Premio Luchetta 2018: a Vittorio Zucconi il Premio Crédit Agricole FriulAdria Testimoni della Storia

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Va a Vittorio Zucconi la VII edizione del Premio Crédit Agricole FriulAdria Testimoni della Storia, promosso dal Premio Giornalistico internazionale Marco Luchetta su impulso di Crédit Agricole FriulAdria, d’intesa con il festival pordenonelegge. «Le sue corrispondenze dagli USA hanno raccontato l’America attraverso molti presidenti – recitano le motivazioni – e sono autentica letteratura grazie ad una prosa garbata ma pungente, elegante e dissacratoria, a volte cruda, ironica, spesso divertente. Graffiante e diretto negli interventi televisivi, elegante e godibile negli innumerevoli saggi che ne hanno consacrato il successo anche come scrittore, Vittorio Zucconi è non solo firma storica di Repubblica ma anche da molti anni direttore di Radio Capital: a completamento di una poliedricità che lo caratterizza tra i più apprezzati giornalisti italiani».
Il premio, assegnato nelle scorse edizioni a Gianni Minà, Giovanni Floris, Lilli Gruber, Ferruccio De Bortoli, Ezio Mauro e Corrado Formigli, sarà consegnato al Politema Rossetti di Trieste venerdì 25 maggio in occasione della XV Serata “I nostri Angeli”, momento culminante del Premio Luchetta 2018, (ore 20.45) dal direttore generale della banca Crédit Agricole FriulAdria Carlo Piana, che ha dichiarato: «Il Premio Crédit Agricole FriulAdria Testimoni della storia, da noi ideato nel 2012 in collaborazione con gli organizzatori del Premio Luchetta, intende riconoscere il giornalismo di qualità, serio e attendibile. Vittorio Zucconi incarna alla perfezione i valori del Premio perché rappresenta un modello di professionalità e di stile che vogliamo promuovere anche a beneficio dei giovani».

 

Sempre venerdì 25 maggio alle 18 nella Sala Tergeste dell’Hotel Savoia Excelsior Palace (Trieste, Riva del Mandracchio 4) Vittorio Zucconi incontrerà il pubblico di Trieste per una conversazione, condotta dal direttore del quotidiano Il Piccolo Enzo D’Antona, intorno ai temi del suo recente libro “Il lato fresco del cuscino. alla ricerca delle cose perdute” (Feltrinelli): un affettuoso viaggio nel ricordo attraverso visioni e suoni rimasti impressi nella memoria: dal ticchettio della Lettera 22 paterna al videoregistratore Betamax, all’aereo scalcagnato della campagna presidenziale di Bush, che sembrava a ogni momento sul punto di schiantarsi, ma in cambio offriva un posto in prima fila nello spettacolo della democrazia.

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All’incontro seguirà un firmacopie dell’autore e subito dopo, alle 19, la messa in onda proprio dall’Hotel Savoia del Tg Zero di Radio Capital che sarà in tour nelle città italiane con prima tappa proprio a Trieste.

Il direttore Vittorio Zucconi e il caporedattore di Radio Capital Edoardo Buffoni trasmetteranno dal Premio Luchetta in diretta radiofonica nazionale per un’ora di satira, dibattito e commenti sui fatti principali dell’attualità.

Anche il pubblico potrà intervenire ai microfoni di Radio Capital: Tg Zero, infatti, in onda dal lunedì al venerdì, dalle 19 alle 20 (in replica dalle 5 alle 6 del mattino) è il talk show radiofonico quotidiano con gli ospiti di primo piano in cui sono accolte ad ogni puntata le opinioni degli ascoltatori. Vittorio Zucconi, classe 1944, è nato a Bastiglia (Modena).

Inviato ed editorialista per Repubblica dagli Stati Uniti, direttore di Radio Capital, ha iniziato come cronista di nera a La Notte. Ha scritto anche per il Corriere della Sera e per La Stampa. È stato corrispondente da Mosca, Tokyo, Bruxelles, Parigi, Washington.

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Sold out per LINK 2018

Trieste fa rima con attualità e notizia: sold out per Link 2018, tre giorni nel cuore della città con 26 incontri di ‘buon giornalismo’ seguiti ogni giorno negli spazi della Fincantieri Newsroom da migliaia di spettatori, oltre 12mila, dal pomeriggio di venerdì alla serata della domenica.

«Un successo – spiega la curatrice Francesca Fresa – entusiasmante per noi che abbiamo pensato e costruito il festival in questi mesi: ci eravamo proposti un format dinamico, con turnover fra un incontro e l’altro perché tutti potessero davvero scegliere i loro temi e i loro protagonisti. Ci sono stati veri bagni di folla per alcune ‘icone’ del pubblico, con l’arena di Link al gran completo e molti altri spettatori accalcati davanti al maxischermo attiguo. Ma nei tre giorni del festival la grande risposta della città ha abbracciato tutti i panel in cartellone, in un crescendo di affetto che ha consolidato il grande feeling fra Trieste e il “suo” festival».

«Ogni incontro – osserva ancora Francesca Fresa – ha saputo intercettare il forte interesse della città per i fatti caldi del presente, raccontati e riletti chi ogni giorno cattura e rilancia per noi le notizie.  Fincantieri Newsroom non è stato semplicemente uno spazio di incontri: è diventato quest’anno una vera agorà di riflessione, scambio e confronto per tutti gli spettatori, calamitando il pubblico fra l’arena di link, gli spazi del bookshop e la lounge delle Teche Rai».

Link è andato ben al di là delle presenze “fisiche”, perché sono oltre 10mila i contatti streaming registrati per le dirette dal festival sul sito del quotidiano Il Piccolo: si sono collegati utenti di venti Paesi, dagli USA all’Argentina, dalla Cina al Kenya, dal Sud Africa all’Australia, alla Nuova Zelanda, passando ovviamente per Italia ed Europa con internauti di Germania, Belgio, Svizzera, Spagna, Olanda, Polonia, Slovenia e Croazia.

L’intuizione che cinque anni fa ci ha convinto della necessità di estendere il format del Premio Luchetta, enucleando un cartellone di incontri legati all’attualità e al buon giornalismo, è stata confermata e premiata, di anno in anno, evidenziando la spinta di interesse della città per momenti forti di confronto intorno ai temi clou del nostro tempo.

 

L’appuntamento, adesso, è rinnovato a venerdì 25 maggio, quando il Premio Luchetta festeggerà i suoi vincitori 2018 in occasione della 15^ Serata I nostri Angeli, al Politeama Rossetti di Trieste.

L’evento sarà come sempre ripreso e trasmesso da Raiuno, ed è già in palinsesto per la serata di venerdì 15 giugno.

Per le Tg News si contenderanno il Premio Luchetta 2018 i tre servizi di Nico Piro -Tg3 sugli orrori contro i Rohingya, di Andrea Rossini Oskari per Rai3 Est-Ovest sugli “orfani” della pace di Sarajevo e di Caroline Hawley, che su BBC News ha raccontato la storia delle gemelle siriane ustionate da una bomba caduta proprio sopra il tetto della loro casa.

Nella sezione reportage in finale Gaia Mombelli di Sky Tg 24, Marco Fubini per Italia1 e Floriana Bulfon per Rai1 – TV7.

Per la stampa italiana in gara due reportage finalisti pubblicati dal Corriere della Sera, di Marta Serafini e Alessandra Muglia, insieme all’articolo di Carmelo Riccotti La Rocca pubblicato dal quotidiano La Sicilia.

Tre grandi testate per la sezione stampa internazionale: sono El Mundo Newspaper, BBC News online e The Guardian.

Per la sezione fotografia dedicata a Miran Hrovatin sono in gara gli scatti di Marco Gualazzini per L’Espresso, di Mohammed Badra pubblicato su The Guardian e di Iker Pastor per l’Obs.

Promosso dalla Fondazione Luchetta, curato da Francesca Fresa e organizzato da Prandicom con il pieno sostegno di Fincantieri, l’apporto della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e la coorganizzazione del Comune di Trieste, Link 2018 ha trovato la collaborazione della FNSI e dell’Ordine dei Giornalisti e la main media partnership della Rai e delle sue testate Rai News 24, Radio1 Rai e Tgr con la sede dei programmi Fvg.

Premio Luchetta 2018: specchio del mondo

Venerdì 25 maggio 2018 al Politeama Rossetti di Trieste – 

PREMIO LUCHETTA SPECCHIO DEL MONDO: i reportage finalisti della 15^ edizione come un fedele sismografo del pianeta, dei suoi conflitti, degli tsunami epocali che travolgono anche e soprattutto l’infanzia, ad ogni latitudine.

 
Per la sezione TV NEWS in finale i servizi di Nico Piro -Tg3, di Andrea Rossini Oskari per Rai3 Est-Ovest e di Caroline Hawley, BBC News.

Nella sezione REPORTAGE sono in gara Gaia Mombelli – Sky Tg 24, Marco Fubini Italia1 e Floriana Bulfon, Rai1-TV7.

La terna finalista della STAMPA ITALIANA vede due giornaliste del Corriere della Sera, Marta Serafini e Alessandra Muglia, insieme a Carmelo Riccotti La Rocca de La Sicilia.

Per la STAMPA INTERNAZIONALE selezionati i reportage di Javier Espinosa – El Mundo Newspaper, Stephanie Hegarty BBC News online e Ruth Maclean – The Guardian.

Infine per la sezione FOTOGRAFIA, dedicata a Miran Hrovatin, in finale gli scatti di Marco Gualazzini per l’Espresso, Mohammed Badra The Guardian e Iker Pastor, l’Obs.

Le premiazioni venerdì 25 maggio, nella serata “I nostri Angeli” al Politeama Rossetti di Trieste, in onda su Rai1.

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Bambini siriani “figli” della guerra civile, piccoli soldati dello stato islamico addestrati a dare la morte, giovani generazioni Rohingya costrette a un esodo straziante verso il Bangladesh, adolescenti emarginati in esistenze homeless nelle periferie del mondo: l’infanzia violata è come un fiume in piena e si riflette nei reportage finalisti del premio Luchetta 2018, oltre un centinaio arrivati dalle testate di tutta Europa.

 

Anche quest’anno sono cinque le categorie in gara: le terne finaliste sono state presentate oggi, sabato 21 aprile, nell’ambito di Link 2018, il festival del buon giornalismo del Premio Luchetta in programma a Trieste fino a domenica 22 aprile.

 

Per le Tg News si contenderanno il Premio Luchetta 2018 i tre servizi di Nico Piro -Tg3 sugli orrori contro i Rohingya, di Andrea Rossini Oskari per Rai3 Est-Ovest sugli “orfani” della pace arrivati in Italia da Sarajevo e di Caroline Hawley, che su BBC News ha raccontato la storia delle gemelle siriane ustionate da una bomba caduta proprio sopra il tetto della loro casa.

 

Nella sezione reportage, che include lavori documentari fino a 80 minuti, sono in finale Gaia Mombelli di Sky Tg 24, che ha ripercorso l’odissea di tre giovani nigeriane approdate nell’agognata Italia, per ritrovarsi ogni sera sul marciapiede; di Marco Fubini che per Italia1 ha filmato bambini e giovani nella zona dello stadio di Bari, disposti ogni giorno a prostituirsi per pochi soldi. E di Floriana Bulfon che per Rai1 – TV7 ha raccontato “La storia di A”: migranti e adolescenti italiani integrati nella disperazione, ragazzi in fuga da famiglie che non ci sono, centri che dovrebbero accoglierli e li considerano come cambiali da riscuotere.

 
Per la stampa italiana la terna è composta da due reportage pubblicati dal Corriere della Sera: Marta Serafini è entrata nel carcere di Erbil quando Mosul non era ancora stata strappata al controllo dell’Isis, intervistando detenuti minorenni per lanciare un allarme sulla questione dei giovani radicalizzati dall’Isis. E Alessandra Muglia ha conversato con le maestre del campo profughi di Palabek, in Uganda, dove l’emergenza migranti porta lavoro ma anche sviluppo e speranza. Terzo finalista il reportage di Carmelo Riccotti La Rocca pubblicato dal quotidiano La Sicilia ci sono invece i “figli del caporalato”, migliaia di bambini invisibili ammassati nella fascia trasformata del ragusano.

 
Tre grandi testate sono in gara per la stampa internazionale al Premio Luchetta 2018: Javier Espinosa ha testimoniato per El Mundo Newspaper l’esperienza traumatica vissuta da migliaia di orfani e bambini Rohingya non accompagnati: dalla Birmania hanno raggiunto il Bangladesh, molti sopravvivendo a terribili massacri; Stephanie Hegarty su BBC News online ha cercato un modo originale per documentare l’aumento delle donne suicida in Nigeria: così è nata la graphic novel digitale che racconta la storia di Falmata e di come sia sopravvissuta; e ancora dalla Nigeria Ruth Maclean ha raccontato per The Guardian l’agghiacciante destino di molti bambini nigeriani, nei territori di Boko Haram: giovani donne e bambini di appena 5 anni obbligati a trasformarsi in bombe umane.

 

Per la sezione fotografia dedicata a Miran Hrovatin sono in gara gli scatti di Marco Gualazzini per L’Espresso, che ha ritratto la tredicenne Ombeni Lubungo, vittima di uno stupro che le ha fatto partorire 2 gemelli; di Mohammed Badra che su The Guardian testimonia l’impotenza delle Nazioni Unite contro l’inferno della terra siriana, dove Mosca ha imposto 5 ore al giorno di cessate il fuoco; di Iker Pastor, che per l’Obs ha fotografato gli ultimi Rohingya in fuga verso il Bangladesh nell’ottobre 2017.

Il Premio Giornalistico Internazionale Marco Luchetta 2018 è promosso dalla Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin con la Rai ed è organizzato da Prandicom.

Culminerà, venerdì 25 maggio al Politeama Rossetti di Trieste, nella Serata speciale “I Nostri Angeli”, ripresa e trasmessa da Rai1, con la premiazione dei vincitori.

Info http://www.premioluchetta.it http://www.fondazioneluchetta.org

Premio Luchetta 2017: I Nostri Angeli su Raiuno venerdì 7 luglio in seconda serata

 

Venerdì 7 luglio – Raiuno in seconda serata –

 

Andrà in onda dal Politeama Rossetti di Trieste venerdì 7 luglio “I Nostri Angeli”, la serata clou del Premio Giornalistico Internazionale Marco Luchetta. Condotta da Alessio Zucchini, i protagonisti della serata saranno innanzitutto i vincitori della 14^ edizione del Premio giornalistico internazionale Marco Luchetta: Lyse Doucet, reporter di BBC News con una emozionante storia dalla Siria, Valerio Cataldi di Rai – TG2 Dossier che racconta il viaggio di Aziz, un bimbo afghano respinto 5 volte ai confini d’Europa; Tom Parry del Daily Mirror sulla Somalia assetata, in preda alla peggiore siccità degli ultimi 50 anni. E Laura Silvia Battaglia di Left Magazine, con un reportage sui bambini yemeniti, costretti a fare il soldato e vittima di sfruttamento sessuale. Khalil Ashawi, vincitore nella sezione fotografica e trattenuto in Turchia da un visto che non arriva, sarà rappresentato al premio Luchetta dal collega dell’agenzia Reuters Tony Gentile, il fotografo italiano noto per lo scatto che ritrae i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, immagine iconica dell’impegno antimafia.
Nella serata di attualità e informazione anche la colonna sonora sarà straordinaria: la firmeranno i cantautori Vinicio Capossela e Renzo Rubino. Capossela, artista fra i più amati sulla scena della canzone d’autore nazionale, farà tappa a Trieste nel mezzo del nuovo tour estivo e interpreterà il suo “Lettere di soldati”, Premio Amnesty International 2009. Renzo Rubino, talentuoso chansonnier classe 1988, è stato fra i protagonisti del Festival di Sanremo 2014 con il suo fortunato pezzo “Ora”, al Premio Luchetta proporrà “Ridere” e un omaggio a Lucio Dalla con la cover dell’intramontabile “Futura”. La regia del programma è affidata ad Andrea Apuzzo.
Sul palcoscenico de “I Nostri Angeli” ci saranno anche il giornalista Corrado Formigli, conduttore di Piazzapulita e vincitore del Premio Crédit Agricole Friuladria Testimoni della Storia 2017: interverrà sui temi del suo ultimo saggio “Il falso nemico. Perché non sconfiggiamo il califfato nero” (Rizzoli).

In scena anche il direttore dell’ANSA Luigi Contu, che riceverà dal portavoce Unicef Italia, Andrea Iacomini il Premio I Nostri Angeli per l’attività di sensibilizzazione sull’infanzia violata e minacciata nel mondo.

Un forte richiamo all’attualità arriverà dall’intervento della madre di Giulio Regeni, Paola, affiancata dall’avvocato Alessandra Ballerini, impegnata sul terreno dei diritti umani. Nel 2016 andava alla memoria di Giulio Regeni il Premio Speciale assegnato dalla Fondazione Luchetta: quest’anno ci ricorderanno che il caso attende ancora risposte determinanti, e che proprio per questo servono impegno e attenzione.

Legato all’attualità l’intervento del rappresentante Relazioni Internazionali della Comunità di Sant’Egidio, Giancarlo Penza, affiancato da Christiane Groeben in rappresentanza della Federazione Chiese Evangeliche in Italia e Tavola Valdese: nel corso de I Nostri Angeli riceveranno il Premio Speciale della Fondazione Luchetta per il progetto “Corridoi Umanitari: l’accoglienza oltre l’emergenza”, avviato a fine 2015 attraverso un Protocollo d’intesa della Comunità di Sant’Egidio con la Federazione delle Chiese Evangeliche e la Tavola Valdese. Corridoi umanitari significa modalità sicure attraverso le quali i rifugiati possono arrivare in Europa senza rischiare di morire nei viaggi della disperazione, al sicuro dalle organizzazioni criminali. Il progetto ha già portato in Italia 1.000 rifugiati siriani, accolti attraverso reti di ospitalità privata.

Nel corso della serata si annunceranno le nuove tratte aeree Libano – Francia ed Etiopia – Italia, operative dal prossimo autunno.