Premio Luchetta 2018: specchio del mondo

Venerdì 25 maggio 2018 al Politeama Rossetti di Trieste – 

PREMIO LUCHETTA SPECCHIO DEL MONDO: i reportage finalisti della 15^ edizione come un fedele sismografo del pianeta, dei suoi conflitti, degli tsunami epocali che travolgono anche e soprattutto l’infanzia, ad ogni latitudine.

 
Per la sezione TV NEWS in finale i servizi di Nico Piro -Tg3, di Andrea Rossini Oskari per Rai3 Est-Ovest e di Caroline Hawley, BBC News.

Nella sezione REPORTAGE sono in gara Gaia Mombelli – Sky Tg 24, Marco Fubini Italia1 e Floriana Bulfon, Rai1-TV7.

La terna finalista della STAMPA ITALIANA vede due giornaliste del Corriere della Sera, Marta Serafini e Alessandra Muglia, insieme a Carmelo Riccotti La Rocca de La Sicilia.

Per la STAMPA INTERNAZIONALE selezionati i reportage di Javier Espinosa – El Mundo Newspaper, Stephanie Hegarty BBC News online e Ruth Maclean – The Guardian.

Infine per la sezione FOTOGRAFIA, dedicata a Miran Hrovatin, in finale gli scatti di Marco Gualazzini per l’Espresso, Mohammed Badra The Guardian e Iker Pastor, l’Obs.

Le premiazioni venerdì 25 maggio, nella serata “I nostri Angeli” al Politeama Rossetti di Trieste, in onda su Rai1.

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Bambini siriani “figli” della guerra civile, piccoli soldati dello stato islamico addestrati a dare la morte, giovani generazioni Rohingya costrette a un esodo straziante verso il Bangladesh, adolescenti emarginati in esistenze homeless nelle periferie del mondo: l’infanzia violata è come un fiume in piena e si riflette nei reportage finalisti del premio Luchetta 2018, oltre un centinaio arrivati dalle testate di tutta Europa.

 

Anche quest’anno sono cinque le categorie in gara: le terne finaliste sono state presentate oggi, sabato 21 aprile, nell’ambito di Link 2018, il festival del buon giornalismo del Premio Luchetta in programma a Trieste fino a domenica 22 aprile.

 

Per le Tg News si contenderanno il Premio Luchetta 2018 i tre servizi di Nico Piro -Tg3 sugli orrori contro i Rohingya, di Andrea Rossini Oskari per Rai3 Est-Ovest sugli “orfani” della pace arrivati in Italia da Sarajevo e di Caroline Hawley, che su BBC News ha raccontato la storia delle gemelle siriane ustionate da una bomba caduta proprio sopra il tetto della loro casa.

 

Nella sezione reportage, che include lavori documentari fino a 80 minuti, sono in finale Gaia Mombelli di Sky Tg 24, che ha ripercorso l’odissea di tre giovani nigeriane approdate nell’agognata Italia, per ritrovarsi ogni sera sul marciapiede; di Marco Fubini che per Italia1 ha filmato bambini e giovani nella zona dello stadio di Bari, disposti ogni giorno a prostituirsi per pochi soldi. E di Floriana Bulfon che per Rai1 – TV7 ha raccontato “La storia di A”: migranti e adolescenti italiani integrati nella disperazione, ragazzi in fuga da famiglie che non ci sono, centri che dovrebbero accoglierli e li considerano come cambiali da riscuotere.

 
Per la stampa italiana la terna è composta da due reportage pubblicati dal Corriere della Sera: Marta Serafini è entrata nel carcere di Erbil quando Mosul non era ancora stata strappata al controllo dell’Isis, intervistando detenuti minorenni per lanciare un allarme sulla questione dei giovani radicalizzati dall’Isis. E Alessandra Muglia ha conversato con le maestre del campo profughi di Palabek, in Uganda, dove l’emergenza migranti porta lavoro ma anche sviluppo e speranza. Terzo finalista il reportage di Carmelo Riccotti La Rocca pubblicato dal quotidiano La Sicilia ci sono invece i “figli del caporalato”, migliaia di bambini invisibili ammassati nella fascia trasformata del ragusano.

 
Tre grandi testate sono in gara per la stampa internazionale al Premio Luchetta 2018: Javier Espinosa ha testimoniato per El Mundo Newspaper l’esperienza traumatica vissuta da migliaia di orfani e bambini Rohingya non accompagnati: dalla Birmania hanno raggiunto il Bangladesh, molti sopravvivendo a terribili massacri; Stephanie Hegarty su BBC News online ha cercato un modo originale per documentare l’aumento delle donne suicida in Nigeria: così è nata la graphic novel digitale che racconta la storia di Falmata e di come sia sopravvissuta; e ancora dalla Nigeria Ruth Maclean ha raccontato per The Guardian l’agghiacciante destino di molti bambini nigeriani, nei territori di Boko Haram: giovani donne e bambini di appena 5 anni obbligati a trasformarsi in bombe umane.

 

Per la sezione fotografia dedicata a Miran Hrovatin sono in gara gli scatti di Marco Gualazzini per L’Espresso, che ha ritratto la tredicenne Ombeni Lubungo, vittima di uno stupro che le ha fatto partorire 2 gemelli; di Mohammed Badra che su The Guardian testimonia l’impotenza delle Nazioni Unite contro l’inferno della terra siriana, dove Mosca ha imposto 5 ore al giorno di cessate il fuoco; di Iker Pastor, che per l’Obs ha fotografato gli ultimi Rohingya in fuga verso il Bangladesh nell’ottobre 2017.

Il Premio Giornalistico Internazionale Marco Luchetta 2018 è promosso dalla Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin con la Rai ed è organizzato da Prandicom.

Culminerà, venerdì 25 maggio al Politeama Rossetti di Trieste, nella Serata speciale “I Nostri Angeli”, ripresa e trasmessa da Rai1, con la premiazione dei vincitori.

Info http://www.premioluchetta.it http://www.fondazioneluchetta.org

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Premio Luchetta 2017: I Nostri Angeli su Raiuno venerdì 7 luglio in seconda serata

 

Venerdì 7 luglio – Raiuno in seconda serata –

 

Andrà in onda dal Politeama Rossetti di Trieste venerdì 7 luglio “I Nostri Angeli”, la serata clou del Premio Giornalistico Internazionale Marco Luchetta. Condotta da Alessio Zucchini, i protagonisti della serata saranno innanzitutto i vincitori della 14^ edizione del Premio giornalistico internazionale Marco Luchetta: Lyse Doucet, reporter di BBC News con una emozionante storia dalla Siria, Valerio Cataldi di Rai – TG2 Dossier che racconta il viaggio di Aziz, un bimbo afghano respinto 5 volte ai confini d’Europa; Tom Parry del Daily Mirror sulla Somalia assetata, in preda alla peggiore siccità degli ultimi 50 anni. E Laura Silvia Battaglia di Left Magazine, con un reportage sui bambini yemeniti, costretti a fare il soldato e vittima di sfruttamento sessuale. Khalil Ashawi, vincitore nella sezione fotografica e trattenuto in Turchia da un visto che non arriva, sarà rappresentato al premio Luchetta dal collega dell’agenzia Reuters Tony Gentile, il fotografo italiano noto per lo scatto che ritrae i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, immagine iconica dell’impegno antimafia.
Nella serata di attualità e informazione anche la colonna sonora sarà straordinaria: la firmeranno i cantautori Vinicio Capossela e Renzo Rubino. Capossela, artista fra i più amati sulla scena della canzone d’autore nazionale, farà tappa a Trieste nel mezzo del nuovo tour estivo e interpreterà il suo “Lettere di soldati”, Premio Amnesty International 2009. Renzo Rubino, talentuoso chansonnier classe 1988, è stato fra i protagonisti del Festival di Sanremo 2014 con il suo fortunato pezzo “Ora”, al Premio Luchetta proporrà “Ridere” e un omaggio a Lucio Dalla con la cover dell’intramontabile “Futura”. La regia del programma è affidata ad Andrea Apuzzo.
Sul palcoscenico de “I Nostri Angeli” ci saranno anche il giornalista Corrado Formigli, conduttore di Piazzapulita e vincitore del Premio Crédit Agricole Friuladria Testimoni della Storia 2017: interverrà sui temi del suo ultimo saggio “Il falso nemico. Perché non sconfiggiamo il califfato nero” (Rizzoli).

In scena anche il direttore dell’ANSA Luigi Contu, che riceverà dal portavoce Unicef Italia, Andrea Iacomini il Premio I Nostri Angeli per l’attività di sensibilizzazione sull’infanzia violata e minacciata nel mondo.

Un forte richiamo all’attualità arriverà dall’intervento della madre di Giulio Regeni, Paola, affiancata dall’avvocato Alessandra Ballerini, impegnata sul terreno dei diritti umani. Nel 2016 andava alla memoria di Giulio Regeni il Premio Speciale assegnato dalla Fondazione Luchetta: quest’anno ci ricorderanno che il caso attende ancora risposte determinanti, e che proprio per questo servono impegno e attenzione.

Legato all’attualità l’intervento del rappresentante Relazioni Internazionali della Comunità di Sant’Egidio, Giancarlo Penza, affiancato da Christiane Groeben in rappresentanza della Federazione Chiese Evangeliche in Italia e Tavola Valdese: nel corso de I Nostri Angeli riceveranno il Premio Speciale della Fondazione Luchetta per il progetto “Corridoi Umanitari: l’accoglienza oltre l’emergenza”, avviato a fine 2015 attraverso un Protocollo d’intesa della Comunità di Sant’Egidio con la Federazione delle Chiese Evangeliche e la Tavola Valdese. Corridoi umanitari significa modalità sicure attraverso le quali i rifugiati possono arrivare in Europa senza rischiare di morire nei viaggi della disperazione, al sicuro dalle organizzazioni criminali. Il progetto ha già portato in Italia 1.000 rifugiati siriani, accolti attraverso reti di ospitalità privata.

Nel corso della serata si annunceranno le nuove tratte aeree Libano – Francia ed Etiopia – Italia, operative dal prossimo autunno.