rossetti di Trieste fino a domenica

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(foto di Sabrina Catalan)

Giovedì 1, Venerdì 2 e Sabato 3 dicembre ore 20.30 – Domenica 4 dicembre ore 16.00

Proseguono con successo le repliche de “L’anatra all’arancia” di Williams Douglas Home splendidamente diretta ed interpretata da Luca Barbareschi affiancato da un cast di tutti primi nomi, quali Chiara Noschese, Ernesto Mahieux, Gianluca Gobbi e Margherita Laterza.
«L’anatra all’arancia è una bellissima storia universale di un uomo e di una donna dove il protagonista si inventa un modo per riconquistare la moglie che lo ha tradito e che amava, architettando un piano per dimostrarle che lui è il suo unico amore anche dopo 25 anni» racconta Luca Barbareschi, che ritorna ospite del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia dopo il grande successo ottenuto nel 2012 con Il discorso del re.


Uno spettacolo cult del teatro comico, titolo emblematico di quella drammaturgia che suscita comicità con classe e attraverso un uso sapiente e sottile della macchina teatrale.
Barbareschi ha studiato per la pièce una moderna edizione, impreziosita da un eccellente cast che riesce ad animare l’ingranaggio della commedia sostenendo il ritmo e la vorticosa energia della drammaturgia con la precisione di una partitura musicale.
«Questa commedia ha una profondità ed un’intelligenza straordinarie – spiega il regista – ha la stessa potenza di Chi ha paura di Virginia Woolf? ma, a differenza del testo di Albee, ha una struttura narrativa molto divertente, che aiuta a veicolare concetti profondi con la risata. Ho riadattato la scrittura usando due grandi scienze, la psicologia e l’antropologia, studiando atteggiamenti, movimenti e nevrosi che caratterizzano le nostre abitudini».
Gilberto e Lisa sono una coppia sposata da venticinque anni; più che dal logorio della routine, il loro ménage è messo in crisi dalla personalità di lui, egoista, egocentrico, incline al tradimento, vittima del proprio essere un clown che finisce per stancare chi gli sta intorno. Esasperata, Lisa si innamora di Volodia, tutto l’opposto del marito, un russo di animo nobile, un romantico sognatore che ha scelto di trascorrere la sua vita in Lucania. Punto sul vivo, Gilberto studia una strategia di contrattacco e organizza un week-end a quattro, in cui Lisa e il suo amante staranno insieme a lui e alla sua attraente segretaria, Chanel Pizziconi, un misto tra scemenza e genialità. Il tutto sotto gli occhi di un sempre più interdetto cameriere, un cechoviano personaggio che, come una sorta di fantasma, si aggira per la casa e si rivelerà il deus ex machina della storia.
L’imprevedibile piano di Gilberto, che al principio sembra sgangherato, è ricco di imprevisti e colpi di scena che si susseguono fino all’ultimo istante. Una vicenda leggera e piacevole che conquista lo spettatore con la simpatia dei personaggi, le soluzioni effervescenti e mai banali, i dialoghi gustosi e irresistibili ma mai privi di eleganza, e, naturalmente, l’interpretazione degli attori che in simili gioielli della concezione comica, trovano un banco di prova per nulla scontato.
«Ciò che muove il meccanismo di questa storia è l’incomprensione, l’egoismo, non la gelosia. Parliamo di una macchina perfetta, di dialoghi d’autore, in cui si scandagliano l’animo umano e le complesse dinamiche di coppia – prosegue Barbareschi. E aggiunge «l’happy ending arriva benefico dopo due ore di spettacolo durante le quali la psicologia maschile e quella femminile permettono al pubblico di identificarsi con i protagonisti. Una volta riconosciuti i propri errori e quelli del partner, Gilberto e Lisa affermano ‘noi due non sarà mai perfetto lo sai, ma sarà noi due’».
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La commedia, scritta nei primi anni Settanta, è opera dello scozzese Williams Douglas Home, poi adattata dal celebre autore teatrale francese Marc Gilbert Sauvajon. Del 1973 è un’edizione rimasta storica, diretta e interpretata da Alberto Lionello al cui fianco recitava Valeria Valeri. Celebre è anche la versione cinematografica che vantava l’interpretazione di Ugo Tognazzi e Monica Vitti, nei panni della coppia protagonista con la regia di Luciano Salce.
«Non ho voluto rifarmi ai vecchi modelli ma sicuramente mi ritrovo negli straordinari artisti che prima di me hanno affrontato questi ruoli, per tempi comici e per il sottile cinismo» dichiara ancora il regista. «Sono felice di mantenere la tradizione riprendendo un modello che è diventato un cult. Del resto la comicità è una medicina meravigliosa per elaborare il “dolore”».
In scena applaudiremo Luca Barbareschi nel ruolo di Gilberto Ferrari, Chiara Noschese nei panni di Lisa Ferrari. Ernesto Mahieux sarà Ernesto Russo, Gianluca Gobbi interpreterà Volodia Smirnov e Margherita Laterza sarà infine Chanel Pizziconi.
L’anatra all’arancia tratto dal testo The Secretary Bird di William Douglas Home andrà in scena nella versione francese di Marc Gilbert Sauvajon e nella traduzione di Luca Barbareschi che firma anche la regia.
Le scene sono di Tommaso Ferraresi, i costumi di Silvia Bisconti e le luci di Iuraj Saleri. Ha lavorato come Dramaturg Nicoletta Robello Bracciforti.
Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Eliseo e dalla Fondazione Teatro della Toscana.
Per i posti ancora disponibili ci si può rivolgere presso tutti i punti vendita dello Stabile regionale, i consueti circuiti o accedere attraverso il sito http://www.ilrossetti.it alla vendita on line.

Ulteriori informazioni al tel 040-3593511.