Critica, poeti e lettori a confronto nella Biblioteca Consiliare di Trieste

gaffiVenerdì 13 novembre 2015 con inizio alle ore 18.00 presso la Biblioteca Consiliare “Livio Paladin” di Piazza Oberdan, 6 a Trieste si terrà il seminario aperto al pubblico “Quali criteri adottare per la selezione delle opere letterarie richiedenti il finanziamento pubblico, con particolare riguardo a quelle poetiche”.

Interverranno Emiliano Edera, consigliere regionale e presidente Commissione Vigilanza della Biblioteca, Enza Del Tedesco, professoressa di Italianistica presso l’Università degli Studi di Trieste, Gian Mario Villalta, organizzatore di Pordenonelegge e Massimiliano Pastrovicchio, responsabile della biblioteca che ne discuteranno con l’autrice, Chiara Fenoglio, critica letteraria militante, giurata del premio Campiello 2015 e con l’editore, Alberto Gaffi.

Nell’occasione, verrà presentato il saggio di Chiara Fenoglio “La Divina Interferenza” (ovvero il prezioso ruolo mediano della critica fra poeti e lettori) (Gaffi 2015).

“La divina interferenza – spiega l’autrice, Chiara Fenoglio – è un saggio di critica letteraria che rintraccia, nella zona dagli incerti confini in cui critica e poesia si incontrano, il senso profondo della lettura. Poesia e critica si sovrappongono, si appropriano l’una degli strumenti dell’altra e arrivano a definirsi reciprocamente, sviluppando nuove potenzialità di conoscenza nei confronti del passato e del presente. Il libro si articola in un’introduzione, in cui vengono evidenziate le linee teoriche del problema, e in sette quadri monografici dedicati ad altrettanti poeti-critici: Ungaretti, Montale, Pasolini, Zanzotto, Luzi, Fortini, Sereni, Giudici. Un capitolo conclusivo, dedicato a Caproni, si interroga sul lento incrinarsi negli ultimi decenni del rapporto di critica e poesia”.

“Cosa succede quando il poeta non è più un intellettuale?” si chiede la professoressa Enza Del Tedesco. “Chiara Fenoglio – prosegue la docente di di Italianistica presso l’Università degli Studi di Trieste – raccoglie una sollecitazione dirimente più ancora che importante che attraversa l’intera storia letteraria innervando questioni ulteriori come la natura della poesia e il suo ruolo nella coscienza civile.
Dopo aver definito con perizia i termini teorici e storici della questione, ne fa strumento di indagine attiva, militante, per ri-conoscere i testi e interrogare gli autori – Ungaretti, Montale, Zanzotto, Pasolini, Luzi, Fortini, Sereni, Giudici, Caproni – di una tradizione letteraria profondamente identitaria e che ora sembra congedare la propria coscienza storica col denegare ogni ambizione critica”.

“La divina interferenza” – aggiunge Alberto Gaffi, editore impegnato nel rilancio editoriale della ItaloSvevo – non è un romanzo, ma un saggio che entra a gamba tesa sul tema degli sprechi dei finanziamenti a pioggia dati alla cultura (a volte permettendo ad opere veramente di scarsissima qualità di essere pubblicate solo perché di autori facenti parte di consorterie intellettuali)”.

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