Anche se fuori c’è il sole noi siamo in guerra.

 

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di Eva Trinca

In un momento in cui tutto è alquanto difficile e tutti siamo confusi e smarriti, quasi allo sbando come barchette in mezzo alla tramontana, ho pensato di riprendere in mano un vecchio progetto dandogli una nuova veste ed auspicando in un futuro migliore per tutti ma soprattutto per i nostri bambini che non hanno conosciuto la guerra e la fame ma si stanno raffrontando con una guerra diversa, maligna e sconosciuta, una guerra che non è fatta di missili e carri armati ma in maniera subdola colpisce chiunque la avvicini ed in quel momento risulta essere più vulnerabile.

Una guerra che colpisce in particolar modo i bambini, gli anziani ed i disabili e perchè no, anche le persone sole.

Colpisce i BAMBINI che all’improvviso si ritrovano letteralmente a NON FARE NIENTE perchè molto spesso (e non dico tutti naturalmente) sin da quando sono nati si sono trovati a vivere freneticamente in un mondo che assomigliava di più ad una centrifuga che al paese delle favole, che seppur assieme a mille difficoltà, abbiamo conosciuto noi nati negli anni 60/70.

Un mondo fatto di tablet, smartphone e cartoni animati che incitano alla violenza (altro che sveglie birichine e caprette che fanno ciao…), di corsi di ginnastica, lingue, musica e teatro mixati insieme manco fossero un Mohito! 10 minuti per fare merenda in macchina e poi via di corsa a fare un’altra attività.

Rapporti con i nonni gestiti a suon di videochiamate e messaggi vocali. Ma cosa ne sanno molti bambini di oggi (e preciso… non tutti fortunatamente) di cosa significhi stare seduti sulle ginocchia di un nonno o di una nonna, gioire mentre fate insieme gli gnocchi o un dolce o fare una passeggiata mano nella mano mentre il nonno ti racconta di un tempo che fu e tu lo guardi come se ti raccontasse una favola.

Colpisce gli ANZIANI “ladri” di pochi istanti rubati passati a fare la spesa 3 volte magari acquistando un pezzo ad uscita così la giornata passa più velocemente; dolci signore dai capelli d’argento che aspettano con ansia il giorno della “festa dei compleanni” nel centro anziani per potersi vestire tutte luccicose con trucco e parrucco, collane e tacchetti per sentirsi vive dentro e ballare tra loro perchè di uomini ce n’è sempre meno…; colpisce gli anziani nelle case di riposo dove spesso (ribadisco… non sempre) vengono parcheggiati da figli troppo frettolosi, impegnati ed intrappolati in una vita frenetica a volte quasi innaturale; anziani che purtroppo, di questi tempi, si trovano a morire da soli senza il conforto di un saluto a loro caro in mezzo ad astronauti senza volto che riescono a comunicare affetto solo attraverso i loro occhi.

Colpisce i DISABILI costretti dentro casa, orfani di strutture che regalano loro momenti di quotidianità e di vita normale, per loro che in realtà sono i veri abili mentre noi altro non siamo che disabili dell’anima.

Colpisce le PERSONE SOLE che si ritrovano a cercare spunti dal passato non riuscendo a vedere un futuro ancorchè essere soli non significa essere soltanto soli in casa; significa essere soli dentro, nel fondo della nostra anima oppure avere vicino persone con le quali non riusciamo a condividere le piccole cose belle della vita e che solo la vita sa regalarci.

Colpisce alla fine anche TUTTI NOI che usiamo la casa come un albergo, che sono mesi che non andiamo a trovare i nostri nonni perche “la palestra, gli amici, la scuola” e magari passavamo da loro solo per recuperare la paghetta ed ovviamente in velocità; noi che parcheggiamo i nostri genitori nelle case di riposo “tanto là danno loro tutto ciò di cui hanno bisogno” ed ora che non si può vorresti andarci tutti i giorni; noi che “uffa mia mamma, ma quanto brontola mio papà” ed ora siamo tutti a spintonarci per portare loro la spesa solo per uscire un’ora di casa; noi che “volevo andare in cimitero ma non ho tempo, non me la sento…”; noi che quando i nostri figli ci chiedevano di andare al parco non avevamo mai tempo ed ora vorremmo andarci tutti i giorni; noi che “io ho la palestra in casa, tapis roulant, cyclette…” ed ora diventano tutti runners; noi che dettiamo le regole a casa, al lavoro e in ogni dove ed ora che delle regole ci vengono imposte non sappiamo nè accettarle nè rispettarle.

Noi che stiamo facendo dei social una guerra all’ultima torta. Noi che cantiamo ogni sera ai balconi delle case sperando di allontanare il male quando intorno a noi ci sono immagini devastanti come quelle di Bergamo.

Noi che abbiamo sentito parlare della guerra ma non l’abbiamo vissuta.

Ieri ho letto una frase tra i mille post che escono ogni giorno che mi ha colpito molto: questa che stiamo combattendo è a suo modo una guerra che non sgancia bombe ma uccide in maniera molto violenta ed a caso: giovani e vecchi, ricchi e poveri, celebrità e barboni. Quindi siamo tutti a rischio.

Se fossimo in guerra con gli aerei che ci passano sopra le teste senza sapere dove sganceranno la prossima bomba, a voi passerebbe per la testa l’idea di portare i vostri bambini a fare una passeggiata? e rischiereste la vita dei vostri disabili che tanto amate rischiando di farli colpire dalla pioggia di proiettili sparati dal cecchino di turno? e voi anziani uscireste a fare 5 volte al giorno la spesa o preferireste stare al sicuro nei seppur scomodi rifugi antiaereo?

E’ tutto qui in queste poche parole. ANCHE SE FUORI C’E’ IL SOLE, NOI SIAMO IN GUERRA. 

Forse mi sono dilungata troppo… ma mi andava di esprimervi il mio pensiero. Tornando a noi…

Perchè nasce la pagina Facebook La Strada dell’Arcobaleno.

Nato nel 2002, La Strada dell’Arcobaleno è un progetto di solidarietà che ho ideato quando ero titolare dello Studio Arcobaleno – Arte in Comunicazione, che successivamente ha cambiato la sua denominazione in Emozione d’Autore di Eva Trinca e fino al 31.12.2019 ha svolto l’attività di marketing, comunicazione ed organizzazione di eventi.

Ora lo studio ha chiuso la sua attività professionale, ma prosegue quella legata al sociale e naturalmente prosegue il progetto La Strada dell’Arcobaleno.

 

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Viaggiando liberi i sogni, i desideri e le speranze dei bambini in simbiosi con le loro sensazioni ci aiutano a vivere un mondo diverso. Ci fanno provare emozioni fortissime che valorizzano lo spirito e l’animo di noi adulti.

L’unico e raro regalo che non è possibile acquistare nei negozi è la solidarietà: obbiettivo del progetto La Strada dell’Arcobaleno è quello di avvicinare i bambini alla solidarietà spiegando loro quanto sia importante donare qualcosa a noi caro; privandocene facciamo un piccolo sacrificio che per qualcuno però sarà un gesto molto importante.

Non riusciremo a far smettere le guerre, non risolveremo il dramma della fame ma potremo dare un sorriso lungo un istante a qualche bambino.

Grazie al Gruppo Ice-Man di Forni di Sopra, lo Studio Arcobaleno ha potuto iniziare questo progetto nel 2002. I primi beneficiari del progetto sono stati i bambini terremotati del Molise con una toccante festa di solidarietà. Per tutto il mese di dicembre gli alunni della scuola elementare hanno rinunciato alla ricreazione per preparare gli addobbi dell’albero di Natale sistemato nella Piazza Centrale. Circa tre metri cubi tra giocattoli, abbigliamento e scarpe sono stati donati alla scuola di San Giuliano.

Un anno via l’altro tante iniziative, l’ultima nel 2019 dedicata ad A.B.C. Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo onlus realizzata in collaborazione con la APD Miramar dove, in occasione della corsa di Natale, abbiamo raccolto circa 400 confezioni di bolle di sapone da donare dai bambini di Trieste ai bambini ospedalizzati.

Nel 2020 però il progetto prende una piega diversa perchè il dramma sta colpendo il mondo intero, le nostre famiglie e soprattutto i nostri bambini che all’improvviso si trovano chiusi in casa senza sapere il perchè.

E qui dobbiamo entrare in gioco noi adulti. Se in questi anni il progetto ha cercato di raccontare ai bambini il valore della solidarietà, oggi dobbiamo noi adulti essere solidali con i nostri bambini e donare loro il nostro tempo (che in questo periodo sicuramente non ci manca) lavorando, giocando e facendo varie attività assieme a loro.

Pertanto a loro è dedicata questa pagina, ma sono sicura che molti dei nostri articoli e post saranno utili anche ai “grandi”! ❤

Su La Strada dell’Arcobaleno condivideremo infatti tutta una serie di suggerimenti per passare il tempo a casa assieme ai vostri bambini, ma attendo ovviamente anche i vostri consigli e le vostre segnalazioni.

E, se vi va, anche le foto delle vostre creazioni!

Non finisce comunque qui… altre iniziative sono in programma ma vi aggiorneremo a tempo debito!

Buon lavoro a tutti e mi raccomando: STATE A CASA!

#iorestoacasa

#lastradadellarcobaleno

#bambini

#noirestiamoacasa

OFFRI UN CAFFÈ BUONISSIMO: campagna di solidarietà della A.B.C. – Associazione per i bambini chirurgici del Burlo ONLUS

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A Trieste fino a fine gennaio 2019 – 

LA CASA PICCOLA DI TRIESTE

“Questo grande progetto, offrire accoglienza alle famiglie provenienti da fuori regione, è un gesto di grande umanità […]. Per una famiglia di cinque persone non è poco: poter vivere insieme questa esperienza è una cosa bellissima, coinvolgente e grandiosa, che non avremmo mai potuto fare se non ci fosse stata l’Associazione inoltre, questo legame crea il contatto umano che fa venir voglia di ritornare: si torna nella stessa casa, ormai ci appartiene, per la nostra bimba, come per tutti i bimbi, è una seconda casa. La chiama la «casa piccola di Trieste». […] La disponibilità, la discrezione nell’affidarci una casa, il calore che sentiamo rendono qualsiasi percorso meno doloroso, perché sappiamo che ci siete voi ad aspettarci! Lucia e Rocco”.

Ho pensato che iniziare con la testimonianza di Lucia e Rocco che con la loro famiglia dal 2015 sono stati accolti in una Casa A.B.C. in occasione dei diversi ricoveri della bambina più piccola presso l’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste fosse il modo migliore per presentare l’iniziativa.

* * *

Dietro una tazzina di caffè, la solidarietà per i progetti di A.B.C. l’Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo onlus. Al via da oggi la possibilità di lasciare una donazione negli oltre 80 esercizi pubblici cittadini che hanno aderito all’iniziativa.
Sostenere la gestione di un anno di una casa, a Trieste, di A.B.C. – Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo onlus, al fine di dare ospitalità gratuita ad una parte delle 90 famiglie, provenienti da tutta Italia, che si rivolgono all’Associazione perchè i loro bambini, nati con malformazioni, devono affrontare complessi e lunghi percorsi chirurgici all’interno dell’Ospedale materno infantile Burlo Garofolo. È questo l’obiettivo di “Offri un caffè buonissimo”, la campagna di solidarietà natalizia ideata da A.B.C. – Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo onlus, che da tredici (13) anni esiste per i bambini che devono affrontare lunghi e ripetuti interventi chirurgici all’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste e per i loro genitori. L’iniziativa si apre oggi in concomitanza con la Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, ed è realizzata in collaborazione con Fipe e Confcommercio Trieste, Associazione Caffè Trieste e Solidarietà Trieste e grazie alla mediapartership di Radio Punto Zero e Radio Attività.

A Trieste il caffè è un simbolo della cultura cittadina e questa iniziativa vuole creare una connessione proprio tra questo simbolo e la solidarietà. Come? Da oggi e fino alla fine di gennaio 2019, la cittadinanza sarà invitata a lasciare in dono, in una cassetta riconoscibile grazie alla personalizzazione con il brand della campagna e ospitata in oltre ottanta (80) esercizi pubblici che hanno aderito, il corrispettivo di un caffè per sostenere uno dei progetti di A.B.C.: un gesto semplice che può però dar forma a un sostegno concreto per la vita di tante famiglie e che permette di creare valore sociale nella comunità.

Un’iniziativa benefica che è stata capace di mettere insieme realtà molto differenti tra di loro e unirle con entusiasmo intorno ad un obiettivo comune, dietro al quale si cela una profonda progettualità che mette al centro sempre il bambino e la famiglia.

IL CUORE DELL’INIZIATIVA: IL PROGETTO DI ACCOGLIENZA PER LE FAMIGLIE

thumbnail_CAMPAGNALa generosità delle persone che decideranno di contribuire con una donazione supporterà, infatti, la realizzazione del progetto “Sentirsi a casa”. Numerosi pazienti, per i complessi percorsi chirurgici che devono affrontare, si trovano a vivere, oltre alla difficoltà del ricovero, anche il disagio di una o più trasferte prolungate lontani da casa, visto che molti arrivano da tutta Italia.
Per queste famiglie A.B.C. mette a disposizione gratuitamente tre alloggi a Trieste, luoghi in cui possono, così, restare unite, sentirsi accolte in un ambiente familiare e affrontare con più serenità il ricovero dei loro bambini, oltre a essere supportate dai volontari di A.B.C., che le accolgono nelle Case al loro arrivo, in reparto, per essere accanto ai bimbi e ai genitori durante le lunghe ore del ricovero e a ricevere sostegno psicologico da parte della psicologa dell’Associazione.

«A.B.C. si impegna ad essere accanto alle famiglie durante i complessi percorsi chirurgici dei loro bambini. Questo significa sgravare i genitori da un peso non solo organizzativo, ma soprattutto emotivo. Le Case A.B.C infatti, oltre ad essere uno spazio in cui trascorrere il periodo del ricovero, sono un nido, un luogo in cui sentirsi famiglia e potersi ricaricare. Vogliamo che i genitori e il loro bambini si sentano accolti e percepiscano che qualcuno sta pensando ai loro bisogni, che esiste una rete di sostegno intorno a loro. Abbiamo ideato questa iniziativa proprio perché, per la costruzione di tale rete, è indispensabile la partecipazione attiva del territorio: dalle aziende, agli esercizi pubblici, ai cittadini. Con “Offri un Caffè Buonissimo” ognuno di noi può essere parte integrante di questa rete e, attraverso un dono anche minimo come il valore di un caffè, può partecipare ad un progetto più grande, che unisce la grande solidarietà che caratterizza Trieste al prodotto che ne è simbolo» sottolinea Giusy Battain, Direttrice di A.B.C.

L’obiettivo iniziale di “Offri un caffè buonissimo” era quello di riuscire a coinvolgere almeno cinquanta (50) esercizi pubblici cittadini, obiettivo ampiamente superato perchè ad oggi sono ben ottantuno (81) tra caffè, ristoranti, ma anche negozi di abbigliamento, ottici, profumerie, fioristi e molti altri ancora, che hanno dato la propria adesione all’iniziativa dando dimostrazione di grande sensibilità, anche in virtù della vicinanza con le festività natalizie. Resta aperta la possibilità di aderire per gli esercizi pubblici che non l’hanno ancora fatto, scrivendo a FIPE Trieste.

«Ho trovato doveroso per Fipe aderire a questo progetto. Con questo prezioso gioco di squadra che unisce esercenti e commercianti, sono certo che l’obbiettivo verrà raggiunto. Il progetto ci ha visto coinvolgere in prima battuta i nostri associati. Poi, il passaparola, ha fatto sì che ad aderire siano anche molti commercianti. Un bel segnale che sottolinea pure quanto Trieste tenga alle attività che lavorano a supporto della realtà del Burlo Garofolo. Ora tocca ai triestini fare la loro parte» ha dichiarato Bruno Vesnaver, Presidente Fipe Trieste.

«Abbiamo dato il nostro appoggio a questo progetto – spiega Patrizia Verde, Direttore Generale di Confcommercio Trieste – in quanto si allinea con lo spirito e gli obiettivi propri a diverse iniziative promosse in questi anni dalla nostra associazione e che hanno avuto una marcata connotazione di solidarietà e impegno sociale. A questo riguardo, posso anticipare sin d’ora, che, a breve, ne presenteremo altre due nel periodo di Natale. Per Confcommercio abbinare imprenditoria e solidarietà, al di là dell’etica, significa anche guardare concretamente al miglioramento del contesto sociale che è uno degli elementi cardine di ogni tessuto civile ed anche produttivo».

Al progetto partecipa anche l’Associazione Caffè Trieste, l’associazione tra le aziende che compongono la filiera del caffè di Trieste, attiva dal 1891. «Trieste è a tutti gli effetti considerata, ed è, la “città del caffè”. Offrire un caffè all’ospite è qualcosa di immediato nel nostro comportamento, pertanto da parte nostra è logico appoggiare un’iniziativa che si basa proprio sul caffè per dare una degna accoglienza a chi viene a Trieste in cerca di aiuto e siamo onorati e soddisfatti di poter “aiutare chi aiuta”» ha ricordato il Presidente Fabrizio Polojaz.

«Solidarietà Trieste è al fianco di A.B.C. in questa lodevole iniziativa e alle altre a favore dei bambini e loro famiglie che attraversano momenti particolarmente delicati. Inoltre, Confindustria Venezia Giulia, di cui Solidarietà Trieste è emanazione, ha messo a disposizione degli spazi all’interno della propria sede, a sostegno delle attività dell’Associazione» ha ricordato in conclusione il Presidente Felice Bragoni.

Per chi volesse fare di più, in vista del Natale è possibile sostenere i progetti dell’Associazione A.B.C. con una donazione oppure dedicare un po’ del proprio tempo diventando volontario.

Per info: http://www.abcburlo.itinfo@abcburlo.it

#uncaffexABC

ESERCIZI PUBBLICI DI TRIESTE CHE ADERISCONO ALL’INIZIATIVA:

Bar URBANIS piazza Borsa 15
Bar PORTIZZA piazza Borsa 5/b
Bar TEE ROOM Via Cadorna 2/b
Bar ROMA 4 via Roma 4
Bar CREMCAFFÈ piazza Goldoni 10
Bar “ANDRONA DEGLI ORTI”​​​Via S. Michele, 2/A​​
Bar “ANTICO CAFFE’ MARCONI”​​​Piazza Marconi, 4 Muggia​​
Bar “BLACK & WHITE”​​​​Via Trissino, 14
Bar “CAFFE’ GOLDONI”​​​​Piazza Goldoni, 3​​​
Bar “CAFFE’ ROSSINI”​​​Via Rossini, 8​​​​
Bar “DERBY”​​​​Via Carducci, 11​​​
Bar “LE MERENDE”​​​Via Coroneo, 1​​​
Bar “OSTERIA DEL CAFFE’”​​​​Via delle Torri, 2​​
Bar “POLITEAMA”​​​​​Viale XX Settembre, 34​​
Bar “ROYAL”​​​​​Via Carducci, 12​​
Bar “SAN MARCO”​​​​​Via Economo, 1​​​
Bar “TIVOLI”​​​​​Via XXX Ottobre, 18/B​​
Bar “ULPIANO”​​​​Via Giustiniano, 9​​​
Bar TWINS piazza Goldoni 4b
Bar RUSSIAN via San Lazzaro 16/a
REX CAFE’GOURMET​​​​ Galleria Protti, 1​​
GENUINO via Beccherie 13
Ristorante “ANTICA GHIACCERETTA”​ ​​Via Fornelli, 2​​
Ristorante “ANTICA TRATTORIA SUBAN”​​ Via Comici, 2​​
Ristorante “TAPAS BARCELONA” ​​Via Riccardo, 4​
Ristorante TRE MERLI viale Miramare 42
Trattoria “ANTICA HOSTARIA DA LIBERO”​ ​Via Risorta, 7
Trattoria “LA ROSA DEI VENTI”​ ​Via Carnaro, 29​
Trattoria “MAX”​​ Via Nazionale, 43​
Trattoria DA GIOVANNI via San Lazzaro 14
Trattoria AL CASTELLO, Muggia
Buffet BENEDETTO via XXX Ottobre 19/a
Il Pane Quotidiano Strada della Rosandra 50
Il Pane Quotidiano via Settefontane 42
Il Pane Quotidiano viale XX Settembre 11
Il Pane Quotidiano via Giulia 5
il Pane Quotidiano via Giulia 26
Il Pane Quotidiano via di Servola 126
Il Pane Quotidiano piazza Tra i Rivi 5
il Pane Quotidiano – Muggia via Carducci 6
Sircelli panificio via Gallina via Gallina 2
Sircelli panificio via Massimo D’Azeglio 1

ESERCIZI COMMERCIALI DI TRIESTE CHE ADERISCONO ALL’INIZIATIVA:

Portacavana via Cavana 8/a
Gaia Life via Imbriani 12/b
Risskio viale XX Settembre 12
Profumeria Belle et Beau via XXX Ottobre 6
Cartoleria Muran via Reti 6
Albano Garden via Battisti 8
Cartoleria Centrale via Battisti 13
Macelleria Suppancig piazza San Giovanni
Gamma piazza San Giovanni 4
La Pintadera via XXX ottobre 8/b
Sessi via Tarabocchia 5
Ottica Dambrosi piazza Unità sotto al Comune
Ottica Dambrosi largo Santorio 4
Christine abbigliamento piazza Tommaseo
Penelope via Carducci 41
Calzature Martini viale XX Settembre 7
Foto Pozzar via delle Torri 2
Laurenti e Stigliani via Ginnastica 7
Laurenti e Stigliani Largo Sartorio 4
Mini Mou via San Nicolò 14
Thymos Style p.zza San Giovanni 1
Al Gambero via Battisti 3
Fiori Vera via San Spiridione 12/a
Boutique On Top via Nordio 6
Calzedonia via San Nicolò 36
Calzedonia piazza Borsa 5
Fans via Imbriani 2
Box via Mazzini 42
Castiglioni Corso Saba 2
Corso Saba 2
Border Line viale XX Settembre 18/b
Top via Nordio
Ottica Siroki via Dante 14
Fantasylandia via XXX Ottobre 15
Il Giardino di Sara via Giulia 5
Sintesi viale XXX Settembre 8
Fiori Savina via dell’Istria 8
Roby Abbigliamento via di Servola 144
Coltelleria Fantoma via Gallina 4

Quest’anno a Natale regaliamo solidarietà alla montagna friulana

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#Natale #regali : quest’anno fate un regalo diverso…

Regalate ai vostri cari un fine settimana, un pranzo,una giornata sugli sci sulle nostre belle montagne friulane! Pensateci!

Se avete bisogno di suggerimenti sono a vostra disposizione!

Vi posso mandare idee, proposte, link, suggerirvi strutture e prodotti tipici del territorio!

Sarebbero regali utili per tutti!

Per VOI che andrete a rilassarvi in POSTI MERAVIGLIOSI, per i POSTI MERAVIGLIOSI che grazie a VOI si rialzeranno in piedi ancora più velocemente!

Su questo blog e nel corso della mia trasmissione del venerdì dalle 14.30 alle 16.00 su http://www.radiocitytrieste.it troverete appuntamenti ed iniziative della montagna friulana.

#FriuliVeneziaGiulia #montagna #neve #sci #stagioneinvernale#FVGlive #ilmioFVG

SI CONCLUDE A LONDRA IL FORMAT DI PORDENONELEGGE / EFASCE DEDICATO ALLA MIGRAZIONE DEL NOSTRO TEMPO

 

Martedì 27 marzo alle 18.30 nell’Istituto di Cultura Italiano di Londra – 

Giunge a conclusione martedì 27 marzo alle 18.30 nell’Istituto di Cultura Italiano di Londra il format “Progetti di vita in un altro Paese”, un’iniziativa realizzata con il sostegno della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia – Direzione Centrale Cultura, Sport e Solidarietà per iniziativa di EFASCE – Pordenonesi nel mondo in sinergia con la Fondazione Pordenonelegge.it.

Un percorso ideato per conoscere, comprendere e valorizzare il fenomeno di una migrazione “altra” che rimescola i cittadini d’Europa nel continente e ci guida verso l’idea concreta di una casa comune più vasta dei confini dello stato in cui siamo nati. E’ probabilmente uno dei primi e pionieristici monitoraggi delle esperienze, storie e testimonianze legate agli italiani che si spostano, per medio o lungo termine in Europa ma anche nel mondo.

A guidare questa riflessione, martedì prossimo, sarà la voce di un autore di riferimento della letteratura del nostro tempo: Paolo Giordano, che a breve uscirà col nuovo romanzo “Divorare il cielo” (Einaudi) è stato protagonista di uno dei successi più clamorosi che un giovane scrittore si potesse aspettare con il romanzo cult “La solitudine dei numeri primi”.

Un riscontro ottenuto in Italia ma riecheggiato in molti altri Paesi: diventato anche successo generazionale perché il libro ha toccato le corde di molti giovani lettori. La sensibilità dell’autore sarà dunque guida preziosa per aiutarci a investigare le difficoltà di chi ha scelto di vivere all’estero per costruire un futuro alternativo, così come la determinazione di chi preferisce restare in Italia e trovare nel proprio Paese stimoli e prospettive per il prosieguo della vita. Temi che si intravvedono, in filigrana, nei romanzi di Paolo Giordano.

Con lo scrittore interverranno il direttore dell’Istituto italiano di Cultura a Londra Marco Delogu, la curatrice di pordenonelegge Valentina Gasparet e il presidente di EFASCE Michele Bernardon, insieme ad alcuni cittadini che, dal Friuli Venezia Giulia, hanno scelto di trasferirsi a Londra e in Gran Bretagna.  Sullo sfondo dell’incontro ci saranno certamente anche le prospettive per i cittadini italiani che si trovano nel Regno Unito, ai tempi della Brexit.

Paolo Giordano (1982) è nato a Torino, dove ha compiuto studi liceali e si è laureato in Fisica, con un curriculum di eccellenza e in seguito ha ottenuto il dottorato di ricerca in Fisica Teorica nel 2010. È autore del romanzo La solitudine dei numeri primi, edito da Mondadori nel gennaio del 2008, che vince nello stesso anno il premio Campiello Opera Prima, il premio Fiesole Narrativa Under 40 e il Premio Strega; a 26 anni è il più giovane scrittore ad aver vinto lo Strega. Secondo TuttolibriLa solitudine dei numeri primi è il libro più venduto in Italia nel 2008, con più di un milione di copie acquistate. In seguito ha pubblicato: Il corpo umano, Mondadori, 2011; Il nero e l’argento, Einaudi, 2014.

Secondo le ultime stime AIRE (Anagrafe Italiani residenti all’Estero) nel 2016 erano ben 4.811.163 i cittadini italiani residenti all’estero, una vera e propria “macroregione” fuori dalla nazione. Alla stessa data risultava superiore la percentuale dei migranti all’estero del Friuli Venezia Giulia: ben 172.426 corregionali risultavano iscritti all’anagrafe estera, a fronte di 1.221.218 abitanti in regione: il 15% circa contro un dato nazionale decisamente inferiore.

L’Europa e soprattutto la Germania, tallonata dalla Gran Bretagna – ma il caso Brexit avrà le sue implicazioni –  si conferma la meta preferita dagli italiani che vanno oltre confine. In brusca riduzione, invece, l’America meridionale (-14,9% di variazione in un anno ovvero più -2.254 italiani in meno nell’ultimo anno). Stabile l’America centro – settentrionale.

La mobilità italiana è sempre più “liquida” e mutevole, influenzata probabilmente non solo dagli accadimenti storici ed economici, ma anche dalle possibilità lavorative.

Nel 2016 l’emigrazione in Friuli Venezia Giulia contava circa 90mila presenze in Europa (Francia, Svizzera, e a sorpresa la Croazia in testa, prima ancora della Germania) e circa 68mila nelle Americhe: con un rapporto di 1 a 5 nella scelta fra America settentrionale e centro.meridionale.  Significativa anche la presenza in Asia (4079 residenti) e Africa centro-meridionale (3327 migranti). Trieste è in testa, con oltre 28mila provenienze di cittadini residenti all’estero. Seguono Udine (6331), quindi Pordenone (3728) e Gorizia (3480).

Progetti di vita in un altro Paese” trova la collaborazione di molte realtà di riferimento sul territorio: Associazione Giuliani nel mondo, Ente Friuli nel mondo, Unione Emigranti sloveni, Ente Regionale Acli per i problemi dei lavoratori migranti. L’obiettivo è di attivare e promuovere un networking rinnovato e calibrato sulle esigenze dei migranti italiani del nostro tempo, mossi da presupposti e obiettivi molto diversi da quelli dei loro padri, e dei loro nonni.

www.pordenonelegge.it     www.efasce.it         www.pordenonesinelmondo.com