OFFRI UN CAFFÈ BUONISSIMO: campagna di solidarietà della A.B.C. – Associazione per i bambini chirurgici del Burlo ONLUS

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A Trieste fino a fine gennaio 2019 – 

LA CASA PICCOLA DI TRIESTE

“Questo grande progetto, offrire accoglienza alle famiglie provenienti da fuori regione, è un gesto di grande umanità […]. Per una famiglia di cinque persone non è poco: poter vivere insieme questa esperienza è una cosa bellissima, coinvolgente e grandiosa, che non avremmo mai potuto fare se non ci fosse stata l’Associazione inoltre, questo legame crea il contatto umano che fa venir voglia di ritornare: si torna nella stessa casa, ormai ci appartiene, per la nostra bimba, come per tutti i bimbi, è una seconda casa. La chiama la «casa piccola di Trieste». […] La disponibilità, la discrezione nell’affidarci una casa, il calore che sentiamo rendono qualsiasi percorso meno doloroso, perché sappiamo che ci siete voi ad aspettarci! Lucia e Rocco”.

Ho pensato che iniziare con la testimonianza di Lucia e Rocco che con la loro famiglia dal 2015 sono stati accolti in una Casa A.B.C. in occasione dei diversi ricoveri della bambina più piccola presso l’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste fosse il modo migliore per presentare l’iniziativa.

* * *

Dietro una tazzina di caffè, la solidarietà per i progetti di A.B.C. l’Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo onlus. Al via da oggi la possibilità di lasciare una donazione negli oltre 80 esercizi pubblici cittadini che hanno aderito all’iniziativa.
Sostenere la gestione di un anno di una casa, a Trieste, di A.B.C. – Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo onlus, al fine di dare ospitalità gratuita ad una parte delle 90 famiglie, provenienti da tutta Italia, che si rivolgono all’Associazione perchè i loro bambini, nati con malformazioni, devono affrontare complessi e lunghi percorsi chirurgici all’interno dell’Ospedale materno infantile Burlo Garofolo. È questo l’obiettivo di “Offri un caffè buonissimo”, la campagna di solidarietà natalizia ideata da A.B.C. – Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo onlus, che da tredici (13) anni esiste per i bambini che devono affrontare lunghi e ripetuti interventi chirurgici all’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste e per i loro genitori. L’iniziativa si apre oggi in concomitanza con la Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, ed è realizzata in collaborazione con Fipe e Confcommercio Trieste, Associazione Caffè Trieste e Solidarietà Trieste e grazie alla mediapartership di Radio Punto Zero e Radio Attività.

A Trieste il caffè è un simbolo della cultura cittadina e questa iniziativa vuole creare una connessione proprio tra questo simbolo e la solidarietà. Come? Da oggi e fino alla fine di gennaio 2019, la cittadinanza sarà invitata a lasciare in dono, in una cassetta riconoscibile grazie alla personalizzazione con il brand della campagna e ospitata in oltre ottanta (80) esercizi pubblici che hanno aderito, il corrispettivo di un caffè per sostenere uno dei progetti di A.B.C.: un gesto semplice che può però dar forma a un sostegno concreto per la vita di tante famiglie e che permette di creare valore sociale nella comunità.

Un’iniziativa benefica che è stata capace di mettere insieme realtà molto differenti tra di loro e unirle con entusiasmo intorno ad un obiettivo comune, dietro al quale si cela una profonda progettualità che mette al centro sempre il bambino e la famiglia.

IL CUORE DELL’INIZIATIVA: IL PROGETTO DI ACCOGLIENZA PER LE FAMIGLIE

thumbnail_CAMPAGNALa generosità delle persone che decideranno di contribuire con una donazione supporterà, infatti, la realizzazione del progetto “Sentirsi a casa”. Numerosi pazienti, per i complessi percorsi chirurgici che devono affrontare, si trovano a vivere, oltre alla difficoltà del ricovero, anche il disagio di una o più trasferte prolungate lontani da casa, visto che molti arrivano da tutta Italia.
Per queste famiglie A.B.C. mette a disposizione gratuitamente tre alloggi a Trieste, luoghi in cui possono, così, restare unite, sentirsi accolte in un ambiente familiare e affrontare con più serenità il ricovero dei loro bambini, oltre a essere supportate dai volontari di A.B.C., che le accolgono nelle Case al loro arrivo, in reparto, per essere accanto ai bimbi e ai genitori durante le lunghe ore del ricovero e a ricevere sostegno psicologico da parte della psicologa dell’Associazione.

«A.B.C. si impegna ad essere accanto alle famiglie durante i complessi percorsi chirurgici dei loro bambini. Questo significa sgravare i genitori da un peso non solo organizzativo, ma soprattutto emotivo. Le Case A.B.C infatti, oltre ad essere uno spazio in cui trascorrere il periodo del ricovero, sono un nido, un luogo in cui sentirsi famiglia e potersi ricaricare. Vogliamo che i genitori e il loro bambini si sentano accolti e percepiscano che qualcuno sta pensando ai loro bisogni, che esiste una rete di sostegno intorno a loro. Abbiamo ideato questa iniziativa proprio perché, per la costruzione di tale rete, è indispensabile la partecipazione attiva del territorio: dalle aziende, agli esercizi pubblici, ai cittadini. Con “Offri un Caffè Buonissimo” ognuno di noi può essere parte integrante di questa rete e, attraverso un dono anche minimo come il valore di un caffè, può partecipare ad un progetto più grande, che unisce la grande solidarietà che caratterizza Trieste al prodotto che ne è simbolo» sottolinea Giusy Battain, Direttrice di A.B.C.

L’obiettivo iniziale di “Offri un caffè buonissimo” era quello di riuscire a coinvolgere almeno cinquanta (50) esercizi pubblici cittadini, obiettivo ampiamente superato perchè ad oggi sono ben ottantuno (81) tra caffè, ristoranti, ma anche negozi di abbigliamento, ottici, profumerie, fioristi e molti altri ancora, che hanno dato la propria adesione all’iniziativa dando dimostrazione di grande sensibilità, anche in virtù della vicinanza con le festività natalizie. Resta aperta la possibilità di aderire per gli esercizi pubblici che non l’hanno ancora fatto, scrivendo a FIPE Trieste.

«Ho trovato doveroso per Fipe aderire a questo progetto. Con questo prezioso gioco di squadra che unisce esercenti e commercianti, sono certo che l’obbiettivo verrà raggiunto. Il progetto ci ha visto coinvolgere in prima battuta i nostri associati. Poi, il passaparola, ha fatto sì che ad aderire siano anche molti commercianti. Un bel segnale che sottolinea pure quanto Trieste tenga alle attività che lavorano a supporto della realtà del Burlo Garofolo. Ora tocca ai triestini fare la loro parte» ha dichiarato Bruno Vesnaver, Presidente Fipe Trieste.

«Abbiamo dato il nostro appoggio a questo progetto – spiega Patrizia Verde, Direttore Generale di Confcommercio Trieste – in quanto si allinea con lo spirito e gli obiettivi propri a diverse iniziative promosse in questi anni dalla nostra associazione e che hanno avuto una marcata connotazione di solidarietà e impegno sociale. A questo riguardo, posso anticipare sin d’ora, che, a breve, ne presenteremo altre due nel periodo di Natale. Per Confcommercio abbinare imprenditoria e solidarietà, al di là dell’etica, significa anche guardare concretamente al miglioramento del contesto sociale che è uno degli elementi cardine di ogni tessuto civile ed anche produttivo».

Al progetto partecipa anche l’Associazione Caffè Trieste, l’associazione tra le aziende che compongono la filiera del caffè di Trieste, attiva dal 1891. «Trieste è a tutti gli effetti considerata, ed è, la “città del caffè”. Offrire un caffè all’ospite è qualcosa di immediato nel nostro comportamento, pertanto da parte nostra è logico appoggiare un’iniziativa che si basa proprio sul caffè per dare una degna accoglienza a chi viene a Trieste in cerca di aiuto e siamo onorati e soddisfatti di poter “aiutare chi aiuta”» ha ricordato il Presidente Fabrizio Polojaz.

«Solidarietà Trieste è al fianco di A.B.C. in questa lodevole iniziativa e alle altre a favore dei bambini e loro famiglie che attraversano momenti particolarmente delicati. Inoltre, Confindustria Venezia Giulia, di cui Solidarietà Trieste è emanazione, ha messo a disposizione degli spazi all’interno della propria sede, a sostegno delle attività dell’Associazione» ha ricordato in conclusione il Presidente Felice Bragoni.

Per chi volesse fare di più, in vista del Natale è possibile sostenere i progetti dell’Associazione A.B.C. con una donazione oppure dedicare un po’ del proprio tempo diventando volontario.

Per info: http://www.abcburlo.itinfo@abcburlo.it

#uncaffexABC

ESERCIZI PUBBLICI DI TRIESTE CHE ADERISCONO ALL’INIZIATIVA:

Bar URBANIS piazza Borsa 15
Bar PORTIZZA piazza Borsa 5/b
Bar TEE ROOM Via Cadorna 2/b
Bar ROMA 4 via Roma 4
Bar CREMCAFFÈ piazza Goldoni 10
Bar “ANDRONA DEGLI ORTI”​​​Via S. Michele, 2/A​​
Bar “ANTICO CAFFE’ MARCONI”​​​Piazza Marconi, 4 Muggia​​
Bar “BLACK & WHITE”​​​​Via Trissino, 14
Bar “CAFFE’ GOLDONI”​​​​Piazza Goldoni, 3​​​
Bar “CAFFE’ ROSSINI”​​​Via Rossini, 8​​​​
Bar “DERBY”​​​​Via Carducci, 11​​​
Bar “LE MERENDE”​​​Via Coroneo, 1​​​
Bar “OSTERIA DEL CAFFE’”​​​​Via delle Torri, 2​​
Bar “POLITEAMA”​​​​​Viale XX Settembre, 34​​
Bar “ROYAL”​​​​​Via Carducci, 12​​
Bar “SAN MARCO”​​​​​Via Economo, 1​​​
Bar “TIVOLI”​​​​​Via XXX Ottobre, 18/B​​
Bar “ULPIANO”​​​​Via Giustiniano, 9​​​
Bar TWINS piazza Goldoni 4b
Bar RUSSIAN via San Lazzaro 16/a
REX CAFE’GOURMET​​​​ Galleria Protti, 1​​
GENUINO via Beccherie 13
Ristorante “ANTICA GHIACCERETTA”​ ​​Via Fornelli, 2​​
Ristorante “ANTICA TRATTORIA SUBAN”​​ Via Comici, 2​​
Ristorante “TAPAS BARCELONA” ​​Via Riccardo, 4​
Ristorante TRE MERLI viale Miramare 42
Trattoria “ANTICA HOSTARIA DA LIBERO”​ ​Via Risorta, 7
Trattoria “LA ROSA DEI VENTI”​ ​Via Carnaro, 29​
Trattoria “MAX”​​ Via Nazionale, 43​
Trattoria DA GIOVANNI via San Lazzaro 14
Trattoria AL CASTELLO, Muggia
Buffet BENEDETTO via XXX Ottobre 19/a
Il Pane Quotidiano Strada della Rosandra 50
Il Pane Quotidiano via Settefontane 42
Il Pane Quotidiano viale XX Settembre 11
Il Pane Quotidiano via Giulia 5
il Pane Quotidiano via Giulia 26
Il Pane Quotidiano via di Servola 126
Il Pane Quotidiano piazza Tra i Rivi 5
il Pane Quotidiano – Muggia via Carducci 6
Sircelli panificio via Gallina via Gallina 2
Sircelli panificio via Massimo D’Azeglio 1

ESERCIZI COMMERCIALI DI TRIESTE CHE ADERISCONO ALL’INIZIATIVA:

Portacavana via Cavana 8/a
Gaia Life via Imbriani 12/b
Risskio viale XX Settembre 12
Profumeria Belle et Beau via XXX Ottobre 6
Cartoleria Muran via Reti 6
Albano Garden via Battisti 8
Cartoleria Centrale via Battisti 13
Macelleria Suppancig piazza San Giovanni
Gamma piazza San Giovanni 4
La Pintadera via XXX ottobre 8/b
Sessi via Tarabocchia 5
Ottica Dambrosi piazza Unità sotto al Comune
Ottica Dambrosi largo Santorio 4
Christine abbigliamento piazza Tommaseo
Penelope via Carducci 41
Calzature Martini viale XX Settembre 7
Foto Pozzar via delle Torri 2
Laurenti e Stigliani via Ginnastica 7
Laurenti e Stigliani Largo Sartorio 4
Mini Mou via San Nicolò 14
Thymos Style p.zza San Giovanni 1
Al Gambero via Battisti 3
Fiori Vera via San Spiridione 12/a
Boutique On Top via Nordio 6
Calzedonia via San Nicolò 36
Calzedonia piazza Borsa 5
Fans via Imbriani 2
Box via Mazzini 42
Castiglioni Corso Saba 2
Corso Saba 2
Border Line viale XX Settembre 18/b
Top via Nordio
Ottica Siroki via Dante 14
Fantasylandia via XXX Ottobre 15
Il Giardino di Sara via Giulia 5
Sintesi viale XXX Settembre 8
Fiori Savina via dell’Istria 8
Roby Abbigliamento via di Servola 144
Coltelleria Fantoma via Gallina 4

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Italiani all’estero: Just Australia apre un infopoint gratuito a Milano

 

Bali Surfing

Ogni anno sono 12.523 gli italiani che partono per studio e lavoro. Da oggi sarà possibile organizzare l’esperienza all’estero, già dall’Italia

ITALIA-AUSTRALIA IN NUMERI

L’Australia continua ad essere una meta molto amata dagli italiani. Tanto è vero che nell’ultimo anno 12.523 italiani hanno richiesto un visto di studio e lavoro down under. Senza contare i 10.549 turisti che scelgono l’Australia come destinazione per un viaggio zaino in spalla, alla guida di un van oppure per la luna di miele. Un totale di 23 mila italiani, chi per viaggiare, chi per vivere un’esperienza più o meno temporanea.

Numeri che possono essere paragonati a quelli emigrazione di una volta. Quando l’Australia si raggiungeva via mare e non c’era nemmeno bisogno del passaporto. Nell’anno tra il 1963 e il 1964 sono stati 12.903 gli italiani sbarcati down under. Un numero non lontano da quello attuale. E più o meno in linea con tutte le partenza dall’Italia tra il 1960 al 1970.

JUST AUSTRALIA: CHI SIAMO

Certo, le cose sono cambiate. E se da un lato è tutto più semplice ed è possibile partire informati e organizzati, grazie alla tecnologia, dall’altro, la questione visti, studio, lavoro, è diventata un po’ più complicata.

Per questo, più di quattro anni fa, è nata a Melbourne Just Australia (www.justaustralia.it) da un lato infopoint gratuito e dall’altro un’agenzia, per tutti gli italiani (e non) che vogliono realizzare il proprio progetto di studio, vita e lavoro in Australia!

Dal 4 settembre 2018, Just Australia sarà presente anche a Milano, con un Infopoint gratuito, in Bastioni di Porta Nuova 21, all’interno del co-working Spaces, con un ufficio privato e dedicato a chi ha bisogno di informazioni pre-partenza.

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Just Australia è nata quattro anni fa, da un’idea di Ilaria Gianfagna e Stefano Riva, che si sono trasferiti per realizzare un progetto imprenditoriale all’estero.

“Cerchiamo di creare il percorso più adatto a ogni persona, a seconda di professione, età, stato civile, budget, tempo a disposizione e passioni – dicono Stefano e Ilaria – e in più svolgiamo gratuitamente le prime pratiche per i neo-arrivati: tax file number, (il codice fiscale australiano) curriculum in inglese, apertura del conto in banca, sim card, assicurazione sanitaria, assistenza nella ricerca di casa e lavoro, consigli e dritte su come vivere, lavorare e vivere in Australia”.

Just Australia rappresenta centinaia di partner in tutta l’Australia, tra cui scuole, istituti professionali, università, compagnie assicurative, banche, agenzie di viaggi, compagnie telefoniche e molto altro ancora.

Il nuovo Infopoint di Milano avrà proprio lo scopo di fornire una serie di informazioni pre-partenza e aiuterà ai ragazzi a scegliere il percorso di studi o di lavoro più adatto.

La sede si trova presso gli uffici di Spaces (fermate metro più vicine Garibaldi e Moscova), a pochi passi da Corso Como.

Perché Spaces? “Perché è un ambiente di lavoro creativo – spiegano ancora – dallo spirito imprenditoriale unico. Gli spazi di lavoro dinamici promuovono il pensiero, la creatività e la collaborazione. E poi hanno sede anche in Australia, oltre che in Europa, USA, America Latina e Asia”.

I VISTI PER L’AUSTRALIA

Chi vuole partire per l’Australia ha due possibilità, principali.

I più giovani (sotto i 31 anni) possono richiedere un visto vacanza-lavoro, chiamato “working holiday visa” della durata di 12 mesi, rinnovabile di altri 12 mesi, a patto di lavorare per almeno 88 giorni, durante il primo anno nelle aziende agricole australiane, le cosiddette farm. Offre un permesso di lavoro full time e la possibilità di frequentare un corso di studi fino a 4 mesi.

Chi ha superato i 31 anni, oppure chi è orientato soprattutto sullo studio, sceglie lo “student visa”. Un visto che dura quanto il corso di studi e offre un permesso di lavoro part time.

Entrambi i visti possono rappresentare un’esperienza temporanea e a volte si possono trasformare in un trasferimento definitivo, grazie ai visti sponsor oppure ai visti permanenti, per chi rientra nella categoria di professioni più richieste.

COM’È L’AUSTRALIA?

“È un paese estremamente multi-etnico – spiegano Ilaria e Stefano – e moderno, dove il lavoro non manca. Una realtà estremamente efficiente sul fronte infrastrutture e servizi, sicura, paesaggisticamente mozzafiato, dove la qualità della vita è molto alta.

Melbourne

Non a caso è sempre in testa alle classifiche per stile di vita e benessere economico, oltre che sociale. Soprattutto Melbourne, che da anni detiene il primato di città più vivibile al mondo. Le opportunità sono tante e le idee si trasformano spesso in attività imprenditoriali, come nel nostro caso. Il consiglio è quello di partire, con l’idea di un’esperienza temporanea, di studio e di lavoro. Troppo spesso sentiamo dire: voglio trasferirmi per sempre. Ma una buona idea è quella di darsi un anno di prova. Poi se è il paese che fa per voi, beh vi aiuteremo a rimanerci!”

 

Just Australia
c/o Spaces
Bastioni di Porta Nuova 21
20121 Milano
349 4648849 – 3495909178
Lunedì – Venerdì dalle 10 alle 18
italia@justaustralia.it
http://www.justaustralia.it

Operetta: La Principessa della Czarda in scena al Politeama Rossetti di Trieste

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Da venerdì 6 luglio a domenica 9 luglio 2018 al Rossetti di Trieste – 

Sono ricchi e spumeggianti – come si conviene alle migliori produzioni di operetta – gli allestimenti del Teatro dell’Operetta di Budapest, che dopo i successi ottenuti al Politeama Rossetti due anni fa con un Galà e nel 2017 con “La vedova allegra” ritorna da venerdì 6 a domenica 9 luglio con “La principessa della Czarda” di Imre Kálmán.

Lo spettacolo è ospite del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia in esclusiva nazionale e riporta in scena a Trieste uno dei grandi capolavori dell’età d’argento dell’operetta viennese.

Secondo gli esperti di piccola lirica non passa nemmeno un minuto in cui nel mondo (in un teatro, a un concerto, alla televisione o alla radio) non risuoni una delle splendide melodie di Imre Kálmán, autore ispiratissimo e creatore (assieme a Franz Léhar) dei maggiori successi di questo genere: “La principessa della Czarda” gli valse il massimo della popolarità e del successo come compositore.

L’operetta debuttò a Vienna, allo Johann Strauss Theater, nel 1915 ed ebbe un tale esito che replicò per ben 533 serate: successivamente conquistò tutta l’Europa. Nonostante lo scoppio della prima guerra mondiale, venne immediatamente data in Svezia, Finlandia, Polonia, Russia, Italia e a Budapest, nel novembre del 1916. Un anno dopo fu applaudita a New York, a Broadway, dove P. G. Wodehouse, autore del libretto inglese, decretò che la partitura de “La principessa della Czarda” non fosse solo la migliore del compositore ungherese, ma anche una fra le musiche più belle di tutti i tempi.

In effetti l’operetta è vivacissima e ricca di melodie diverse, piena di ritmi e abbandoni, scritta con estrema raffinatezza tecnica e attraverso notevoli intuizioni del compositore: fra tutte quella di fondere stilemi del folklore ungherese al valzer, ma sempre con eleganza. Imre Kálmán teneva infatti ben presenti le lezioni e le influenze di Ciaikovskij, di Puccini e la sua musica anche per questo, nonostante la partitura abbia “compiuto” il secolo nel 2015, risulta fresca, interessante e coinvolgente.

Ad eseguire magistralmente la partitura sarà l’orchestra del Teatro dell’Operetta di Budapest, mentre sul palcoscenico applaudiremo i ballerini, il coro e un ottimo assieme di solisti impegnati nei ruoli principali dello spettacolo: a iniziare dalla bravissima Mónika Fischl, vera star del teatro magiaro, che unisce alle doti interpretative, potenza vocale e una notevole raffinatezza nel canto.

Va sottolineato che è tale l’attenzione che il Teatro dell’Operetta di Budapest ha per la platea italiana, che “La principessa della Czarda” viene recitato completamente in italiano dagli attori, che da settimane si impegnano a Budapest nelle prove per la non facile impresa di imparare la parte in una lingua che non è la loro.

Una nota merita di certo anche l’accuratissimo allestimento molto ricco di costumi e idee scenografiche, necessari per evocare le diverse ambientazioni che fanno da sfondo a “La principessa della Czarda”.

Lo spettacolo si svolge fra Budapest e Vienna, fra le sfavillanti e scatenate atmosfere dell’Orpheum – il locale notturno di Budapest di cui Silvia, la protagonista, è la stella – e il lussuoso palazzo Lippert-Weilersheim, dove vive il nobile rampollo di cui, ricambiata, la protagonista s’innamora.
Al centro dell’operetta è infatti una contrastata storia d’amore: il legame fra la celebre cantante di czardas ed il principe Edvino Lippert-Weilersheim, è intenso, ma purtroppo sembra destinato a non durare. Sono contrari all’unione gli aristocratici genitori di lui, che non solo cercano con ogni mezzo di farlo rientrare a Vienna, ma addirittura combinano il fidanzamento fra il giovane e la loro prescelta, la contessina Stazi. Ma il gentile conte Boni, sempre pronto a scherzare, il capocameriere Miska e suo fratello gemello Alfonso, maggiordomo dei Lippert-Weilersheim, e l’amico Feri, si alleano invece con Silvia per il bene della coppia d’innamorati. A risolvere nel migliore dei modi l’intricata vicenda, saranno proprio le loro trame, una promessa di matrimonio firmata in segreto dal principe e soprattutto una “scandalosa” sorpresa che si nasconde nel passato della sua nobile madre…

La compagnia molto numerosa, è composta da Mónika Fischl (Silvia), Zsolt Vadász (Edvino), Annamari Dancs (Stazi), Péter Laki (Boni), Attila Bardóczy (Zio Feri), Alessio Colautti (Miska/Alfonso), László Csere (Leopold Maria), Bori Kállay (Anhilte), Attila Miklós (Arnold Schulteis), Gábor Dézsy Szabó (Colonello Rohnsdorf), Andor Szegedi (Kiss, notaio).
L’orchestra è diretta da Makláry László. Gyarmathy Ágnes firma le scene, i costumi sono di Füzér Anni, le coreografie di Gesler György.
La regia è di KERO®.
Lo spettacolo è una produzione del Teatro dell’Operetta di Budapest – Budapest Theatre Operetta &Musical.

“La principessa della Czarda” di Imre Kálmán va in scena al Politeama Rossetti venerdì 6 e sabato 7 luglio alle ore 20.30 e domenica 9 luglio alle 17.30.

I biglietti ancora disponibili si possono acquistare presso i punti vendita del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e attraverso i consueti circuiti. I biglietti si acquistano anche on line, attraverso il sito del Teatro www.ilrossetti.it
Il prezzo dei biglietti andrà da €59 per i primi posti di Platea agli €19 e naturalmente sono previste riduzioni per gli abbonati del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, per gli Under16 e gli Over65.

Folkest 2018: tra musiche e culture del mondo il festival festeggia le quaranta edizioni

Fino al 9 luglio 2018 – 

Entra nel vivo la quarantesima edizione di Folkest che fino al prossimo 9 luglio riunisce sui palchi della regione artisti e musicalità da tutto il pianeta. L’international folk festival friulano festeggia il traguardo dei suoi primi quarant’anni con una carovana multicolore che si sposta di Comune in Comune, di borgo in borgo, attraversando luoghi della memoria e valorizzando generi che spaziano dal folk, alla world music, dal jazz alla canzone d’autore in un susseguirsi di proposte e gruppi provenienti da Italia, Scozia, Inghilterra, Bielorussia Irlanda, Australia, Olanda e Svezia.

La “carovana Folkest” è attesa domani (mercoledì 27 giugno, ore 21.15) a Pescincanna di Fiume Veneto con l’esibizione di due gruppi: il quartetto friulano degli AlterMIX Quartet e il duo composto dall’inglese Russell Joslin e l’australiana Sarah McCaig. Costituitosi nel 2015 tra Udine e la Carnia il gruppo di Noela Ontani (flauto traverso), Andrea Zampieri (clarinetto), Federico Pace (percussioni) e Giovanni Grisan (chitarra) ha fatto dell’ecletticità il proprio marchio di fabbrica, con generi che vanno dal pop al rock, dal barocco alla musica tradizionale. A impreziosire la serata le splendide armonie vocali del cantautore e chitarrista folk del nord est dell’Inghilterra Russell Joslin, cresciuto nel Wiltshire ma ben presto trasferitosi a Londra, e la cantante australiana Sarah McCaig: il duo è considerato uno dei gruppi più interessanti nell’area londinese.

Tre gli appuntamenti attesi per giovedì 28: a Pinzano al Tagliamento, sempre alle 21.15, ancora il duo Russell Joslin & Sarah McCaig, questa volta affiancato dal gruppo italiano Capitano tutte a noi formazione musicale nata nel 2013 a Pordenone all’interno di un progetto della Cooperativa sociale Itaca, e attualmente formata da nove componenti. La vocazione principale del gruppo è quella dell’accoglienza, la musica diventa non solo veicolo di espressione artistica, ma anche strumento di crescita personale.

Sempre giovedì a Cassacco, al Parco Europa (ore 21.15) due presenze artistiche dalla Scozia: gli Ashcroft, formato da due autentici talenti (Euan e Lewis McLaughlin), oggi una delle formazioni di maggior interesse sulla nuova scena musicale scozzese, e il duo Stewart Hardy & Frank McLaughlin, due solisti ormai affermati a livello internazionale che propongono una musica che affonda nelle espressioni tradizionali del Northumbria e della Scozia: a Folkest presentano il loro nuovo album “The Gift”.
Ancora giovedì serata tutta italiana a Villa Correr a Porcia con il chitarrista, compositore, e arrangiatore siciliano Franco Presti, che inizia il suo percorso con la chitarra acustica per poi affiancare l’elettrica e la semiacustica, approcciando i generi diversi, dal folk, al rock fino alla musica jazz, e il gruppo etnico-popolare casertano Taranterrae, di circa dodici elementi che propone un repertorio legato alla tradizione dei canti popolari contadini con voci dalle sonorità arcaiche, ricche di glissati e di ambiguità modali. Tra gli stilemi che il gruppo presenta ci sono la Villanella, il ballo ‘ncoppe’ ‘o tammurro, la Tarantella, la Fronna, la Moresca, la Ballarella.

Tre i Comuni toccati da Folkest anche per la giornata di venerdì 29 giugno, con concerti tutti programmati alle 21.15. Ad Aquileia spazio ancora alla Scozia con gli Ashcroft, e il duo Stewart Hardy & Frank McLaughlin, mentre a Pozzo (San Giorgio della Richinvelda) in Piazza San Urbano si esibiranno due gruppi italiani, i Fran & The Groovies – ovvero Francesca Garavelli, in arte Fran, e i suoi Groovies (Francesca Soliveri e Stefano Conti) – che propongono uno stile Folk-Pop acustico in lingua inglese, e gli “Allegra gente”, gruppo che affonda le proprie radici nella più autentica tradizione italiana, con una particolare attenzione al cantautorato contaminato con suoni e ritmi del Sud America, quasi a cercare continuità tra tarantelle e samba. A Sauris, infine, sempre venerdì è ancora la volta dell’inconfondibile stile della vocalità del duo Russell Joslin & Sarah McCaig.

Tra sabato 30 e domenica 1° luglio, gli appuntamenti di Folkest toccheranno Fiumicello, Flaibano, Romans d’Isonzo e Costa di Castelnovo del Friuli con artisti provenienti da Italia, Scozia, Olanda, e Inghilterra.

Qui è possibile scaricare il programma completo.

 

 

Illegio: “Padri e figli” in mostra con capolavori mai visti in Italia

 

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Dal 13 maggio 2018 ad Illegio –

La paternità riuscita, imperfetta o assente, umana e divina. È dedicato a un legame decisivo nella vita dell’uomo, alla sua crisi e alla sua riscoperta, il tema della 15esima mostra internazionale che aprirà il 13 maggio a Illegio.

Si intitola “Padri e figli” l’esposizione organizzata dal Comitato di San Floriano, promotore dal 2004 di mostre internazionali capaci di attrarre nel piccolo e antico borgo tra i monti della Carnia oltre 350 mila visitatori.

Illustrata dal curatore don Alessio Geretti – presenti l’arciprete di Tolmezzo, Angelo Zanello, e il nuovo presidente del Comitato, Claudio Siciliotti – la mostra annovera tra i partner istituzionali il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo, la Regione Friuli Venezia Giulia, Promoturismo FVG e l’Ente regionale patrimonio culturale (Erpac).

Tra le sessanta opere, che provengono da Belgio, Croazia, Francia, Polonia, Russia, Spagna, Gran Bretagna, in mostra vi sono ventuno capolavori mai esposti in Italia e quattro inediti al panorama degli studiosi d’arte provenienti da collezioni private di Londra, Bruxelles e Milano.

“Attraverso un viaggio in ventiquattro secoli di storia, dal IV avanti Cristo fino al Novecento, mediteremo – ha spiegato Geretti – su cosa vuol dire diventare padre e essere figli, come riconciliarsi dopo storie tormentate di paternità imperfetta o di figliolanza convulsa e drammatica.  Approfondiremo anche – ha aggiunto il curatore – come al cuore della rivelazione cristiana ci sia la scoperta di un Dio che è padre e che intende estendere a tutti coloro che si lasciano adottare la sua amorosa paternità”.

Le opere più antiche, il Cratere apulo a colonnette raffigurante il distacco di Ettore da Andromaca e dal figlio Astianatte, da Ruvo di Puglia, come pure il gruppo scolpito con Enea, Anchise ed Ascanio, dal Museo nazionale etrusco di Villa Giulia a Roma, risalgono al 400 a.C. circa; le più recenti, “Il ritorno del
figliol prodigo” di André-Jean-Bernard Monchablon e “Edipo piange sui corpi dei suoi figli” di Gabriel-Jules-Charles Girodon, sono datate rispettivamente 1903 e 1912.

Simbolo della mostra è un capolavoro noto al mondo intero, il “Laocoonte”, opera di tre maestri provenienti da Rodi, che sarà presente a Illegio attraverso una sua magistrale replica voluta dai Musei Vaticani e oggi conservata Bilbao in Spagna.

La nuova esposizione, la cui vernice è fissata per le 16.00 di domenica 13 maggio, punta a oltrepassare il record di “Amanti. Passioni umane e divine”, la mostra dello scorso anno che aveva contato 37 mila visitatori.

“Credo raggiungeremo un altro ottimo traguardo – ha commentato Geretti – e per questo stiamo cercando di rendere ancora più bello il paese, potenziando tutte le offerte e curando particolarmente la formazione dei giovani che con competenza e garbo accompagneranno gli ospiti ad approfondire messaggi e simbologie di ciascuna opera”.

 

 

 

LINK 2018: incontro con Alan Friedman

 

Friedman link

Sold out nell’Arena di Link 2018, festival del buon giornalismo in piazza Unità a Trieste, per l’incontro con Alan Friedman, protagonista oggi insieme alla conduttrice di Agorà Serena Bortone. Autore del nuovo saggio “Dieci cose da sapere dell’economia italiana” (Newton Compton), Friedman non fa sconti all’Italia: «Con un governo di ordinaria amministrazione potrebbe galleggiare a lungo, anche per anni, bel oltre i tempi gestiti dal governo Gentiloni. E certamente riuscirebbe ad evitare il default. Ma la ripresa è un’altra cosa, per quella ci vogliono le riforme strutturali. E l’Italia sembra non avere nessuna intenzione di farla, tantomeno ci proveranno i populisti … ». Italia bloccata, dunque, sul piano economico ma prim’ancora su quello politico, un po’ come ci trovassimo nel film “Il giorno della marmotta”: «Vedo poche chance per Roberto Fico, cui andrà il mandato la prossima settimana. Ma dubito ce la possa fare, subito dopo è probabile che Mattarella voglia tentare la strada del governo tecnico con il coinvolgimento di tutti: sarebbe anche praticabile se riuscisse a esercitare la moral suasion dei presidenti più carismatici. Ma le forze politiche intorno sono cambiate, e non mi stupirebbe affatto se i pentastellati declinassero l’ipotesi. Nuove elezioni? E’ anche possibile che non ci si arrivi prima di autunno, e chissà con quale legge elettorale».

Olio Capitale 2018: gli appuntamenti di martedì 6 marzo

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Martedì 6 marzo alla Stazione Marittima di Trieste –

Tanti e vari gli appuntamenti in programma per martedì 6 marzo, ultima giornata di Olio Capitale, il Salone degli extravergini tipici e di qualità che ha richiamato a Trieste 222 produttori da tutta Italia e da Grecia.

IL PROGRAMMA COMPLETO

DEGUSTAZIONI GUIDATE

OIL BAR SALA NORDIO
10.00-14.00 Degustazioni Guidate di tutti gli oli presenti in fiera a cura di esperti
assaggiatori di O.L.E.A

SCUOLA DI CUCINA 1° PIANO

Le dimostrazioni di cucina coinvolgeranno chef stellati, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi per scoprire i migliori abbinamenti tra oli e pietanze.
10.30 – 12.00 Scuole di cucina: dimostrazioni menù completo scuole alberghiere
Istituto – AD FORMANDUM presenta:
“Lasagne all’olio di carciofi in polvere con liquirizia”
Docente Giulio Giaiotti
Scuola alberghiera Civiform
Scuola alberghiera IAL
Chef de Cuisine: Francesca Mattiroli
Barman: Mario Frausin
“Il passato guarda al futuro” – Gallina sott’olio e i suoi sottoaceti
“Piccolo compendio della dolcezza” – Crema alla nocciola mantecata all’olio d’oliva e grissini all’olio d’oliva
Cocktail “Olio, amore e…”