Trieste Estate 2017: Improbabili Amori al Castello di San Giusto

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Giovedì 22 giugno 2017 ore 21.00, Castello di San Giusto a Trieste –

Si terrà giovedì 22 giugno alle con inizio alle ore 21, al Bastione Rotondo del Castello di San Giusto di Trieste, nell’ambito di Trieste Estate 2017 IMPROBABILI AMORI, spettacolo completamente improvvisato.
Gila Manetti ed Andrea Mitri interpretano due strampalati conferenzieri che dissertano sull’amore cercando di avvalorare ognuno la sua tesi con due differenti teorie, portando a sostegno delle loro tesi poesie, pezzi teatrali, scena da film, fiabe e altro.
Ad inizio serata gli spettatori scrivono su dei bigliettini una breve frase sull’amore, il loro nome e la loro professione. Questi spunti saranno il motore di ogni intervento degli studiosi, i quali potranno anche coinvolgere il pubblico a sostegno delle loro tesi.
Uno spettacolo prettamente comico, completamente improvvisato, che si ispira al mondo delle convention, dove per ore si parla del nulla, come se fosse la cosa più importante del mondo.
Lo spettacolo è ad ingresso libero.

 

 

Premio Hemingway 2017: a Lignano tutto è pronto per una settimana ricca di eventi

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Dal 14 al 21 luglio 2017 a Lignano Sabbiadoro –

Grande attesa per l’edizione 2017 del Premio Hemingway. Al via gli “Incontri del Premio Hemingway”, una settimana per ritrovare il fascino della ‘piccola Florida’ tanto amata dall’indimenticabile autore di “Addio alle armi”.

Fino al 21 giugno – da giovedì 15 con una preview cinematografica mercoledì 14 giugno – nella splendida location di Lignano Sabbiadoro si alterneranno letture, proiezioni e incontri d’autore nel segno di Ernest Hemingway: per il pubblico l’occasione di conoscere quattro straordinari protagonisti della letteratura, del pensiero e della fotografia. Sono infatti l’autrice britannica Zadie Smith per la Letteratura, il filosofo sloveno Slavoj Žižek per l’Avventura del pensiero, lo psicanalista Massimo Recalcati nella sezione Testimoni del nostro tempo e l’artista Nino Migliori per la Fotografia i vincitori del Premio Hemingway 2017, che propone un poker di incontri al Centro Congressi Kursaal.

Giovedi’ 15 giugno appuntamento con il fotografo Nino Migliori, che alle 18.30 sarà protagonista del dialogo con Italo Zannier. Un appuntamento in collaborazione con gli “Incontri con l’autore e con il vino” 2017 di Lignano Sabbiadoro.

Venerdì 16 giugno alle 18.30 l’imperdibile lezione dello psicanalista Massimo Recalcati, sul filo rosso del suo ultimo saggio Il segreto del figlio. Da Edipo al figlio ritrovato (Feltrinelli).

Sempre venerdì, alle 21, riflettori sul geniale filosofo Slavoj Žižek: il suo intervento sarà sul tema From surplus-value to surplus-enjoyment. Si tratta di una lezione dedicata al nuovo saggio di Zizek, “Il coraggio della disperazione”, in uscita giovedì 15 giugno per Ponte alle Grazie, in anteprima a Lignano per il pubblico del Premio Hemingway.

Sabato 17 giugno, alle 11 al Kursaal appuntamento con Zadie Smith, fresca autrice di Swing Time  (Mondadori), il nuovo romanzo di cui dialogherà con la giornalista Tiziana Lo Porto. Un’occasione preziosa per ascoltare in anteprima l’autrice intorno ai personaggi e ai leitmotiv della sua nuova opera, storia di un’amicizia e di una rivalità.

Il Premio Hemingway 2017 è  arricchito da un cartellone di letture e proiezioni legate ai temi e alla feconda personalità artistica di Ernest Hemingway.

Domenica 18 giugno alle 18, nella Chiesetta Di Santa Maria del Mare appuntamento con l’attore Fabiano Fantini per una selezione di letture dalle pagine più significative di Hemingway.

Mercoledì 14 e mercoledì 21 giugno alle 21, al Cinecity, si terranno le proiezioni a cura di Cinemazero: saranno proposti i film “Hemingway & Gellhorn” (2012), diretto da Philip Kaufman, storia dell’incontro fra lo scrittore e la giornalista Martha Gellhorn, e “Il vecchio e il mare”, di John Sturges (1958).

Sabato 17 giugno alle 18 sarà la giornalista Elsa Di Gati, volto di programmi storici della tv italiana da “Mi manda Raitre” a “Cominciamo bene”, a condurre la cerimonia di consegna del Premio Hemingway 2017.

L’evento è aperto al pubblico dietro prenotazione, fino ad esaurimento dei posti disponibili. Info http://www.premiohemingway.it

Promosso dal Comune di Lignano, il Premio Hemingway è realizzato con il sostegno degli Assessorati alla Cultura e alle Attività Produttive della Regione Friuli Venezia Giulia, attraverso la consolidata collaborazione con la Fondazione Pordenonelegge.it. La Giuria del Premio Hemingway, presieduta dallo scrittore Alberto Garlini, è composta da Gian Mario Villalta, Pierluigi Cappello e Italo Zannier, affiancati dal Sindaco di Lignano Luca Fanotto e dalla Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani.

Bollicine sul Carso trasloca in città e questa volta lo fa nel cuore di Trieste

 

 

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Sabato 17 giugno 2017 – Trieste, Stazione Marittima – 

Si terrà nella splendida cornice della Stazione Marittima di Trieste, direttamente affacciati sul mare, la terza edizione di Bollicine sul Carso, la frizzante manifestazione che porta anche quest’anno in città una vasta rassegna di “bollicine” appunto da Italia, Slovenia e Croazia.

La manifestazione enologica focalizzata sulla produzione di vino mosso si svolgerà sabato 17 giugno dalle ore 11 fino alle 23.

Bollicine sul Carso è un evento dedicato prettamente al settore della ristorazione, alberghiero e vinicolo, nato con l’obiettivo di offrire l’opportunità alle aziende partecipanti di promuovere il proprio marchio e sviluppare una rete di nuovi potenziali clienti.

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L’evento rappresenta un’occasione di confronto tra le aziende, non solo tra le cantine presenti, ma anche con gli sponsor e i professionisti del settore che parteciperanno.

Le “bollicine”, denominazione oramai entrata nella vulgata, che saranno offerte in degustazione, saranno di tutti i tipi di produzione: metodo Classico, Martinotti-Charmat, Champenoise e quello Ancestrale.

Protagonisti di questa terza edizione, gli oltre 40 produttori provenienti da alcune regioni italiane (Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia), dalla Slovenia (Brda, Vipava, Kras) e dalla Croazia (Istria).

Vi sarà, pertanto, la possibilità, per esperti e appassionati, di avvicinarsi e approfondire una particolare declinazione del mondo vinicolo, recentemente sempre più in ascesa complice il fenomeno, ormai non più fenomeno, della Glera in versione mossa, che prende nome dalla località carsica di Prosecco.

Il progetto è nato nel 2015 dalla volontà e passione dell’azienda Barone d.o.o., affermata nel mondo della ristorazione, in collaborazione con il vicepresidente dell’AIS FVG, Roberto Filipaz.

Visto il successo della manifestazione nei primi anni, l’edizione 2017 si presenta con una squadra allargata. A supportarne l’organizzazione ci sarà Enea Savini della Pizzeria Pam Pam di Aurisina e Linda Simeone (Le vie delle Foto) che si occuperà della comunicazione e della gestione degli eventi.

Nel corso della giornata ci saranno delle retrospettive offerte dal Sommelier Roberto Filipaz, che permetteranno ai visitatori di conoscere meglio alcuni vini.

Ci saranno, inoltre, dei punti di ristoro, che offriranno l’opportunità di assaggiare i prodotti freschi artigianali del Pastificio Barone preparati dall’associazione Cuochi Trieste, la “Scrocchiarella” preparata da Enea Savini della Pizzeria Pam Pam e piatti preparati da Dario Varisco del ristorante Dama Bianca.3

Un’ora di tranquillità con Massimo Ghini al Rossetti di Trieste

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Dal giorno 8 al 12 febbraio 2017 al Rossetti di Trieste

 

Si apre con un piccolo omaggio al cinema, la bellissima ed esilarante commedia “Un’ora di tranquillità” del francese Florian Zeller, che Massimo Ghini – al suo debutto come regista – porta in scena nel ruolo del protagonista Michel e con un cast veramente interessante.

Lo spettacolo – già applaudito in tutta Italia da oltre 100 repliche – arriva a Trieste, al Politeama Rossetti per la stagione Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.

Titoli di testa e un video che informa il pubblico del breve antefatto da cui si avvia tutto il bailamme dello spettacolo. Parigi: Michel passeggia fra le bancarelle lungo la Senna e da un rigattiere scova miracolosamente un rarissimo vinile di jazz, sua assoluta passione. Dall’acquistarlo all’affrettarsi verso casa per ascoltarlo in santa pace, è questione di un attimo.

 

E qui entriamo a teatro… e nell’appartamento di Michel, che subito appare molto particolare; un’architettura ipermoderna e bianca colorata solo da un’ampia finestra con vista sulla Torre Eiffel, in cui per il povero Michel sarà impossibile riuscire a guadagnarsi quell’“ora di tranquillità” e solitudine in cui godere del suo prezioso disco.

 

Fin dalla soglia, infatti, lo investe uno tsunami di presenze, sorde ai suoi bisogni, invadenti, pasticcione… Così un idraulico finto polacco invece di riparare guasti combina una successione di guai, la moglie glamour lo assedia con la necessità di confessargli – proprio adesso! – una scappatella di vent’anni prima, e come se non bastasse irrompono uno dopo l’altro, con esigenze diverse, un vicino fastidioso, l’amico bello e traditore, il figlio metallaro telefonino-dipendente…
Ognuno rappresenta una differente sfumatura di quella schizofrenia, incomunicabilità, nevrosi del mondo moderno che ciascuno di noi sperimenta e che – a pensarci bene – rende sempre più difficile conquistare, nel quotidiano, un tempo “per sé stessi”.

Una pièce brillante, attuale, drammaturgicamente perfetta, giocata su equivoci, ritmi e battute divertenti, ma raffinatissime e molto ciniche, opera di un autore – Florian Zeller – che a meno di quarant’anni ha già meritato il Premio Molière per la sua scrittura (menzioniamo il romanzo “Il fascino del peggio” e per il teatro “Il padre” e “La verità”) e che a pieno titolo va ascritto fra quei francesi contemporanei, come Yasmina Reza ed Eric Emmanuel Schmitt, che sanno parlare incisivamente della realtà emozionando le platee.

Il meccanismo ineccepibile che Zeller costruisce in “Un’ora di tranquillità” richiede un lavoro precisissimo di regia e d’interpretazione: pretende attori capaci di calibrare al respiro battute dirompenti e sottile cattiveria, lasciando emergere fra le risate temi come il pregiudizio razziale, il rapporto genitori-figli, la fedeltà, la menzogna.

Massimo Ghini – forte della sua grande versatilità e di un’esperienza di teatro iniziata giovanissimo con maestri come Giorgio Strehler e Vittorio Gassman – li ha intrecciati in un amalgama armonioso di nomi di alta scuola teatrale come la ronconiana Galatea Ranzi, o di esperienza cinematografica ma al debutto sul palcoscenico come Massimo Ciavarro, e di rivelazioni come Claudio Bigagli, Marta Zoffoli, Luca Scapparone e Alessandro Giuggioli.

 

«La meravigliosa doppiezza dei protagonisti fa sì che qualunque opera riparatrice essi vogliano compiere, si trasformerà in tortura» spiega Massimo Ghini. «Il cinismo che pervade tutta la storia mi ha affascinato. Quando la mancanza di ipocrisia permette ad un autore di poter essere così diretto e spietatamente onesto, la risata arriva là dove tanta morale, tanta ipocrisia appunto, fa spesso danni irreparabili. Ridere continuando a descrivere la doppiezza della società che non parla e, se lo fa, mente, accettando tutti di essere protagonisti del nulla. Il testo è di Florian Zeller, uno dei talenti più affermati della nuova drammaturgia francese. I suoi testi sono rappresentati nei maggiori paesi d’Europa riscuotendo successo di critica e di pubblico. Un’ora di tranquillità è stata realizzata la scorsa stagione a Parigi diretta ed interpretata da Fabrice Lucchini con un successo travolgente, tanto da ottenere l’interesse di Patrice Leconte che ne ha fatto un film con Christian Claviert e Carol Bouquet, campione d’incassi».

“Un’ora di tranquillità” è una commedia di Florian Zeller diretta e interpretata da Massimo Ghini e con (in ordine alfabetico) Claudio Bigagli, Massimo Ciavarro, Alessandro Giuggioli, Galatea Ranzi, Luca Scapparone, Marta Zoffoli.

La scenografia è di Roberto Crea, firma i costumi Silvia Frattolillo, le luci sono di Marco Palmieri.
Lo spettacolo va in scena alla Sala Assicurazioni Generali del Politeama Rossetti da mercoledì 8 febbraio a sabato 11 alle ore 20.30 e domenica 12 febbraio in replica pomeridiana con inizio alle 16.

Per abbonamenti “con le stelle” e per i posti ancora disponibili ci si può rivolgere presso tutti i punti vendita dello Stabile regionale, i consueti circuiti o accedere attraverso il sito http://www.ilrossetti.it alla vendita on line. Ulteriori informazioni al tel 040-3593511.

Gustiamoci L’anatra all’arancia al Rossetti di Trieste fino a domenica

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(foto di Sabrina Catalan)

Giovedì 1, Venerdì 2 e Sabato 3 dicembre ore 20.30 – Domenica 4 dicembre ore 16.00

Proseguono con successo le repliche de “L’anatra all’arancia” di Williams Douglas Home splendidamente diretta ed interpretata da Luca Barbareschi affiancato da un cast di tutti primi nomi, quali Chiara Noschese, Ernesto Mahieux, Gianluca Gobbi e Margherita Laterza.
«L’anatra all’arancia è una bellissima storia universale di un uomo e di una donna dove il protagonista si inventa un modo per riconquistare la moglie che lo ha tradito e che amava, architettando un piano per dimostrarle che lui è il suo unico amore anche dopo 25 anni» racconta Luca Barbareschi, che ritorna ospite del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia dopo il grande successo ottenuto nel 2012 con Il discorso del re.


Uno spettacolo cult del teatro comico, titolo emblematico di quella drammaturgia che suscita comicità con classe e attraverso un uso sapiente e sottile della macchina teatrale.
Barbareschi ha studiato per la pièce una moderna edizione, impreziosita da un eccellente cast che riesce ad animare l’ingranaggio della commedia sostenendo il ritmo e la vorticosa energia della drammaturgia con la precisione di una partitura musicale.
«Questa commedia ha una profondità ed un’intelligenza straordinarie – spiega il regista – ha la stessa potenza di Chi ha paura di Virginia Woolf? ma, a differenza del testo di Albee, ha una struttura narrativa molto divertente, che aiuta a veicolare concetti profondi con la risata. Ho riadattato la scrittura usando due grandi scienze, la psicologia e l’antropologia, studiando atteggiamenti, movimenti e nevrosi che caratterizzano le nostre abitudini».
Gilberto e Lisa sono una coppia sposata da venticinque anni; più che dal logorio della routine, il loro ménage è messo in crisi dalla personalità di lui, egoista, egocentrico, incline al tradimento, vittima del proprio essere un clown che finisce per stancare chi gli sta intorno. Esasperata, Lisa si innamora di Volodia, tutto l’opposto del marito, un russo di animo nobile, un romantico sognatore che ha scelto di trascorrere la sua vita in Lucania. Punto sul vivo, Gilberto studia una strategia di contrattacco e organizza un week-end a quattro, in cui Lisa e il suo amante staranno insieme a lui e alla sua attraente segretaria, Chanel Pizziconi, un misto tra scemenza e genialità. Il tutto sotto gli occhi di un sempre più interdetto cameriere, un cechoviano personaggio che, come una sorta di fantasma, si aggira per la casa e si rivelerà il deus ex machina della storia.
L’imprevedibile piano di Gilberto, che al principio sembra sgangherato, è ricco di imprevisti e colpi di scena che si susseguono fino all’ultimo istante. Una vicenda leggera e piacevole che conquista lo spettatore con la simpatia dei personaggi, le soluzioni effervescenti e mai banali, i dialoghi gustosi e irresistibili ma mai privi di eleganza, e, naturalmente, l’interpretazione degli attori che in simili gioielli della concezione comica, trovano un banco di prova per nulla scontato.
«Ciò che muove il meccanismo di questa storia è l’incomprensione, l’egoismo, non la gelosia. Parliamo di una macchina perfetta, di dialoghi d’autore, in cui si scandagliano l’animo umano e le complesse dinamiche di coppia – prosegue Barbareschi. E aggiunge «l’happy ending arriva benefico dopo due ore di spettacolo durante le quali la psicologia maschile e quella femminile permettono al pubblico di identificarsi con i protagonisti. Una volta riconosciuti i propri errori e quelli del partner, Gilberto e Lisa affermano ‘noi due non sarà mai perfetto lo sai, ma sarà noi due’».
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La commedia, scritta nei primi anni Settanta, è opera dello scozzese Williams Douglas Home, poi adattata dal celebre autore teatrale francese Marc Gilbert Sauvajon. Del 1973 è un’edizione rimasta storica, diretta e interpretata da Alberto Lionello al cui fianco recitava Valeria Valeri. Celebre è anche la versione cinematografica che vantava l’interpretazione di Ugo Tognazzi e Monica Vitti, nei panni della coppia protagonista con la regia di Luciano Salce.
«Non ho voluto rifarmi ai vecchi modelli ma sicuramente mi ritrovo negli straordinari artisti che prima di me hanno affrontato questi ruoli, per tempi comici e per il sottile cinismo» dichiara ancora il regista. «Sono felice di mantenere la tradizione riprendendo un modello che è diventato un cult. Del resto la comicità è una medicina meravigliosa per elaborare il “dolore”».
In scena applaudiremo Luca Barbareschi nel ruolo di Gilberto Ferrari, Chiara Noschese nei panni di Lisa Ferrari. Ernesto Mahieux sarà Ernesto Russo, Gianluca Gobbi interpreterà Volodia Smirnov e Margherita Laterza sarà infine Chanel Pizziconi.
L’anatra all’arancia tratto dal testo The Secretary Bird di William Douglas Home andrà in scena nella versione francese di Marc Gilbert Sauvajon e nella traduzione di Luca Barbareschi che firma anche la regia.
Le scene sono di Tommaso Ferraresi, i costumi di Silvia Bisconti e le luci di Iuraj Saleri. Ha lavorato come Dramaturg Nicoletta Robello Bracciforti.
Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Eliseo e dalla Fondazione Teatro della Toscana.
Per i posti ancora disponibili ci si può rivolgere presso tutti i punti vendita dello Stabile regionale, i consueti circuiti o accedere attraverso il sito http://www.ilrossetti.it alla vendita on line.

Ulteriori informazioni al tel 040-3593511.

Scrigno di emozioni: la Carnia scende a conquistare la Capitale

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Roma – 6 dicembre 2016 ore 17.30 – 

L’impatto emozionale che la proiezione delle immagini della Carnia, magistralmente montate da Diana Crestan riuscirà a creare, saprà conquistare immediatamente la platea che – alla presenza dell’Onorevole Giorgio Zanin – parteciperà all’inaugurazione della mostra fotografica “Carnia, scrigno di emozioni” di Gabriele Bano e Paolo da Pozzo, presso la sede romana della Regione Friuli Venezia Giulia, in piazza Colonna 355.

La mostra, che sarà aperta al pubblico fino al 23 dicembre, è tratta dall’omonimo libro edito da Marson Editore dove Bano e Da Pozzo esaltano, attraverso i loro suggestivi scatti, le straordinarie bellezze naturali della Carnia, zona montana delle Alpi Orientali ricca di incantevoli angoli nascosti e di panorami mozzafiato.

Il libro, così come la mostra, vogliono riproporre le emozioni che – scatto dopo scatto – i due fotografi provano verso la propria terra d’origine, e da qui il titolo del libro.

A impreziosire il volume la prefazione di Dante Spinotti, di Tolmezzo direttore della fotografia di numerosi film di produzione italiana e hollywoodiana. Nominato due volte alla candidatura Oscar, ha al suo attivo più di una quarantina di film.

 

Con il fotografo Nogaro, emozioni di Carnia in Consiglio Regionale a Trieste

E’ stata inaugurata in Consiglio Regionale a Trieste la mostra “Cjargne-Carnia 1960-1975” del fotografo tolmezzino Giovanni Edoardo Nogaro.

Alla presenza del presidente del Consiglio regionale Franco Iacop, al vicepresidente della Giunta Sergio Bolzonello, presenti numerosi consiglieri, per un momento ci si è rituffati in una Carnia ed in un Friuli prima del terremoto: ricordi catturati da uno scatto che diventano archivio storico della memoria e fucina di indimenticate emozioni che tornano a alla mente osservando scene di vita quotidiana nella suggestiva versione del bianco e nero.

Una cinquantina di scatti – solo piccola parte di un vasto archivio, selezionati per le sale del Consiglio regionale e raccolti nel catalogo che documenta l’esposizione – raccontano “la Carnia dei Carnici” dal 1960 al 1975: l’autore li ha realizzati, come detto, in bianco e nero che considera “lo scheletro della realtà”, il colore che riesce a raccontare ed emozionare in modo immediato, cogliendo “il senso, l’anima, l’essenza delle cose”.

“La fotografia non è solo un’immagine; è un documento, un ricordo, il racconto di un’emozione affidata a uno scatto che racchiude un mondo, esteriore ed interiore,” ha detto Iacop ringraziando Nogaro per la testimonianza raccolta e trasmessa con queste immagini. “Una mostra didattica che parla di una Carnia e di un Friuli prima del terremoto”, ha fatto eco il consigliere Marsilio; “foto – per il vicepresidente Bolzonello –  che hanno la sconvolgente capacità di portarci dentro una Carnia che non c’è più”.

fotografo-nogaro“La fotografia deve parlare da sola, se no non è un documento”, ha sottolineato Nogaro che, nato a Tolmezzo nel 1937, oggi vive a Missaglia (LC); il suo invito, in questa era globale, è “a guardarci l’un con l’altro, senza dimenticare le nostre origini e riprendendoci il nostro mondo e il nostro tempo”.

Dalle foto esce l’affresco di una società colta sia nella sua dimensione domestica, fra le pareti di cucine e camere da letto, sia nei cortili delle case, nel lavoro e nella fatica quotidiana per conquistarsi una vita migliore, nelle relazioni sociali e anche nei ritratti delle persone – donne e uomini, bambini e anziani – con sullo sfondo scorci di paese e di paesaggi essenziali. A emergere è l’immagine di una condizione umana sofferente e difficile, ma anche della fierezza e della tenacia dei Carnici, di un archetipo da cui non è possibile prescindere.
Giovanni Edoardo Nogaro dal 1960 svolge l’attività di fotografo professionista, ha lavorato a Milano soprattutto nel campo della fotografia di architettura. E’ stato fotografo ufficiale della seconda e terza missione scientifica (1969-1970) in Armenia e Turchia pubblicando il suoi lavoro sui “Documentari architettura armena”.
Alcune gigantografie sulla Carnia sono state esposte a Venezia, al museo Correr, ma già nel 1964 grazie ad Ardito Desio, aveva esposto le sue foto sulla terra natale a Palazzo Pirelli.
La Regione FVG e il Craf gli hanno conferito il Premio internazionale alla carriera “Fotografia 2005”.
Tra il 2005 e il 2014 ha realizzato diversi servizi all’estero: nell’isola croata di Cherso, in Francia, Spagna, Portogallo, Svizzera, Albania, Montenegro, Germania.

 
La mostra ospitata nella sede del Consiglio regionale, in piazza Oberdan 6, a Trieste, sarà visitabile fino al 9 dicembre, ingresso libero, dal lunedì al giovedì dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 16.30, il venerdì solo al mattino dalle 9.30 alle 13.00.